Tag: economia

  • Acer e la crisi della memoria: previsioni e realtà del mercato dei componenti

    Acer e la crisi della memoria: previsioni e realtà del mercato dei componenti

    In Breve

    Qual è la previsione di Acer sui prezzi dei componenti informatici?
    Acer prevede un aumento dei prezzi dei PC del 5-20% nel quarto trimestre del 2026, con un calo atteso dalla metà del 2027.
    Cosa dice il CEO di Acer sulla carenza di memoria?
    Jason Chen afferma che è impossibile che la carenza di memoria duri fino al 2030.
    Quali sono le attuali tendenze dei prezzi della RAM e delle GPU?
    I prezzi della RAM e delle GPU hanno registrato recenti aumenti, soprattutto per i modelli di fascia alta.

    Il CEO di Acer, Jason Chen, ha recentemente condiviso le sue opinioni sulla situazione attuale del mercato della memoria, in particolare riguardo ai moduli DDR4 e DDR5. Secondo Chen, l’offerta di questi componenti è attualmente «abbastanza ampia» e non si registra una forte carenza di processori. Tuttavia, ha anche riconosciuto che i prezzi dei componenti stanno subendo forti oscillazioni, con un aumento previsto dei prezzi dei PC compreso tra il 5% e il 20% nel quarto trimestre del 2026.

    Chen ha previsto che i prezzi dovrebbero iniziare a scendere dalla metà del 2027, grazie a un incremento della produzione di chip, soprattutto in Cina. Ha sottolineato che è «impossibile» che la carenza di memoria duri fino al 2030. Questa affermazione, però, non è priva di contestazioni da parte di analisti e figure del settore, che ipotizzano che la crisi della memoria potrebbe prolungarsi fino al 2030.

    Nel frattempo, il costo della RAM e il prezzo delle GPU hanno registrato aumenti recenti, con rincari particolarmente marcati sui modelli di fascia alta. Questo scenario suggerisce che nel breve periodo ci sia una prospettiva di prezzi in crescita per PC e componenti, con una stabilizzazione attesa solo dalla metà del 2027.

    Le dichiarazioni di Chen sono state accolte con scetticismo da parte di alcuni esperti del settore, che avvertono che le attuali dinamiche di mercato potrebbero non supportare una rapida normalizzazione dei prezzi. La domanda di componenti di alta qualità continua a essere forte, e le incertezze legate alla produzione e alla supply chain potrebbero influenzare ulteriormente il mercato.

    In conclusione, mentre Acer si mostra ottimista riguardo al futuro dei prezzi della memoria, il settore rimane in attesa di sviluppi significativi. La situazione attuale richiede attenzione e monitoraggio, poiché le previsioni possono variare rapidamente in base alle condizioni di mercato.

  • Mutui in Italia: Rincari e Costi Aumentati per i Nuovi Contratti

    Mutui in Italia: Rincari e Costi Aumentati per i Nuovi Contratti

    In Breve

    Qual è l'aumento medio dei costi per i nuovi mutui in Italia?
    L'aumento medio dei costi per i nuovi mutui in Italia è di 540 euro l'anno.
    Quali fattori hanno causato l'aumento dei tassi di interesse?
    L'aumento dei tassi di interesse è dovuto all'aumento dell'Irs, dell'Euribor e ai tassi ufficiali della Banca Centrale Europea.
    Qual è l'impatto sui mutui a tasso fisso e variabile?
    I mutui a tasso fisso e variabile hanno registrato un aumento significativo delle rate mensili e dei costi complessivi.

    Una recente simulazione sui mutui in Italia ha rivelato che chi stipula un contratto a ottobre per un mutuo da 130.000 euro con una durata di 25 anni si trova a dover affrontare un costo complessivo significativamente più elevato rispetto a chi ha firmato a febbraio. La differenza può arrivare a quasi 13.500 euro nell’arco dei 25 anni, corrispondente a circa 540 euro l’anno.

    Questa analisi ha confrontato due mutui con lo stesso importo e durata, ma con tassi di interesse diversi a causa del momento della stipula. Si è utilizzato un mix ponderato delle scelte contrattuali dei mutuatari italiani, con l’85% che opta per tassi fissi e il 15% per tassi variabili. L’esborso complessivo stimato per il mutuo medio stipulato a febbraio è di 187.765 euro, mentre per quello di ottobre si attesta a 196.865 euro, con una differenza di 9.100 euro sulle 300 rate. Se i livelli di febbraio fossero stati mantenuti, l’esborso sarebbe stato di circa 183.376 euro, cioè 13.489 euro in meno rispetto al mutuo di ottobre.

    Il peggioramento dei costi è attribuibile all’aumento sia dell’Irs, che è il riferimento per i mutui a tasso fisso, sia dell’Euribor, utilizzato per quelli variabili. Inoltre, la Banca Centrale Europea ha aumentato i tassi ufficiali il 10 settembre, con un rialzo di 25 punti base che ha portato il tasso sui depositi al 2,50%, quello sulle operazioni di rifinanziamento principali al 2,65% e quello sui prestiti marginali al 2,90%. Questa decisione è stata motivata dalle pressioni inflazionistiche derivanti dal conflitto in Medio Oriente.

    Nel dettaglio, per i mutui a tasso fisso, il miglior tasso medio è passato dal 2,982% di febbraio al 3,49% previsto per ottobre. Di conseguenza, la rata mensile aumenta da 615 a circa 650 euro, con un rimborso complessivo che sale da 184.577 a 195.034 euro, comportando un incremento medio di 10.457 euro, ovvero circa 418 euro l’anno. Per quanto riguarda i tassi variabili, il tasso è calcolato come somma di uno spread dello 0,60% e della media tra l’Euribor a uno e a tre mesi, che era pari al 2,58% a febbraio e raggiunge il 3,24% a ottobre, con una rata che passa da 589 euro a 632 euro, un aumento di 43 euro.

    Proseguendo con la simulazione, si prevede che il tasso variabile possa salire al 3,93% nel 2029 e al 4,25% nel 2036, portando la rata a circa 679 euro e poi a circa 695 euro. Con queste ipotesi, il mutuo variabile stipulato a febbraio comporterebbe un esborso totale di 205.825 euro, mentre quello di ottobre salirebbe a 207.239 euro, con un incremento di 1.414 euro. Se i tassi fossero rimasti invariati dai livelli di febbraio, l’extra-costo sul variabile arriverebbe a 30.673 euro, ovvero 1.227 euro l’anno. Questo aumento si concentra soprattutto nella prima parte dell’ammortamento, quando il capitale residuo è più elevato.

    Roberto Anedda, responsabile dell’analisi dei mercati finanziari, ha commentato: «Tutti gli scenari a medio termine stimano tassi di interesse in rialzo. Le tensioni sul mercato energetico rimangono elevate e questo porterà ad un aumento dei costi. Si tratta di extra-costi che possono trasformarsi in migliaia di euro lungo la vita del mutuo, in un contesto in cui le famiglie italiane non hanno ancora assorbito i picchi inflazionistici del 2022-2023. Inevitabilmente, questa situazione si rifletterà in una contrazione delle erogazioni». Infatti, le compravendite di abitazioni hanno già mostrato una prima frenata nel secondo trimestre del 2026; per valutare compiutamente l’impatto dei tassi sulle erogazioni e sul mercato immobiliare sarà necessario attendere le statistiche di fine anno.

    Oltre ai mutui, la simulazione ha evidenziato altri extra-costi attesi per l’autunno 2026 per una famiglia media: spesa per carburante +324 euro (con un consumo familiare ipotizzato di 1.000 litri all’anno), bolletta elettrica +114 euro (consumo annuo di 2.187 kWh, profilo Arera 2024) e bolletta del gas +180 euro (consumo annuo di 678 Smc).

  • Kojima Productions: Situazione Economica Solida Nonostante le Voci di Chiusura

    Kojima Productions: Situazione Economica Solida Nonostante le Voci di Chiusura

    In Breve

    Kojima Productions è in difficoltà finanziarie?
    No, Kojima Productions ha smentito le voci di difficoltà finanziarie, dichiarando di avere una situazione economica solida.
    Qual è il rapporto attuale tra Kojima Productions e PlayStation?
    Kojima Productions ha affermato che il rapporto con PlayStation rimane solido nonostante le recenti speculazioni.
    Cosa ha causato le speculazioni sulla chiusura di Kojima Productions?
    Le speculazioni sono nate dall'abbandono del progetto Physint da parte di Sony e dai ritardi nella produzione.

    Kojima Productions, lo studio di sviluppo videoludico fondato da Hideo Kojima, ha recentemente smentito le voci riguardanti possibili difficoltà finanziarie. Attraverso un comunicato sui propri canali social, la compagnia ha affermato di trovarsi in una condizione economica solida e profittevole.

    Questa precisazione è giunta in seguito a speculazioni nate dall’abbandono del progetto Physint da parte di Sony, che ha portato il titolo a essere acquisito da Xbox. Secondo quanto riportato da Bloomberg, la decisione di Sony sarebbe stata influenzata da ritardi nella produzione e preoccupazioni relative al budget e alla redditività del progetto, oltre alla natura temporanea dell’accordo di esclusiva.

    In un’intervista a IGN, la prima dopo l’uscita di PlayStation dal progetto, Kojima ha espresso sorpresa per la decisione di Sony e ha condiviso le sue preoccupazioni riguardo al possibile impatto sulla sua azienda. Ha infatti temuto che la perdita del contratto potesse costringere a un drastico ridimensionamento del team, con il rischio di un collasso finanziario dovuto a mancanza di liquidità.

    Nonostante le preoccupazioni espresse e le indiscrezioni sulle vendite ritenute deludenti di titoli come Death Stranding e il suo sequel, Kojima Productions ha ribadito di essere “sana e profittevole”. La compagnia ha inoltre sottolineato che il rapporto con PlayStation “rimane solido”, lasciando aperta la possibilità di future collaborazioni.

    Questa situazione mette in evidenza le sfide che l’industria videoludica sta affrontando, con molte aziende che devono navigare in un contesto di incertezze economiche e cambiamenti nei rapporti di partnership. La trasparenza di Kojima Productions potrebbe rappresentare un passo importante per rassicurare i fan e gli investitori sulla stabilità della compagnia.

  • Rimbalzo dell’Export di Vino Italiano negli Stati Uniti: Un Segnale di Ripresa?

    Rimbalzo dell’Export di Vino Italiano negli Stati Uniti: Un Segnale di Ripresa?

    In Breve

    Qual è stato l'andamento dell'export di vino italiano verso gli USA a luglio?
    Le esportazioni sono aumentate del 9,5% in valore e dell'1,3% in quantità.
    Cosa indica l'aumento del prezzo medio del vino?
    Potrebbe segnare la fine dei tagli praticati dai produttori per compensare i dazi.
    Quali sono le prospettive per l'export di vino italiano nei prossimi mesi?
    Si prevede un attivo ancora più consistente, ma ci sono incertezze legate ai consumi.

    Rimbalzo dell’Export di Vino Italiano negli Stati Uniti: Un Segnale di Ripresa?

    Le esportazioni di vino italiano verso gli Stati Uniti hanno mostrato un significativo rimbalzo a luglio, con un incremento del 9,5% in valore e dell’1,3% in quantità. Questo miglioramento è accompagnato da un aumento del prezzo medio del vino, salito dell’8%, secondo i dati forniti dalla Commissione Europea e elaborati dall’Osservatorio dell’Unione Italiana Vini (Uiv).

    Questo incremento di prezzo potrebbe segnare la fine dei tagli praticati dai produttori italiani per compensare l’impatto dei dazi imposti in precedenza. Tuttavia, nonostante il miglioramento registrato a luglio, il trend generale nei primi sette mesi dell’anno rimane negativo, con una flessione dell’11% in valore, sebbene in miglioramento rispetto alla perdita del 14% registrata a giugno.

    L’Osservatorio Uiv prevede che agosto potrebbe portare a un attivo ancora più consistente, poiché non si verificano due mesi consecutivi di crescita nell’export verso gli Stati Uniti dall’inizio del 2025. Tuttavia, il segretario generale dell’Uiv, Paolo Castelletti, ha avvertito che è prematuro parlare di una vera e propria inversione di tendenza.

    Castelletti ha richiamato l’attenzione sull’incertezza legata ai consumi statunitensi, che non sono ancora ripartiti completamente, e sui rischi che i produttori europei devono affrontare, come l’indagine per overcapacity che potrebbe portare a nuovi dazi, oltre all’inflazione che sta erodendo il potere d’acquisto dei consumatori.

    Un aspetto interessante da considerare è che l’anno scorso, l’introduzione dei dazi ad agosto era stata preceduta da un’ondata di acquisti finalizzati all’accumulo di scorte. Questo fenomeno ha influenzato la lettura dei dati nei dodici mesi successivi; attualmente, i magazzini potrebbero essersi esauriti e i buyer hanno ripreso a ordinare.

    Carlo Flamini, responsabile dell’Osservatorio Uiv, ha sottolineato che il mercato americano è in profonda trasformazione. I consumi si stanno spostando all’interno del segmento vino, con un aumento della domanda per spumanti, cocktail e bevande pronte da bere. Inoltre, si osserva un crescente interesse per bevande alternative come hard teas e kombucha a base di cannabis, mentre cresce l’attenzione per packaging che favorisca portabilità e praticità.

    In questo contesto, il vino italiano dovrà adeguarsi a queste nuove tendenze per ricostruire un rapporto positivo con il principale mercato al mondo. L’industria vinicola italiana si trova di fronte a sfide significative, ma anche a opportunità per innovare e rispondere alle esigenze di un mercato in evoluzione.

  • Webuild avvia un’Opa totalitaria su Trevi: adesioni dal 28 settembre al 20 novembre

    Webuild avvia un’Opa totalitaria su Trevi: adesioni dal 28 settembre al 20 novembre

    In Breve

    Quando inizia e termina l'adesione all'Opa di Webuild su Trevi?
    L'adesione inizia il 28 settembre e termina il 20 novembre.
    Qual è il corrispettivo offerto per azione?
    Il corrispettivo è di 4,50 euro per azione ordinaria.
    Cosa prevede l'integrazione di Trevi in Webuild?
    Permetterà a Trevi di espandere la propria attività e mantenere la propria identità.

    Webuild ha ufficialmente lanciato un’offerta pubblica di acquisto (Opa) totalitaria su Trevi, una mossa strategica che potrebbe ridefinire il panorama del settore delle costruzioni in Italia. Il periodo di adesione all’offerta inizia alle 8:30 del 28 settembre e terminerà alle 17:30 del 20 novembre, salvo eventuali proroghe.

    La Commissione Nazionale per le Società e la Borsa (Consob) ha approvato l’offerta il 15 settembre, e il Documento di Offerta è stato pubblicato, fornendo dettagli cruciali per gli azionisti di Trevi. Il corrispettivo offerto è di 4,50 euro per azione ordinaria, un prezzo che rappresenta un premio di circa il 30% rispetto al valore di mercato alla data di riferimento. Il pagamento delle azioni è previsto per il 27 novembre, a condizione che non ci siano proroghe nel periodo di adesione.

    L’offerta è interamente supportata da un contratto di finanziamento, finalizzato a coprire l’esborso per l’acquisto di tutte le azioni di Trevi e a gestire l’eventuale rifinanziamento del debito dell’azienda, sul quale l’offerta non pone condizioni. Questo approccio mira a garantire una transizione fluida e sostenibile per Trevi, integrando le sue competenze specialistiche all’interno di una piattaforma industriale più ampia.

    Secondo il Documento di Offerta, l’integrazione delle competenze di Trevi con quelle di Webuild permetterà all’azienda di proseguire e ampliare la propria attività, beneficiando dell’accesso diretto alla rete globale del gruppo, presente in 50 paesi da oltre 120 anni. L’ingresso nel gruppo è descritto come un’opportunità di crescita per Trevi, le sue persone e il suo know-how, mantenendo al contempo l’identità aziendale, il centro direzionale in Italia e il patrimonio di competenze tecniche, progettuali e manageriali.

    Trevi, quindi, continuerà a mantenere un approccio aperto al mercato, continuando a offrire servizi ad alto valore aggiunto all’intero settore, garantendo così la propria competitività e sostenibilità nel lungo periodo.

  • Beretta Holding lancia un’Opa parziale su Ruger per aumentare la propria partecipazione

    Beretta Holding lancia un’Opa parziale su Ruger per aumentare la propria partecipazione

    In Breve

    Qual è l'obiettivo dell'Opa di Beretta su Ruger?
    Aumentare la partecipazione fino al 25% del capitale di Ruger.
    Qual è il prezzo fissato per l'Opa?
    44,80 dollari per azione.
    Quando scade l'offerta?
    Il 15 ottobre 2026.

    Beretta Holding, il noto gruppo lussemburghese specializzato nel settore delle armi leggere, ha recentemente annunciato il lancio di un’offerta pubblica di acquisto (Opa) parziale su Sturm, Ruger & Co., con l’obiettivo di incrementare la propria partecipazione fino al 25% del capitale della società.

    Le azioni di Ruger hanno reagito positivamente all’annuncio, registrando un aumento del 9,1% nelle contrattazioni di pre-apertura al NYSE, passando da 37,08 a 40,45 dollari. Nella seduta precedente, tuttavia, il titolo aveva mostrato una flessione dello 0,4%, chiudendo a 37,23 dollari.

    L’Opa è stata fissata a 44,80 dollari per azione, un valore che include un premio di circa il 21% rispetto alla chiusura del 16 settembre e un premio di circa il 20% rispetto alla media ponderata per i volumi degli ultimi 60 giorni fino al 24 marzo 2026. Beretta prevede di acquistare fino a 2.400.184 azioni senza una soglia minima di adesione, il che significa che l’entità effettiva dell’aumento della partecipazione dipenderà dall’esito dell’offerta.

    Inoltre, l’accordo consente a Beretta di nominare fino a due amministratori indipendenti, una volta soddisfatte le condizioni regolamentari. Il 16 settembre, Ruger ha comunicato che tali condizioni erano state soddisfatte, accelerando la scadenza del proprio piano di diritti degli azionisti (noto come poison pill), rimuovendo così un ostacolo significativo all’operazione.

    Questa intesa, che ha richiesto mesi di negoziati e che era stata inizialmente annunciata a maggio, prevede anche il ritiro delle candidature di Beretta al consiglio per l’assemblea del 2026 e un periodo di standstill di tre anni, con impegni specifici sulla gestione della partecipazione.

    Beretta Holding è già il maggiore azionista di Ruger, possedendo circa il 10% delle azioni. Il gruppo, controllato dalla famiglia Beretta, gestisce oltre 50 società e nel 2025 ha registrato un fatturato di 1,68 miliardi di euro, con un EBITDA di 254 milioni. La sua attività è ben bilanciata, con circa il 60% del fatturato proveniente dal settore civile e il 40% dalla difesa.

    Pietro Gusalli Beretta, presidente e amministratore delegato di Beretta Holding, ha commentato: «Il nostro investimento in Ruger, uno dei produttori più iconici e rispettati del settore, rappresenta una tappa importante per Beretta Holding, in quanto costituisce il nostro primo investimento in una società quotata in Borsa». La scadenza dell’offerta è fissata per il 15 ottobre, un appuntamento cruciale per il futuro della transazione.

  • Stallo della filiera dell’alluminio in Sardegna: la situazione attuale

    Stallo della filiera dell’alluminio in Sardegna: la situazione attuale

    In Breve

    Qual è la situazione attuale della filiera dell’alluminio in Sardegna?
    La filiera è in stallo, senza progressi dopo due incontri al Mimit.
    Cosa sta succedendo con Eurallumina?
    Eurallumina è ferma dal 2009 a causa di sanzioni e congelamento dei fondi.
    Quali sono le prospettive per Sider Alloys?
    Sider Alloys deve superare nodi irrisolti per riprendere la produzione.

    La filiera dell’alluminio in Sardegna si trova attualmente in una fase di stallo, come emerso dagli ultimi due incontri tenuti martedì presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit). Le discussioni hanno coinvolto due aziende chiave, Eurallumina e Sider Alloys, entrambe collegate nella catena produttiva ma con situazioni distinte.

    Eurallumina, controllata dal gruppo russo Rusal, ha interrotto l’attività di trasformazione della bauxite in allumina dal marzo 2009. Questa interruzione è stata aggravata dal congelamento dei fondi a causa delle sanzioni imposte alla Russia, con Rusal che ha sospeso erogazioni verso la controllata per circa 2,4 milioni di euro al mese. Inoltre, un piano di rilancio da oltre 350 milioni di euro è attualmente congelato.

    I sindacati hanno espresso un giudizio negativo sui recenti incontri, evidenziando ritardi nella gestione delle risorse destinate agli interventi ambientali e alle esigenze amministrative ordinarie. Le difficoltà di comunicazione con Rusal continuano a rappresentare un ostacolo significativo. In risposta a questa situazione, il Mimit ha avviato un approfondimento giuridico-legislativo per valutare le condizioni per una possibile amministrazione controllata e la nomina di un commissario ad hoc.

    La Regione Sardegna sta sollecitando un passaggio da una gestione emergenziale a una strategia industriale che possa garantire competitività, continuità produttiva e occupazione. È stato proposto di continuare il dialogo con l’attuale proprietà, ma anche di predisporre un piano alternativo e valutare soggetti terzi per assicurare la continuità dello stabilimento e favorire nuovi investimenti.

    Per quanto riguarda Sider Alloys, che ha rilevato lo stabilimento di Portovesme, dove veniva prodotto alluminio in pani e billette dall’ex impianto Alcoa, la questione della ripresa produttiva è ancora aperta. È necessario superare alcuni nodi irrisolti, aggiornare il piano industriale e sbloccare rapidamente l’Autorizzazione integrata ambientale.

    Inoltre, sul piano energetico, si sottolinea la necessità di non lasciare il prezzo dell’energia esclusivamente alla trattativa commerciale tra operatori. È fondamentale definire una politica strutturale che garantisca condizioni energetiche adeguate per la competitività a livello europeo.

  • Mercati europei in crescita dopo il rialzo dei tassi della Fed

    Mercati europei in crescita dopo il rialzo dei tassi della Fed

    In Breve

    Qual è stata la decisione della Federal Reserve?
    La Federal Reserve ha annunciato un rialzo dei tassi di interesse di 25 punti base, portandoli al 3,75-4%.
    Come hanno reagito i mercati europei?
    I mercati europei hanno chiuso in territorio positivo, con il FTSE 100 in aumento di circa lo 0,2%.
    Qual è l'andamento dell'inflazione nell'Eurozona?
    L'inflazione annuale dell'Eurozona è stata rivista al ribasso al 3,2% per agosto.

    Le borse europee hanno chiuso in territorio positivo dopo l’annuncio della Federal Reserve, presieduta da Kevin Warsh, di un rialzo dei tassi di interesse di 25 punti base, portandoli al 3,75-4%. Questa decisione, approvata all’unanimità dai membri del FOMC, ha rafforzato la credibilità del presidente della Fed. Tuttavia, la Casa Bianca ha definito la scelta «infelice», con il presidente Donald Trump che ha accusato la banca centrale di essere «ostile», pur riconoscendo il valore di Warsh.

    Nel mercato, i rendimenti dei Treasury a due anni sono aumentati, mentre quelli a lungo termine hanno mostrato una diminuzione, con il rendimento del decennale statunitense fissato al 4,98%. Le previsioni sulle future mosse della Fed rimangono incerte, con alcuni analisti che ipotizzano fino a due ulteriori rialzi nei prossimi mesi, mentre la maggior parte si aspetta un solo ritocco.

    Wall Street ha mostrato volatilità e si prepara a un avvio positivo, con i future sul Dow Jones in aumento dell’0,8%, sull’S&P a +0,7% e sul Nasdaq a +1,1%.

    Nel frattempo, la Bank of England ha deciso di mantenere invariato il costo del denaro, nonostante l’accelerazione dell’inflazione ad agosto. Il FTSE 100 ha registrato un incremento di circa lo 0,2%, mentre il rendimento dei gilt a 10 anni è sceso a 5,24% dall’apertura di 5,36%.

    Eurostat ha rivisto al ribasso l’inflazione annuale dell’Eurozona ad agosto, portandola al 3,2% (da una stima precedente del 3,4%), con un incremento mensile dello 0,4%, mantenendo comunque il livello ben al di sopra dell’obiettivo della BCE. I rendimenti dei titoli di Stato europei hanno inizialmente mostrato un calo, seguendo il movimento dei Treasury, ma dopo la pubblicazione dei dati sull’inflazione sono tornati a salire.

    A Milano, il mercato ha guadagnato lo 0,5% e lo spread BTP-Bund si è attestato intorno a 87 punti. L’attenzione a Piazza Affari si concentra sul settore bancario, dopo il via libera anticipato dell’IVASS a Intesa Sanpaolo nell’OPA su Banca Monte dei Paschi di Siena, con focus sulle partecipazioni indirette in Generali e sulle joint venture tra il Monte e Axa. È in corso anche un’ispezione IVASS sull’asset management di Generali.

    Il settore del lusso ha registrato performance positive, con Moncler in rialzo e Brunello Cucinelli sostenuta dalla conferma delle stime di vendita per l’anno (+10-11%). Bernstein ha rivisto al rialzo il giudizio sulle azioni a ‘Outperform’. Fuori dal listino principale, Mfe A è al centro dell’attenzione dopo i recenti conti e Pininfarina Spa ha visto un balzo vicino al 20% dopo l’offerta pubblica di acquisto degli indiani di Mahindra.

    Nel mercato valutario, l’euro è in lieve rialzo a 1,1472 dollari, il cambio euro-sterlina vale 0,8572 e il dollaro-sterlina 0,7488. Il prezzo del petrolio è in calo ma rimane elevato, con il WTI a 100,49 dollari al barile (-1,9%) e il Brent a 102,16 dollari (-2,5%).

    Domani è attesa la decisione della Banca del Giappone e lunedì quella della Banca centrale cinese, mentre l’attenzione rimane alta sulla situazione in Medio Oriente, dove gli attacchi continuano.

  • Le difficoltà dei produttori di barre in acciaio inox dopo la nuova salvaguardia Ue

    Le difficoltà dei produttori di barre in acciaio inox dopo la nuova salvaguardia Ue

    In Breve

    Quali sono le conseguenze della nuova salvaguardia Ue per i produttori di barre in acciaio inox?
    I produttori non hanno registrato miglioramenti significativi nelle attività e nella raccolta ordini.
    Qual è il principale concorrente dei produttori europei nel mercato dell'acciaio inox?
    L'India è il principale concorrente, avendo aumentato le sue esportazioni.
    Cosa chiedono i produttori di barre in acciaio inox alla Commissione Europea?
    Chiedono una revisione della soglia di riduzione del free trade, in particolare per l'India.

    A due mesi dall’entrata in vigore della nuova salvaguardia europea, i produttori di barre in acciaio inox in Italia si dichiarano delusi. Nonostante la misura abbia ridotto di quasi 12 milioni di tonnellate i contingenti di acciaio destinati a Paesi extra-Ue, le aziende non hanno rilevato miglioramenti significativi nelle loro attività e nella raccolta ordini.

    Massimiliano Burelli, amministratore delegato di Cogne Acciai Speciali, ha riferito che gli impianti erano operativi al 70% della capacità produttiva prima dell’estate e sono rimasti intorno a quella soglia. Le imprese contestano che la revisione dei contingenti, pur avendo come obiettivo una riduzione media del 44% del flusso di importazioni, ha fissato tagli differenziati per le barre in acciaio inox: -56% per il Regno Unito, -41% per la Svizzera e -27% per l’India. Quest’ultimo paese, che ha aumentato le sue esportazioni, rimane il principale concorrente sul mercato europeo.

    Il nuovo meccanismo di assegnazione, progettato per limitare l’operatività di operatori che beneficiano di aiuti di Stato e operano in sovracapacità, non sembra in grado di ridurre in modo significativo l’accesso effettivo dell’India al mercato Ue. Infatti, secondo i calcoli, il volume effettivamente disponibile per l’India calerà solo del 19,8%.

    Una lettera firmata dai principali operatori del settore, inviata alla Commissione Europea lo scorso luglio, non ha ricevuto risposta. Tuttavia, è stata avviata un’interlocuzione con associazioni di categoria come Eurofer e Federacciai per chiedere una revisione della soglia di riduzione del free trade, in particolare per l’India, e un allineamento a quanto fatto per l’acciaio al carbonio.

    Cogne Acciai Speciali, controllata dalla multinazionale taiwanese Walsin Liwha Corporation e con stabilimenti anche nel Regno Unito e negli Stati Uniti, subisce gli effetti della forte regionalizzazione dei mercati. Il Regno Unito ha imposto un dazio d’ingresso del 26% e gli Stati Uniti dazi al 50%, riducendo significativamente l’accesso a quei mercati.

    Nel 2025, sebbene la domanda sia aumentata, è stata assorbita dalle importazioni, erodendo le quote dei produttori europei. Il 2026 presenta risultati leggermente migliori rispetto al 2025, ma rimane sotto il budget, con volumi bassi nel comparto automotive e segnali positivi, seppur limitati, nei settori dell’energia, dell’aerospazio e del nucleare, dove la marginalità è alta.

  • Sace Supporta l’Export Italiano: 200 Milioni di Dollari a VinFast per il Mercato Vietnamita

    Sace Supporta l’Export Italiano: 200 Milioni di Dollari a VinFast per il Mercato Vietnamita

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    Qual è l'importo del finanziamento garantito da Sace a VinFast?
    Sace ha garantito un finanziamento di 200 milioni di dollari a VinFast.
    Qual è l'obiettivo dell'operazione di Sace?
    L'obiettivo è aumentare le opportunità di export per le imprese italiane verso il Vietnam.
    Quali settori potrebbero beneficiare di questa iniziativa?
    Settori come automotive, macchinari industriali, infrastrutture e trasporti potrebbero beneficiare.

    Il 16 settembre, Sace ha annunciato una garanzia per un finanziamento di 200 milioni di dollari a favore di VinFast, una delle principali aziende del gruppo vietnamita Vingroup. Questa iniziativa mira a potenziare le opportunità di export per le imprese italiane verso il Vietnam, un mercato in forte espansione.

    L’operazione fa parte del programma Push Strategy, un’iniziativa dell’agenzia per il credito all’esportazione del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Questo programma offre garanzie per finanziamenti a grandi importatori esteri, in cambio dell’impegno a acquistare prodotti e servizi dall’Italia.

    L’ambasciatore d’Italia ad Hanoi, Marco della Seta, ha sottolineato che il Vietnam sta vivendo una rapida crescita economica, e l’apertura ai finanziamenti internazionali sta facilitando l’accesso delle aziende vietnamite a capitali e competenze. Le stime ufficiali indicano che nel 2025 il PIL del Vietnam è aumentato dell’8% rispetto all’anno precedente, superando i tassi di crescita di paesi come Malaysia (5,2%), Indonesia (5,1%) e Singapore (5%). Nel secondo trimestre del 2026, la crescita ha raggiunto l’8,39%, in aumento rispetto al 7,8% del trimestre precedente.

    Questa dinamica positiva è stata sostenuta da una robusta produzione industriale, dalla tenuta della domanda interna, dai flussi di investimento estero e dall’aumento della spesa pubblica per infrastrutture. Tuttavia, il ministero dell’Industria e del Commercio ha avvertito del rischio di carenze di elettricità già a partire dal prossimo anno, a causa dell’aumento della domanda energetica legata al tessuto industriale e ai significativi investimenti infrastrutturali.

    Data la centralità di Vingroup nell’economia vietnamita e il suo piano di investimenti fino al 2030, le opportunità per le aziende italiane di collaborare con le società del gruppo potrebbero riguardare diversi settori, tra cui automotive, macchinari industriali, infrastrutture e trasporti, transizione energetica ed economia circolare, materiali da costruzione, alta tecnologia e soluzioni per l’hospitality.

    Mario Melillo, Chief Network Officer di Sace, ha descritto Vingroup e VinFast come aziende con solide capacità nella realizzazione di progetti su larga scala e con ambizioni di crescita internazionale. L’operazione è stata strutturata da un pool bancario composto da HSBC, in qualità di coordinator, BNP Paribas e Barclays. Tim Evans, CEO di HSBC in Vietnam, ha ricordato che questa è la quarta transazione realizzata da HSBC con Sace in Vietnam e ha espresso ottimismo sulla possibilità di consolidare ulteriormente la collaborazione.