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  • L’Impatto degli Agenti AI sulle Assunzioni nelle Startup

    L’Impatto degli Agenti AI sulle Assunzioni nelle Startup

    In Breve

    Come stanno cambiando gli agenti AI le assunzioni nelle startup?
    Gli agenti AI stanno assumendo compiti tradizionalmente umani, costringendo i fondatori a rivedere le loro strategie di assunzione.
    Quali sono le sfide legate all'uso degli agenti AI nelle startup?
    Le principali sfide riguardano la responsabilità, il controllo e la gestione degli errori.
    Quali competenze sono richieste nelle assunzioni moderne?
    Le competenze richieste si stanno spostando verso il giudizio, le relazioni e la strategia, mentre molte attività possono essere automatizzate.

    Negli ultimi anni, l’intelligenza artificiale ha iniziato a svolgere ruoli sempre più significativi all’interno delle startup, cambiando radicalmente il modo in cui vengono gestite le assunzioni e le responsabilità lavorative. Gli agenti AI, capaci di eseguire compiti tradizionalmente riservati ai membri umani del team, stanno assumendo funzioni in ingegneria, assistenza clienti e operazioni, costringendo i fondatori a rivedere le loro strategie di assunzione.

    Un’importante discussione su questo tema è stata organizzata al TechCrunch Disrupt 2026, con la sessione intitolata “Hiring When AI Is a Co-Founder”. Durante l’evento, che si svolgerà al Moscone West di San Francisco dal 13 al 15 ottobre 2026, esperti del settore come Josh Reeves di Gusto, Michelle Johnson di Insight Partners e John Koelliker di Leland esploreranno come progettare team iniziali in cui esseri umani e agenti AI collaborano sinergicamente.

    Delegare compiti a agenti AI non solo può accelerare i processi, ma anche ridurre i costi e i tempi di lavoro. Tuttavia, questo solleva questioni cruciali riguardo alla responsabilità e al controllo. Chi verifica il lavoro svolto dall’agente? Chi è responsabile delle decisioni finali? Come si gestiscono eventuali errori? Questi interrogativi sono fondamentali per le startup che desiderano integrare l’AI nei loro processi operativi.

    Le implicazioni di questa evoluzione si estendono anche alle competenze richieste nelle assunzioni. Ad esempio, nelle funzioni commerciali, attività come la ricerca di potenziali clienti e la gestione di parti del processo di vendita possono essere automatizzate. Questo sposta l’enfasi umana su aspetti critici come il giudizio, le relazioni interpersonali e la strategia aziendale.

    I relatori del TechCrunch Disrupt offriranno prospettive diverse su come affrontare queste sfide. Gusto, con la sua esperienza operativa a supporto di oltre 500.000 aziende, fornirà insight pratici su come integrare l’AI nel lavoro quotidiano. Insight Partners porterà un punto di vista focalizzato sul scaling e sull’organizzazione delle revenue, mentre Leland si concentrerà sul talento e sullo sviluppo delle competenze nell’era dell’intelligenza artificiale.

    In sintesi, l’emergere degli agenti AI sta trasformando l’organigramma delle startup. I fondatori devono ora valutare dove le persone possono generare il massimo valore — attraverso decisioni, responsabilità, comprensione dei clienti e costruzione della cultura aziendale — e dove sia più efficace delegare a sistemi automatizzati. Questa riflessione è cruciale per il futuro delle startup, che dovranno trovare un equilibrio tra l’innovazione tecnologica e il capitale umano.

  • Innovazione nel fotovoltaico: Pannelli solari subacquei in perovskite testati fino a 10 metri di profondità

    Innovazione nel fotovoltaico: Pannelli solari subacquei in perovskite testati fino a 10 metri di profondità

    In Breve

    Quali sono le caratteristiche dei pannelli solari subacquei in perovskite?
    I pannelli sono realizzati in perovskite e possono operare fino a 10 metri di profondità, con un'efficienza di conversione di quasi il 35%.
    Quali sono le applicazioni previste per queste celle solari?
    Le celle possono alimentare sensori, telecamere, sistemi di comunicazione e veicoli subacquei autonomi.
    Quali sfide devono essere affrontate per l'uso di pannelli solari subacquei?
    Occorre considerare l'accumulo di biomassa e gli impatti ambientali sull'ecosistema marino.

    Un gruppo di ricercatori dell’Università di Yunnan ha recentemente condotto esperimenti su celle solari innovative, progettate per operare in ambienti subacquei fino a 10 metri di profondità. Queste celle, realizzate in perovskite al bromuro di piombo e arricchite con il polimero polyhexamethylene guanidine hydrochloride, hanno dimostrato prestazioni promettenti nella raccolta di energia.

    Durante i test, le celle hanno accumulato 1.416 mWh di energia a 2 metri di profondità, 752 mWh a 6 metri e 324 mWh a 10 metri. In laboratorio, la loro efficienza di conversione di potenza ha raggiunto quasi il 35%. Un esperimento condotto nel Mar Cinese Meridionale ha mostrato che una serie di celle collocate a 10 metri di profondità è stata in grado di ricaricare un pacco di batterie agli ioni di litio in sole due ore.

    Gli autori dello studio stimano che ogni dispositivo potrebbe operare per un periodo di circa cinque anni e mezzo. Questa scoperta apre la strada a molteplici applicazioni, come il supporto energetico per sensori, telecamere, sistemi di comunicazione e veicoli subacquei autonomi. Tali innovazioni potrebbero portare a sistemi marini autosufficienti alimentati da fotovoltaico subacqueo.

    Tuttavia, ci sono ancora questioni pratiche da considerare, come l’accumulo di biomassa (biofouling) che potrebbe compromettere le prestazioni delle celle e richiedere interventi di pulizia periodici. Inoltre, è fondamentale valutare gli impatti ambientali derivanti dall’interazione di questi dispositivi con l’ecosistema marino.

    In conclusione, la ricerca sulle celle solari subacquee in perovskite rappresenta un passo significativo verso l’innovazione nel settore dell’energia rinnovabile, con potenziali benefici per la sostenibilità ambientale e l’autosufficienza energetica nelle applicazioni marine.

  • Canon lancia Dual Pixel 3D: il software gratuito che trasforma le foto in modelli 3D

    Canon lancia Dual Pixel 3D: il software gratuito che trasforma le foto in modelli 3D

    In Breve

    Cos'è il Dual Pixel 3D?
    È una tecnologia di Canon che genera immagini e modelli 3D a partire da una singola foto.
    Quando sarà disponibile il software Dual Pixel 3D Converter?
    Il software sarà disponibile gratuitamente a partire dal 3 ottobre.
    Quali fotocamere sono compatibili con Dual Pixel 3D?
    Sono compatibili le mirrorless Canon dotate di Dual Pixel CMOS AF, come EOS R5 e EOS R6.

    Canon lancia Dual Pixel 3D: il software gratuito che trasforma le foto in modelli 3D

    Canon ha recentemente annunciato il lancio di Dual Pixel 3D, una tecnologia innovativa che permette di generare immagini e modelli tridimensionali a partire da una singola foto. Questa nuova funzionalità sfrutta i dati di profondità e di rilevamento di fase catturati dal sistema Dual Pixel CMOS AF, già introdotto con la fotocamera EOS R5 nel 2020.

    Il software Dual Pixel 3D Converter

    Il Dual Pixel 3D Converter sarà disponibile gratuitamente per Windows, a partire dal 3 ottobre. Questo software consente di convertire file RAW e JPEG scattati con la fotocamera EOS R8 Mark II in immagini 3D, modelli nei formati OBJ o GLB, o in video MP4, mantenendo le texture fotografiche originali.

    Compatibilità e requisiti

    Il software è compatibile con diverse fotocamere mirrorless Canon dotate di Dual Pixel CMOS AF, tra cui:

    • EOS R5 Mark II
    • EOS R5
    • EOS R6 Mark III
    • EOS R6 Mark II
    • EOS R7
    • EOS R8 Mark II
    • EOS R8
    • EOS R10

    È importante notare che le immagini devono essere acquisite con obiettivi compatibili. Tra gli obiettivi elencati come compatibili ci sono:

    • RF24-70mm F2.8 L IS USM
    • RF24-50mm F4.5-6.3 IS STM
    • RF24-105mm F4 L IS USM
    • RF35mm F1.8 MACRO IS STM
    • RF50mm F1.8 STM
    • RF70-200mm F2.8 L IS USM
    • RF85mm F2 MACRO IS STM
    • RF100mm F2.8 L MACRO IS USM
    • RF-S18-45mm F4.5-6.3 IS STM
    • RF-S18-150mm F3.5-6.3 IS STM

    Funzionalità avanzate

    Una delle caratteristiche più interessanti del Dual Pixel 3D Converter è la possibilità di regolare il grado di profondità per ottenere un effetto 3D più marcato o più sottile. Inoltre, il software semplifica la rimozione dello sfondo, consentendo di esportare soggetti come modelli 3D o stereofoto su fondo neutro. Questa funzionalità è particolarmente utile per la fotografia di prodotto e la natura morta.

    Consigli per l’uso

    Canon ha anche fornito una serie di consigli di scatto specifici per ottimizzare l’uso della nuova funzione. Questi suggerimenti possono aiutare i fotografi a sfruttare al meglio le potenzialità del software e a creare immagini tridimensionali di alta qualità.

    Conclusioni

    Con il lancio di Dual Pixel 3D, Canon si propone di rivoluzionare il modo in cui i fotografi possono interagire con le loro immagini. Questa tecnologia non solo amplia le possibilità creative, ma rende anche accessibile la creazione di contenuti tridimensionali a un pubblico più vasto.

  • Meta presenta occhiali smart senza fotocamera: focus su audio e intelligenza artificiale

    Meta presenta occhiali smart senza fotocamera: focus su audio e intelligenza artificiale

    In Breve

    Cosa sono gli occhiali smart di Meta?
    Sono dispositivi privi di fotocamera, con focus su audio e interazione con chatbot AI.
    Quando verranno lanciati gli occhiali Meta?
    Il lancio è previsto durante l'evento Meta Connect il 23-24 settembre.
    Quali applicazioni aiutano a rilevare occhiali smart?
    ZuckOff e Nearby Glasses sono due app che rilevano la presenza di occhiali smart.

    Meta ha in programma il lancio di occhiali smart privi di fotocamera, conosciuti con il nome in codice Luna, con due modelli distintivi chiamati Clubmaster e Burbank. Questi nuovi dispositivi si concentreranno principalmente sulle capacità audio, consentendo agli utenti di interagire con il chatbot di intelligenza artificiale di Meta.

    Il lancio ufficiale è previsto durante l’evento Meta Connect, che si terrà il 23 e 24 settembre. Questa mossa arriva in un contesto di crescente preoccupazione pubblica riguardo alla privacy e all’uso di dispositivi dotati di fotocamera. In passato, i modelli precedenti di occhiali smart di Meta erano dotati di fotocamere accompagnate da luci LED che segnalavano quando la registrazione era attiva. Tuttavia, alcuni utenti esperti erano riusciti a eludere questi avvisi, portando a un aumento della diffidenza nei confronti di tali dispositivi.

    In risposta a queste preoccupazioni, sono emerse applicazioni come ZuckOff, che utilizza la tecnologia Bluetooth per rilevare la presenza di occhiali smart nelle vicinanze. Questa app ha già registrato migliaia di download su piattaforme Android e iOS. ZuckOff offre una versione base gratuita e una versione Pro, disponibile a pagamento, che esegue scansioni continue e conserva uno storico delle rilevazioni.

    Un’altra applicazione, Nearby Glasses, è un software open source disponibile su Android che ha superato i 100.000 download, contribuendo a sensibilizzare l’utenza sui rischi associati all’uso di occhiali smart con capacità di registrazione.

    Il dibattito pubblico su possibili divieti e regolamentazioni governative riguardanti occhiali in grado di registrare è in crescita. Questo scenario potrebbe influenzare le scelte progettuali di Meta per il nuovo modello senza fotocamera, cercando di rispondere alle preoccupazioni degli utenti e alle richieste di maggiore trasparenza.

  • Dyson CameraJet: il rivoluzionario spazzolino con fotocamera e collutorio integrato

    Dyson CameraJet: il rivoluzionario spazzolino con fotocamera e collutorio integrato

    In Breve

    Cos'è il Dyson CameraJet?
    È uno spazzolino elettrico con fotocamera macro e sistema di collutorio integrato.
    Quali problemi ha riscontrato il CameraJet?
    Sono state segnalate unità difettose che si guastano rapidamente.
    Quanto costa il Dyson CameraJet?
    Il prezzo di listino è di 499,99 USD.

    Dyson ha recentemente lanciato il CameraJet, un innovativo spazzolino elettrico che integra una fotocamera macro da 100.000 pixel e un sistema di erogazione di collutorio mirato, progettato per pulire efficacemente le fessure tra i denti. Presentato all’inizio di questo mese, il prodotto ha già suscitato un notevole interesse, con esaurimenti di stock in mercati chiave come Stati Uniti, Regno Unito e Australia.

    Tuttavia, il lancio non è stato esente da difficoltà. Sono emerse segnalazioni di unità difettose che si guastano rapidamente. In risposta, Dyson ha comunicato di aver identificato un problema in un numero limitato di lotti iniziali, isolandoli e lavorando per supportare i clienti colpiti, mentre si sta intensificando la produzione per soddisfare la domanda.

    Lo sviluppo del CameraJet ha richiesto circa sei anni. Un aspetto cruciale del progetto è stato l’addestramento della fotocamera e del sistema di machine learning per riconoscere le variazioni anatomiche delle bocche umane. Questo processo ha coinvolto l’analisi di immagini e librerie dentali provenienti da diverse nazioni e ha richiesto circa due anni di lavoro su immagini.

    Il dispositivo utilizza un sistema di elaborazione integrato che migliora le sue prestazioni con l’uso. Durante lo sviluppo, i costi dei chip e della capacità di calcolo sono diminuiti, rendendo possibile la commercializzazione di questa tecnologia avanzata a un prezzo accessibile: 499,99 USD, 419,99 GBP o 799 AUD.

    Jake Dyson, Chief Engineer dell’azienda, ha descritto il CameraJet come “essenzialmente un’apparecchiatura da laboratorio da 70.000 dollari in un prodotto portatile per consumatori”. Il design del dispositivo si ispira alle combinazioni cromatiche già utilizzate nella linea beauty di Dyson, con due varianti disponibili al lancio: ‘Ceramic Ultra Blue’ e ‘Ceramic Pink’, entrambe con dettagli in rose gold e una dock viola.

    Il CameraJet è dotato di una custodia da viaggio che consente di riporre il collutorio e il dentifricio al suo interno, sebbene il dispositivo risulti complessivamente più ingombrante rispetto a uno spazzolino elettrico tradizionale. Sono previsti anche ricambi: una coppia di testine di ricambio è disponibile a 29,99 USD, 25 GBP o 49 AUD, con le testine originali dotate di un chip che permette al dispositivo di riconoscere quelle non originali.

    Dyson ha dichiarato di avere una roadmap di prodotti e prevede un’espansione rapida nella nuova categoria, con lo sviluppo di modelli successivi già in programma. Jake Dyson ha personalmente testato il CameraJet, apprezzando la capacità del getto di rimuovere residui ostinati in aree con denti molto ravvicinati.

  • Amazon e il Futuro della Sostenibilità: Un Ecosistema Innovativo Basato su AI e Energie Rinnovabili

    Amazon e il Futuro della Sostenibilità: Un Ecosistema Innovativo Basato su AI e Energie Rinnovabili

    In Breve

    Qual è l'obiettivo dell'ecosistema di sostenibilità di Amazon?
    Ridurre l'impatto ambientale attraverso innovazione, intelligenza artificiale e energie rinnovabili.
    Quanti veicoli elettrici utilizza Amazon per le consegne?
    Amazon ha oltre 50.000 veicoli elettrici a zero emissioni.
    Dove si trovano i laboratori di robotica di Amazon?
    Uno è a Vercelli, mentre gli altri due sono a Seattle e Boston.

    Durante il Festival della Mobilità Sostenibile e delle Città Intelligenti, tenutosi a Roma, Stefano La Rovere, global director per Robotica, Mechatronics & Imballaggi sostenibili di Amazon, ha delineato un ambizioso ecosistema di sostenibilità sviluppato dall’azienda. Questo approccio si basa su innovazione e tecnologia, con l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale delle operazioni aziendali.

    Un elemento centrale del progetto è l’uso di algoritmi di intelligenza artificiale per prevedere la domanda dei clienti con largo anticipo. Grazie a questa tecnologia, Amazon è in grado di gestire l’inventario in modo più efficiente, assicurando che i prodotti siano già vicini ai clienti al momento dell’ordine. Questo non solo riduce i tempi di consegna, ma contribuisce anche a diminuire il traffico e le emissioni inquinanti associate alle spedizioni.

    Inoltre, Amazon si è affermata come il primo acquirente in Italia e in Europa di energia carbon free nel corso dell’anno scorso. L’azienda sta accelerando l’elettrificazione delle sue flotte di consegna, con oltre 50.000 veicoli elettrici a zero emissioni già in circolazione. Questo sforzo è parte di un impegno più ampio per ridurre l’impatto ambientale delle operazioni logistiche.

    Un altro aspetto fondamentale del programma di sostenibilità riguarda il packaging. Amazon sta lavorando per sviluppare materiali più sostenibili e riciclabili, riducendo al contempo il consumo di imballaggi. Presso uno dei tre laboratori di robotica situati a Vercelli, si stanno sperimentando nuove tecnologie di imballaggio. Gli altri due laboratori si trovano a Seattle e Boston. Grazie a queste innovazioni, oggi meno della metà delle consegne in Europa avviene con il tradizionale box, mentre oltre la metà utilizza imballaggi più efficienti e su misura per il prodotto.

    Combinando tutti questi elementi, La Rovere ha definito l’insieme delle iniziative come un ecosistema virtuoso di innovazione sostenibile. Questa visione non solo mira a migliorare l’efficienza operativa di Amazon, ma rappresenta anche un passo significativo verso un futuro più sostenibile per l’industria della logistica e del commercio elettronico.

  • Michelin di Alessandria: Innovazione e Sostenibilità nella Produzione di Pneumatici

    Michelin di Alessandria: Innovazione e Sostenibilità nella Produzione di Pneumatici

    In Breve

    Qual è l'obiettivo principale dello stabilimento Michelin di Alessandria?
    Puntare sulla sostenibilità e sulla seconda vita degli pneumatici.
    Quanti pneumatici produce annualmente lo stabilimento?
    Circa 1,2 milioni di pneumatici all'anno.
    Qual è il modello innovativo adottato dallo stabilimento?
    Il modello Multivite, che promuove pneumatici riutilizzabili.

    Lo stabilimento Michelin di Alessandria, che festeggia il suo 55° anniversario, si distingue per il suo impegno verso la sostenibilità e l’innovazione nella produzione di pneumatici. Con una forza lavoro di circa 950 addetti, il sito è specializzato nella produzione di pneumatici di grandi dimensioni per autocarri, raggiungendo una capacità produttiva di circa 1,2 milioni di pneumatici all’anno su una superficie di oltre 470.000 metri quadrati. Circa il 60% della produzione è destinato al mercato europeo, mentre il restante 40% viene esportato in altri mercati.

    Il plant non solo serve il mercato del ricambio, ma è anche attivo nel primo equipaggiamento, fornendo pneumatici per metropolitane su gomma, mezzi agricoli e applicazioni nel settore del genio civile. La collaborazione con costruttori di camion, semirimorchi e veicoli specializzati è fondamentale per l’operatività del sito.

    Negli ultimi anni, Michelin ha fatto significativi progressi nella sostenibilità delle sue operazioni. Dal 2019, il consumo di acqua è stato ridotto del 64%, e l’azienda prevede di anticipare al 2027 i target di sostenibilità fissati per il 2030 riguardanti energia e emissioni di CO₂. Questo obiettivo sarà raggiunto grazie al rinnovamento della centrale termica che alimenta l’area produttiva.

    Uno degli aspetti più innovativi dello stabilimento è il modello Multivite, che promuove pneumatici progettati per durare più a lungo e per essere riutilizzati attraverso riscolpitura e ricostruzione. Agostino Mazzocchi, presidente e amministratore delegato di Michelin Italiana, ha affermato: «Questo approccio contribuisce a ridurre il costo totale di utilizzo per le aziende di trasporto e, allo stesso tempo, a contenere il consumo di risorse e le emissioni di CO₂». Sostenere questo modello significa anche proteggere competenze industriali, occupazione e valore per il territorio.

    Inoltre, lo stabilimento collabora attivamente con il dipartimento di Ricerca e Sviluppo del gruppo per sviluppare e validare nuovi materiali e prodotti prima della loro industrializzazione. Tra le tecnologie innovative sviluppate presso il sito di Alessandria ci sono Infinicoil, una tecnologia che riduce l’usura, e una variante dello pneumatico MICHELIN X-CRANE 2 per autogrù semoventi, anch’essa sviluppata e industrializzata ad Alessandria.

    Non solo innovazione nei prodotti, ma anche nei processi produttivi: lo stabilimento è stato un pilota per l’introduzione di carrelli a guida autonoma ed è riconosciuto come benchmark mondiale per la flessibilità produttiva, grazie a un ampio portafoglio di gamme e dimensioni e a modalità organizzative flessibili.

  • StarCraft si Trasforma: Un Nuovo Gioco in Prima Persona per il 2030

    StarCraft si Trasforma: Un Nuovo Gioco in Prima Persona per il 2030

    In Breve

    Quando uscirà il nuovo gioco di StarCraft?
    Il nuovo gioco di StarCraft è previsto per il 2030.
    Qual è il nuovo formato del gioco?
    Il gioco sarà in prima persona e story-driven open-world.
    Qual è il tema centrale del gameplay?
    Il tema centrale è la tensione, con un combattimento realistico e immersivo.

    Blizzard Entertainment ha svelato i dettagli di un attesissimo progetto: un nuovo gioco di StarCraft che abbandona le meccaniche tradizionali degli RTS per abbracciare un formato in prima persona. Questo titolo, previsto per il 2030, promette di offrire un’esperienza di gioco story-driven open-world, rivoluzionando il modo in cui i fan interagiranno con l’universo di StarCraft.

    Il general manager e creative director Dan Hay ha spiegato che il passaggio a una visuale in soggettiva ha richiesto una profonda revisione del sistema di combattimento, del mondo di gioco e dei nemici, mantenendo comunque la fedeltà all’universo originale. Al centro di questo progetto c’è la sensazione di «tensione», un elemento cruciale che permea ogni aspetto del gameplay. Hay ha descritto il combattimento come «very, very clean and dangerous and mean and dark», sottolineando un’atmosfera cupa ma con una nota di speranza.

    Per rendere l’esperienza più realistica, i nemici saranno progettati per apparire tangibili e minacciosi. Il gameplay terrà conto della fisicità dell’equipaggiamento, descritto da Hay come un’armatura alta dieci piedi e pesante 1.000 libbre. Ogni movimento, attacco o sparo del giocatore dovrà trasmettere un senso di concretezza e impatto.

    Un aspetto interessante del nuovo design è la costruzione dell’avversario come una minaccia costante. Hay ha affermato che i giocatori dovranno affrontare sfide biologiche, con nemici che cercheranno di sopraffarli in modo aggressivo. Questa nuova impostazione introduce una forma di tensione «subtilmente diversa»: non più una visione dall’alto delle schiere di Zerg, ma un’esperienza «boots on the ground», dove ogni giocatore deve proteggersi, riparare la propria armatura e respingere gli attacchi nemici.

    «Every shot matters. Everything you do matters», ha sintetizzato Hay, evidenziando come la prospettiva in prima persona intensifichi la tensione progettuale. Questo approccio non solo cambia il modo in cui i giocatori vivranno il gioco, ma rappresenta anche una sfida per gli sviluppatori, che devono garantire un’esperienza coinvolgente e realistica.

    Con l’uscita prevista nel 2030, i fan di StarCraft possono aspettarsi un cambiamento radicale nel modo in cui interagiscono con il franchise. Con un focus sulla tensione e un gameplay che promette di essere tanto immersivo quanto avvincente, questo nuovo titolo potrebbe segnare un nuovo capitolo nella storia di StarCraft.

  • Cresce l’adozione dell’intelligenza artificiale nelle imprese italiane

    Cresce l’adozione dell’intelligenza artificiale nelle imprese italiane

    In Breve

    Qual è la percentuale di imprese italiane che utilizzano l'intelligenza artificiale?
    Il 19,5% delle imprese italiane utilizza soluzioni di intelligenza artificiale nel 2025.
    Quale settore ha la quota più alta di adozione dell'AI?
    Il settore dei servizi ha la quota più alta, con il 25,9% nel 2025.
    Qual è il ruolo di Unioncamere nell'adozione dell'AI?
    Unioncamere promuove incentivi e supporto per le piccole e medie imprese nell'adozione dell'intelligenza artificiale.

    Secondo i dati recenti, la quota di imprese italiane che dichiarano di utilizzare soluzioni di intelligenza artificiale è aumentata dal 13,1% nel 2024 al 19,5% nel 2025. Questo segna un passo importante verso la digitalizzazione del sistema produttivo italiano, avvicinando il settore alla soglia di una impresa su cinque.

    La crescita dell’adozione dell’AI è diffusa ma presenta differenze significative tra i vari settori. Il comparto dei servizi si conferma il leader nell’uso dell’intelligenza artificiale, con una quota che è passata dal 19,1% nel 2024 al 25,9% nel 2025. Tuttavia, è l’industria a registrare l’incremento più marcato in valore assoluto, con un aumento dal 6,2% al 13,6%.

    All’interno del settore industriale, le filiere del Made in Italy, come moda, automotive, arredo e agroalimentare, mostrano una progressione significativa. L’adozione dell’AI in queste aree è salita dal 3% nel 2023 al 6,3% nel 2024, fino a raggiungere l’11% nel 2025. Anche il commercio ha visto un aumento dell’adozione, con il 13% delle imprese che utilizzano l’AI, segnando un incremento di 4,2 punti percentuali. L’agricoltura, da parte sua, è passata dal 5,2% all’8,1%.

    Tra i principali fattori che hanno contribuito a questa crescita, emerge la maturità digitale delle imprese. Le aziende che adottano l’intelligenza artificiale hanno un punteggio medio di 2,81 su 4, rispetto a 2,17 delle altre. Inoltre, il 39,3% delle aziende che utilizzano l’AI ha una ricerca e sviluppo completamente automatizzata e integrata tra le funzioni aziendali, contro il 24,1% delle aziende che non utilizzano l’AI.

    Un altro elemento chiave è l’apertura ai mercati esteri: l’11,9% delle imprese esportatrici adotta l’intelligenza artificiale, rispetto al 7,1% delle aziende che operano solo sul mercato interno.

    Giuseppe Tripoli, segretario generale di Unioncamere, ha commentato che l’adozione dell’intelligenza artificiale in Italia è ancora in una fase iniziale. Ha sottolineato la necessità di supportare le piccole e medie imprese con incentivi economici, voucher, laboratori di sperimentazione e percorsi di formazione. Tra le iniziative menzionate, vi è la collaborazione con l’Istituto italiano di intelligenza artificiale (AI4I) per creare una rete di consulenze specialistiche dedicate alle PMI.

    In conclusione, l’adozione dell’intelligenza artificiale rappresenta non solo un’opportunità per le imprese italiane, ma anche una sfida, soprattutto per le PMI, che necessitano di supporto per affrontare questa trasformazione digitale.

  • Kioxia presenta moduli flash CXL e SSD PCIe 6.0 per l’ottimizzazione dei server AI

    Kioxia presenta moduli flash CXL e SSD PCIe 6.0 per l’ottimizzazione dei server AI

    In Breve

    Qual è l'obiettivo di Kioxia con i nuovi moduli flash?
    Ridurre la dipendenza dalla DRAM nei data center per carichi di lavoro legati all'intelligenza artificiale.
    Cosa offre la linea GP1 di Kioxia?
    SSD NVMe PCIe 6.0 progettati per alti tassi di I/O e comunicazioni dirette tra GPU e storage.
    Quando saranno disponibili le prime unità di valutazione?
    Le unità di valutazione sono previste in consegna nell'agosto 2026.

    Kioxia, leader nel settore delle memorie flash, ha annunciato lo sviluppo di tecnologie innovative destinate a ottimizzare i server dedicati all’intelligenza artificiale (AI). L’azienda sta lavorando a memorie flash ad alte prestazioni e interfacce avanzate per ridurre la dipendenza dei data center dalla DRAM, un componente costoso e spesso limitante per le prestazioni nei carichi di lavoro AI.

    Grazie all’integrazione di NAND più veloce con interfacce come PCIe 6.0 e CXL, Kioxia mira a creare sia SSD ad elevata larghezza di banda che moduli di espansione della memoria. Queste nuove soluzioni si posizionano strategicamente tra la tradizionale DRAM e gli SSD, offrendo un’alternativa che potrebbe rivoluzionare il modo in cui i data center gestiscono i dati.

    La nuova linea di prodotti GP1 include SSD NVMe PCIe 6.0 progettati per garantire alti tassi di I/O e per facilitare comunicazioni dirette tra GPU e storage. Questa gamma comprende anche il modello CM10, basato sulla decima generazione di BiCS FLASH, e il NX1, disponibile nel formato E1.S con connettività PCIe 5.0 e supporto per raffreddamento a liquido.

    Uno dei progetti più significativi è rappresentato dalla serie XL1, un modulo di espansione compatibile CXL. Questo modulo, costruito su tecnologia XL FLASH, permette un accesso alla memoria tramite link PCIe, riducendo la latenza di lettura a meno di un decimo rispetto alle soluzioni NAND convenzionali. Kioxia sostiene che questa innovazione si colloca in una fascia di prestazioni e costi intermedia tra DRAM e SSD, offrendo un’opzione vantaggiosa per i data center.

    Inoltre, l’azienda afferma che l’adozione di moduli CXL per sostituire parte della DRAM potrebbe raddoppiare la capacità di memoria e migliorare le prestazioni del 30%. Tuttavia, Kioxia riconosce che il NAND è intrinsecamente più lento della DRAM e che una sostituzione totale della DRAM potrebbe comportare penalizzazioni per applicazioni sensibili alla latenza.

    Le prime unità di valutazione di queste tecnologie sono previste in consegna nell’agosto 2026. Kioxia presenterà le sue innovazioni durante il FMS 2026 a Santa Clara, dove sono previste presentazioni, sessioni tecniche e dimostrazioni dal vivo. La strategia dell’azienda si concentra sull’integrazione e l’ampliamento della memoria esistente, piuttosto che sulla sua completa eliminazione, segnando un passo importante verso un futuro più efficiente per i data center.