Tag: sostenibilità

  • Biometano in Italia: 398 impianti incentivati e un futuro sostenibile

    Biometano in Italia: 398 impianti incentivati e un futuro sostenibile

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    Quanti impianti di biometano sono stati incentivati in Italia?
    398 impianti di biometano hanno ricevuto incentivi.
    Qual è la capacità complessiva degli impianti di biometano in Italia?
    La capacità complessiva è di 1,3 miliardi di metri cubi annui.
    Qual è l'obiettivo di produzione di biometano per il 2030?
    L'obiettivo è di 5,7 miliardi di metri cubi.

    Il biometano si sta affermando come una risorsa fondamentale per la transizione energetica in Italia. Secondo i dati recenti, sono 398 gli impianti di biometano che hanno ricevuto incentivi grazie al decreto ministeriale del 15 settembre 2022, con accesso ai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr). Questi impianti hanno una capacità complessiva di 1,3 miliardi di metri cubi all’anno, di cui 90 sono già operativi, producendo circa 275 milioni di metri cubi.

    Gli investimenti nel settore sono stati avviati con il decreto ministeriale del 2 marzo 2018, che ha previsto sostegni specifici per il biometano destinato al trasporto. Attualmente, la produzione nazionale di biometano, considerando gli impianti attivi e quelli quasi completati, ammonta a circa 2,5 miliardi di metri cubi. Tuttavia, l’obiettivo fissato dal Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (Pniec) per il 2030 è di raggiungere 5,7 miliardi di metri cubi.

    Dal punto di vista della domanda, la crescente diffusione di contratti di fornitura a lungo termine tra produttori agricoli e consumatori industriali sta incentivando l’aumento dei volumi commercializzati. Sotto la supervisione del Consorzio Italiano Biogas, sono stati registrati ben 60 accordi per un totale di 180 milioni di metri cubi all’anno. I settori che beneficiano maggiormente di questi contratti includono l’acciaio (46%), la carta (14%), la ceramica (11%), il cemento e i laterizi (11%), la chimica (10%), l’alimentare (7%) e la plastica (2%).

    Nonostante i progressi, i volumi erogati coprono solo una parte del fabbisogno dei vari comparti, arrivando in alcuni casi a soddisfare fino al 20% della domanda. I rappresentanti delle industrie ad alta intensità di carbonio, note come ‘hard to abate’, stanno lavorando per aumentare la portata del biometano utilizzato.

    Il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, ha descritto il biometano come una risorsa strategica per la decarbonizzazione, la sicurezza e l’autonomia energetica del Paese. Ha inoltre confermato che il ministero sta preparando un nuovo decreto di sostegno al settore, volto a promuovere ulteriormente i contratti di fornitura a lungo termine. Questo provvedimento potrebbe essere presentato all’Unione Europea entro la fine dell’anno e include anche una valutazione sull’opzione europea riguardante lo scostamento di bilancio.

    Piero Gattoni, presidente del Consorzio Italiano Biogas, ha sottolineato l’importanza di garantire continuità e stabilità nel quadro normativo per favorire nuovi accordi a lungo termine, sostenere lo sviluppo della filiera e contribuire alla competitività e alla sicurezza energetica del Paese.

  • Coalizione per la gestione energetica dei data center: un passo verso la sostenibilità

    Coalizione per la gestione energetica dei data center: un passo verso la sostenibilità

    In Breve

    Qual è l'obiettivo della coalizione formata da Emerald AI e altre aziende?
    L'obiettivo è garantire spazio sulla rete elettrica per l'espansione dei data center attraverso la demand response.
    Come funziona il meccanismo di demand response?
    Consente ai data center di ridurre temporaneamente il consumo elettrico, sospendendo attività non critiche.
    Qual è l'importanza del software di Emerald AI?
    Permette una connessione diretta tra utility e data center, ottimizzando l'uso dell'energia.

    In un mondo sempre più digitalizzato, la domanda di capacità dei data center continua a crescere. Per affrontare questa sfida, Emerald AI ha annunciato la formazione di una coalizione con giganti tecnologici come Google, Nvidia e Anthropic, insieme a importanti utility come AES, Constellation, National Grid e NRG Energy. Questa alleanza ha come obiettivo principale la creazione dell’AI Energy Management Alliance (AEMA), un’iniziativa volta a garantire spazio sulla rete elettrica per l’espansione dei data center.

    Il fulcro dell’alleanza è la demand response, un meccanismo che consente ai data center di ridurre temporaneamente il loro consumo elettrico. Attraverso la sospensione di attività non critiche e lo spostamento di carichi di calcolo, si prevede di poter connettere ulteriori 100 gigawatt di capacità di data center alla rete. Questo approccio non è nuovo; storicamente, grandi consumatori industriali hanno partecipato a programmi di demand response, riducendo l’uso di energia durante i picchi in cambio di compensi. Oggi, i data center si trovano spesso a dover attivare gruppi elettrogeni diesel per partecipare a tali iniziative.

    Emerald AI propone un’alternativa innovativa: un software che collega le richieste delle utility con i data center. Questo sistema permette di sospendere compiti non critici o deviare carichi verso strutture dove la rete ha margine, ottimizzando così l’uso dell’energia. Altre soluzioni in campo includono strumenti sviluppati da Google e iniziative di Enel X, che utilizzano alimentazioni senza interruzione (UPS) per smussare i picchi di consumo.

    Un recente studio di Goldman Sachs ha stimato che limitare l’uso massimo della rete al 90% per alcune ore potrebbe liberare circa 76 gigawatt. Il software di Emerald AI si distingue per la sua capacità di garantire risposte rapide, simili a quelle delle batterie, grazie alla connessione diretta tra utility e data center.

    Inoltre, Emerald AI ha recentemente raccolto 150 milioni di dollari in una Serie A, guidata da Energize Capital e DCVC, per sostenere la diffusione della propria tecnologia. Ayse Coskun, chief scientist di Emerald AI, ha sottolineato che questa tecnologia non solo può ridurre la necessità di nuove fonti di generazione, ma non potrà eliminarla completamente.

    L’alleanza si propone anche di facilitare la ricerca di nuovi siti per data center, un’attività che ha presentato difficoltà sia per le aziende tecnologiche sia per le utility. Tuttavia, è importante notare che l’adozione di strategie di demand response più sofisticate non risolverà da sola tutti i problemi della rete.

    In conclusione, la creazione dell’AI Energy Management Alliance rappresenta un passo significativo verso una gestione energetica più sostenibile per i data center, contribuendo a un futuro in cui l’espansione tecnologica possa avvenire in armonia con le esigenze ambientali.

  • Innovazione nel fotovoltaico: Pannelli solari subacquei in perovskite testati fino a 10 metri di profondità

    Innovazione nel fotovoltaico: Pannelli solari subacquei in perovskite testati fino a 10 metri di profondità

    In Breve

    Quali sono le caratteristiche dei pannelli solari subacquei in perovskite?
    I pannelli sono realizzati in perovskite e possono operare fino a 10 metri di profondità, con un'efficienza di conversione di quasi il 35%.
    Quali sono le applicazioni previste per queste celle solari?
    Le celle possono alimentare sensori, telecamere, sistemi di comunicazione e veicoli subacquei autonomi.
    Quali sfide devono essere affrontate per l'uso di pannelli solari subacquei?
    Occorre considerare l'accumulo di biomassa e gli impatti ambientali sull'ecosistema marino.

    Un gruppo di ricercatori dell’Università di Yunnan ha recentemente condotto esperimenti su celle solari innovative, progettate per operare in ambienti subacquei fino a 10 metri di profondità. Queste celle, realizzate in perovskite al bromuro di piombo e arricchite con il polimero polyhexamethylene guanidine hydrochloride, hanno dimostrato prestazioni promettenti nella raccolta di energia.

    Durante i test, le celle hanno accumulato 1.416 mWh di energia a 2 metri di profondità, 752 mWh a 6 metri e 324 mWh a 10 metri. In laboratorio, la loro efficienza di conversione di potenza ha raggiunto quasi il 35%. Un esperimento condotto nel Mar Cinese Meridionale ha mostrato che una serie di celle collocate a 10 metri di profondità è stata in grado di ricaricare un pacco di batterie agli ioni di litio in sole due ore.

    Gli autori dello studio stimano che ogni dispositivo potrebbe operare per un periodo di circa cinque anni e mezzo. Questa scoperta apre la strada a molteplici applicazioni, come il supporto energetico per sensori, telecamere, sistemi di comunicazione e veicoli subacquei autonomi. Tali innovazioni potrebbero portare a sistemi marini autosufficienti alimentati da fotovoltaico subacqueo.

    Tuttavia, ci sono ancora questioni pratiche da considerare, come l’accumulo di biomassa (biofouling) che potrebbe compromettere le prestazioni delle celle e richiedere interventi di pulizia periodici. Inoltre, è fondamentale valutare gli impatti ambientali derivanti dall’interazione di questi dispositivi con l’ecosistema marino.

    In conclusione, la ricerca sulle celle solari subacquee in perovskite rappresenta un passo significativo verso l’innovazione nel settore dell’energia rinnovabile, con potenziali benefici per la sostenibilità ambientale e l’autosufficienza energetica nelle applicazioni marine.

  • La Rigenerazione dei Centri Storici: Un’Identità da Salvaguardare

    La Rigenerazione dei Centri Storici: Un’Identità da Salvaguardare

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    Perché i centri storici sono importanti per l'Italia?
    I centri storici rappresentano l'identità culturale e sociale del Paese, contribuendo al commercio di vicinato.
    Qual è il ruolo della rigenerazione urbana?
    La rigenerazione urbana è fondamentale per rendere le città più vivibili e sostenibili.
    Quando si è svolto l'Eco-Festival della Mobilità Sostenibile?
    L'Eco-Festival si è tenuto a Roma il 15 e 16 settembre 2026.

    Durante l’Eco – Festival della Mobilità Sostenibile e delle Città Intelligenti, tenutosi a Roma il 15 e 16 settembre 2026, Alessandro Cavo, delegato di Confcommercio per i centri storici e la rigenerazione urbana, ha evidenziato l’importanza di questi luoghi come parte integrante dell’identità italiana.

    Cavo ha affermato che i centri storici non sono solo spazi fisici, ma rappresentano una «straordinaria infrastruttura sociale» che contribuisce al commercio di vicinato e alla vita comunitaria. Senza i piccoli negozi e le attività locali, il tessuto sociale del Belpaese sarebbe profondamente impoverito.

    La rigenerazione urbana, secondo Cavo, è essenziale non solo per preservare l’identità culturale, ma anche per migliorare la vivibilità delle città italiane. Investire nella riqualificazione dei centri storici significa investire nel futuro del Paese, rendendo le città più accoglienti e sostenibili.

    Il festival, inserito nella Settimana Europea della Mobilità, ha rappresentato un’importante piattaforma per discutere di come le politiche di mobilità e rigenerazione urbana possano intersecarsi per creare spazi pubblici più vivibili e accessibili. Cavo ha sottolineato che una città vivibile è una città che sa valorizzare il proprio patrimonio culturale e sociale, e i centri storici ne sono il fulcro.

    In conclusione, la rigenerazione dei centri storici non è solo una questione di estetica urbana, ma un passo fondamentale per garantire un futuro sostenibile e ricco di identità per le città italiane. La sfida è quella di trovare un equilibrio tra modernità e tradizione, per preservare ciò che rende l’Italia unica nel panorama mondiale.

  • Trenitalia e Mobilità Sostenibile: Il Ruolo Chiave del Trasporto Regionale

    Trenitalia e Mobilità Sostenibile: Il Ruolo Chiave del Trasporto Regionale

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    Qual è il ruolo del trasporto ferroviario regionale nella mobilità sostenibile?
    Il trasporto ferroviario regionale è fondamentale per promuovere una mobilità sostenibile, integrandosi con altri mezzi di trasporto.
    Cosa è la carta fedeltà X-Go di Trenitalia?
    La carta fedeltà X-Go è un programma che premia la fedeltà dei viaggiatori, disponibile gratuitamente previa iscrizione.
    Quando si è svolto l'Eco – Festival della Mobilità Sostenibile?
    L'Eco – Festival si è svolto a Roma il 15 e 16 settembre 2026.

    Il trasporto ferroviario regionale si conferma come un elemento cruciale per la promozione di una mobilità sostenibile in Italia. Maria Giaconia, responsabile operations Regionale di Trenitalia, ha evidenziato questo aspetto durante il recente Eco – Festival della Mobilità Sostenibile e delle Città Intelligenti, tenutosi a Roma il 15 e 16 settembre 2026, in concomitanza con la Settimana Europea della Mobilità.

    Giaconia ha sottolineato l’importanza di un sistema integrato di trasporto, in cui il treno gioca un ruolo centrale. È essenziale instaurare un dialogo efficace tra il servizio ferroviario e altri mezzi di trasporto, come autobus, taxi, biciclette e car sharing, per rendere gli spostamenti più flessibili e accessibili a tutti i cittadini.

    Durante il festival, sono state presentate anche iniziative per incentivare la fedeltà dei viaggiatori. Tra queste, la carta fedeltà X-Go, disponibile gratuitamente per chi si iscrive tramite il sito o l’app di Trenitalia. Giaconia ha annunciato l’intenzione di premiare i passeggeri nel Lazio che hanno effettuato il maggior numero di viaggi e sono iscritti a questo programma, sottolineando l’importanza di riconoscere e valorizzare gli utenti più assidui.

    Queste misure si inseriscono in un contesto più ampio di transizione verso una mobilità più sostenibile, in linea con le politiche europee e nazionali. L’integrazione dei diversi mezzi di trasporto non solo facilita gli spostamenti, ma contribuisce anche alla riduzione delle emissioni di CO2, un obiettivo fondamentale per il futuro del nostro pianeta.

    In conclusione, il trasporto ferroviario regionale rappresenta una dorsale fondamentale per un sistema di mobilità sostenibile, e iniziative come quelle presentate da Trenitalia possono fare la differenza nel promuovere scelte di viaggio più ecologiche e responsabili.

  • Amazon e il Futuro della Sostenibilità: Un Ecosistema Innovativo Basato su AI e Energie Rinnovabili

    Amazon e il Futuro della Sostenibilità: Un Ecosistema Innovativo Basato su AI e Energie Rinnovabili

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    Qual è l'obiettivo dell'ecosistema di sostenibilità di Amazon?
    Ridurre l'impatto ambientale attraverso innovazione, intelligenza artificiale e energie rinnovabili.
    Quanti veicoli elettrici utilizza Amazon per le consegne?
    Amazon ha oltre 50.000 veicoli elettrici a zero emissioni.
    Dove si trovano i laboratori di robotica di Amazon?
    Uno è a Vercelli, mentre gli altri due sono a Seattle e Boston.

    Durante il Festival della Mobilità Sostenibile e delle Città Intelligenti, tenutosi a Roma, Stefano La Rovere, global director per Robotica, Mechatronics & Imballaggi sostenibili di Amazon, ha delineato un ambizioso ecosistema di sostenibilità sviluppato dall’azienda. Questo approccio si basa su innovazione e tecnologia, con l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale delle operazioni aziendali.

    Un elemento centrale del progetto è l’uso di algoritmi di intelligenza artificiale per prevedere la domanda dei clienti con largo anticipo. Grazie a questa tecnologia, Amazon è in grado di gestire l’inventario in modo più efficiente, assicurando che i prodotti siano già vicini ai clienti al momento dell’ordine. Questo non solo riduce i tempi di consegna, ma contribuisce anche a diminuire il traffico e le emissioni inquinanti associate alle spedizioni.

    Inoltre, Amazon si è affermata come il primo acquirente in Italia e in Europa di energia carbon free nel corso dell’anno scorso. L’azienda sta accelerando l’elettrificazione delle sue flotte di consegna, con oltre 50.000 veicoli elettrici a zero emissioni già in circolazione. Questo sforzo è parte di un impegno più ampio per ridurre l’impatto ambientale delle operazioni logistiche.

    Un altro aspetto fondamentale del programma di sostenibilità riguarda il packaging. Amazon sta lavorando per sviluppare materiali più sostenibili e riciclabili, riducendo al contempo il consumo di imballaggi. Presso uno dei tre laboratori di robotica situati a Vercelli, si stanno sperimentando nuove tecnologie di imballaggio. Gli altri due laboratori si trovano a Seattle e Boston. Grazie a queste innovazioni, oggi meno della metà delle consegne in Europa avviene con il tradizionale box, mentre oltre la metà utilizza imballaggi più efficienti e su misura per il prodotto.

    Combinando tutti questi elementi, La Rovere ha definito l’insieme delle iniziative come un ecosistema virtuoso di innovazione sostenibile. Questa visione non solo mira a migliorare l’efficienza operativa di Amazon, ma rappresenta anche un passo significativo verso un futuro più sostenibile per l’industria della logistica e del commercio elettronico.

  • Michelin di Alessandria: Innovazione e Sostenibilità nella Produzione di Pneumatici

    Michelin di Alessandria: Innovazione e Sostenibilità nella Produzione di Pneumatici

    In Breve

    Qual è l'obiettivo principale dello stabilimento Michelin di Alessandria?
    Puntare sulla sostenibilità e sulla seconda vita degli pneumatici.
    Quanti pneumatici produce annualmente lo stabilimento?
    Circa 1,2 milioni di pneumatici all'anno.
    Qual è il modello innovativo adottato dallo stabilimento?
    Il modello Multivite, che promuove pneumatici riutilizzabili.

    Lo stabilimento Michelin di Alessandria, che festeggia il suo 55° anniversario, si distingue per il suo impegno verso la sostenibilità e l’innovazione nella produzione di pneumatici. Con una forza lavoro di circa 950 addetti, il sito è specializzato nella produzione di pneumatici di grandi dimensioni per autocarri, raggiungendo una capacità produttiva di circa 1,2 milioni di pneumatici all’anno su una superficie di oltre 470.000 metri quadrati. Circa il 60% della produzione è destinato al mercato europeo, mentre il restante 40% viene esportato in altri mercati.

    Il plant non solo serve il mercato del ricambio, ma è anche attivo nel primo equipaggiamento, fornendo pneumatici per metropolitane su gomma, mezzi agricoli e applicazioni nel settore del genio civile. La collaborazione con costruttori di camion, semirimorchi e veicoli specializzati è fondamentale per l’operatività del sito.

    Negli ultimi anni, Michelin ha fatto significativi progressi nella sostenibilità delle sue operazioni. Dal 2019, il consumo di acqua è stato ridotto del 64%, e l’azienda prevede di anticipare al 2027 i target di sostenibilità fissati per il 2030 riguardanti energia e emissioni di CO₂. Questo obiettivo sarà raggiunto grazie al rinnovamento della centrale termica che alimenta l’area produttiva.

    Uno degli aspetti più innovativi dello stabilimento è il modello Multivite, che promuove pneumatici progettati per durare più a lungo e per essere riutilizzati attraverso riscolpitura e ricostruzione. Agostino Mazzocchi, presidente e amministratore delegato di Michelin Italiana, ha affermato: «Questo approccio contribuisce a ridurre il costo totale di utilizzo per le aziende di trasporto e, allo stesso tempo, a contenere il consumo di risorse e le emissioni di CO₂». Sostenere questo modello significa anche proteggere competenze industriali, occupazione e valore per il territorio.

    Inoltre, lo stabilimento collabora attivamente con il dipartimento di Ricerca e Sviluppo del gruppo per sviluppare e validare nuovi materiali e prodotti prima della loro industrializzazione. Tra le tecnologie innovative sviluppate presso il sito di Alessandria ci sono Infinicoil, una tecnologia che riduce l’usura, e una variante dello pneumatico MICHELIN X-CRANE 2 per autogrù semoventi, anch’essa sviluppata e industrializzata ad Alessandria.

    Non solo innovazione nei prodotti, ma anche nei processi produttivi: lo stabilimento è stato un pilota per l’introduzione di carrelli a guida autonoma ed è riconosciuto come benchmark mondiale per la flessibilità produttiva, grazie a un ampio portafoglio di gamme e dimensioni e a modalità organizzative flessibili.

  • Luciano Buonfiglio premiato per l’impegno ambientale nello sport

    Luciano Buonfiglio premiato per l’impegno ambientale nello sport

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    Chi ha premiato Luciano Buonfiglio?
    Luciano Buonfiglio è stato premiato dal Conai.
    Qual è stato il motivo del premio?
    Il premio è stato assegnato per il suo impegno nella promozione della sostenibilità ambientale nello sport.
    Cosa ha sottolineato Fabio Costarella durante la cerimonia?
    Fabio Costarella ha evidenziato l'importanza dell'impegno e della responsabilità nella campagna di sensibilizzazione.

    Luciano Buonfiglio, presidente del Coni, è stato recentemente premiato dal Conai per il suo significativo contributo nel rafforzare il ruolo dello sport italiano come motore di partecipazione e responsabilità ambientale. Questo riconoscimento è stato assegnato in occasione di Eco, il Festival della Mobilità Sostenibile e delle Città Intelligenti, che si svolge a Roma.

    La motivazione del premio si basa sulla firma del protocollo d’intesa tra Conai e Coni, avvenuta nel febbraio 2026, che mira a diffondere i valori della tutela delle risorse e a trasformare lo sport in un esempio concreto di sostenibilità. Durante la cerimonia, Fabio Costarella, vicedirettore generale del Consorzio Nazionale Imballaggi, ha sottolineato l’importanza della campagna di sensibilizzazione realizzata nell’ambito di questo protocollo, evidenziando il ruolo di Chiara Pellacani, tuffatrice di fama, come protagonista del video promozionale.

    Costarella ha dichiarato che “la campagna richiama ad alcuni valori fondamentali che sono poi quelli di un atleta: l’impegno, la costanza, la responsabilità, l’efficienza”. Ha inoltre esortato i cittadini a rispettare il corretto smaltimento degli imballaggi, sottolineando l’importanza di un comportamento responsabile nei confronti dell’ambiente.

    Nel ritirare il premio, Buonfiglio ha rivolto un messaggio ai giovani presenti, invitandoli a “essere protagonisti del futuro con gesti quotidiani”. Ha richiamato l’attenzione su valori come il “coraggio, coerenza, senso di responsabilità e di appartenenza” alla comunità, sottolineando come ogni piccolo gesto possa contribuire a un futuro più sostenibile.

    Questo riconoscimento non solo celebra l’impegno di Buonfiglio, ma rappresenta anche un passo importante verso una maggiore consapevolezza ambientale nel mondo dello sport, incoraggiando atleti e cittadini a diventare ambasciatori della sostenibilità.

  • Clivet avvia la produzione nel nuovo stabilimento di Feltre per pompe di calore ad alta efficienza

    Clivet avvia la produzione nel nuovo stabilimento di Feltre per pompe di calore ad alta efficienza

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    Qual è l'obiettivo del nuovo stabilimento Clivet?
    Realizzare pompe di calore ad alta efficienza e contribuire alla sostenibilità.
    Quante persone lavorano nello stabilimento di Feltre?
    Attualmente 80 addetti, con piani di nuove assunzioni.
    Qual è la capacità produttiva prevista?
    8.800 unità all'anno, con il 70% destinato all'estero.

    Clivet avvia la produzione nel nuovo stabilimento di Feltre per pompe di calore ad alta efficienza

    È ufficialmente iniziata la produzione nel nuovo stabilimento di Clivet, situato a Feltre, dedicato alla realizzazione di pompe di calore e soluzioni per la climatizzazione ad alta efficienza. Questa struttura, frutto di un investimento di 24 milioni di euro, si estende su una superficie di 14.000 metri quadrati e rappresenta un importante passo avanti per la filiera industriale locale.

    Attualmente, lo stabilimento impiega 80 persone, di cui 50 direttamente nella produzione e il resto in ruoli amministrativi e tecnici. In risposta alla crescita del mercato, sono previsti ulteriori piani di assunzione.

    Il nuovo impianto si inserisce nel contesto di espansione di Mbt Climate, la divisione europea di Midea Building Technologies, dopo l’apertura dell’Innovation Centre di Padova, dedicato alla ricerca e sviluppo nel settore HVAC. Questo stabilimento non solo contribuisce allo sviluppo industriale, ma supporta anche gli obiettivi europei di carbon neutrality e sostenibilità.

    A pieno regime, la capacità produttiva dello stabilimento è prevista a 8.800 unità all’anno, raddoppiando così l’attuale capacità per le specifiche linee produttive. È interessante notare che circa il 70% della produzione sarà destinato ai mercati esteri, in particolare nel Centro-Nord Europa.

    Il nuovo stabilimento integra tecnologie avanzate a basso impatto ambientale. Sul tetto è stato installato un impianto fotovoltaico composto da 1.008 pannelli, con una potenza totale di 805 kWp, che si stima possa coprire il 67% dei consumi energetici, con un autoconsumo previsto dell’87% e un contributo alla rete elettrica.

    Stefano Bellò, presidente e CEO di Clivet, ha descritto l’apertura dello stabilimento come un passo strategico per aumentare la capacità produttiva e rispondere alle crescenti richieste del mercato europeo. Marco Bertazzo, plant manager, ha evidenziato come le linee produttive siano state sviluppate secondo i principi della lean manufacturing, progettate per integrare robot, robot collaborativi e veicoli a guida autonoma, con significativi investimenti nella formazione e nello sviluppo delle competenze del personale.

    Inoltre, per l’edificio è stata richiesta la certificazione LEED Silver, a testimonianza dell’impegno di Clivet verso pratiche sostenibili e responsabili.

  • Siderurgia bresciana: accordo per forniture di biometano da 34 milioni di metri cubi all’anno

    Siderurgia bresciana: accordo per forniture di biometano da 34 milioni di metri cubi all’anno

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    Qual è il volume di biometano fornito dalle aziende siderurgiche bresciane?
    Le aziende siderurgiche bresciane forniranno circa 34 milioni di metri cubi di biometano all'anno.
    Quali sono le aziende coinvolte nell'accordo?
    Le aziende coinvolte includono Feralpi Group, Alfa Acciai, Duferco e altre acciaierie bresciane.
    Qual è l'obiettivo del progetto Green Metals Brescia?
    L'obiettivo è promuovere la decarbonizzazione e l'autonomia energetica nel settore siderurgico.

    Un significativo passo verso la sostenibilità energetica è stato compiuto da un gruppo di aziende siderurgiche bresciane, che hanno recentemente stipulato contratti di fornitura di biometano con dodici realtà agricole locali. L’accordo prevede un volume complessivo di circa 34 milioni di metri cubi all’anno, un’iniziativa che si inserisce nel progetto di decarbonizzazione e autonomia energetica denominato Green Metals Brescia.

    Promossa da Confindustria Brescia e dal consorzio Ramet, che riunisce 22 aziende metallurgiche, l’iniziativa mira a monitorare gli impatti sul lavoro e sul territorio in collaborazione con il Consorzio Italiano Biogas (Cib). Tra le aziende coinvolte si annoverano sei acciaierie di spicco: Feralpi Group, Alfa Acciai, Duferco, Industrie Riunite Odolesi, Ori Martin e Ferriera Valsabbia, insieme a Raffmetal, specializzata nella produzione di leghe di alluminio in colata continua.

    Il biometano fornito coprirà circa il 18% del fabbisogno annuo di metano del gruppo, corrispondente al consumo di circa 35-40 mila abitazioni in un anno. Questa operazione non solo rappresenta un passo avanti nella transizione energetica, ma contribuisce anche a ridurre l’esposizione delle aziende alle fluttuazioni internazionali del prezzo del gas.

    La fase di avvio di questo progetto risale a oltre un anno fa. Nel marzo 2025, Confindustria Brescia e Cib hanno firmato un accordo di collaborazione, mentre nel marzo 2026, Acciaierie di Calvisano (parte di Feralpi Group) ha formalizzato il primo contratto con AB Ambiente. I contratti hanno una durata quinquennale, rinnovabile per tre volte, con un orizzonte potenziale di 15 anni. Il valore delle quote di CO2 risparmiate è stimato in circa 5 milioni di euro all’anno, con benefici ripartiti tra produttore e consumatore.

    Simone Zanolini, portavoce dell’iniziativa, ha sottolineato che “questa iniziativa rappresenta un passaggio particolarmente significativo nel percorso di decarbonizzazione dell’industria bresciana”. Il biometano, infatti, consente di sostituire progressivamente il metano fossile senza richiedere modifiche radicali agli impianti esistenti.

    Il progetto sarà presentato in occasione del convegno “Biomethane Purchase Agreements – Nuove sinergie tra agricoltura e industria per la decarbonizzazione”, che si terrà il 17 settembre a Milano, promosso dal Cib.