Tag: sostenibilità

  • Forum Innovazione & Sostenibilità: Napoli ospita la decima edizione dell’evento dedicato alla blue economy

    Forum Innovazione & Sostenibilità: Napoli ospita la decima edizione dell’evento dedicato alla blue economy

    In Breve

    Quando si svolgerà il Forum Innovazione & Sostenibilità a Napoli?
    Il Forum si svolgerà il 17 settembre 2026.
    Qual è il tema principale del Forum?
    Il tema principale è l'innovazione sostenibile e la valorizzazione dei territori.
    Chi sono alcuni dei relatori dell'evento?
    Tra i relatori ci saranno Antonio Coviello, Chiara Marciani e Carlo Marfisi.

    Il 17 settembre 2026, il Teatro Salone Margherita di Napoli sarà il palcoscenico della decima edizione del Forum Innovazione & Sostenibilità, un evento annuale che si propone di esplorare temi cruciali come l’innovazione sostenibile, la valorizzazione dei territori e la blue economy. Questo forum, promosso dall’Associazione For Human Community, rappresenta un’importante tappa della Blue Green Week 2026, che avrà inizio il 16 settembre con la cerimonia di premiazione della terza edizione del Blue Green Economy Award.

    La giornata del 17 settembre inizierà alle 9:15 con i saluti istituzionali della Giunta comunale, seguiti alle 9:30 dall’Opening Talk Show intitolato “Sustainability Voice: Istituzioni, territori e transizione: le sfide di chi governa il cambiamento”. Questo talk sarà condotto da Simone Tani, senior fellow della School of Governance della Luiss Guido Carli, e vedrà la partecipazione di relatori di spicco come Antonio Coviello (CNR e Università Suor Orsola Benincasa), Benino Maddaluno (direttore generale Asia Napoli), Chiara Marciani (assessore del Comune di Napoli) e Carlo Marfisi (direttore territoriale ENAC).

    Durante l’evento, saranno presentati i progetti premiati al Blue Green Economy Award 2026, e si svolgeranno sessioni dedicate a temi quali la credibilità della comunicazione ESG, il rapporto tra impatto dichiarato e reale, la mobilità sostenibile e la valorizzazione dei territori. La presentazione dei progetti sarà curata da Tullia Cautiello, presidente dell’Associazione For Human Community, e da Assia Viola, delegata Ferpi Campania.

    Il Forum è organizzato con il patrocinio del Comune di Napoli e vanta la collaborazione di diversi partner, tra cui Azienda Napoletana Mobilità (Official Partner), Adnkronos (Main Media Partner), nCore HR e Spods (Content Partner), Tinexta Infocert (Forum Partner), DiVita Tours (Partner Associativo) e i media partner Canale Energia e FASI.eu.

  • Flessibilità della domanda: come ridurre i costi energetici in Italia

    Flessibilità della domanda: come ridurre i costi energetici in Italia

    In Breve

    Cosa si intende per flessibilità della domanda?
    È la capacità dei consumatori di adattare il proprio consumo energetico in risposta a segnali esterni.
    Quali sono i potenziali risparmi per i consumatori?
    I risparmi possono variare dal 10% al 30% sulle bollette energetiche.
    Qual è il prezzo attuale dell'elettricità in Italia?
    Il prezzo dell'elettricità ha raggiunto 224 euro al MWh.

    La flessibilità della domanda rappresenta una delle soluzioni più promettenti per affrontare l’aumento dei costi energetici in Italia. Secondo le stime fornite da Flexit, nei primi quattro mesi del 2026, il trasferimento dei consumi elettrici dalle ore più costose verso le ore centrali potrebbe portare a una riduzione del costo dell’elettricità compresa tra il 5% e il 69%, con un abbattimento del prezzo fino a 59 euro al MWh.

    Una diminuzione aggregata della domanda di energia elettrica di 2-5 GW, corrispondente a circa il 5-10% del carico totale italiano, potrebbe abbassare il Prezzo Unico Nazionale (PUN) di 30-50 euro al MWh nelle ore interessate, traducendosi in un risparmio compreso tra il 10% e il 30% per i consumatori.

    La flessibilità dal lato della domanda (demand-side flexibility, DSF) è definita come la capacità dei consumatori di adattare la propria produzione e consumo energetico in risposta a segnali esterni. Questo può avvenire sia individualmente che attraverso operatori di mercato come retailer e aggregatori. I consumatori, noti come flexumer, possono beneficiare di tariffe dinamiche, riducendo così le proprie bollette e contribuendo a stabilizzare i picchi di domanda, il che a sua volta aiuta a contenere il prezzo all’ingrosso dell’energia.

    Un ulteriore vantaggio di questo sistema è la riduzione del rischio di curtailment della produzione da fonti rinnovabili. Nel 2025, sono stati fermati 640 GWh di energia eolica su un totale di 21 TWh prodotti e 162 GWh di energia solare su 44 TWh. Questo evidenzia la necessità di ottimizzare l’uso delle risorse rinnovabili disponibili.

    In Francia, gli aggregatori di demand response sono già attivi nei mercati all’ingrosso attraverso il meccanismo NEBCO, ottenendo riduzioni del prezzo all’ingrosso fino a 60 euro al MWh durante i picchi di domanda. In Italia, sono attualmente in fase di sviluppo quattro progetti pilota su mercati locali della flessibilità, localizzati a Milano (Unareti), Roma (Areti), nel Centro Italia (E-Distribuzione) e a Trieste (AcegasApsAmga). Questi progetti prevedono aste che remunerano i clienti per la flessibilità che mettono a disposizione.

    La neonata associazione italiana Flexit, parte del gruppo europeo SmartEn, che include operatori come retailer, aggregatori e produttori di tecnologia, ha sottolineato l’urgenza di attivare questo potenziale per ridurre rapidamente le bollette di famiglie e imprese. Attualmente, il prezzo dell’elettricità (PUN Index GME) ha raggiunto 224 euro al MWh, un livello non visto dal dicembre 2022.

    L’Unione Europea ha già previsto la possibilità di partecipazione della flessibilità dal 2019 con la direttiva 2019/944 e il regolamento 2019/943, e ARERA ha dato il via libera nel 2021. Michael Villa, presidente di Flexit e direttore generale di SmartEn, ha richiamato l’attenzione sulla necessità di un framework normativo comune per uniformare le regole e consentire lo sviluppo di mercati scalabili e business replicabili.

  • Engineering conquista per il secondo anno consecutivo la medaglia Platinum EcoVadis

    Engineering conquista per il secondo anno consecutivo la medaglia Platinum EcoVadis

    In Breve

    Qual è il punteggio ottenuto da Engineering nella valutazione EcoVadis?
    Engineering ha ottenuto un punteggio di 90 su 100.
    Cosa rappresenta la medaglia Platinum di EcoVadis?
    La medaglia Platinum colloca Engineering nel top 1% delle aziende valutate a livello globale.
    Quali sono i progressi ambientali documentati nel Bilancio di Sostenibilità 2025?
    Le emissioni Scope 1 e 2 sono diminuite del 46% rispetto al 2022.

    Engineering ha ottenuto per il secondo anno consecutivo la medaglia Platinum da EcoVadis, raggiungendo un punteggio complessivo di 90 su 100, in crescita rispetto agli 85 punti del 2025. Questo risultato colloca il gruppo nel top 1% delle 175.000 aziende valutate a livello globale e riflette significativi miglioramenti nelle quattro aree chiave del rating ESG: ambiente, lavoro e diritti umani, etica e acquisti sostenibili.

    L’incremento del rating è stato attribuito all’estensione delle pratiche di sostenibilità a una parte più ampia dell’organizzazione e degli stakeholder, così come a una rendicontazione ESG più completa, supportata da KPI misurabili e verificabili. A fine luglio, il Gruppo ha pubblicato il Bilancio di Sostenibilità 2025, che documenta i progressi nei principali ambiti ESG.

    In particolare, il report ambientale evidenzia che le emissioni Scope 1 e 2 sono diminuite del 46% rispetto al 2022 e del 7% rispetto al 2024. Inoltre, i consumi energetici complessivi sono calati del 7% rispetto all’anno precedente, con quasi il 100% dell’elettricità utilizzata negli uffici italiani proveniente da fonti rinnovabili.

    Dal punto di vista sociale, il gender pay gap in Italia si è ridotto a -1,12%, mentre la quota di donne in posizioni di leadership è salita al 20,8%. Oltre la metà delle nuove assunzioni riguarda giovani under 30, a dimostrazione dell’impegno del Gruppo verso una forza lavoro diversificata e inclusiva.

    In termini di governance, Engineering ha creato la funzione Compliance & Data Protection, adottato una strategia di AI Governance allineata all’AI Act europeo e implementato il modello organizzativo NIS per la conformità alla direttiva NIS2. Per garantire la sostenibilità della filiera, il 70% dei top fornitori è oggi sottoposto a valutazione ESG o ha definito obiettivi climatici coerenti con gli standard SBTi.

    Michelangelo Suigo, Group Chief Public Affairs, Corporate Communication & Sustainability Officer di Engineering, ha commentato: “La conferma della Medaglia Platinum di EcoVadis, con il passaggio da 85 a 90 punti, testimonia la capacità di Engineering di trasformare il nostro impegno per la sostenibilità in risultati misurabili e riconosciuti a livello internazionale. Un traguardo che premia il percorso intrapreso dal Gruppo e rafforza un modello di crescita responsabile, capace di generare valore per i clienti, il territorio e le comunità in cui operiamo”.

  • Amazon: oltre 30 miliardi di euro investiti in Italia in 15 anni

    Amazon: oltre 30 miliardi di euro investiti in Italia in 15 anni

    In Breve

    Quanto ha investito Amazon in Italia?
    Amazon ha investito oltre 30 miliardi di euro in Italia negli ultimi 15 anni.
    Quali sono le principali aree di investimento?
    Gli investimenti riguardano data center, infrastrutture logistiche e uffici.
    Quanti lavoratori sono coinvolti nel sistema Amazon in Italia?
    Oltre 100.000 lavoratori, tra cui più di 19.000 dipendenti a tempo indeterminato.

    Negli ultimi 15 anni, Amazon ha investito oltre 30 miliardi di euro in Italia, di cui ben 5 miliardi nel solo 2025. Questi investimenti comprendono una vasta gamma di iniziative, dai data center alle infrastrutture logistiche, fino agli uffici e alle spese operative, inclusi gli stipendi del personale.

    Secondo una stima della società di consulenza Keystone Strategy, tali investimenti hanno generato oltre 23 miliardi di euro di valore aggiunto per il Pil italiano, con circa 4 miliardi di euro aggiuntivi previsti per il 2025.

    Amazon gestisce attualmente oltre 60 strutture in Italia, tra cui siti logistici, data center e centri di ricerca. Tra questi, spicca un centro a Torino dedicato all’intelligenza artificiale generativa, al riconoscimento vocale e alla comprensione del linguaggio naturale per il suo assistente vocale, Alexa.

    Il sistema Amazon in Italia coinvolge oltre 100.000 lavoratori: più di 19.000 dipendenti a tempo indeterminato, circa 45.000 lavoratori stagionali e a tempo determinato, e altre 45.000 persone impiegate nell’edilizia, nei servizi professionali e nella logistica dell’ultimo miglio.

    Recentemente, a inizio luglio, è stato inaugurato un nuovo centro logistico a Jesi, frutto di un investimento di 180 milioni di euro. Questo sito prevede l’assunzione di oltre 1.000 dipendenti diretti a tempo indeterminato nei prossimi tre anni.

    In un’ottica di sostenibilità, nel 2025 Amazon ha introdotto oltre 500 furgoni elettrici e ha attivato hub di micromobilità in otto città italiane: Milano, Roma, Napoli, Bologna, Firenze, Genova, Trento e Verona. Questi hub sono progettati per facilitare le consegne nei centri storici attraverso l’uso di cargo scooter elettrici e cargo bike a pedalata assistita.

    Amazon ha anche contribuito allo sviluppo di otto parchi solari e ha installato 32 impianti fotovoltaici sui tetti dei suoi siti logistici, dimostrando un impegno verso la sostenibilità ambientale.

    Circa 20.000 piccole e medie imprese (PMI) italiane utilizzano la piattaforma di Amazon per vendere i propri prodotti, generando oltre 4 miliardi di euro di vendite, di cui circa 1 miliardo dai mercati esteri. Queste PMI hanno spedito più di 100 milioni di prodotti in tutto il mondo, con il 45% di esse situate nel Mezzogiorno, contribuendo a promuovere il made in Italy con oltre 5.500 PMI coinvolte.

    Amazon non si limita a investire nel business, ma è attivamente impegnata anche in iniziative sociali e formative. Il programma Amazon Future Engineer mira a sostenere 200.000 talenti in Italia nella formazione STEM entro la fine dell’anno. Inoltre, il programma Amazon Dona ha distribuito lo scorso anno oltre 600.000 prodotti in eccedenza a circa 35.000 famiglie, per un valore superiore a 8 milioni di euro.