Autore: redazione

  • Cresce l’adozione dell’intelligenza artificiale nelle imprese italiane

    Cresce l’adozione dell’intelligenza artificiale nelle imprese italiane

    In Breve

    Qual è la percentuale di imprese italiane che utilizzano l'intelligenza artificiale?
    Il 19,5% delle imprese italiane utilizza soluzioni di intelligenza artificiale nel 2025.
    Quale settore ha la quota più alta di adozione dell'AI?
    Il settore dei servizi ha la quota più alta, con il 25,9% nel 2025.
    Qual è il ruolo di Unioncamere nell'adozione dell'AI?
    Unioncamere promuove incentivi e supporto per le piccole e medie imprese nell'adozione dell'intelligenza artificiale.

    Secondo i dati recenti, la quota di imprese italiane che dichiarano di utilizzare soluzioni di intelligenza artificiale è aumentata dal 13,1% nel 2024 al 19,5% nel 2025. Questo segna un passo importante verso la digitalizzazione del sistema produttivo italiano, avvicinando il settore alla soglia di una impresa su cinque.

    La crescita dell’adozione dell’AI è diffusa ma presenta differenze significative tra i vari settori. Il comparto dei servizi si conferma il leader nell’uso dell’intelligenza artificiale, con una quota che è passata dal 19,1% nel 2024 al 25,9% nel 2025. Tuttavia, è l’industria a registrare l’incremento più marcato in valore assoluto, con un aumento dal 6,2% al 13,6%.

    All’interno del settore industriale, le filiere del Made in Italy, come moda, automotive, arredo e agroalimentare, mostrano una progressione significativa. L’adozione dell’AI in queste aree è salita dal 3% nel 2023 al 6,3% nel 2024, fino a raggiungere l’11% nel 2025. Anche il commercio ha visto un aumento dell’adozione, con il 13% delle imprese che utilizzano l’AI, segnando un incremento di 4,2 punti percentuali. L’agricoltura, da parte sua, è passata dal 5,2% all’8,1%.

    Tra i principali fattori che hanno contribuito a questa crescita, emerge la maturità digitale delle imprese. Le aziende che adottano l’intelligenza artificiale hanno un punteggio medio di 2,81 su 4, rispetto a 2,17 delle altre. Inoltre, il 39,3% delle aziende che utilizzano l’AI ha una ricerca e sviluppo completamente automatizzata e integrata tra le funzioni aziendali, contro il 24,1% delle aziende che non utilizzano l’AI.

    Un altro elemento chiave è l’apertura ai mercati esteri: l’11,9% delle imprese esportatrici adotta l’intelligenza artificiale, rispetto al 7,1% delle aziende che operano solo sul mercato interno.

    Giuseppe Tripoli, segretario generale di Unioncamere, ha commentato che l’adozione dell’intelligenza artificiale in Italia è ancora in una fase iniziale. Ha sottolineato la necessità di supportare le piccole e medie imprese con incentivi economici, voucher, laboratori di sperimentazione e percorsi di formazione. Tra le iniziative menzionate, vi è la collaborazione con l’Istituto italiano di intelligenza artificiale (AI4I) per creare una rete di consulenze specialistiche dedicate alle PMI.

    In conclusione, l’adozione dell’intelligenza artificiale rappresenta non solo un’opportunità per le imprese italiane, ma anche una sfida, soprattutto per le PMI, che necessitano di supporto per affrontare questa trasformazione digitale.

  • LinkedIn lancia l’Hiring Assistant in italiano: un nuovo strumento per i recruiter

    LinkedIn lancia l’Hiring Assistant in italiano: un nuovo strumento per i recruiter

    In Breve

    Cos'è l'Hiring Assistant di LinkedIn?
    È un assistente intelligente progettato per automatizzare attività di recruiting, come la ricerca e l'analisi dei profili.
    Quali sono i benefici dell'Hiring Assistant?
    Aumenta la qualità delle assunzioni e riduce il tempo necessario per identificare candidati qualificati.
    Come influisce l'Hiring Assistant sul lavoro dei recruiter?
    Consente ai recruiter di concentrarsi di più sulla relazione con i candidati, delegando operazioni routinarie.

    LinkedIn ha recentemente lanciato in italiano l’Hiring Assistant, un assistente intelligente progettato per supportare i recruiter nel processo di assunzione. Questo strumento automatizza attività ripetitive come la definizione dei requisiti, la ricerca e l’analisi dei profili, e il contatto con i candidati, utilizzando segnali in tempo reale provenienti da una rete di oltre 1,4 miliardi di membri.

    Il contesto attuale del mercato del lavoro è complesso: secondo le stime, le candidature globali per posizione sono praticamente raddoppiate dal 2022. In Italia, nel primo semestre del 2026, le imprese hanno programmato ben 2 milioni e 869mila assunzioni. Tuttavia, il 44,8% delle aziende prevede difficoltà nel reperire il personale necessario. Inoltre, il 66% dei recruiter ha segnalato che è diventato più difficile collocare le persone giuste, mentre il 52% ha riscontrato una maggiore complessità nel trovare talenti qualificati.

    In questo scenario, l’Hiring Assistant si propone di rendere più efficiente il processo di selezione. Lo strumento identifica i requisiti, ricerca simultaneamente talenti, analizza le candidature in base alle competenze richieste e prepara messaggi di contatto personalizzati. Per ogni profilo individuato, fornisce dati che spiegano la corrispondenza con la posizione, lasciando al recruiter la valutazione finale.

    È importante notare che, sebbene l’assistente possa cercare, analizzare e formulare raccomandazioni, non prende decisioni autonome di assunzione, non esclude candidati dal processo e non sposta persone nella pipeline di selezione. La responsabilità finale rimane sempre in capo al recruiter umano, che definisce gli obiettivi e può modificare i criteri di selezione.

    I risultati ottenuti con l’uso dello strumento sono promettenti: si registra un aumento medio dell’11% nelle assunzioni di qualità e del 18% nella cattura di professionisti altamente ricercati. A livello globale, i recruiter esaminano l’81% di profili in meno per individuare candidati qualificati e registrano un tasso di accettazione delle InMail superiore del 66% rispetto ai metodi tradizionali. Inoltre, risparmiano in media 1,5 ore per posizione nella fase di identificazione dei candidati più idonei.

    Marcello Albergoni, country manager di LinkedIn Italia, ha dichiarato: «In un mercato del lavoro sempre più complesso, il valore non sta soltanto nel fare recruiting più rapidamente, ma nel migliorare anche la qualità dell’incontro tra persone e opportunità». La versione italiana dell’Hiring Assistant, già utilizzata in inglese a livello globale e impiegata da 80 aziende italiane, punta a rendere più naturale l’interazione con i recruiter, superando le tradizionali ricerche per parole chiave.

    Delegando operazioni routinarie, l’Hiring Assistant consente ai recruiter di dedicare più tempo alla relazione con i candidati, alla comprensione delle loro aspirazioni e alla negoziazione delle offerte, senza sostituire il giudizio umano. Tuttavia, la recente dimissione di Jacob Coxon da Anthropic e le sue preoccupazioni riguardo all’evoluzione verso una superintelligenza hanno riacceso il dibattito sulla sicurezza dell’intelligenza artificiale. Il software descritto stabilisce limiti d’uso per mantenere il controllo umano nel processo di selezione.

  • Kidda: La Birra Siciliana che Rivoluziona la Filiera Agricola

    Kidda: La Birra Siciliana che Rivoluziona la Filiera Agricola

    In Breve

    Cos'è Kidda?
    Kidda è una birra prodotta in Sicilia con malto di orzo coltivato localmente.
    Quando è prevista la prima cotta?
    La prima cotta è programmata per il 16 settembre a Terrasini.
    Qual è l'obiettivo del progetto Kidda?
    L'obiettivo è creare una filiera sostenibile che integri agricoltura e produzione brassicola.

    Kidda è la nuova birra artigianale che segna un passo importante per la produzione brassicola in Sicilia. Prodotta esclusivamente con malto ottenuto da orzo coltivato nell’isola, la prima cotta è programmata per il 16 settembre presso il birrificio Bruno Ribadi a Terrasini.

    Questo progetto innovativo rappresenta un’integrazione tra cerealicoltori, produttori di luppolo e birrifici, creando una filiera che utilizza materie prime italiane e porta il marchio Firmato dagli Agricoltori Italiani. È frutto della collaborazione tra Coldiretti, Consorzio Birra Italiana e Filiera Agricola Italiana, con l’obiettivo di trattenere sul territorio una quota maggiore del valore generato dalla produzione brassicola.

    Francesco Ferreri, presidente di Coldiretti Sicilia, sottolinea l’importanza di sviluppare un modello replicabile di integrazione tra agricoltura e trasformazione industriale. Secondo un’analisi condotta da Coldiretti e dal Consorzio Birra Italiana, nel 2025 in Sicilia erano attivi 60 birrifici, di cui nove agricoli, rappresentando il 15% del totale. Questo segna un incremento rispetto agli anni precedenti, dove nel 2024 gli agricoli erano cinque su 64 e nel 2023 sette su 65.

    Il progetto Kidda prevede un fabbisogno complessivo di malto di 1.000 quintali, con le seguenti aziende coinvolte: Bruno Ribadi (430 quintali), Rock Brewery (200 quintali), e 24 Baroni e Birra Epica (100 quintali ciascuna). Tra le altre imprese partecipanti figurano Birrificio dell’Etna, Compagnia del Fermento, e Terre a Sud Est.

    Secondo i dati Istat, la Sicilia produce circa 130.000 quintali di orzo su poco meno di 5.000 ettari. Tuttavia, la filiera del luppolo è ancora molto limitata, con solo due aziende attive su 0,11 ettari. Giuseppe “Peppe” Biundo, cofondatore del birrificio Bruno Ribadi e membro del consiglio di amministrazione del Consorzio Birra Italiana, ha dichiarato che l’ambizione è quella di costruire una filiera siciliana della birra che vada dalla coltivazione alla produzione.

    A livello nazionale, il numero di birrifici è diminuito da 1.182 nel 2023 a 1.167 nel 2025, mentre i birrifici agricoli sono aumentati da 273 a 306. In Sicilia, il 47% della popolazione consuma birra: il 4% quotidianamente, il 28% con minore frequenza e il 15% stagionalmente.

    Il progetto Kidda deve affrontare diverse sfide, tra cui la disponibilità delle materie prime, i costi di trasformazione e i cambiamenti climatici. Durante l’incontro di Terrasini, saranno presentate attività di ricerca sviluppate in collaborazione con l’Università di Udine, focalizzate sulla riduzione dei consumi di acqua ed energia nella maltazione e sulla produzione di malti con caratteristiche specifiche a partire da orzi distici nazionali e cereali resilienti.

    La prima cotta di Kidda rappresenterà un importante passo per verificare se l’integrazione tra campi e impianti produttivi possa trasformarsi in un modello produttivo stabile e sostenibile per la birra siciliana.

  • Contributo affitto per genitori separati: il nuovo bando del Mit

    Contributo affitto per genitori separati: il nuovo bando del Mit

    In Breve

    Qual è l'importo del contributo per l'affitto?
    Fino a 500 euro al mese, pari al 50% del canone di locazione.
    Chi può accedere al contributo?
    Genitori separati o divorziati con figli a carico fino a 21 anni.
    Quali sono i requisiti per richiedere il contributo?
    Un contratto di locazione regolare e il rispetto del pagamento dell'assegno di mantenimento.

    Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, guidato dal ministro Matteo Salvini, ha annunciato un nuovo bando previsto per l’autunno 2026, finalizzato a fornire un sostegno economico ai genitori separati o divorziati che si trovano a dover affrontare le spese per l’affitto. Questo intervento mira a supportare le famiglie in difficoltà, in particolare quelle con figli a carico fino a 21 anni.

    Il contributo mensile potrà arrivare fino a 500 euro, corrispondente al 50% del canone di locazione, per un massimo di 6.000 euro nell’arco di 12 mesi. Questa misura è destinata esclusivamente al genitore non assegnatario della casa familiare di proprietà.

    Per poter accedere al contributo, sarà necessario presentare un contratto di locazione regolare e dimostrare di essere in regola con il pagamento dell’eventuale assegno di mantenimento. È importante notare che il contributo non sarà cumulabile con altri aiuti per l’affitto già esistenti.

    Il ministro Salvini ha inoltre chiarito che, rispetto alle precedenti misure, l’indicatore ISEE sarà sostituito dall’Irpef, con un limite di reddito fissato a 35.000 euro annui. Questa modifica è stata motivata dalla volontà di sostenere maggiormente coloro che sono attivamente impegnati nel mondo del lavoro.

    Il decreto è attualmente in fase di lavorazione e il Ministero sta definendo i dettagli operativi. È previsto un fondo complessivo di 60 milioni di euro, da distribuire nel triennio 2026-2028, con un investimento annuale di circa 20 milioni di euro.

    Questa iniziativa rappresenta un passo importante per alleviare le difficoltà economiche delle famiglie in situazioni di separazione, garantendo un supporto concreto per il pagamento dell’affitto e contribuendo a una maggiore stabilità abitativa per i genitori e i loro figli.

  • Nuo: Un Nuovo Capitolo di Crescita per gli Investimenti Familiari in Italia

    Nuo: Un Nuovo Capitolo di Crescita per gli Investimenti Familiari in Italia

    In Breve

    Qual è l'obiettivo di Nuo per i prossimi anni?
    Nuo punta a raggiungere un miliardo di euro in tre anni e fino a 3 miliardi in otto.
    Chi sono i principali investitori coinvolti nel progetto?
    Tra i principali investitori ci sono la famiglia Pao, la famiglia Guerrand e famiglie italiane come Loro Piana, Zambon e Cagnoli.
    Quali risultati ha ottenuto Nuo nel primo decennio?
    Nuo ha costruito un portafoglio di 15 partecipazioni con un fatturato aggregato di 2,3 miliardi di euro e una crescita delle vendite del 145%.

    Dopo un decennio di crescita costante, Nuo, una delle principali realtà nel settore degli investimenti, ha annunciato l’avvio di una nuova fase di sviluppo. L’obiettivo è quello di ampliare la base delle famiglie investitrici, mirando a raggiungere un miliardo di euro in investimenti nei prossimi tre anni e fino a 3 miliardi nei prossimi otto, con un focus esclusivo sul mercato italiano e sul settore consumer.

    Questo ambizioso progetto coinvolge un mix di famiglie internazionali e italiane. Tra i sostenitori già attivi figurano la famiglia Pao di Hong Kong e la famiglia Guerrand dalla Francia, insieme a nomi noti del panorama italiano come Loro Piana, Zambon e Cagnoli. Inoltre, è previsto l’ingresso di una famiglia dall’area del Sud-est asiatico a breve, seguita da una famiglia sudamericana in una fase successiva.

    È importante notare che le family office non investono direttamente in Nuo. Ogni operazione viene gestita tramite un veicolo o holding dedicato, dove le famiglie conferiscono risorse in proporzione e lasciano la governance al management selezionato dalla holding stessa.

    Un esempio recente di questa strategia è l’operazione su Bialetti, conclusa tramite il veicolo Octagon, che ha raccolto 85 milioni di euro di equity. Di questi, il 99% è stato coperto dalle famiglie coinvolte (un terzo dalla famiglia Pao, un terzo dalla famiglia Guerrand e un terzo dalle famiglie italiane), mentre il restante 1% è stato investito dal team di Nuo Capital. Questo investimento ha già mostrato risultati positivi: nel 2025, il fatturato di Bialetti è salito da 149,5 milioni a 165,7 milioni, con un EBITDA di 24 milioni, riportando l’azienda in utile. Per il 2026, si prevede una crescita a doppia cifra con un utile significativo a fine anno.

    Nel corso del suo primo decennio, Nuo ha costruito un portafoglio di 15 partecipazioni in aziende italiane, con investimenti sia di minoranza che di maggioranza. Le società in portafoglio hanno registrato un fatturato aggregato di 2,3 miliardi di euro, con una crescita complessiva delle vendite del 145% e un incremento delle vendite all’estero del 250%. Il margine operativo lordo aggregato si attesta a 750 milioni, con un incremento del 390%.

    Dal punto di vista della performance, il valore netto degli attivi è circa il doppio del capitale investito, con un tasso interno di rendimento intorno al 25%. Nuo ha completato cinque uscite, registrando un ritorno medio di 2,4 volte il capitale investito.

    Con l’apporto di nuovi capitali dall’Asia, Nuo prevede di aumentare il ticket medio degli investimenti, passando da taglie iniziali di 15 milioni a una taglia media attuale di circa 100 milioni. In futuro, l’azienda mira a operare anche con ticket da 200-300 milioni, puntando a operazioni di maggioranza.

    La strategia di Nuo si basa su un approccio di permanent capital, il che significa che le attività di exit non sono impellenti. Tuttavia, alcune dismissioni potrebbero essere valutate nel tempo, come nel caso di Bending Spoon, che, dopo la quotazione, ha ridotto il proprio ruolo attivo ma continua a mantenere una partecipazione.

  • L’Intelligenza Artificiale: Un’Opportunità per le PMI e il Futuro del Sistema Italia

    L’Intelligenza Artificiale: Un’Opportunità per le PMI e il Futuro del Sistema Italia

    In Breve

    Qual è l'importanza dell'intelligenza artificiale per le PMI italiane?
    L'intelligenza artificiale offre opportunità significative per migliorare produttività e innovazione nelle PMI italiane.
    Qual è la crescita prevista del mercato dell'AI in Italia?
    Il mercato dell'AI in Italia è stimato a 1,8 miliardi di euro, con una crescita del 50% tra il 2024 e il 2025.
    Quali sono le sfide per l'adozione dell'AI in Italia?
    Le PMI italiane affrontano sfide legate alla mancanza di progetti strutturati e alla necessità di investire in competenze.

    L’intelligenza artificiale (AI) è diventata parte integrante della quotidianità delle imprese italiane, offrendo opportunità significative, in particolare per le piccole e medie imprese (PMI). Il Forum Ai.Dea, che si svolgerà a Bologna il 16 e 17 ottobre, si concentrerà sul rapporto tra AI e mondo imprenditoriale, organizzato da Confindustria e Nomisma.

    Secondo Maurizio Marchesini, vicepresidente di Confindustria e di Nomisma, l’AI è accessibile, poco costosa e facilmente adattabile ai modelli produttivi italiani. La sua implementazione ha già portato a miglioramenti in termini di prodotti e produttività, consentendo alle aziende di scoprire nuove soluzioni e percorsi di sviluppo.

    Il mercato dell’AI in Italia è stimato attorno a 1,8 miliardi di euro, con una crescita prevista del 50% tra il 2024 e il 2025. Tuttavia, l’adozione dell’AI avviene a due velocità: mentre l’84% delle grandi imprese ha già acquisito licenze per l’AI generativa, solo l’8% delle PMI ha avviato progetti strutturati. L’Italia si posiziona al diciottesimo posto tra i 27 Paesi dell’Unione Europea per quanto riguarda l’adozione dell’AI.

    La capacità dell’AI di offrire prodotti su misura e di occupare nicchie di mercato la rende particolarmente adatta al sistema industriale italiano. Inoltre, l’AI potrebbe contribuire a contrastare il calo demografico e il deficit di competenze, a condizione che si investa in formazione e nello sviluppo di figure professionali in grado di comprendere le esigenze delle imprese.

    Per favorire una maggiore adozione dell’AI, è fondamentale rafforzare la collaborazione tra imprese e università, colmare il divario tra idee e competenze pratiche, e semplificare le procedure attraverso politiche pubbliche che eliminino colli di bottiglia, richiamando l’esperienza delle politiche Industria 4.0 e 5.0.

    Tra gli esempi di applicazione dell’AI, vi è l’uso di istruzioni in linguaggio discorsivo in gruppi con migliaia di programmatori e la possibilità di fornire assistenza medica a distanza in aree a bassa densità di servizi.

    Alberto Tripi, presidente di Almaviva, definisce l’AI come ‘intelligenza aumentata’, sottolineando che, sebbene l’AI sia indispensabile, non può sostituire l’apporto umano. Entrambi gli esperti richiamano l’attenzione sulla necessità di stabilire regole condivise e globali per governare questa rivoluzione tecnologica, limitando abusi come la diffusione di fake news e l’uso improprio dei dati.

    In conclusione, l’adozione dell’AI non è opzionale per le imprese italiane; essa offre vantaggi significativi nella gestione di prodotti, processi e decisioni di mercato. Tuttavia, è necessario investire in competenze interne e collaborare con il sistema della ricerca per formare le nuove professionalità richieste.

  • Generazione Z: l’equilibrio vita-lavoro come priorità per il futuro del lavoro

    Generazione Z: l’equilibrio vita-lavoro come priorità per il futuro del lavoro

    In Breve

    Qual è la priorità principale della Generazione Z nel lavoro?
    L'equilibrio vita-lavoro è la priorità principale per il 60,4% della Generazione Z.
    Quali sono gli impatti sulla retention dei talenti?
    Il 52% dei giovani lascerebbe un'azienda per carichi di lavoro insostenibili.
    Qual è il benefit più apprezzato dalla Generazione Z?
    Il tempo libero aggiuntivo è il benefit preferito dal 38% della Generazione Z.

    Entro il 2030, un lavoratore su tre apparterrà alla Generazione Z, composta da individui nati tra il 1997 e il 2012. Questa generazione sta cambiando radicalmente le dinamiche del mercato del lavoro, ponendo l’equilibrio tra vita privata e professionale come priorità assoluta.

    Secondo un recente studio, il 60,4% degli under 30 considera l’equilibrio vita-lavoro la propria principale esigenza, seguito da stabilità e sicurezza (47,6%). La retribuzione e l’ambizione di carriera, pur essendo importanti, si collocano rispettivamente al 39,6% e al 29,8%. Questi dati evidenziano una generazione che, influenzata dall’incertezza economica e dalla pandemia, tende a privilegiare la qualità della vita rispetto a un avanzamento professionale tradizionale.

    Per comprendere meglio le aspettative della Generazione Z, è stato avviato il “Gen Z Intelligence Report”, la prima indagine continuativa italiana dedicata alla relazione tra questa generazione e il mondo del lavoro. Realizzato in collaborazione con WTW e University Box, il progetto prevede la pubblicazione di quattro report annuali, basati su survey periodiche, per fornire insight su temi come retribuzione, flessibilità, benessere organizzativo e opportunità di crescita.

    Le nuove priorità professionali hanno un impatto significativo sulla retention dei talenti. Oltre il 52% dei giovani afferma che lascerebbe un’azienda se costretti a carichi di lavoro insostenibili, mentre il 54% abbandonerebbe per una retribuzione poco competitiva. Questi dati sottolineano l’importanza di un pacchetto complessivo che contempli non solo la retribuzione, ma anche il contenuto del lavoro e l’equilibrio vita-lavoro.

    In questo nuovo contesto, anche i benefit più apprezzati dai giovani stanno cambiando. Il tempo libero aggiuntivo è considerato il benefit preferito dal 38% dei giovani, superando opzioni più tradizionali come palestre, eventi di team building o app per il benessere. La Generazione Z attribuisce grande valore alle relazioni interpersonali e alla possibilità di crescita in team di piccole dimensioni.

    Edoardo Cesarini, amministratore delegato di WTW Italia, ha sottolineato che comprendere a fondo le aspettative e le motivazioni della Generazione Z è fondamentale per progettare organizzazioni più attrattive e inclusive. Questo approccio non solo aiuterà a trattenere i talenti, ma sarà anche cruciale per affrontare le sfide del futuro del lavoro.

    Il Gen Z Intelligence Report si propone quindi di fornire a imprese e organizzazioni strumenti utili per interpretare i cambiamenti che stanno ridefinendo il mercato del lavoro, creando un ambiente professionale che risponda alle nuove esigenze di questa generazione.

  • iOS 27: Nuove Funzionalità e Accesso Limitato a Siri AI

    iOS 27: Nuove Funzionalità e Accesso Limitato a Siri AI

    In Breve

    Cosa introduce iOS 27?
    iOS 27 introduce nuove funzionalità come strumenti di scrittura, traduzione in tempo reale e miglioramenti per FaceTime.
    Come si accede a Siri AI?
    Per accedere a Siri AI, è necessario iscriversi a una lista d'attesa nelle impostazioni di Siri.
    Ci sono restrizioni regionali per Siri AI?
    Sì, Siri AI non è disponibile su iPhone e iPad nell'Unione Europea e in Cina continentale.

    L’aggiornamento a iOS 27 di Apple porta con sé una serie di nuove funzionalità, ma non attiva automaticamente la versione avanzata di Siri, denominata Siri AI (Beta). Questo aggiornamento, attualmente disponibile solo per chi si iscrive a una lista d’attesa, introduce comunque diverse novità interessanti.

    Tra le principali innovazioni di iOS 27 vi sono strumenti di scrittura avanzati, la traduzione in tempo reale nei messaggi, e miglioramenti per le videochiamate su FaceTime e durante le telefonate. Una delle caratteristiche più utili è il Call Context, che fornisce informazioni rilevanti durante una chiamata, come ad esempio codici di conferma per voli.

    Un’altra novità è Visual Intelligence, che può essere attivata tenendo premuto il pulsante di controllo della fotocamera. Questa funzione consente di porre domande su ciò che la fotocamera inquadra, utilizzare ChatGPT per ottenere risposte, cercare oggetti simili online, identificare piante, tradurre testi e persino trasformare date su volantini in eventi del calendario. Inoltre, è disponibile una versione a schermo che appare dopo uno screenshot, con comandi come Ask, Search e Summarize.

    La versione Siri AI (Beta) promette capacità aggiuntive rispetto alla Siri standard. Tra queste, risposte più conversazionali e una conoscenza generale più ampia, accesso al contesto personale in Mail, Messaggi, Foto e Note, e la possibilità di eseguire azioni più complesse, come redigere email o modificare foto. Inoltre, Siri AI offre la generazione autonoma di testi, riscrittura e revisione, e una cronologia delle conversazioni sincronizzata tramite iCloud.

    Per richiedere l’accesso alla beta, gli utenti devono andare in Impostazioni > Siri, dove troveranno l’opzione per unirsi alla lista d’attesa. Una volta iscritti, riceveranno una notifica quando la funzione sarà disponibile.

    Tuttavia, è importante notare che ci sono restrizioni regionali. Attualmente, Siri AI non è disponibile su iPhone e iPad nell’Unione Europea, mentre è accessibile su Mac e Vision Pro. Inoltre, non è disponibile in Cina continentale per gli account Apple con regione impostata su Cina.

    Se dopo l’aggiornamento a iOS 27 la versione di Siri sembra sostanzialmente invariata, è perché le modifiche più significative appartengono a Siri AI e non sono attive senza l’ammissione alla beta.

  • Shaquille O’Neal e NordVPN: una partnership per la sicurezza digitale

    Shaquille O’Neal e NordVPN: una partnership per la sicurezza digitale

    In Breve

    Qual è l'obiettivo della partnership tra Shaquille O'Neal e NordVPN?
    Sensibilizzare gli utenti sull'importanza della sicurezza digitale.
    Cosa include il pacchetto di servizi di NordVPN?
    Un antivirus integrato per bloccare malware, tracker e phishing.
    Quando si terrà l'evento dal vivo a New York?
    Questo autunno.

    NordVPN ha recentemente svelato una partnership globale con la leggenda del basket Shaquille O’Neal, mirata a promuovere la sicurezza digitale. La campagna, intitolata «Go big on your online protection», si propone di sensibilizzare gli utenti sull’importanza di proteggere la propria vita online, in un periodo in cui le minacce informatiche sono in costante aumento.

    Questa iniziativa rappresenta un’evoluzione significativa per NordVPN, che sta ampliando la propria offerta da una semplice VPN a una suite integrata di strumenti per la cybersecurity. La collaborazione, che si estenderà per oltre un anno, includerà un evento dal vivo a New York previsto per questo autunno, dove O’Neal sarà protagonista di attività volte a coinvolgere e informare il pubblico.

    NordVPN ha annunciato che il pacchetto di servizi offerto includerà un antivirus di nuova generazione integrato nell’app, progettato per bloccare malware, tracker e tentativi di phishing prima che possano raggiungere i dispositivi degli utenti. Secondo i dati forniti dall’azienda, il sistema esegue la scansione di circa 12 milioni di URL unici ogni giorno e riesce a bloccare in media 130.000 pagine dannose quotidianamente. Nel primo semestre del 2026, NordVPN ha dichiarato di aver bloccato quasi 5 milioni di tentativi di malware negli Stati Uniti.

    Test indipendenti hanno dimostrato l’efficacia del sistema, che ha inizialmente bloccato il 94% dei siti di phishing testati, con un miglioramento successivo che ha portato questa percentuale al 96%. Questi risultati evidenziano l’impegno di NordVPN nel fornire strumenti efficaci per la protezione online.

    Shaquille O’Neal ha commentato la sua scelta di collaborare con NordVPN, affermando di voler lavorare solo con brand in cui crede. Ha sottolineato l’importanza di rendere la sicurezza informatica più comprensibile e accessibile a tutti, invitando gli utenti a rimanere vigili e a non rendere le cose facili per gli aggressori. La Chief Marketing Officer di NordVPN ha descritto la partnership come un segnale della trasformazione del servizio, mirato a rendere la cybersecurity di alto livello meno intimidatoria per il pubblico generale.

    Con questa iniziativa, NordVPN e Shaquille O’Neal puntano a creare una maggiore consapevolezza sulla sicurezza digitale, sottolineando che la protezione online non è solo una necessità, ma può essere anche un’esperienza positiva e accessibile per tutti.

  • Borse in apertura debole: attesa per l’indice ZEW e i dati retail Usa

    Borse in apertura debole: attesa per l’indice ZEW e i dati retail Usa

    In Breve

    Qual è la situazione attuale delle Borse?
    Le Borse europee hanno aperto in modo debole.
    Cosa si attende dagli Stati Uniti?
    Si attendono i dati sulle vendite retail di agosto, previsti in crescita.
    Qual è l'impatto delle pressioni inflazionistiche?
    Le pressioni inflazionistiche spingono la Federal Reserve a mantenere tassi elevati.

    Le Borse europee hanno aperto la giornata in modo debole, con gli investitori in attesa di importanti indicatori economici. Tra questi, l’indice ZEW che misura la fiducia degli investitori in Germania e i dati sulle vendite retail statunitensi di agosto, previsti in crescita dello 0,9% su base mensile, dopo il calo dello 0,6% registrato a luglio. Un rimbalzo nelle vendite sarebbe interpretato come un segnale di resilienza da parte dei consumatori americani.

    Le pressioni inflazionistiche, in gran parte dovute all’aumento dei prezzi dell’energia, continuano a influenzare le decisioni della Federal Reserve, che si trova costretta a mantenere i tassi di interesse elevati e a lungo termine. In questo contesto, il presidente Trump ha espresso la sua opinione a favore di tassi più bassi, creando un contrasto con le politiche monetarie attuali.

    Il mercato prevede un possibile nuovo rialzo dei tassi; se il comitato della Fed non dovesse intervenire, potrebbero continuare le vendite di dollaro e di Treasury. Oggi, 15 settembre, ricorre l’anniversario del fallimento di Lehman Brothers e il rendimento dei Treasury è tornato a superare il 5%, un livello che non si vedeva dal 2007.

    La pubblicazione dei dati retail, attesa per il 16 settembre, sarà cruciale per valutare la tenuta dei consumi negli Stati Uniti e potrà influenzare le aspettative sulle prossime mosse della Fed. Gli analisti osservano con attenzione questi sviluppi, poiché potrebbero avere ripercussioni significative sui mercati finanziari globali.