Tag: economia

  • Flessibilità della domanda: come ridurre i costi energetici in Italia

    Flessibilità della domanda: come ridurre i costi energetici in Italia

    In Breve

    Cosa si intende per flessibilità della domanda?
    È la capacità dei consumatori di adattare il proprio consumo energetico in risposta a segnali esterni.
    Quali sono i potenziali risparmi per i consumatori?
    I risparmi possono variare dal 10% al 30% sulle bollette energetiche.
    Qual è il prezzo attuale dell'elettricità in Italia?
    Il prezzo dell'elettricità ha raggiunto 224 euro al MWh.

    La flessibilità della domanda rappresenta una delle soluzioni più promettenti per affrontare l’aumento dei costi energetici in Italia. Secondo le stime fornite da Flexit, nei primi quattro mesi del 2026, il trasferimento dei consumi elettrici dalle ore più costose verso le ore centrali potrebbe portare a una riduzione del costo dell’elettricità compresa tra il 5% e il 69%, con un abbattimento del prezzo fino a 59 euro al MWh.

    Una diminuzione aggregata della domanda di energia elettrica di 2-5 GW, corrispondente a circa il 5-10% del carico totale italiano, potrebbe abbassare il Prezzo Unico Nazionale (PUN) di 30-50 euro al MWh nelle ore interessate, traducendosi in un risparmio compreso tra il 10% e il 30% per i consumatori.

    La flessibilità dal lato della domanda (demand-side flexibility, DSF) è definita come la capacità dei consumatori di adattare la propria produzione e consumo energetico in risposta a segnali esterni. Questo può avvenire sia individualmente che attraverso operatori di mercato come retailer e aggregatori. I consumatori, noti come flexumer, possono beneficiare di tariffe dinamiche, riducendo così le proprie bollette e contribuendo a stabilizzare i picchi di domanda, il che a sua volta aiuta a contenere il prezzo all’ingrosso dell’energia.

    Un ulteriore vantaggio di questo sistema è la riduzione del rischio di curtailment della produzione da fonti rinnovabili. Nel 2025, sono stati fermati 640 GWh di energia eolica su un totale di 21 TWh prodotti e 162 GWh di energia solare su 44 TWh. Questo evidenzia la necessità di ottimizzare l’uso delle risorse rinnovabili disponibili.

    In Francia, gli aggregatori di demand response sono già attivi nei mercati all’ingrosso attraverso il meccanismo NEBCO, ottenendo riduzioni del prezzo all’ingrosso fino a 60 euro al MWh durante i picchi di domanda. In Italia, sono attualmente in fase di sviluppo quattro progetti pilota su mercati locali della flessibilità, localizzati a Milano (Unareti), Roma (Areti), nel Centro Italia (E-Distribuzione) e a Trieste (AcegasApsAmga). Questi progetti prevedono aste che remunerano i clienti per la flessibilità che mettono a disposizione.

    La neonata associazione italiana Flexit, parte del gruppo europeo SmartEn, che include operatori come retailer, aggregatori e produttori di tecnologia, ha sottolineato l’urgenza di attivare questo potenziale per ridurre rapidamente le bollette di famiglie e imprese. Attualmente, il prezzo dell’elettricità (PUN Index GME) ha raggiunto 224 euro al MWh, un livello non visto dal dicembre 2022.

    L’Unione Europea ha già previsto la possibilità di partecipazione della flessibilità dal 2019 con la direttiva 2019/944 e il regolamento 2019/943, e ARERA ha dato il via libera nel 2021. Michael Villa, presidente di Flexit e direttore generale di SmartEn, ha richiamato l’attenzione sulla necessità di un framework normativo comune per uniformare le regole e consentire lo sviluppo di mercati scalabili e business replicabili.

  • Zucchetti cede il 50% di Amilon a Tillo: nasce un nuovo leader nel mercato delle gift card

    Zucchetti cede il 50% di Amilon a Tillo: nasce un nuovo leader nel mercato delle gift card

    In Breve

    Qual è l'importo del mercato delle gift card dopo l'acquisizione?
    Il mercato delle gift card supera i 3,5 miliardi di euro.
    Chi sono i fondatori di Amilon?
    I fondatori di Amilon sono Andrea Verri e Fabio Regazzoni.
    Qual è l'obiettivo di crescita annuale del nuovo gruppo?
    L'obiettivo di crescita annuale è del 30%.

    Il Gruppo Zucchetti ha annunciato la cessione della propria quota del 50% in Amilon al gruppo inglese Tillo, dando vita a un nuovo operatore globale nel settore delle gift card, con un valore di mercato superiore ai 3,5 miliardi di euro e un obiettivo di crescita del 30% anno su anno.

    I co-CEO e fondatori di Amilon, Andrea Verri e Fabio Regazzoni, insieme al CIO Renato Buontempo, hanno deciso di reinvestire, mantenendo una quota di minoranza nella holding di controllo, la cui maggioranza è detenuta dalla società di investimento paneuropea Tenzing. I manager continueranno a guidare Amilon, assicurando così continuità strategica, operativa e relazionale per clienti e partner.

    Con sede a Milano e uffici a Madrid e Varsavia, Amilon è stata pioniera nell’introduzione delle gift card digitali in Italia e ha svolto un ruolo cruciale nella costruzione del mercato delle soluzioni per incentivazione, employee engagement e welfare aziendale. Nel 2025, l’azienda ha registrato un fatturato di 609 milioni di euro, in crescita rispetto ai 455 milioni dell’anno precedente.

    L’acquisizione rappresenta un passo strategico per l’espansione internazionale di Tillo, creando un operatore con una presenza più forte a livello globale e un portafoglio di brand ampliato. Il nuovo gruppo, guidato dal CEO Alex Preece, mira a supportare clienti e partner in Europa, Nord America e Asia-Pacifico.

    Grazie all’esperienza consolidata di Amilon nei fringe benefit e nelle soluzioni di welfare, il nuovo gruppo sarà in grado di rispondere in modo più efficace alle esigenze delle multinazionali che cercano un partner unico per Regno Unito, Italia ed Europa, offrendo al contempo nuove opportunità di distribuzione nei principali mercati consumer internazionali.

    I fondatori di Amilon, Verri e Regazzoni, hanno dichiarato: “Negli ultimi vent’anni, Amilon si è evoluta da azienda specializzata nelle gift card a piattaforma di riferimento per il digital value, aiutando le imprese a coinvolgere, premiare e connettersi con le persone attraverso un ecosistema di soluzioni sempre più ampio e diversificato. Questa operazione rappresenta il passo successivo di quel percorso e riflette un’ambizione condivisa: contribuire a plasmare il futuro del digital value, in cui rewards, incentivi, benefit ed engagement operano in modo integrato tra mercati e canali”.

    Il presidente del Gruppo Zucchetti, Alessandro Zucchetti, ha motivato la cessione con un riposizionamento strategico, affermando: “Amilon risultava solo parzialmente coerente con il perimetro strategico del nostro core business. Il nostro rapporto di collaborazione commerciale proseguirà, poiché riteniamo le soluzioni di Amilon di elevata qualità e continueremo a promuoverle sul mercato”.

    L’operazione è stata assistita da advisor finanziari e legali per entrambe le parti, sebbene i termini finanziari non siano stati resi noti.

  • Intesa Sanpaolo: obiettivo 60% di sinergie con Montepaschi entro il 2028

    Intesa Sanpaolo: obiettivo 60% di sinergie con Montepaschi entro il 2028

    In Breve

    Qual è l'obiettivo di Intesa Sanpaolo riguardo alle sinergie con Montepaschi?
    Intesa Sanpaolo prevede di realizzare il 60% delle sinergie entro il 2028.
    Quanto ammontano le sinergie lorde annuali previste?
    Le sinergie lorde annuali sono stimate in 2,9 miliardi di euro entro il 2029.
    Cosa prevede l'assemblea di Montepaschi del 29 ottobre?
    L'assemblea sarà chiamata a pronunciarsi sulle contromosse presentate dal CEO Luigi Lovaglio.

    Intesa Sanpaolo ha annunciato un ambizioso piano per realizzare il 60% delle sinergie derivanti dall’operazione su Montepaschi entro il 2028. Questo approccio strategico prevede di raggiungere un totale di 2,9 miliardi di euro in sinergie lorde annuali entro il 2029.

    La banca ha confermato che manterrà la sua partecipazione del 13,2% in Generali, detenuta tramite Mediobanca, utilizzando il metodo del patrimonio netto per il trattamento contabile. Questo approccio garantirà che non ci sia ingerenza nella governance di Generali e che la partecipazione beneficerà del regime prudenziale del Danish Compromise.

    In vista dell’assemblea convocata per l’approvazione dell’aumento di capitale a supporto dell’Opas su Montepaschi, che si svolgerà con la modalità del rappresentante designato, Intesa ha fissato obiettivi di remunerazione per gli azionisti pari a circa 61 miliardi di euro nel periodo 2025-2029. Questo rappresenta un incremento rispetto ai circa 50 miliardi previsti dal piano stand-alone.

    Inoltre, è prevista una distribuzione straordinaria in contanti di circa 2,7 miliardi di euro nel biennio 2026-2027. La banca ha dichiarato che questi risultati saranno perseguiti senza costi sociali e a vantaggio di tutti gli stakeholder dei due gruppi, nonché prevedendo una maggiore redditività per il perimetro che rimarrà all’interno del gruppo rispetto a quello destinato a Unipol.

    Intesa Sanpaolo stima una partecipazione assembleare intorno al 60-65% del capitale e prevede un ampio sostegno da parte degli azionisti. Il presidente Gian Maria Gros-Pietro ha espresso fiducia in un ampio appoggio, richiamando l’attenzione sul peso degli investitori istituzionali internazionali nel capitale.

    Per quanto riguarda Montepaschi, l’assemblea del 29 ottobre sarà chiamata a pronunciarsi sulle contromosse presentate dal CEO Luigi Lovaglio. È prevista per giovedì la presentazione alle autorità delle istanze relative alle due contro-Opas su Banco Bpm e Banca Generali.

    Il consiglio di Mps è convocato oggi per completare la propria composizione con la cooptazione di Gianluca Brancadoro e Alessandro Caltagirone, i quali hanno ricevuto l’idoneità dalla BCE e sostituiranno Carlo Vivaldi, dichiarato incompatibile, e Fabrizio Palermo, dimissionario.

    Infine, sullo sfondo resta la posizione del Tesoro, che ha annunciato l’intenzione di mantenere una posizione totalmente neutrale e ha congelato la cessione della propria quota, come ribadito dal ministro Giorgetti.

  • Stabilità di Governo e Crescita Economica: Le Sfide dell’Italia secondo Carlo Altomonte

    Stabilità di Governo e Crescita Economica: Le Sfide dell’Italia secondo Carlo Altomonte

    In Breve

    Qual è l'impatto della stabilità di governo sull'economia italiana?
    La stabilità di governo ha ridotto la percezione del rischio Paese e ha contribuito a un calo dello spread.
    Quali sono le sfide principali per la crescita economica in Italia?
    Le sfide includono shock esterni come la crisi energetica e la guerra in Ucraina.
    Cosa suggerisce Carlo Altomonte per migliorare la situazione economica?
    Altomonte suggerisce di mantenere i conti sotto controllo e incentivare investimenti privati.

    Carlo Altomonte, prorettore della Sda Bocconi e direttore del Pnrr Lab, ha recentemente condiviso la sua analisi sulla situazione economica italiana, evidenziando come quattro anni di stabilità governativa abbiano contribuito a ridurre la percezione del rischio Paese. Secondo Altomonte, il controllo dei conti pubblici e l’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) hanno avuto un impatto significativo, portando a un calo dello spread e a una performance positiva di Piazza Affari.

    La disponibilità e la capacità di impiego dei fondi Pnrr, insieme a una maggiore coerenza nelle politiche governative riguardanti le crisi internazionali, hanno incrementato la fiducia degli investitori. Questo ha portato a una riduzione dello spread a livelli non visti dai tempi precedenti alla crisi finanziaria. La normalizzazione della curva dei tassi ha avvantaggiato settori chiave come quello bancario e energetico, che sono ampiamente rappresentati nella Borsa italiana.

    Tuttavia, nonostante questo “dividendo finanziario”, Altomonte avverte che la vera sfida consiste nel trasformare la fiducia in una crescita economica duratura. Gli shock esterni degli ultimi anni, come la crisi energetica, la guerra in Ucraina, l’inflazione, le barriere commerciali e la crescente concorrenza internazionale, hanno limitato il potenziale di espansione dell’Italia.

    Con un debito pubblico ancora elevato, la sostenibilità della traiettoria economica dipende dalla coerenza della politica di bilancio. Se la crescita nominale rimane inferiore al costo di finanziamento del debito, la gestione del debito diventa sempre più complessa. Altomonte sottolinea quindi l’importanza di mantenere i conti sotto controllo, completare la spesa dei fondi europei residui e finanziare le transizioni digitale e verde.

    Inoltre, è fondamentale incentivare un maggiore impiego di capitali privati per sostenere investimenti produttivi. La fiducia, secondo Altomonte, è la condizione necessaria per stimolare gli investimenti, ma attualmente le imprese italiane stanno assumendo senza aumentare proporzionalmente i loro investimenti. Il passo successivo sarà quindi quello di fornire direttive chiare di politica economica, in modo da convertire stabilità e credibilità in investimenti e crescita.

  • Bank of England: i rischi dell’IA e le strategie per le imprese

    Bank of England: i rischi dell’IA e le strategie per le imprese

    In Breve

    Qual è l'impatto previsto della correzione dei titoli legati all'IA sul PIL del Regno Unito?
    La Bank of England prevede una riduzione del 2,2% del PIL del Regno Unito.
    Quali sono le tre lezioni chiave dalle esperienze tecnologiche passate?
    Le lezioni riguardano la gestione dei rischi, la sostenibilità delle valutazioni e la distinzione tra tecnologia reale e speculazione.
    Quali strategie dovrebbero adottare le imprese per affrontare i rischi dell'IA?
    Le imprese dovrebbero investire in competenze e infrastrutture, e sviluppare progetti difensivi ed esplorativi.

    Bank of England: i rischi dell’IA e le strategie per le imprese

    La Bank of England, nel suo ultimo rapporto sulla stabilità finanziaria, ha messo in guardia riguardo ai potenziali rischi economici legati all’intelligenza artificiale (IA). Secondo l’istituto, una correzione dei prezzi dei titoli tecnologici legati all’IA, causata da cambiamenti nella produttività e nella redditività delle aziende, potrebbe comportare una riduzione del 2,2% del PIL del Regno Unito. Questo avvertimento sottolinea come i rischi associati all’IA non siano limitati alla Silicon Valley, ma richiedano un’attenzione strategica e operativa a livello globale.

    Lezioni dal passato: Y2K, bolla delle dotcom e mercato crypto

    Le esperienze tecnologiche passate offrono importanti spunti per affrontare i rischi attuali. Alla vigilia del 2000, gli sforzi per mitigare il rischio Y2K, attraverso test e piani di contingenza, hanno probabilmente evitato interruzioni significative nei settori critici come banche e trasporti. Questo dimostra come una minaccia ben gestita possa apparire esagerata.

    La bolla delle dotcom ha insegnato che, mentre la tecnologia può essere reale, le valutazioni possono risultare insostenibili. Molte aziende con modelli deboli hanno fallito dopo aver raccolto capitali elevati, ma le idee e le infrastrutture hanno continuato a evolvere. Inoltre, la crescita del mercato delle criptovalute ha evidenziato come discorsi rivoluzionari possano nascondere casi d’uso fragili e fenomeni di speculazione.

    La sfida dell’intelligenza artificiale

    L’ascesa dell’IA combina elementi di queste esperienze precedenti. Si tratta di rischi concreti che necessitano di mitigazione e governance, un potenziale tecnologico spesso accompagnato da valutazioni sovradimensionate e una mitologia commerciale che trasforma etichette come “IA-powered” in leve di marketing piuttosto che in garanzie di valore.

    Per affrontare queste sfide, le aziende devono adottare una risposta disciplinata, trattando la cybersecurity e la governance come funzioni operative. È fondamentale investire in competenze, infrastrutture dati, persone e processi, e porre domande operative su quali problemi l’IA può risolvere, chi utilizza gli strumenti, quali dati sono accessibili e quali sistemi possono essere influenzati.

    Strategie aziendali per affrontare i rischi

    Le iniziative aziendali dovrebbero includere un portafoglio di progetti diversificati: progetti difensivi per mappare l’uso esistente e prepararsi ai guasti; progetti esplorativi per verificare dove l’IA può creare valore, ad esempio nella scrittura di codice e nel supporto clienti; e valutazioni scettiche per evitare investimenti privi di risparmi o miglioramenti misurabili.

    Le aziende più efficaci non saranno quelle che prevedono perfettamente il futuro, ma quelle pronte ad adattarsi quando la realtà si presenterà. La capacità di rispondere rapidamente ai cambiamenti sarà cruciale per navigare in un panorama tecnologico in continua evoluzione.

  • Il Rischio di un Costo del Capitale Elevato e Prolungato: L’Allerta di Paolo Gesa

    Il Rischio di un Costo del Capitale Elevato e Prolungato: L’Allerta di Paolo Gesa

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    Qual è il principale rischio secondo Paolo Gesa?
    Il rischio principale è che il costo del capitale rimanga elevato per un periodo prolungato.
    Cosa causa l'attuale aumento dei rendimenti?
    L'aumento è causato da tensioni geopolitiche, pressioni inflazionistiche e preoccupazioni sui debiti pubblici.
    Come si posiziona l'Italia rispetto ad altri Paesi europei?
    L'Italia appare relativamente meglio posizionata grazie a una maggiore attenzione ai conti pubblici.

    Il Rischio di un Costo del Capitale Elevato e Prolungato: L’Allerta di Paolo Gesa

    Paolo Gesa, amministratore delegato di Credito Lombardo Veneto, ha recentemente messo in guardia su un tema cruciale per l’economia italiana e europea: il rischio non è solo un singolo aumento dei tassi d’interesse, ma piuttosto la possibilità che il costo del capitale rimanga elevato per un periodo prolungato.

    Le Cause del Rincaro dei Rendimenti

    Gesa ha spiegato che l’attuale corsa dei rendimenti è il risultato di una combinazione di fattori, tra cui tensioni geopolitiche, il ritorno delle pressioni inflazionistiche e preoccupazioni sulla sostenibilità dei debiti pubblici. Questi elementi stanno influenzando le decisioni delle banche centrali, che si trovano a dover mantenere un atteggiamento prudente ma restrittivo.

    Le Prospettive delle Banche Centrali

    Secondo Gesa, un ulteriore rialzo dei tassi è possibile, ma il problema principale risiede nella durata di una politica monetaria più onerosa. L’inflazione, infatti, è stata in gran parte generata da uno shock energetico e geopolitico, e sebbene la politica monetaria possa attenuarne gli effetti, non può risolvere il problema alla radice.

    La Situazione Fiscale in Europa

    Molti Paesi occidentali si trovano a fronteggiare debiti e deficit elevati e dovranno continuare a emettere grandi quantità di titoli, mentre il costo del finanziamento cresce. Questo scenario presenta il rischio che i mercati inizino a discriminare tra i vari Paesi in base alla credibilità delle loro politiche fiscali.

    Il Posizionamento dell’Italia

    Nonostante un debito pubblico elevato, l’Italia sembra essere relativamente meglio posizionata rispetto ad altri grandi Paesi europei. Gesa sottolinea che l’Italia ha accumulato esperienza e ha prestato maggiore attenzione ai conti pubblici negli ultimi anni. Al contrario, la Francia sta attirando maggiormente l’attenzione dei mercati.

    Implicazioni per l’Economia Reale

    Per l’economia reale, tassi e rendimenti elevati si traducono in un aumento del costo del credito per famiglie e imprese, minori investimenti e una maggiore pressione sui bilanci pubblici. Per le piccole e medie imprese (PMI), diventa cruciale disporre di strutture finanziarie equilibrate, scadenze del debito coerenti con gli investimenti e adeguati margini di liquidità.

    Conclusioni

    Gesa conclude che il vero rischio è entrare in una fase prolungata di costo del capitale elevato in un’Europa che già fatica a crescere. Le sfide che ci attendono richiedono attenzione e strategie adeguate per garantire la stabilità economica.

  • Aumento dei Prezzi alla Produzione Industriale in Italia: Dati di Luglio 2026

    Aumento dei Prezzi alla Produzione Industriale in Italia: Dati di Luglio 2026

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    Qual è stato l'aumento dei prezzi alla produzione industriale a luglio 2026?
    I prezzi alla produzione industriale sono aumentati del 2,4% su base mensile e del 7,8% su base annua.
    Quali settori hanno registrato i maggiori aumenti?
    I settori con i maggiori aumenti includono coke e prodotti petroliferi, prodotti chimici e metallurgia.
    Come si sono comportati i prezzi nel settore delle costruzioni?
    I prezzi delle costruzioni per edifici residenziali e non residenziali sono diminuiti dello 0,1% su base mensile ma sono aumentati del 3,1% su base annua.

    A luglio 2026, i prezzi alla produzione dell’industria in Italia hanno mostrato un notevole incremento, con un aumento del 2,4% rispetto al mese precedente e del 7,8% su base annua, segnando una crescita rispetto al +5,8% registrato a giugno.

    Analizzando il mercato interno, si osserva una crescita del 3% su base mensile e del 9,3% su base annua, rispetto al +6,8% del mese precedente. Tuttavia, escludendo il comparto energetico, l’aumento è molto più contenuto, con un +0,3% su mese e un +3,3% su anno, rispetto al +2,9% di giugno.

    Per quanto riguarda il mercato estero, i prezzi alla produzione sono aumentati dello 0,6% su base mensile, con una crescita dello 3,6% su base annua. Nello specifico, l’area euro ha registrato un incremento dello 0,2% mensile e del 3,7% annuo, mentre l’area non euro ha visto un aumento dello 0,9% mensile e del 3,5% annuo.

    Nel trimestre maggio-luglio, i prezzi alla produzione dell’industria sono cresciuti complessivamente del 2,2%, con un incremento del 2,4% nel mercato interno e del 1,5% in quello estero.

    Tra i settori manifatturieri, i maggiori aumenti tendenziali a luglio sono stati registrati da:

    • Coke e prodotti petroliferi raffinati: +54% nel mercato interno e +35,9% nell’area non euro;
    • Prodotti chimici: +9,6% nel mercato interno, +6,8% nell’area euro e +6,6% nell’area non euro;
    • Metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo (esclusi macchine e impianti): +7,7% nel mercato interno e +7,8% nell’area euro;
    • Altre industrie manifatturiere e riparazione e installazione di macchine e apparecchiature: +6,8% nell’area non euro.

    In particolare, sul mercato interno, la crescita tendenziale dei prezzi per la fornitura di energia elettrica e gas ha accelerato, raggiungendo un incremento del 14,5%, rispetto all’8,9% di giugno.

    Per quanto riguarda il settore delle costruzioni, a luglio i prezzi alla produzione per edifici residenziali e non residenziali hanno mostrato una leggera diminuzione dello 0,1% su base mensile, ma un aumento del 3,1% su base annua, rispetto al +3,3% di giugno. I prezzi per strade e ferrovie, invece, sono aumentati dello 0,8% in termini congiunturali e del 4,3% in termini tendenziali, rispetto al +3,7% di giugno.

    Nel trimestre maggio-luglio, i prezzi degli edifici residenziali e non residenziali sono aumentati dell’1,3%, mentre quelli per strade e ferrovie sono cresciuti dell’1,1%.

  • Aumento dei Prezzi alla Produzione dei Servizi in Italia: Analisi del II Trimestre 2026

    Aumento dei Prezzi alla Produzione dei Servizi in Italia: Analisi del II Trimestre 2026

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    Qual è l'aumento dei prezzi alla produzione dei servizi nel II trimestre 2026?
    I prezzi sono aumentati dell'1,5% rispetto al trimestre precedente e del 4,3% su base annua.
    Quali settori hanno registrato i maggiori aumenti?
    I servizi di trasporto e magazzinaggio hanno mostrato l'incremento più significativo, con un aumento del 3,5% congiunturale.
    Come si sono comportati i prezzi dei servizi di trasporto aereo?
    I prezzi del trasporto aereo di passeggeri sono diminuiti del -2,7%.

    Nel secondo trimestre del 2026, i prezzi alla produzione dei servizi sul mercato business (BtoB) in Italia hanno registrato un incremento dell’1,5% rispetto al trimestre precedente e del 4,3% su base annua. Questo segna un aumento rispetto al +2,7% del primo trimestre 2026. Per il mercato totale, che comprende sia il business che il consumer (BtoAll), i prezzi sono aumentati dell’1,8% su base congiunturale e del 4,0% su base tendenziale, rispetto al +3,0% del trimestre precedente.

    La crescita congiunturale è stata diffusa, interessando quasi tutte le attività economiche, con i servizi di trasporto e magazzinaggio che hanno mostrato l’incremento più significativo (+3,5%). Tuttavia, è importante notare che il settore del trasporto aereo di passeggeri ha registrato una diminuzione dei prezzi del -2,7%. Gli aumenti più rilevanti si sono verificati nel trasporto marittimo (+5,1%), nelle attività di supporto connesse ai trasporti (+4,8%) e nel trasporto merci su strada (+3,4%).

    Su base annua, i prezzi dei servizi di trasporto e magazzinaggio sono aumentati del 7,0%, un notevole incremento rispetto al +2,2% del primo trimestre 2026. Anche i servizi di noleggio, agenzie di viaggio e servizi di supporto alle imprese hanno visto un aumento dell’1,6% su base congiunturale, con tutti i settori in crescita ad eccezione delle attività di ricerca e selezione del personale, che sono rimaste stabili.

    Il comparto delle attività di supporto per le funzioni d’ufficio e altri servizi di supporto alle imprese ha registrato il rialzo congiunturale più ampio, con un aumento del 4,4%. Su base annua, questo comparto ha visto una crescita del 3,6%, in leggera diminuzione rispetto al +3,7% del primo trimestre 2026.

    I servizi di informazione e comunicazione hanno mostrato un incremento dello 0,9% su base congiunturale, mantenendo una crescita tendenziale stabile al +2,2%. Le attività professionali, scientifiche e tecniche hanno registrato un aumento congiunturale dello 0,7%, con un’accelerazione della crescita su base annua al +3,5% rispetto al +2,8% del primo trimestre 2026.

    In sintesi, la crescita dei prezzi alla produzione dei servizi per il mercato business è stata principalmente sostenuta dall’aumento dei prezzi nei trasporti e nelle attività di supporto ad essi connesse. Il mercato totale ha mostrato una dinamica congiunturale più accentuata rispetto al solo mercato business, mentre la crescita tendenziale è risultata relativamente meno sostenuta.

  • Campania: 20 Academy di Filiera per un Futuro Professionale Sostenibile

    Campania: 20 Academy di Filiera per un Futuro Professionale Sostenibile

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    Cosa sono le Academy di filiera in Campania?
    Le Academy di filiera sono iniziative finanziate dalla Regione Campania per connettere formazione e lavoro, sviluppando competenze richieste dal mercato.
    Quanto è l'investimento della Regione Campania per queste Academy?
    L'investimento complessivo è di 32 milioni di euro, provenienti dal PR Campania FSE+ 2021-2027.
    Quali settori sono coinvolti nelle Academy di filiera?
    I settori coinvolti includono agroalimentare, edilizia, green economy, ICT, meccatronica, sanità, tessile-abbigliamento-calzature, trasporti e turismo.

    La Regione Campania ha avviato un’importante iniziativa per il mondo del lavoro, finanziando le prime 20 “Academy di filiera”. Questo progetto mira a connettere formazione e occupazione, sviluppando competenze in linea con le esigenze del sistema produttivo regionale.

    Con una dotazione complessiva di 32 milioni di euro provenienti dal PR Campania FSE+ 2021-2027, le Academy sono state istituite dopo l’approvazione delle graduatorie relative all’Avviso pubblico Campania Academy Industria (CAI) – Formare per Lavorare. I percorsi formativi finanziati si rivolgono sia a lavoratori già occupati, per il loro aggiornamento e specializzazione, sia a persone inoccupate e disoccupate, con l’obiettivo di facilitarne l’inserimento nelle imprese delle filiere di riferimento.

    I settori interessati da questa iniziativa sono strategici per l’economia regionale e includono agroalimentare, edilizia, green economy, ICT, meccatronica, sanità, tessile-abbigliamento-calzature, trasporti e turismo. L’iniziativa si propone di costruire un’offerta formativa che risponda ai fabbisogni reali del mercato del lavoro, orientando i percorsi verso le competenze effettivamente richieste per rafforzare la competitività delle imprese.

    L’assessora regionale al Lavoro e alla Formazione, Angelica Saggese, ha sottolineato l’importanza di queste Academy, definendole «un passo fondamentale verso un sistema formativo sempre più allineato alle esigenze del lavoro e dello sviluppo della Campania». Ha evidenziato la necessità di colmare il divario tra le professionalità richieste dalle imprese e le competenze disponibili, investendo in una formazione che possa tradursi concretamente in occupazione e sviluppo del territorio.

    Le Academy di filiera rappresentano, quindi, un’opportunità significativa per i cittadini campani, contribuendo non solo alla crescita professionale degli individui, ma anche al rafforzamento del tessuto economico regionale. Con questo progetto, la Campania si pone come esempio di come la formazione possa essere un ponte verso il lavoro, rispondendo alle sfide di un mercato in continua evoluzione.

  • Coppe europee: i club italiani puntano a ricavi record da 450 milioni

    Coppe europee: i club italiani puntano a ricavi record da 450 milioni

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    Qual è l'importo stimato dei ricavi UEFA per i club italiani?
    I ricavi UEFA per i club italiani sono stimati in almeno 450 milioni di euro.
    Quando si svolgeranno i sorteggi delle Coppe europee?
    I sorteggi si svolgeranno il 27 e 28 agosto 2026.
    Qual è la competizione più remunerativa per i club?
    La Champions League è la competizione più remunerativa, con 2,47 miliardi di euro destinati ai club.

    La partecipazione alle Coppe europee si sta rivelando cruciale per l’equilibrio finanziario dei club italiani. I premi economici UEFA rappresentano attualmente tra il 15% e il 20% del fatturato della Serie A, con una stima che supera i 450 milioni di euro, considerando anche i proventi delle gare casalinghe.

    Il 27 agosto, l’urna di Montecarlo determinerà le avversarie di Inter, Roma, Napoli e Como in Champions League, mentre Milan e Juventus conosceranno i loro accoppiamenti per l’Europa League il giorno successivo. Nel frattempo, l’Atalanta è impegnata in uno spareggio per accedere alla Conference League contro l’Hapoel Tel Aviv.

    Per la stagione 2026/27, i ricavi lordi attesi dalla UEFA per le competizioni europee, tra cui Champions League, Europa League, Conference e Supercoppa, si avvicinano ai 4,4 miliardi di euro. Dopo aver dedotto i costi organizzativi e gli accantonamenti, oltre 3,3 miliardi saranno distribuiti ai club partecipanti. La Champions League si conferma la competizione più remunerativa, con 2,47 miliardi di euro, seguita dall’Europa League con 565 milioni e dalla Conference con 285 milioni.

    La distribuzione dei premi avviene secondo tre criteri principali: il bonus di partecipazione, che rappresenta il 27,5% del montepremi, pari a 18,6 milioni per ciascuno dei 36 club della Champions; i bonus per vittorie (2,1 milioni a partita) e pareggi (700 mila euro); e il cosiddetto ‘value pillar’, che considera il valore del mercato televisivo nazionale e il ranking dei club, per un totale di 853 milioni (35%).

    In base a queste stime, l’Inter dovrebbe ricevere circa 56 milioni, la Roma poco meno di 50, il Napoli 43 e il Como circa 35 milioni. In uno scenario con prestazioni deludenti, senza qualificazione per la fase a eliminazione diretta, le quattro squadre italiane in Champions potrebbero incassare poco meno di 190 milioni. A questi si aggiungerebbero 30-35 milioni derivanti dalla partecipazione di Juventus e Milan all’Europa League, portando il totale oltre i 215 milioni.

    Nella scorsa edizione, i proventi complessivi per i club italiani hanno raggiunto i 250 milioni, con l’Inter che ha incassato 71 milioni, l’Atalanta 70 milioni, la Juventus 64 milioni e il Napoli 48 milioni. In uno scenario intermedio, con un rendimento in linea con il valore tecnico delle squadre, i ricavi distribuiti potrebbero collocarsi tra 300 e 360 milioni. In questo caso, l’Inter sfiorerebbe i 90 milioni, mentre Roma e Napoli si attesterebbero tra 65 e 80 milioni, e Juventus e Milan potrebbero superare i 25 milioni ciascuna.

    In uno scenario ottimale, ad esempio con l’Inter che raggiunge le semifinali o la finale, almeno due club italiani agli ottavi di Champions e una finalista in Europa League, il bottino complessivo potrebbe salire a 400-450 milioni, con l’Inter vicina ai 120 milioni. A questi introiti si aggiungono gli incassi da stadio: le quattro gare casalinghe garantite nella fase a gironi per ciascuna delle sei squadre possono generare entrate tra 15 e 20 milioni per i club con stadi di maggiore capienza, per un totale complessivo che supera i 100 milioni.