Autore: redazione

  • Il Ruolo dei Volontari nei Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina

    Il Ruolo dei Volontari nei Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina

    In Breve

    Quanti volontari hanno partecipato ai Giochi di Milano Cortina?
    Oltre 20.000 volontari, di cui 13.708 alle Olimpiadi e 6.316 alle Paralimpiadi.
    Quali competenze hanno acquisito i volontari?
    Competenze come problem solving, lavoro in team, comunicazione interculturale e gestione dello stress.
    Qual è il profilo demografico dei volontari?
    Oltre la metà erano under 35, con una maggioranza femminile e il 90% di cittadinanza europea.

    Il Ruolo dei Volontari nei Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina

    I Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina hanno visto la partecipazione di oltre 20.000 volontari, con 13.708 coinvolti alle Olimpiadi e 6.316 alle Paralimpiadi. Questi volontari non solo hanno supportato l’organizzazione dell’evento, ma hanno anche acquisito competenze trasversali fondamentali per il loro sviluppo personale e professionale.

    Competenze Acquisite

    Tra le competenze sviluppate dai volontari figurano il problem solving, il lavoro in team, la comunicazione interculturale e la gestione dello stress. Questi risultati sono frutto sia della formazione ricevuta che dell’esperienza pratica maturata durante l’evento. Il secondo Rapporto dell’Osservatorio di Randstad Research evidenzia come il volontariato abbia funzionato da incubatore di competenze, generando ricadute positive sui territori e valorizzando le expertise preesistenti, grazie anche alla partecipazione di lavoratori attivi e pensionati.

    Profilo Demografico dei Volontari

    Dal punto di vista demografico, oltre la metà dei volontari era under 35: il 35,5% aveva tra i 18 e i 25 anni, con una base giovanile complessiva che superava il 50%. I volontari delle Paralimpiadi, invece, presentavano un profilo più maturo, con il 27,2% nella fascia 18-25 anni e il 22,4% tra 56 e 65 anni.

    Composizione per Genere e Cittadinanza

    Per quanto riguarda il genere, le donne costituivano la maggioranza: 55,3% alle Olimpiadi e 53,3% alle Paralimpiadi. In termini di cittadinanza, il 90% dei volontari che hanno completato l’iter per le Olimpiadi era di cittadinanza europea, con il 78,9% italiani e il 21,1% stranieri. Le nazionalità più rappresentate tra gli stranieri erano Francia (3,9%), Stati Uniti (2,7%) e Germania (2,5%). Per le Paralimpiadi, il 93% era europeo e l’85,1% residente in Italia.

    Distribuzione per Aree di Attività

    Nella distribuzione per aree di attività, per le Olimpiadi l’Area Comune (comprendente comunicazione, medicale e risorse umane) rappresentava il 45,24%, seguita da attività ricreative e sportive (19,65%), trasporti e logistica (17%), servizi turistici (15%) e servizi digitali (1%). Per le Paralimpiadi, l’Area Comune era al 43,20%, seguita da trasporti e logistica (22,05%) e attività ricreative e sportive (18,35%).

    Competenze Maturate per Settore

    Il rapporto mette in evidenza anche le competenze maturate in vari settori. Nei trasporti e nella logistica, i volontari hanno acquisito esperienza nella gestione della complessità; nei servizi turistici, hanno sviluppato capacità di gestione dell’accoglienza e mediazione culturale; nei servizi digitali, sono stati formati su aspetti come la business continuity. Le attività ricreative e sportive hanno richiesto competenze tecniche nella preparazione delle aree di gara, mentre nel settore medicale si sono concentrati su etica professionale e integrità delle procedure. Infine, nelle risorse umane, i volontari hanno acquisito esperienze nella gestione del capitale umano e del clima organizzativo, con competenze in Corporate Welfare e Diversity & Inclusion.

    Conclusioni

    Diana Bianchedi, Chief Strategy Planning & Legacy Officer di Fondazione Milano Cortina 2026, ha definito i volontari il “cuore pulsante” dell’evento, sottolineando come le competenze acquisite rappresentino una legacy destinata al Paese. L’impatto positivo di questa esperienza si estende ben oltre il periodo dei Giochi, contribuendo a formare una generazione di giovani e meno giovani pronti a affrontare le sfide future.

  • Le cuffie Dyson OnTrac in offerta: un’analisi delle caratteristiche e delle alternative

    Le cuffie Dyson OnTrac in offerta: un’analisi delle caratteristiche e delle alternative

    In Breve

    Qual è il prezzo attuale delle cuffie Dyson OnTrac?
    Le cuffie Dyson OnTrac sono attualmente scontate a AU$299.
    Quali sono le principali caratteristiche delle cuffie OnTrac?
    Offrono cancellazione del rumore, un'autonomia di 55 ore e opzioni di personalizzazione.
    Quali sono alcune alternative alle cuffie Dyson OnTrac?
    Alcune alternative includono le Nothing Headphone, le Bose QuietComfort SC e le Sony WH-1000XM5.

    Le cuffie Dyson OnTrac in offerta: un’analisi delle caratteristiche e delle alternative

    Durante la recente Spring Sale, Dyson ha ridotto il prezzo delle sue cuffie over-ear OnTrac a AU$299, rispetto al prezzo di lancio di AU$799 di poco più di due anni fa. Questo sconto significativo rende le OnTrac un’opzione più competitiva nel mercato delle cuffie di alta gamma.

    Caratteristiche delle cuffie Dyson OnTrac

    Le cuffie OnTrac rappresentano un’evoluzione rispetto al modello precedente, le Zone, offrendo miglioramenti sia in termini di qualità del suono che di design. Tra le loro caratteristiche principali si trovano:

    • Cancellazione del rumore: Le OnTrac offrono una cancellazione del rumore molto efficace, rendendole ideali per l’uso in ambienti rumorosi.
    • Autonomia: Con un’autonomia dichiarata di 55 ore, queste cuffie sono progettate per un utilizzo prolungato senza la necessità di ricariche frequenti.
    • Personalizzazione: Le cuffie offrono opzioni di personalizzazione che non sono ancora comuni nel mercato, permettendo agli utenti di adattare l’esperienza di ascolto alle proprie preferenze.

    Tuttavia, un limite da considerare è il loro peso, che può influenzare il comfort durante l’uso prolungato.

    Confronto con i leader di categoria

    Nonostante il prezzo scontato, le OnTrac potrebbero avere difficoltà a competere con i leader di categoria come Sony, Bose e Sennheiser. A prezzo pieno, il prodotto non riusciva a eguagliare le prestazioni audio di questi marchi, ma il nuovo prezzo di AU$299 aumenta la loro attrattiva, sebbene si debba prestare attenzione alla qualità audio rispetto ai modelli di punta.

    Alternative nella fascia di prezzo media

    Per coloro che cercano alternative alle cuffie Dyson OnTrac nella stessa fascia di prezzo, ci sono diverse opzioni interessanti:

    • Nothing Headphone (a): Disponibili a circa AU$197 per il modello bianco, queste cuffie offrono un suono dettagliato, un ampio soundstage e una buona cancellazione del rumore, con un’autonomia fino a 135 ore.
    • Bose QuietComfort SC: In promozione a circa AU$349,99, queste cuffie si avvicinano alle caratteristiche delle QuietComfort Ultra, pur non includendo la modalità Immersive Audio. Sono dotate di una custodia morbida per una maggiore protezione.
    • Sony WH-1000XM5: In offerta a circa AU$395, offrono una qualità sonora superiore, grande comfort, eccellente cancellazione attiva del rumore (ANC) e ampie possibilità di personalizzazione tramite app.

    Prossimi eventi e ulteriori sconti

    Inoltre, Amazon ha annunciato le date per il Prime Big Deal Days, un evento durante il quale alcune di queste cuffie potrebbero ricevere ulteriori sconti, rendendo ancora più vantaggiosa l’opzione di acquisto.

    Conclusioni

    Le cuffie Dyson OnTrac, ora disponibili a un prezzo più accessibile, rappresentano un’opzione interessante per gli appassionati di audio che cercano un buon compromesso tra qualità e prezzo. Tuttavia, è fondamentale considerare le alternative disponibili sul mercato, che potrebbero offrire prestazioni superiori a prezzi simili o leggermente superiori.

  • Ivass Avvia Ispezione sull’Asset Management di Generali: Implicazioni e Prospettive

    Ivass Avvia Ispezione sull’Asset Management di Generali: Implicazioni e Prospettive

    In Breve

    Cosa ha avviato Ivass?
    Ivass ha avviato un'ispezione sull'asset management di Generali.
    Qual è la durata prevista dell'ispezione?
    L'ispezione durerà circa sei mesi.
    Quali sono le implicazioni dell'Opas di Intesa su Mps?
    L'Opas ha implicazioni a cascata su Generali e ha avviato un'istruttoria dell'Antitrust.

    L’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni (Ivass) ha avviato un’importante ispezione a Trieste, focalizzandosi sul segmento dell’asset management di Generali e sui relativi rapporti con Conning. Questo processo di ispezione si prevede durerà circa sei mesi e rappresenta un passo cruciale nella supervisione delle attività di gestione degli asset, un’area che riveste un ruolo fondamentale sia per la crescita del gruppo che per la tutela del risparmio degli investitori.

    Nonostante l’importanza di questo segmento, va notato che l’accordo con Natixis non è stato siglato, il che potrebbe influenzare ulteriormente le dinamiche di mercato. L’ispezione di Ivass si inserisce in un contesto di operazioni di mercato che coinvolgono indirettamente la compagine azionaria di Generali, in particolare l’Offerta Pubblica di Acquisto e Scambio (Opas) di Intesa Sanpaolo su Monte dei Paschi di Siena (Mps), che ha generato una serie di implicazioni a cascata su Trieste.

    In questo contesto, l’Autorità Garante della Concorrenza ha avviato una propria istruttoria, evidenziando che Intesa, nel caso di subentro nella partecipazione attualmente detenuta da Mps tramite Mediobanca, non sarebbe in grado di esercitare un controllo di fatto su Generali attraverso il meccanismo del voto di lista. Tuttavia, rimane fondamentale valutare i potenziali rischi di concentrazione nei segmenti di business comuni, in particolare nella gestione degli asset e nei rami Danni e Vita.

    Il segmento Vita potrebbe presentare criticità maggiori, a causa di legami strutturali e scambi di informazioni sensibili nei mercati delle polizze vita, in particolare nei Rami I, III e VI. In questo scenario, l’integrazione di Alleanza, specializzata nel settore Vita, è stata accelerata e sarà discussa nel consiglio di amministrazione del gruppo il 30 settembre. Un’Alleanza indipendente avrebbe potuto rappresentare una soluzione per mitigare le concentrazioni nel caso di dismissione di asset.

    Dal punto di vista regolamentare, eventuali rimedi richiesti dall’Antitrust verrebbero imposti all’operatore che realizza l’operazione, e non necessariamente al soggetto su cui l’operazione incide. Generali sembra orientata a procedere con un riassetto interno, un’opzione già valutata in passato e accantonata per timori riguardo all’impatto sulla creazione di valore. Tra i vantaggi attesi dal gruppo ci sono l’eliminazione della tassazione sulla maxi cedola che Alleanza stacca a favore della casa madre, che ammonta a 4,2 miliardi complessivi tra il 2015 e il 2025, e sinergie operative che potrebbero derivare dalla razionalizzazione dei ruoli manageriali.

    È importante sottolineare che la rete distributiva non dovrebbe subire impatti significativi da queste modifiche. Le decisioni finali sul riassetto interno verranno formalizzate il 30 settembre, data che potrebbe segnare un cambiamento significativo nella strategia di Generali e nelle sue operazioni future.

  • Sardegna: 5.351 famiglie finanziate per impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo

    Sardegna: 5.351 famiglie finanziate per impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo

    In Breve

    Quante famiglie sono state finanziate per impianti fotovoltaici in Sardegna?
    5.351 famiglie sono state finanziate per un totale di 84,9 milioni di euro.
    Qual è l'obiettivo degli incentivi fotovoltaici in Sardegna?
    L'obiettivo è contrastare la povertà energetica e rafforzare la filiera locale.
    Quali sono le prospettive future per gli incentivi in Sardegna?
    Per il 2028 sono previsti ulteriori 27,9 milioni di euro per nuove agevolazioni.

    La Regione Sardegna ha recentemente completato lo scorrimento della graduatoria per gli incentivi destinati all’installazione di impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo per i privati. Questo intervento ha portato al finanziamento di 5.351 nuclei familiari, per un importo complessivo di circa 84,9 milioni di euro, che copre il progetto pilota del 2025 e gli scorrimenti per gli anni 2026 e 2027.

    In particolare, sono state finanziate ulteriori 4.061 domande per un totale di 64,9 milioni di euro: 2.569 istanze nel 2026 per un importo di 39,99 milioni e 1.492 nel 2027 per 24,91 milioni. Nel 2025, erano già stati finanziati 1.290 interventi per un valore di 20 milioni. Delle 6.009 domande complessivamente presentate, tutte le istanze ammissibili hanno ricevuto copertura finanziaria.

    Il programma ha coinvolto oltre 200 imprese durante la fase pilota, con una percentuale dell’87% di aziende sarde. L’impatto energetico stimato di questi 5.351 interventi è significativo: si prevede una nuova capacità fotovoltaica domestica di almeno 16 MW e una capacità di accumulo di circa 26,8 MWh.

    Utilizzando parametri di stima per il settore residenziale, che considerano 1.300 ore equivalenti annue e una quota media di autoconsumo del 70%, si stima una produzione potenziale di circa 20,9 GWh all’anno. Di questi, circa 14,6 GWh potrebbero essere autoconsumati dalle famiglie, contribuendo così a una riduzione dei prelievi dalla rete elettrica e della spesa per l’energia.

    L’assessore ai Lavori pubblici, Antonio Piu, ha definito questo risultato come il più importante della misura, sottolineando che la Regione sostiene integralmente le spese ammissibili. L’obiettivo della misura è anche quello di contrastare la povertà energetica e rafforzare la filiera locale.

    Per il 2028, sono previsti ulteriori 27,9 milioni di euro, oltre alle eventuali economie delle annualità precedenti. Questi fondi saranno utilizzati tramite un nuovo avviso, con un innalzamento della soglia ISEE, nuove agevolazioni e premialità per famiglie numerose e nuclei con persone con disabilità. Inoltre, sarà possibile finanziare impianti di maggiore potenza per alimentare apparecchiature elettromedicali ad alto consumo.

  • Sace Supporta l’Export Italiano: 200 Milioni di Dollari a VinFast per il Mercato Vietnamita

    Sace Supporta l’Export Italiano: 200 Milioni di Dollari a VinFast per il Mercato Vietnamita

    In Breve

    Qual è l'importo del finanziamento garantito da Sace a VinFast?
    Sace ha garantito un finanziamento di 200 milioni di dollari a VinFast.
    Qual è l'obiettivo dell'operazione di Sace?
    L'obiettivo è aumentare le opportunità di export per le imprese italiane verso il Vietnam.
    Quali settori potrebbero beneficiare di questa iniziativa?
    Settori come automotive, macchinari industriali, infrastrutture e trasporti potrebbero beneficiare.

    Il 16 settembre, Sace ha annunciato una garanzia per un finanziamento di 200 milioni di dollari a favore di VinFast, una delle principali aziende del gruppo vietnamita Vingroup. Questa iniziativa mira a potenziare le opportunità di export per le imprese italiane verso il Vietnam, un mercato in forte espansione.

    L’operazione fa parte del programma Push Strategy, un’iniziativa dell’agenzia per il credito all’esportazione del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Questo programma offre garanzie per finanziamenti a grandi importatori esteri, in cambio dell’impegno a acquistare prodotti e servizi dall’Italia.

    L’ambasciatore d’Italia ad Hanoi, Marco della Seta, ha sottolineato che il Vietnam sta vivendo una rapida crescita economica, e l’apertura ai finanziamenti internazionali sta facilitando l’accesso delle aziende vietnamite a capitali e competenze. Le stime ufficiali indicano che nel 2025 il PIL del Vietnam è aumentato dell’8% rispetto all’anno precedente, superando i tassi di crescita di paesi come Malaysia (5,2%), Indonesia (5,1%) e Singapore (5%). Nel secondo trimestre del 2026, la crescita ha raggiunto l’8,39%, in aumento rispetto al 7,8% del trimestre precedente.

    Questa dinamica positiva è stata sostenuta da una robusta produzione industriale, dalla tenuta della domanda interna, dai flussi di investimento estero e dall’aumento della spesa pubblica per infrastrutture. Tuttavia, il ministero dell’Industria e del Commercio ha avvertito del rischio di carenze di elettricità già a partire dal prossimo anno, a causa dell’aumento della domanda energetica legata al tessuto industriale e ai significativi investimenti infrastrutturali.

    Data la centralità di Vingroup nell’economia vietnamita e il suo piano di investimenti fino al 2030, le opportunità per le aziende italiane di collaborare con le società del gruppo potrebbero riguardare diversi settori, tra cui automotive, macchinari industriali, infrastrutture e trasporti, transizione energetica ed economia circolare, materiali da costruzione, alta tecnologia e soluzioni per l’hospitality.

    Mario Melillo, Chief Network Officer di Sace, ha descritto Vingroup e VinFast come aziende con solide capacità nella realizzazione di progetti su larga scala e con ambizioni di crescita internazionale. L’operazione è stata strutturata da un pool bancario composto da HSBC, in qualità di coordinator, BNP Paribas e Barclays. Tim Evans, CEO di HSBC in Vietnam, ha ricordato che questa è la quarta transazione realizzata da HSBC con Sace in Vietnam e ha espresso ottimismo sulla possibilità di consolidare ulteriormente la collaborazione.

  • Emergenza plastica in Italia: rischi per il riciclo e la raccolta dei rifiuti

    Emergenza plastica in Italia: rischi per il riciclo e la raccolta dei rifiuti

    In Breve

    Qual è la causa principale dell'emergenza plastica in Italia?
    La causa principale è la mancanza di sbocchi per il materiale riciclato, penalizzato dalla concorrenza di materie prime vergini a basso costo.
    Quali regioni italiane sono più colpite dall'emergenza plastica?
    Le regioni più colpite sono Campania, Lazio, Puglia, Marche, Emilia-Romagna e Sardegna.
    Quali misure sono state proposte per affrontare la crisi?
    Il Ministero dell'Ambiente ha proposto interventi per aumentare e razionalizzare gli stoccaggi e misure temporanee per mitigare il blocco della raccolta.

    Unindustria, l’associazione delle imprese del Lazio, ha lanciato un allarme riguardo l’emergenza plastica che sta colpendo la regione, con conseguenze che potrebbero paralizzare l’intera filiera del riciclo e il servizio di raccolta dei rifiuti urbani. La causa principale di questa crisi è la mancanza di sbocchi per il materiale riciclato, che sta subendo la concorrenza di materie prime vergini a basso costo importate dall’estero. Questa situazione ha portato a una significativa riduzione delle capacità di stoccaggio degli impianti di riciclo.

    La criticità attuale si somma a problemi preesistenti in altri flussi della raccolta differenziata, dove mancano soluzioni impiantistiche sufficienti. Di conseguenza, si registrano accumuli di rifiuti, rallentamenti nei processi di raccolta e un aumento dei costi derivanti dall’invio del materiale fuori regione, con un impatto ambientale significativo dovuto ai trasporti.

    Nei recenti incontri, come quello del tavolo delle plastiche del 28 luglio, sono stati riportati dati allarmanti: la filiera ha registrato una perdita di capacità di trattamento di circa 12.000 tonnellate al mese nell’ultimo anno. Secondo il censimento Ispra 2024, in Italia ci sono 384 impianti che gestiscono un totale di 953.198 tonnellate di plastica.

    Le regioni più colpite da questa emergenza includono Campania, Lazio, Puglia, Marche, Emilia-Romagna e Sardegna, con segnalazioni di difficoltà anche da Piemonte e Veneto. I fermi impianto sono causati da eventi accidentali, come incendi che hanno colpito diversi impianti di riciclo e stoccaggio durante l’estate, oltre a mancanza di sbocchi di mercato e ritardi autorizzativi.

    Per fronteggiare la saturazione degli impianti e prevenire il blocco della raccolta, il Ministero dell’Ambiente ha proposto interventi regionali volti ad aumentare e razionalizzare gli stoccaggi. Sono state messe in campo anche misure temporanee da parte di consorzi e imprese per mitigare il blocco della raccolta.

    In un ulteriore sviluppo, il 16 settembre il Tribunale di Milano ha disposto l’amministrazione giudiziaria per un anno del consorzio nazionale per la raccolta, il riciclo e il recupero degli imballaggi in plastica, Corepla. Questo provvedimento è scaturito da un procedimento relativo a un’agevolazione colposa a favore di una società consorziata, evidenziando che Corepla non avrebbe effettuato controlli adeguati sulla filiera.

    Corepla ha risposto ribadendo la propria estraneità ai fatti illeciti e confermando l’impegno a garantire la corretta gestione della filiera dell’economia circolare. La situazione attuale richiede un’attenzione urgente per evitare ulteriori danni all’ambiente e alla salute pubblica.

  • La Crisi dell’Industria Siderurgica Canadese: Dazi e Conseguenze

    La Crisi dell’Industria Siderurgica Canadese: Dazi e Conseguenze

    In Breve

    Quali sono le cause della crisi dell'industria siderurgica canadese?
    La crisi è causata dai dazi imposti dagli Stati Uniti sulle importazioni di acciaio, che hanno portato a un calo della produzione e delle esportazioni.
    Qual è l'impatto dei dazi sulle aziende canadesi?
    Le aziende come Algoma e Dofasco hanno registrato perdite significative e sono costrette a ristrutturare le loro operazioni.
    Cosa prevede il futuro per l'industria siderurgica canadese?
    Nuove regolamentazioni e vincoli potrebbero aggravare ulteriormente la situazione, rendendo la ripresa complessa.

    L’acciaio ha rappresentato il principale punto di conflitto nei recenti negoziati per il rinnovo dell’UMSCA, portando a un aperto scontro tra Stati Uniti e Canada e all’introduzione di misure tariffarie da entrambe le parti. Il Canada ha attivato, a partire dall’8 settembre, contromisure su oltre 300 prodotti derivati dall’acciaio e dall’alluminio, raddoppiando le tariffe fino al 50%.

    A un anno dall’introduzione della Section 232, che ha imposto dazi del 50% sulle importazioni di acciaio negli Stati Uniti a maggio 2025, l’industria siderurgica canadese mostra segni di forte sofferenza. La produzione d’acciaio in Canada è scesa del 15% a maggio rispetto all’anno precedente, con un calo progressivo annuo del 14%.

    Le esportazioni verso gli Stati Uniti hanno subito un crollo, con una diminuzione del 31% nel 2025 e un ulteriore calo del 55% nei primi tre mesi del 2026. Questo ha contribuito in modo determinante alla contrazione produttiva. Tra le aziende più colpite, Algoma, con una produzione di 2,2 milioni di tonnellate, è il principale fattore del calo degli indici nazionali. Esponendosi per circa la metà dei suoi prodotti al mercato statunitense, Algoma ha anticipato la chiusura degli altiforni a gennaio e sta investendo circa 1 miliardo di dollari canadesi in impianti a forno elettrico.

    Algoma prevede un Ebitda negativo nel 2026, dopo un Ebitda adjusted negativo di circa 450 milioni al 31 marzo. Il titolo ha perso circa il 30% del valore da maggio dell’anno scorso, con previsioni di ritorno al breakeven nel 2027 grazie all’avvio dei nuovi impianti.

    Anche altri produttori di vergella e tondo, come Ivaco e la divisione canadese di Gerdau Nord America, si trovano in difficoltà. Tuttavia, alcuni gruppi stanno resistendo grazie alla natura dei mercati di destinazione finale e alle politiche di Buy Canadian introdotte dal governo a metà dicembre.

    L’acciaieria di ArcelorMittal a Montreal, specializzata in prodotti lunghi per edilizia e infrastrutture del Canada orientale, è rimasta sostanzialmente indenne, ma ha chiuso a giugno un laminatoio per concentrare la produzione in un unico hub. Il direttore finanziario Genuino Christino ha dichiarato che i dazi USA costano al gruppo 150 milioni di dollari a trimestre.

    Dofasco ha registrato un progresso del 3% su base annua grazie a contratti di fornitura a lungo termine per i distretti automobilistici dell’Ontario. Lo stabilimento Lake Erie di Stelco, rilevato da Cleveland Cliffs, si è orientato verso il mercato interno per colmare il vuoto d’offerta lasciato dalla riduzione delle importazioni statunitensi, rinunciando però agli alti margini precedenti e contribuendo alla maggiore volatilità e alla pressione sulla marginalità del gruppo americano.

    Nuove stratificazioni e vincoli, già varati o attesi a partire dal 2027, potrebbero aggravare ulteriormente la situazione del settore, rendendo la ripresa ancora più complessa per l’industria siderurgica canadese.

  • Aumento Record dei Prezzi della Memoria DDR5: Impatti sui Portatili e Sulle Decisioni di Acquisto

    Aumento Record dei Prezzi della Memoria DDR5: Impatti sui Portatili e Sulle Decisioni di Acquisto

    In Breve

    Qual è l'aumento percentuale dei prezzi della memoria DDR5?
    L'aumento è del 544% rispetto ai livelli di luglio 2025.
    Quanto costa attualmente un kit da 32 GB DDR5-5600?
    Attualmente, un kit da 32 GB DDR5-5600 costa 409 dollari.
    Come influiscono i prezzi della memoria sui portatili?
    I prezzi più alti della memoria DDR5 hanno portato a un aumento dei costi dei portatili, complicando le scelte di acquisto.

    I prezzi della memoria DDR5 hanno raggiunto un nuovo picco, segnando un aumento del 544% rispetto ai livelli di luglio 2025, che fungono da baseline prima della crisi della memoria. Questa situazione è emersa da un monitoraggio condotto nel mercato retail tedesco, dove le rilevazioni mensili coprono circa 20 prodotti nella principale piazza europea per questo segmento.

    Negli ultimi mesi, l’inflazione sui moduli DDR5 ha mostrato un’accelerazione preoccupante, passando dal 419% di giugno al 486% di agosto, fino a raggiungere il picco di settembre. Questo incremento rappresenta un costo aggiuntivo significativo per chi desidera acquistare o aggiornare il proprio PC.

    Negli Stati Uniti, un monitoraggio dei prezzi ha rivelato che un kit da 32 GB DDR5-5600 è salito a 409 dollari, rispetto ai 72 dollari precedentemente osservati. Ciò significa che il costo è aumentato di oltre 5,5 volte. Questo aumento rende il passaggio a configurazioni con 32 GB di memoria più oneroso, costringendo i consumatori a considerare attentamente la scelta tra 16 GB e 32 GB, con risparmi di circa 200 dollari optando per la configurazione inferiore.

    Le ripercussioni di questi aumenti si riflettono anche nei listini dei portatili. Un produttore ha recentemente ristrutturato la gamma XPS 13 negli Stati Uniti, introducendo un modello base con 256 GB di storage al prezzo di 699 dollari. Il modello precedente, dotato di 8 GB di RAM e 512 GB di SSD, è stato riallineato a 799 dollari, con un incremento di 100 dollari. La configurazione con 16 GB e 512 GB è ora proposta a 999 dollari, anch’essa con un aumento di 100 dollari.

    Le promozioni per studenti possono ridurre il prezzo finale di 100 dollari, ma la capacità di 256 GB è considerata limitata da molti utenti. In generale, la carenza e l’inflazione della memoria stanno complicando le decisioni di acquisto, spingendo i produttori a valutare con cautela i prezzi di lancio dei nuovi dispositivi.

    Le previsioni indicano un possibile ulteriore peggioramento della situazione nel 2027, suggerendo che i consumatori dovranno affrontare sfide sempre più complesse nel mercato della tecnologia.

  • Canon lancia Dual Pixel 3D: il software gratuito che trasforma le foto in modelli 3D

    Canon lancia Dual Pixel 3D: il software gratuito che trasforma le foto in modelli 3D

    In Breve

    Cos'è il Dual Pixel 3D?
    È una tecnologia di Canon che genera immagini e modelli 3D a partire da una singola foto.
    Quando sarà disponibile il software Dual Pixel 3D Converter?
    Il software sarà disponibile gratuitamente a partire dal 3 ottobre.
    Quali fotocamere sono compatibili con Dual Pixel 3D?
    Sono compatibili le mirrorless Canon dotate di Dual Pixel CMOS AF, come EOS R5 e EOS R6.

    Canon lancia Dual Pixel 3D: il software gratuito che trasforma le foto in modelli 3D

    Canon ha recentemente annunciato il lancio di Dual Pixel 3D, una tecnologia innovativa che permette di generare immagini e modelli tridimensionali a partire da una singola foto. Questa nuova funzionalità sfrutta i dati di profondità e di rilevamento di fase catturati dal sistema Dual Pixel CMOS AF, già introdotto con la fotocamera EOS R5 nel 2020.

    Il software Dual Pixel 3D Converter

    Il Dual Pixel 3D Converter sarà disponibile gratuitamente per Windows, a partire dal 3 ottobre. Questo software consente di convertire file RAW e JPEG scattati con la fotocamera EOS R8 Mark II in immagini 3D, modelli nei formati OBJ o GLB, o in video MP4, mantenendo le texture fotografiche originali.

    Compatibilità e requisiti

    Il software è compatibile con diverse fotocamere mirrorless Canon dotate di Dual Pixel CMOS AF, tra cui:

    • EOS R5 Mark II
    • EOS R5
    • EOS R6 Mark III
    • EOS R6 Mark II
    • EOS R7
    • EOS R8 Mark II
    • EOS R8
    • EOS R10

    È importante notare che le immagini devono essere acquisite con obiettivi compatibili. Tra gli obiettivi elencati come compatibili ci sono:

    • RF24-70mm F2.8 L IS USM
    • RF24-50mm F4.5-6.3 IS STM
    • RF24-105mm F4 L IS USM
    • RF35mm F1.8 MACRO IS STM
    • RF50mm F1.8 STM
    • RF70-200mm F2.8 L IS USM
    • RF85mm F2 MACRO IS STM
    • RF100mm F2.8 L MACRO IS USM
    • RF-S18-45mm F4.5-6.3 IS STM
    • RF-S18-150mm F3.5-6.3 IS STM

    Funzionalità avanzate

    Una delle caratteristiche più interessanti del Dual Pixel 3D Converter è la possibilità di regolare il grado di profondità per ottenere un effetto 3D più marcato o più sottile. Inoltre, il software semplifica la rimozione dello sfondo, consentendo di esportare soggetti come modelli 3D o stereofoto su fondo neutro. Questa funzionalità è particolarmente utile per la fotografia di prodotto e la natura morta.

    Consigli per l’uso

    Canon ha anche fornito una serie di consigli di scatto specifici per ottimizzare l’uso della nuova funzione. Questi suggerimenti possono aiutare i fotografi a sfruttare al meglio le potenzialità del software e a creare immagini tridimensionali di alta qualità.

    Conclusioni

    Con il lancio di Dual Pixel 3D, Canon si propone di rivoluzionare il modo in cui i fotografi possono interagire con le loro immagini. Questa tecnologia non solo amplia le possibilità creative, ma rende anche accessibile la creazione di contenuti tridimensionali a un pubblico più vasto.

  • iPhone 18 Pro e Pro Max: Incrementi Modesti dell’Autonomia Rispetto ai Modelli Precedenti

    iPhone 18 Pro e Pro Max: Incrementi Modesti dell’Autonomia Rispetto ai Modelli Precedenti

    In Breve

    Qual è l'aumento dell'autonomia dell'iPhone 18 Pro rispetto al 17 Pro?
    L'iPhone 18 Pro ha un'autonomia di 16 ore e 17 minuti, con un aumento del 6% rispetto al 17 Pro.
    Quanto dura la batteria dell'iPhone 18 Pro Max?
    L'iPhone 18 Pro Max ha una durata di 18 ore e 27 minuti, con un incremento del 3% rispetto al 17 Pro Max.
    Quali sono i valori di riproduzione video per i nuovi modelli?
    L'iPhone 18 Pro e 18 Pro Max offrono rispettivamente 36 e 45 ore di riproduzione video continuativa.

    Recenti test di laboratorio hanno rivelato che gli iPhone 18 Pro e iPhone 18 Pro Max presentano un aumento della durata della batteria rispetto ai loro predecessori, ma i miglioramenti sono meno significativi di quanto alcune comunicazioni commerciali avessero suggerito.

    In Europa, i nuovi modelli sono dotati di batterie da 4.056 mAh per l’iPhone 18 Pro e 5.391 mAh per l’iPhone 18 Pro Max. La metodologia utilizzata per i test ha previsto la navigazione automatica su una serie di siti web tramite connessione cellulare, con localizzazione, Wi-Fi e Bluetooth disattivati e le funzioni di gestione energetica di iOS disattivate.

    Durante i test, l’iPhone 18 Pro ha registrato una durata di 16 ore e 17 minuti, rispetto alle 15 ore e 21 minuti dell’iPhone 17 Pro, segnando un incremento di circa il 6%. Allo stesso modo, l’iPhone 18 Pro Max ha mostrato 18 ore e 27 minuti di autonomia, contro le 17 ore e 54 minuti del suo predecessore, con un aumento del 3%.

    Per quanto riguarda la riproduzione video continuativa, i valori dichiarati sono superiori: i modelli 17 Pro e 17 Pro Max offrivano rispettivamente 33 e 39 ore, mentre i nuovi modelli 18 Pro e 18 Pro Max raggiungono 36 e 45 ore, corrispondenti a un aumento teorico del 9% e del 15% in scenari specifici di riproduzione video.

    Tuttavia, è importante notare che tutte le affermazioni relative alla durata della batteria dipendono da variabili come la configurazione di rete e altri fattori. I risultati reali possono variare, i cicli di ricarica sono limitati e la durata della batteria è influenzata dall’uso e dalle impostazioni.

    In sintesi, sebbene i nuovi iPhone presentino miglioramenti misurabili dell’autonomia, i guadagni più evidenti si manifestano principalmente in scenari di riproduzione video prolungata.