Tag: economia

  • La Crisi dell’Industria Siderurgica Canadese: Dazi e Conseguenze

    La Crisi dell’Industria Siderurgica Canadese: Dazi e Conseguenze

    In Breve

    Quali sono le cause della crisi dell'industria siderurgica canadese?
    La crisi è causata dai dazi imposti dagli Stati Uniti sulle importazioni di acciaio, che hanno portato a un calo della produzione e delle esportazioni.
    Qual è l'impatto dei dazi sulle aziende canadesi?
    Le aziende come Algoma e Dofasco hanno registrato perdite significative e sono costrette a ristrutturare le loro operazioni.
    Cosa prevede il futuro per l'industria siderurgica canadese?
    Nuove regolamentazioni e vincoli potrebbero aggravare ulteriormente la situazione, rendendo la ripresa complessa.

    L’acciaio ha rappresentato il principale punto di conflitto nei recenti negoziati per il rinnovo dell’UMSCA, portando a un aperto scontro tra Stati Uniti e Canada e all’introduzione di misure tariffarie da entrambe le parti. Il Canada ha attivato, a partire dall’8 settembre, contromisure su oltre 300 prodotti derivati dall’acciaio e dall’alluminio, raddoppiando le tariffe fino al 50%.

    A un anno dall’introduzione della Section 232, che ha imposto dazi del 50% sulle importazioni di acciaio negli Stati Uniti a maggio 2025, l’industria siderurgica canadese mostra segni di forte sofferenza. La produzione d’acciaio in Canada è scesa del 15% a maggio rispetto all’anno precedente, con un calo progressivo annuo del 14%.

    Le esportazioni verso gli Stati Uniti hanno subito un crollo, con una diminuzione del 31% nel 2025 e un ulteriore calo del 55% nei primi tre mesi del 2026. Questo ha contribuito in modo determinante alla contrazione produttiva. Tra le aziende più colpite, Algoma, con una produzione di 2,2 milioni di tonnellate, è il principale fattore del calo degli indici nazionali. Esponendosi per circa la metà dei suoi prodotti al mercato statunitense, Algoma ha anticipato la chiusura degli altiforni a gennaio e sta investendo circa 1 miliardo di dollari canadesi in impianti a forno elettrico.

    Algoma prevede un Ebitda negativo nel 2026, dopo un Ebitda adjusted negativo di circa 450 milioni al 31 marzo. Il titolo ha perso circa il 30% del valore da maggio dell’anno scorso, con previsioni di ritorno al breakeven nel 2027 grazie all’avvio dei nuovi impianti.

    Anche altri produttori di vergella e tondo, come Ivaco e la divisione canadese di Gerdau Nord America, si trovano in difficoltà. Tuttavia, alcuni gruppi stanno resistendo grazie alla natura dei mercati di destinazione finale e alle politiche di Buy Canadian introdotte dal governo a metà dicembre.

    L’acciaieria di ArcelorMittal a Montreal, specializzata in prodotti lunghi per edilizia e infrastrutture del Canada orientale, è rimasta sostanzialmente indenne, ma ha chiuso a giugno un laminatoio per concentrare la produzione in un unico hub. Il direttore finanziario Genuino Christino ha dichiarato che i dazi USA costano al gruppo 150 milioni di dollari a trimestre.

    Dofasco ha registrato un progresso del 3% su base annua grazie a contratti di fornitura a lungo termine per i distretti automobilistici dell’Ontario. Lo stabilimento Lake Erie di Stelco, rilevato da Cleveland Cliffs, si è orientato verso il mercato interno per colmare il vuoto d’offerta lasciato dalla riduzione delle importazioni statunitensi, rinunciando però agli alti margini precedenti e contribuendo alla maggiore volatilità e alla pressione sulla marginalità del gruppo americano.

    Nuove stratificazioni e vincoli, già varati o attesi a partire dal 2027, potrebbero aggravare ulteriormente la situazione del settore, rendendo la ripresa ancora più complessa per l’industria siderurgica canadese.

  • Inflazione in aumento: rischi per la crescita economica italiana e proposte per la Manovra

    Inflazione in aumento: rischi per la crescita economica italiana e proposte per la Manovra

    In Breve

    Qual è l'andamento dell'inflazione in Italia ad agosto 2026?
    L'inflazione è tornata a salire, con rischi di rallentamento della crescita del Pil.
    Quali misure si propongono per sostenere il potere d'acquisto?
    Si suggerisce di intervenire sulla tredicesima e sulla tassazione dei salari più bassi.
    Come può l'Italia aumentare la propria autonomia energetica?
    Attraverso una politica energetica strutturata e la promozione di fonti alternative.

    L’inflazione in Italia ha registrato un nuovo aumento ad agosto 2026, sollevando preoccupazioni per la crescita del prodotto interno lordo (Pil) che potrebbe avvicinarsi allo zero. Questa accelerazione è principalmente attribuibile ai rincari nei settori dell’energia, dei carburanti e dei trasporti, che hanno un impatto diretto sulle famiglie e sulle imprese, generando aspettative di un aumento persistente dei prezzi.

    In un contesto di risorse pubbliche limitate, la priorità indicata è quella di difendere il potere d’acquisto delle famiglie e sostenere la crescita economica. Nel breve termine, la proroga delle misure sulle accise può alleviare la pressione sui costi, ma si tratta di uno strumento che ha dimostrato di avere “gambe corte”, producendo benefici indifferenziati e non influenzando le aspettative a lungo termine.

    Per affrontare la situazione in modo più mirato, è stato suggerito di concentrare le risorse disponibili sulla protezione delle fasce più vulnerabili della popolazione. Ciò potrebbe includere interventi sulla tredicesima e sulla tassazione dei salari più bassi, oltre a una riduzione della fiscalità per le piccole imprese. Queste misure potrebbero contribuire a migliorare il potere d’acquisto e stimolare la crescita.

    Nel medio-lungo periodo, è fondamentale intervenire sulle aspettative attraverso una politica energetica più strutturata. Ciò implica lavorare sulle capacità delle raffinerie, liberalizzare il mercato energetico, rafforzare il controllo sui prezzi e promuovere le fonti energetiche alternative, incluso il nucleare, per aumentare l’autonomia energetica del Paese.

    Per sostenere la crescita, oltre all’utilizzo delle risorse pubbliche, è necessario mobilitare anche il risparmio privato. In Italia, sono disponibili circa 6.400 miliardi di euro di risorse finanziarie delle famiglie che potrebbero essere canalizzate verso l’economia reale, attraverso il finanziamento delle imprese e progetti infrastrutturali, evitando investimenti avventurosi.

    Infine, l’uscita dalla procedura europea per deficit eccessivo rappresenterebbe un segnale di disciplina di bilancio, con effetti positivi sui mercati e sulla capacità di destinare risorse alla crescita anziché al servizio del debito.

  • Rimbalzo delle Borse Europee in Attesa della Fed: Milano Sostenuta dal Settore Tecnologico

    Rimbalzo delle Borse Europee in Attesa della Fed: Milano Sostenuta dal Settore Tecnologico

    In Breve

    Qual è l'andamento delle borse europee?
    Le borse europee stanno registrando un rimbalzo in attesa della decisione della Federal Reserve sui tassi d'interesse.
    Quali settori stanno trainando Milano?
    Milano beneficia del buon andamento dei titoli tecnologici e delle banche.
    Cosa si prevede per la Federal Reserve?
    Si prevede un possibile rialzo dei tassi, con una probabilità del 92% secondo il Cme FedWatch.

    Le borse europee stanno registrando un significativo rimbalzo mentre gli investitori si preparano ad affrontare la decisione della Federal Reserve, che potrebbe annunciare il primo rialzo dei tassi dal 2023. Secondo il Cme FedWatch, la probabilità di un aumento è del 92%. In questo contesto, la Bank of England è attesa il 17 settembre, con previsioni di mantenimento dei tassi nonostante un’inflazione di agosto salita al 3,1%. Il 18 settembre, la Bank of Japan potrebbe annunciare una stretta, chiudendo così un’importante tre giorni di riunioni delle banche centrali.

    Nel mercato delle materie prime, il prezzo del petrolio ha mostrato un ritracciamento dopo recenti rialzi, con le aziende statunitensi che hanno riportato un incremento delle riserve. Attualmente, il future di ottobre del WTI scambia sotto i 105 dollari al barile, mentre il contratto di novembre per il Brent si attesta intorno ai 108 dollari.

    Il mercato obbligazionario ha visto un allentamento della tensione, con acquisti sui titoli di Stato e rendimenti in calo. Il rendimento del Treasury decennale è tornato al 4,99% dopo aver toccato un picco a 5,04% il giorno precedente.

    A Milano, il FTSE MIB è in rialzo, sostenuto dal buon andamento dei titoli tecnologici e delle banche. Tra i principali titoli, Prysmian e STMicroelectronics stanno guadagnando terreno. Le banche, in particolare UniCredit, stanno beneficiando di un clima favorevole, con l’amministratore delegato Andrea Orcel che ha avviato colloqui con il governo tedesco per l’acquisizione di Commerzbank. Tuttavia, Stellantis ha visto vendite dopo un taglio del giudizio da parte di Berenberg.

    Nel mercato valutario, l’euro/dollaro rimane stabile, scambiando sopra 1,15, rispetto a 1,1540 della vigilia. Il gas naturale ha mostrato un calo, mantenendosi però oltre gli 80 euro al megawattora ad Amsterdam. Lo spread tra BTp e Bund si attesta a 87 punti base, in lieve calo rispetto agli 88 della chiusura precedente, con il rendimento del BTp decennale benchmark vicino al 4,41%.

    In Asia, la Borsa di Tokyo ha chiuso in rialzo, con il Nikkei che ha guadagnato lo 0,69% a 63.923 punti. I listini asiatici hanno registrato rialzi in un contesto di calo del petrolio, che rimane comunque vicino ai massimi plurimensili. Gli operatori si posizionano in attesa della decisione sui tassi della Federal Reserve.

    Ipek Ozkardeskaya, analista senior di Swissquote Bank, ha osservato che un aumento dei tassi da parte della Fed, senza ulteriori indicazioni dal presidente Kevin Warsh, potrebbe generare una reazione positiva sui mercati azionari e obbligazionari, con un possibile appiattimento della curva dei rendimenti e un rialzo dei prezzi azionari.

  • Borse in apertura debole: attesa per l’indice ZEW e i dati retail Usa

    Borse in apertura debole: attesa per l’indice ZEW e i dati retail Usa

    In Breve

    Qual è la situazione attuale delle Borse?
    Le Borse europee hanno aperto in modo debole.
    Cosa si attende dagli Stati Uniti?
    Si attendono i dati sulle vendite retail di agosto, previsti in crescita.
    Qual è l'impatto delle pressioni inflazionistiche?
    Le pressioni inflazionistiche spingono la Federal Reserve a mantenere tassi elevati.

    Le Borse europee hanno aperto la giornata in modo debole, con gli investitori in attesa di importanti indicatori economici. Tra questi, l’indice ZEW che misura la fiducia degli investitori in Germania e i dati sulle vendite retail statunitensi di agosto, previsti in crescita dello 0,9% su base mensile, dopo il calo dello 0,6% registrato a luglio. Un rimbalzo nelle vendite sarebbe interpretato come un segnale di resilienza da parte dei consumatori americani.

    Le pressioni inflazionistiche, in gran parte dovute all’aumento dei prezzi dell’energia, continuano a influenzare le decisioni della Federal Reserve, che si trova costretta a mantenere i tassi di interesse elevati e a lungo termine. In questo contesto, il presidente Trump ha espresso la sua opinione a favore di tassi più bassi, creando un contrasto con le politiche monetarie attuali.

    Il mercato prevede un possibile nuovo rialzo dei tassi; se il comitato della Fed non dovesse intervenire, potrebbero continuare le vendite di dollaro e di Treasury. Oggi, 15 settembre, ricorre l’anniversario del fallimento di Lehman Brothers e il rendimento dei Treasury è tornato a superare il 5%, un livello che non si vedeva dal 2007.

    La pubblicazione dei dati retail, attesa per il 16 settembre, sarà cruciale per valutare la tenuta dei consumi negli Stati Uniti e potrà influenzare le aspettative sulle prossime mosse della Fed. Gli analisti osservano con attenzione questi sviluppi, poiché potrebbero avere ripercussioni significative sui mercati finanziari globali.

  • UniCredit e Commerzbank: l’appello di Aibe contro le barriere nazionali

    UniCredit e Commerzbank: l’appello di Aibe contro le barriere nazionali

    In Breve

    Qual è l'allerta di Aibe riguardo a UniCredit e Commerzbank?
    Aibe avverte che le condizioni tedesche non devono diventare barriere nazionali per le operazioni tra UniCredit e Commerzbank.
    Cosa sostiene Guido Rosa riguardo le fusioni bancarie?
    Guido Rosa sostiene che le aggregazioni transfrontaliere devono essere viste come naturali quanto quelle domestiche.
    Qual è l'importanza dell'integrazione con Commerzbank secondo Aibe?
    L'integrazione con Commerzbank è vista come un passo significativo per il consolidamento del sistema bancario europeo.

    In un contesto di crescente integrazione europea, Guido Rosa, presidente dell’Associazione Italiana banche estere (Aibe), ha lanciato un appello affinché le condizioni imposte dalla Germania sulle possibili operazioni tra UniCredit e Commerzbank non si trasformino in barriere nazionali. Durante un intervento pubblico, Rosa ha riconosciuto la legittimità delle preoccupazioni del governo tedesco riguardo alla tutela dell’occupazione e del supporto alle piccole e medie imprese (PMI), ma ha anche sottolineato che tali condizioni devono essere compatibili con l’obiettivo di costruire un mercato unico europeo dei capitali e dei servizi finanziari.

    Rosa ha evidenziato che, per promuovere un mercato dei capitali realmente integrato, le aggregazioni transfrontaliere non possono essere considerate meno naturali di quelle domestiche. “Se vogliamo un mercato dei capitali europeo, dobbiamo accettare che le fusioni e acquisizioni tra banche di diversi paesi siano parte di questo processo”, ha affermato.

    Inoltre, il presidente di Aibe ha definito improprio parlare di una divisione tra una “banca dell’Italia” e una “banca dell’Europa”. Secondo Rosa, un’eventuale integrazione con Commerzbank rappresenterebbe un passo significativo nel processo di consolidamento del sistema bancario europeo, che deve essere valutato in una chiave europea piuttosto che nazionale.

    La posizione di Rosa si inserisce in un dibattito più ampio riguardante la necessità di un mercato unico europeo che favorisca la crescita e la stabilità economica, specialmente in un periodo in cui le sfide globali richiedono una cooperazione sempre maggiore tra i paesi membri dell’Unione Europea.

  • Sony conferma la riduzione della produzione di dischi, ma smentisce l’abbandono totale

    Sony conferma la riduzione della produzione di dischi, ma smentisce l’abbandono totale

    In Breve

    Sony ha abbandonato la produzione di dischi?
    No, Sony ha confermato che ridurrà la produzione del 10%, ma non abbandonerà il formato.
    Quando terminerà la produzione di nuovi giochi in formato fisico?
    Sony prevede di cessare la produzione di nuovi giochi in formato fisico a gennaio 2028.
    Cosa accadrà ai dipendenti dello stabilimento?
    Non ci sono chiarimenti sulla riconversione professionale dei 300 dipendenti dello stabilimento.

    Sony ha recentemente chiarito la sua posizione riguardo alla produzione di dischi, smentendo le voci che indicavano un abbandono totale del formato. Il colosso tecnologico ha confermato che il suo unico stabilimento rimanente, Sony DADC, ridurrà la produzione del 10%, ma non smetterà di produrre dischi come inizialmente interpretato.

    Un portavoce di Sony DADC ha specificato che questa diminuzione riguarda il volume complessivo di produzione e non implica una riduzione fino al 10% dell’output. Questa precisazione è giunta circa due mesi dopo che erano circolate notizie secondo cui l’impianto fosse già stato riconvertito per altre produzioni.

    Nonostante la riduzione, Sony ha confermato che continuerà a produrre dischi fino a gennaio 2028, quando l’azienda prevede di cessare la produzione di nuovi giochi in formato fisico. Tuttavia, gli editori potranno continuare a riordinare copie su disco, e i giochi PlayStation già in commercio rimarranno disponibili per l’acquisto.

    Resta da vedere se lo stabilimento di Thalgau continuerà a produrre dischi oltre il 2028, poiché ci sono ancora dubbi sulla disponibilità a lungo termine del formato fisico. Inoltre, Sony DADC non ha fornito chiarimenti riguardo alla riconversione professionale dei 300 dipendenti dell’impianto. Precedenti rapporti indicavano la possibilità di un trasferimento verso la produzione di microlenti nello stesso sito.

    Il settore della distribuzione di contenuti mostra una tendenza crescente verso il digitale, e le questioni legali relative alla proprietà dei giochi sollevate dall’azienda contribuiscono a mantenere un clima di incertezza sui diritti e sulla disponibilità futura del formato fisico.

  • Rivalutazione delle Pensioni nel 2027: Cosa Aspettarsi

    Rivalutazione delle Pensioni nel 2027: Cosa Aspettarsi

    In Breve

    Qual è l'inflazione acquisita per il 2026?
    L'inflazione acquisita per il 2026 è stimata al 2,9%.
    Quando sarà confermato il tasso di rivalutazione?
    Il tasso di rivalutazione sarà confermato dal decreto del Ministero dell'Economia, atteso a novembre.
    Qual è l'importo della pensione minima nel 2027?
    La pensione minima nel 2027 dovrebbe aumentare a 629,59 euro.

    Rivalutazione delle Pensioni nel 2027: Cosa Aspettarsi

    Le pensioni per il 2027 potrebbero subire una rivalutazione significativa, con un’inflazione acquisita per il 2026 stimata al 2,9%. Questo dato, ancora preliminare, sarà confermato dal decreto del Ministero dell’Economia, atteso nella seconda metà di novembre.

    Inflazione e Prezzi al Consumo

    Ad agosto 2026, l’indice dei prezzi al consumo ha mostrato un incremento dello 0,5% rispetto al mese precedente e un aumento del 3,3% su base annua. Questo è il tasso più alto registrato negli ultimi tre anni, con un significativo contributo dall’aumento dei prezzi dei beni energetici. In particolare, i beni energetici non regolamentati, come carburanti e mercato libero, hanno visto un incremento del 16,9%, mentre quelli regolamentati, come le tariffe di luce e gas nel mercato tutelato, hanno aumentato del 18,8%.

    Impatto sulla Pensione Minima

    Per il 2026, il trattamento minimo previsto è di 611,85 euro. La rivalutazione piena si applicherà ai trattamenti fino a quattro volte il minimo, mentre per le fasce superiori l’adeguamento sarà parziale: 90% per i trattamenti tra quattro e cinque volte il minimo e 75% per quelli superiori a sei volte il minimo. Con un tasso del 2,9%, la pensione minima aumenterebbe a 629,59 euro, con un incremento di circa 18 euro.

    Esempi di Rivalutazione

    Di seguito alcuni esempi indicativi di come la rivalutazione influenzerà gli assegni pensionistici:

    • Assegno di 800 euro: 823,20 euro (+23,20)
    • Assegno di 900 euro: 926,10 euro (+26,10)
    • Assegno di 1.000 euro: 1.029 euro (+29)
    • Assegno di 2.000 euro: 2.058 euro (+58)

    Per importi oltre 2.447,40 euro, la rivalutazione sarà applicata in modo parziale:

    • 2.500 euro: 2.572,34 euro (+72,34)
    • 3.000 euro: 3.085,39 euro (+85,39)
    • 3.500 euro: 3.596,48 euro (+96,48)

    È importante notare che questi importi sono indicativi e dipendono dalla conferma del tasso acquisito.

    Adeguamento alla Speranza di Vita

    Dal 1° gennaio 2027, entrerà in vigore anche un adeguamento ai requisiti di accesso alla pensione basato sulla speranza di vita. I requisiti saranno i seguenti:

    • Pensione anticipata contributiva: 64 anni e 1 mese
    • Pensione di vecchiaia: 67 anni e 1 mese
    • Pensione anticipata ordinaria: 42 anni e 11 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 11 mesi per le donne

    Nel 2028, si prevede un ulteriore aumento di tre mesi per i requisiti di accesso.

    Conclusioni

    La rivalutazione delle pensioni nel 2027 rappresenta un tema cruciale per molti cittadini italiani, in un contesto economico caratterizzato da un’inflazione crescente. Sarà fondamentale seguire gli sviluppi e le conferme ufficiali da parte del Ministero dell’Economia per comprendere appieno l’impatto di queste modifiche sui pensionati.

  • Mps: Nessuna Chiusura di Sportelli per Banco Bpm e Banca Generali

    Mps: Nessuna Chiusura di Sportelli per Banco Bpm e Banca Generali

    In Breve

    Ci saranno chiusure di sportelli per Banco Bpm e Banca Generali?
    No, Mps ha confermato che non sono previste chiusure di sportelli.
    Le offerte su Banco Bpm e Banca Generali sono valide?
    Sì, le offerte sono irrevocabili e rimangono valide anche in caso di cambiamenti nel controllo di Mps.
    Qual è l'impatto dell'Opas di Intesa su Mps?
    L'Opas di Intesa ha influenzato positivamente il valore delle azioni di Mps.

    Monte dei Paschi di Siena (Mps) ha fornito rassicurazioni in merito alle operazioni in corso con Banco Bpm e Banca Generali, escludendo categoricamente la chiusura di sportelli o il ridimensionamento della rete di consulenti finanziari. In una nota inviata alla Consob, la banca ha specificato che le offerte presentate per entrambe le istituzioni sono irrevocabili e non dipendono dal successo dell’Opas di Intesa Sanpaolo su Mps.

    Per quanto riguarda l’integrazione con Banco Bpm, Mps ha dichiarato di non avere attualmente piani per chiudere sportelli, a meno che non siano richiesti interventi dall’Antitrust. Tuttavia, la banca è fiduciosa che tali interventi possano essere limitati grazie alla complementarietà delle reti distributive.

    Mps ha definito l’aggregazione con Banco Bpm come un’importante opportunità industriale e strategica, in linea con la proposta di fusione alla pari avanzata da Banco Bpm. Secondo Mps, il rafforzamento della scala operativa e la complementarità territoriale contribuiranno ad aumentare la capacità di erogare credito e a supportare i clienti nella gestione del risparmio.

    Per quanto riguarda Banca Generali, l’operazione è concepita come un “add-on” per preservare l’autonomia del business e della rete di consulenti, che Mps considera un elemento distintivo. Non è prevista alcuna razionalizzazione della rete dei consulenti finanziari.

    Le offerte rimangono valide anche nel caso in cui l’Opas di Intesa si concluda con un cambiamento del controllo di Mps. Le condizioni di efficacia delle offerte rimangono inalterate, comprese le possibilità di rinuncia o modifica consentite dalla normativa e le prerogative delle autorità di vigilanza. Non è previsto che il mancato perfezionamento dell’Opas di Intesa influisca sulle offerte.

    Mps ha anche fornito un confronto sui valori delle proprie offerte prima dell’annuncio dell’Opas. L’offerta di Intesa, che prevedeva un premio del 12,5% rispetto alle quotazioni di Mps, ha avuto un impatto positivo sulla crescita del titolo e ha modificato il valore implicito delle azioni utilizzate come corrispettivo nelle operazioni.

    Prendendo come riferimento i valori di Borsa del 5 giugno, prima dell’annuncio dell’offerta di Intesa, l’Ops su Banco Bpm sarebbe risultata a sconto dell’8,1%, mentre quella su Banca Generali a sconto del 3,2%. Considerando i prezzi medi ponderati di Mps a uno, tre, sei e dodici mesi dal 5 giugno, lo sconto sull’offerta per Banco Bpm sarebbe compreso tra il 5,7% e il 10,4%, mentre per Banca Generali oscillerebbe tra l’1,6% e il 7,9%.

    Infine, sulla base dell’ultimo prezzo ufficiale disponibile, quello di venerdì, emerge un premio implicito del 3,4% per gli azionisti di Banco Bpm e del 12,8% per quelli di Banca Generali. Mps ha avvertito che questi valori non sono depurati dagli effetti che l’offerta di Intesa potrebbe aver avuto sulle quotazioni.

  • Il Tesoro USA intensifica la lotta contro le frodi informatiche: perdite record e nuove misure per le banche

    Il Tesoro USA intensifica la lotta contro le frodi informatiche: perdite record e nuove misure per le banche

    In Breve

    Quali perdite ha registrato il Tesoro USA a causa delle frodi informatiche?
    Il Tesoro USA ha registrato perdite per quasi 13 miliardi di dollari dal settembre 2023 al dicembre 2025.
    Quali sono i principali Paesi coinvolti nelle frodi?
    I principali Paesi coinvolti sono Cambogia, Myanmar e Laos.
    Quali misure sta adottando il Tesoro USA?
    Il Tesoro USA sta sollecitando le banche a rafforzare la vigilanza e le segnalazioni su frodi informatiche.

    Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti, attraverso la Financial Crimes Enforcement Network (FinCEN), ha lanciato un appello alle istituzioni finanziarie affinché rafforzino la vigilanza e le segnalazioni riguardanti le frodi informatiche. Questa richiesta arriva dopo che sono state registrate perdite per quasi 13 miliardi di dollari nel periodo compreso tra settembre 2023 e dicembre 2025, con oltre 7,2 miliardi di dollari solo nel 2025.

    Le frodi sono principalmente attribuibili a centri di frode industriale situati in Paesi del Sud-Est asiatico, in particolare in Cambogia, Myanmar e Laos. Questi centri hanno traffico di centinaia di migliaia di persone, privandole dei documenti e costringendole a partecipare a operazioni di frode online. Le vittime che non riescono a rispettare le quote imposte dai truffatori possono subire violenze, e in alcuni casi le famiglie sono costrette a pagare riscatti per liberare i propri cari, mentre altre vittime sono soggette a sfruttamento sessuale.

    Le organizzazioni criminali operano spesso con grande resilienza, riuscendo a sfuggire agli interventi delle forze dell’ordine grazie a legami con funzionari locali corrotti. Tra le attività illecite, la frode d’investimento è la più diffusa: le vittime vengono adescate tramite approcci romantici o finanziari, talvolta con la scusa di un numero digitato per errore. Vengono quindi convinte a investire in criptovalute, promettendo rendimenti irrealistici, e istruite ad aprire conti presso money services businesses (MSB) per trasferire fondi a indirizzi controllati dai truffatori.

    Dopo il furto iniziale, spesso i truffatori attuano una seconda fase di frode. Si spacciano per forze dell’ordine, istituti finanziari o autorità, affermando di indagare o di aver sequestrato i fondi, e richiedono il pagamento di false “tasse di recupero” per restituire il denaro. In altri casi, consigliano prelievi in oro o argento, che vengono poi consegnati a corrieri.

    In risposta a questa crescente minaccia, FinCEN ha predisposto un elenco di indicatori di rischio che le banche possono monitorare. Tuttavia, l’agenzia sottolinea che nessun singolo indicatore è determinante; è fondamentale valutare le circostanze specifiche, la storia finanziaria del cliente e la coerenza con le pratiche commerciali prevalenti, considerando la presenza di più indicatori correlati.

    Per quanto riguarda il riciclaggio di denaro, le operazioni si articolano in tre fasi: l’estrazione dei pagamenti tramite conti bancari, money mule, società di comodo o MSB fraudolenti; l’offuscamento on-chain tramite trasferimenti rapidi tra indirizzi, mixer e swap di token tra blockchain; e infine la reintegrazione nel sistema finanziario tradizionale attraverso money mule, trasferimenti di stablecoin verso exchange offshore e reti di banking sotterraneo cinesi, spesso con l’assistenza di professionisti del riciclaggio.

  • Riso italiano in crisi: il peso della siccità e delle importazioni agevolate

    Riso italiano in crisi: il peso della siccità e delle importazioni agevolate

    In Breve

    Quali sono le principali cause della crisi del riso italiano?
    La crisi è causata dalla siccità e dalle importazioni a dazio agevolato dal Sudest asiatico.
    Cosa è il salone Risò?
    Risò è il salone internazionale del riso che si tiene a Vercelli, dedicato al settore riso.
    Qual è la produzione media di risone in Italia?
    La produzione media di risone in Italia si aggira intorno a 1,4 milioni di tonnellate.

    Il settore del riso italiano si trova attualmente in una situazione di grave difficoltà, influenzato da una combinazione di emergenze climatiche e dall’aumento delle importazioni a dazio agevolato provenienti dal Sudest asiatico. Questi temi sono al centro del salone internazionale del riso, Risò, che si svolge a Vercelli e vedrà la partecipazione della presidente del Consiglio.

    La coltivazione del riso, che richiede grandi quantità d’acqua, ha subito gli effetti di un’estate 2026 caratterizzata da temperature elevate e siccità prolungata. Lo scioglimento precoce delle nevicate e le alte temperature registrate a maggio e giugno hanno ridotto le riserve idriche, costringendo molti produttori ad anticipare il raccolto, già avviato in diverse aree del paese, invece di attendere il consueto periodo di raccolta intorno al 20 settembre.

    Durante i lavori del salone, è previsto un incontro organizzato da Ismea sugli strumenti per la prevenzione e la gestione dei rischi nella filiera del riso. In questa occasione, sarà presentata una nuova “polizza semplificata riso”, concepita per offrire maggiore sicurezza ai produttori.

    Dal punto di vista commerciale, le importazioni da paesi asiatici, in particolare Cambogia e Myanmar, stanno deprimendo le quotazioni del riso italiano. Natalia Bobba, presidente dell’Ente Risi, ha dichiarato: “La spina nel fianco per il settore sono le importazioni da paesi asiatici a dazio zero in regime EBA, che finiscono per condizionare il nostro mercato”. Bobba ha anche evidenziato che, sebbene esista una clausola di salvaguardia europea, questa richiede un incremento degli acquisti esteri del 45% per attivarsi, mentre il settore aveva richiesto una soglia del 20%.

    Inoltre, Bobba ha osservato che “il mercato non è stato favorevole” e che in alcuni segmenti gli agricoltori si sono trovati costretti a vendere a prezzi inferiori ai costi di produzione. La carenza idrica ha portato a una riduzione delle superfici dedicate alla coltivazione del riso di circa 1.200 ettari, aggravando ulteriormente la situazione.

    Le incertezze sui costi di produzione, con i prezzi in aumento per gasolio e metano utilizzati nel trasporto e nell’essiccazione, rappresentano un ulteriore fattore di preoccupazione per i produttori. Attualmente, la produzione media italiana di risone si aggira intorno a 1,4 milioni di tonnellate, con circa 3.500 produttori e 95 industrie di trasformazione attive nel settore. Tuttavia, i contratti di filiera coprono solo il 2,5% della produzione, un dato che secondo l’ente potrebbe migliorare le remunerazioni e garantire maggiore sicurezza nelle forniture.

    Infine, è importante notare che il valore del riso ha subito un drastico calo: due anni fa, quando il prezzo si attestava attorno ai 60 euro al quintale, la produzione aveva raggiunto circa 750 milioni di euro; oggi, il valore è indicativamente alla metà. Questa situazione mette in evidenza la necessità di interventi mirati per sostenere il settore e garantire la competitività del riso italiano nel mercato globale.