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  • Il Polo Nazionale Droni lancia il progetto “Generazione Droni” per formare i professionisti del futuro

    Il Polo Nazionale Droni lancia il progetto “Generazione Droni” per formare i professionisti del futuro

    In Breve

    Cos'è il progetto Generazione Droni?
    È un programma di formazione e inserimento professionale per giovani nei settori dell'aerospazio e della difesa.
    Chi coordina il progetto?
    Il progetto è coordinato da Gabriele Ferrieri, presidente dell'Associazione Nazionale Giovani Innovatori.
    Quali attività sono previste nel programma?
    Il programma include formazione, mentorship, incontri con istituzioni e inserimento in progetti operativi.

    Il Polo Nazionale Droni lancia il progetto “Generazione Droni”

    Il Polo Nazionale Droni – AeroSpazio, Subacquea e Difesa ha recentemente avviato il progetto “Generazione Droni”, un’iniziativa ambiziosa dedicata alla formazione e all’inserimento professionale di giovani talenti. Questo programma si rivolge a studenti, ricercatori, ingegneri e startup, con l’obiettivo di sviluppare competenze nei settori dell’aerospazio, della difesa, dei sistemi a pilotaggio remoto e delle tecnologie a doppio uso.

    Obiettivi e coordinamento del progetto

    Il coordinamento dell’iniziativa è stato affidato a Gabriele Ferrieri, presidente dell’Associazione Nazionale Giovani Innovatori, su indicazione della presidente del Polo, Sabrina Zuccalà. Il progetto mira a favorire un ricambio generazionale e a promuovere l’interazione tra le imprese consolidate e i nuovi profili professionali.

    Attività previste

    “Generazione Droni” prevede una serie di attività, tra cui:

    • Sessioni di formazione specializzate
    • Mentorship con esperti del settore
    • Incontri con le istituzioni
    • Collaborazioni con università e centri di ricerca
    • Inserimento dei partecipanti in progetti operativi

    Queste attività offriranno ai candidati l’opportunità di entrare in contatto con il tessuto industriale e accademico, mentre le aziende potranno identificare nuove figure specializzate.

    Le dichiarazioni dei protagonisti

    Sabrina Zuccalà ha dichiarato: “Con Generazione Droni vogliamo costruire un ponte concreto tra esperienza e innovazione, preparando nuove competenze e nuove leadership per filiere strategiche per il Paese. La scelta di Gabriele Ferrieri va esattamente in questa direzione”.

    Gabriele Ferrieri ha espresso il suo entusiasmo per il nuovo incarico, affermando: “Accolgo questo incarico con entusiasmo e responsabilità. Con Generazione Droni vogliamo avvicinare sempre più giovani a settori strategici, creando opportunità concrete di formazione, confronto con le imprese e crescita professionale”.

    Conclusione

    Il progetto “Generazione Droni” rappresenta un passo significativo verso la formazione di una nuova generazione di professionisti nel campo dell’aerospazio e della difesa, settori sempre più cruciali per il futuro tecnologico del Paese.

  • Vernal Core3: La Scrivania Regolabile che Resiste al Tempo

    Vernal Core3: La Scrivania Regolabile che Resiste al Tempo

    In Breve

    Quali sono le caratteristiche principali della Vernal Core3?
    La Vernal Core3 è una scrivania regolabile in altezza, stabile e adatta a configurazioni complesse.
    Qual è il materiale del piano della scrivania?
    Il piano è realizzato in legno massello di noce.
    Qual è il prezzo della Vernal Core3?
    Il prezzo parte da 510 dollari negli Stati Uniti e 470 sterline nel Regno Unito.

    La Vernal Core3 si distingue nel panorama delle scrivanie regolabili in altezza per la sua robustezza e stabilità, caratteristiche che emergono chiaramente dopo oltre 100 giorni di utilizzo. Questo modello, testato per circa 150 giorni, non ha mostrato alcun problema di funzionamento né oscillazioni durante il movimento, rendendolo una scelta ideale per chi cerca una base solida per il proprio ambiente di lavoro.

    Il telaio rinforzato della Vernal Core3 è progettato per supportare configurazioni complesse, come doppi o tripli monitor montati su bracci e mensole sovrapposte. Questo la rende particolarmente adatta per professionisti che necessitano di un’area di lavoro ben organizzata e funzionale. Il piano della scrivania è realizzato in legno massello di noce e disponibile in diverse dimensioni, offrendo un profilo semplice e professionale.

    Un altro punto forte della Vernal Core3 è il tastierino integrato, che consente di memorizzare diverse altezze preimpostate, facilitando la transizione tra posizioni sedute e in piedi. L’azionamento è fluido, e la struttura è dotata di soluzioni per la gestione dei cavi, contribuendo a mantenere l’area di lavoro ordinata e priva di ingombri.

    È importante notare che, sebbene la scrivania sia pesante da estrarre dalla confezione, la sua qualità costruttiva giustifica questo aspetto. Il prezzo della Vernal Core3 parte da 510 dollari negli Stati Uniti e 470 sterline nel Regno Unito, con opzioni più robuste che possono arrivare a costare fino a 1.000 dollari. Questo posizionamento di prezzo la rende una soluzione con un buon rapporto qualità-prezzo rispetto ad alternative simili, ma più costose.

    In sintesi, la Vernal Core3 è un’ottima scelta per chi cerca una scrivania stabile e ben organizzata, particolarmente utile in ambienti di lavoro con più dispositivi. Tuttavia, potrebbe non essere la soluzione ideale per chi trascorre lunghe ore seduto o per chi non presta attenzione all’ordine sulla scrivania.

  • Taranto: Sospesi i Licenziamenti nell’Indotto dell’Ex Ilva, Avviato un Tavolo Permanente

    Taranto: Sospesi i Licenziamenti nell’Indotto dell’Ex Ilva, Avviato un Tavolo Permanente

    In Breve

    Cosa ha deciso il Governo riguardo ai licenziamenti nell'indotto dell'ex Ilva?
    Il Governo ha sospeso i licenziamenti nell'indotto dell'ex Ilva e ha avviato un tavolo permanente per monitorare la situazione.
    Qual è l'obiettivo del tavolo permanente istituito dal Governo?
    Il tavolo permanente mira a coordinare gli interventi e monitorare gli impatti occupazionali e le opportunità di investimento a Taranto.
    Quali sono le linee guida del Governo per il futuro dell'ex Ilva?
    Le linee guida puntano sulla transizione ecologica e sulla decarbonizzazione, con l'uso di tecnologie verdi.

    Il Governo italiano ha annunciato la sospensione dei licenziamenti nell’indotto dell’ex Ilva, una decisione che arriva in un momento critico per la città di Taranto. Inoltre, è stato avviato un tavolo permanente che coinvolgerà diversi ministeri, ispirato a modelli di intervento già adottati per situazioni come quella della Terra dei Fuochi e per il Giubileo 2025.

    Questa iniziativa si inserisce in un contesto di preoccupazione per il futuro occupazionale nella regione, dove Aigi, rappresentante di 28 aziende associate, aveva annunciato l’intenzione di avviare 2.500 licenziamenti collettivi a causa della prevista fermata dell’area a caldo entro la fine di ottobre. Tuttavia, la Corte d’Appello di Milano ha emesso un decreto di sospensione per l’area a caldo, dando un margine di tempo per rivedere le decisioni in corso.

    Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio ha chiesto alle associazioni datoriali di attendere l’esito della Corte e di sospendere i licenziamenti, una richiesta che è stata accolta con senso di responsabilità dalle imprese coinvolte.

    Il tavolo permanente avrà il compito di coordinare gli interventi, monitorare le procedure e valutare gli impatti occupazionali e le opportunità di investimento nella zona. Le linee guida del Governo per il futuro dell’ex Ilva si concentrano sulla transizione ecologica, puntando su tecnologie verdi e decarbonizzazione, come l’uso di forni elettrici alimentati a DRI.

    Le istituzioni locali hanno richiesto misure normative specifiche per Taranto, tra cui il blocco delle procedure di licenziamento e il mantenimento di un polo siderurgico decarbonizzato. È stata proposta anche la candidatura dell’area come zona di accelerazione industriale, con incentivi mirati e sgravi fiscali per le assunzioni.

    Il sindaco di Taranto ha sottolineato l’importanza di tutelare i lavoratori e di garantire un futuro sostenibile per la fabbrica, con investimenti alternativi per riassorbire la forza lavoro. Ha inoltre evidenziato la necessità di misure per coloro che si avvicinano alla pensione o che sono stati esposti a sostanze inquinanti.

    Il presidente di Confindustria ha messo in evidenza che l’area a caldo è attualmente fermata dall’autorità giudiziaria, mentre l’area a freddo continua a operare. Ha avvertito che senza un acquirente, i rischi di chiusura aumentano. Ha definito seria la cordata promossa da Federacciai, esortando il Governo a valutare le offerte e a scegliere la migliore.

    Le prossime azioni saranno determinate in base all’esito dell’udienza della Corte d’Appello di Milano, prevista per il 9 settembre, e alle decisioni dei magistrati riguardo alla sospensione dell’area a caldo.

  • Pensione Anticipata: Novità sui Requisiti Contributivi dal 2027

    Pensione Anticipata: Novità sui Requisiti Contributivi dal 2027

    In Breve

    Quali sono i nuovi requisiti per la pensione anticipata dal 2027?
    Dal 2027, gli uomini devono avere 42 anni e 11 mesi di contributi, le donne 41 anni e 11 mesi.
    Ci sono categorie esentate dall'aumento dei requisiti?
    Sì, i lavoratori in attività usuranti manterranno requisiti congelati.
    Qual è la finestra temporale per la decorrenza dell'assegno pensionistico?
    Generalmente è di tre mesi, ma può arrivare a nove mesi per alcune gestioni pubbliche.

    Dal 1° gennaio 2027, i requisiti contributivi per la pensione anticipata ordinaria in Italia subiranno un incremento significativo. Gli uomini dovranno accumulare almeno 42 anni e 11 mesi di contributi effettivi, mentre le donne dovranno raggiungere 41 anni e 11 mesi.

    Questo aumento sarà graduale e si estenderà fino al 2028: dal 1° gennaio 2028, i requisiti saliranno ulteriormente a 43 anni e 1 mese per gli uomini e 42 anni e 1 mese per le donne. Questi adeguamenti sono legati alla speranza di vita certificata dall’Istat e, dopo l’adeguamento straordinario, i meccanismi ordinari di aggiornamento torneranno in vigore dal 2029, con la possibilità di ulteriori modifiche.

    Per coloro che sono vicini al traguardo contributivo, anche un breve periodo di tempo può determinare l’accesso alla pensione con le regole attuali o con requisiti più severi. È pertanto fondamentale verificare la data in cui si raggiunge la soglia minima e i contributi effettivamente accreditati.

    Non tutte le categorie di lavoratori saranno soggette a questi nuovi requisiti. I lavoratori impiegati in attività riconosciute come usuranti o gravose manterranno un requisito congelato, pari a 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne. Inoltre, alcune categorie di lavoratori precoci, che hanno iniziato l’attività prima dei 19 anni e svolgono mansioni particolarmente pesanti, rientrano in questa classificazione.

    Per ottenere l’esenzione dai nuovi requisiti, sono rilevanti anche condizioni soggettive come lo stato di disoccupazione, il ruolo di caregiver o il riconoscimento di invalidità civile con una percentuale di almeno il 74%.

    Un altro aspetto da considerare è la finestra temporale tra il raggiungimento del requisito e la decorrenza dell’assegno pensionistico. In genere, questo periodo è di tre mesi, non utili ai fini del calcolo contributivo. Tuttavia, per alcune gestioni del pubblico impiego, il periodo massimo previsto passerà da cinque mesi nel 2026 a sette mesi nel 2027 e a nove mesi nel 2028.

    Prima di presentare la domanda di pensione, è fondamentale verificare la cessazione dell’attività lavorativa per i dipendenti (requisito che non si applica agli autonomi), valutare l’eventuale riscatto di periodi utili, come gli anni di studio universitario, e controllare la corrispondenza dei contributi versati con gli estratti conto previdenziali. È consigliabile rivolgersi alla gestione previdenziale competente per accertare la propria posizione e la data esatta di maturazione della soglia contributiva minima.

  • Pensioni: la proposta di uscita a 64 anni con uso del TFR sotto accusa dalla Cgil

    Pensioni: la proposta di uscita a 64 anni con uso del TFR sotto accusa dalla Cgil

    In Breve

    Qual è la proposta riguardante le pensioni a 64 anni?
    La proposta prevede l'uscita a 64 anni utilizzando il TFR, ma è contestata dalla Cgil.
    Quali sono le critiche della Cgil a questa proposta?
    La Cgil sostiene che la proposta trasferirebbe il costo dell'uscita sui lavoratori e ridurrebbe l'assegno pensionistico.
    Qual è la soglia per accedere alla pensione a 64 anni nel 2026?
    La soglia è fissata a tre volte l'assegno sociale, pari a 1.638,72 euro mensili.

    La questione delle pensioni in Italia torna a far discutere, con la proposta di consentire l’uscita a 64 anni utilizzando il trattamento di fine rapporto (TFR) che ha suscitato forti polemiche. La Cgil, principale sindacato italiano, ha espresso una netta opposizione a questa iniziativa, definendola «sbagliata» e «addirittura folle».

    Secondo la Cgil, l’uso del TFR per finanziare l’uscita anticipata trasferirebbe interamente il costo di questa scelta sui lavoratori, senza garantire una reale flessibilità nel sistema pensionistico. «Il TFR è salario differito e appartiene alle lavoratrici e ai lavoratori», ha dichiarato il sindacato, sottolineando che non dovrebbe essere utilizzato per riformare il sistema previdenziale.

    La confederazione avverte che l’opzione di andare in pensione a 64 anni comporterebbe per chi la sceglie un assegno pensionistico più basso per tutta la vita. In alcuni casi, i lavoratori potrebbero trovarsi costretti a utilizzare il proprio TFR per soddisfare i requisiti economici necessari per l’uscita anticipata.

    Nel 2022, per accedere alla pensione a 64 anni, era richiesto un trattamento pari ad almeno 2,8 volte l’assegno sociale, ovvero 1.310,68 euro al mese. La soglia indicata per il 2026 è aumentata a tre volte l’assegno sociale, fissata a 1.638,72 euro mensili, un livello che renderebbe difficile l’accesso all’anticipo per una parte consistente dei lavoratori.

    La Cgil ha portato l’esempio di un lavoratore con una retribuzione annua di 30.000 euro e 30 anni di contributi. A 64 anni, la pensione stimata sarebbe di circa 1.110 euro al mese, oltre 500 euro sotto la soglia richiesta. Anche aggiungendo il TFR al montante contributivo, il risultato rimarrebbe insufficiente per raggiungere i 1.638,72 euro necessari.

    Lara Ghiglione, segretaria confederale della Cgil, ha definito la proposta «l’ennesima proposta sbagliata», affermando che la flessibilità in uscita non può essere costruita utilizzando risorse che già appartengono ai lavoratori e non deve comportare una riduzione permanente dell’assegno pensionistico.

    Il dibattito sulle possibili formule per consentire l’uscita anticipata rimane aperto, con il TFR nuovamente al centro dello scontro sulle opzioni per lasciare il lavoro prima dell’età ordinaria. La Cgil continua a chiedere un confronto serio e costruttivo per garantire un sistema previdenziale equo e sostenibile per tutti i lavoratori.

  • Bilancio di Quattro Anni di Legislatura: Risultati e Prospettive per l’Italia

    Bilancio di Quattro Anni di Legislatura: Risultati e Prospettive per l’Italia

    In Breve

    Quali sono i risultati principali del bilancio di legislatura?
    Il bilancio evidenzia oltre 1 milione di occupati in più e una diminuzione dei reati del 16%.
    Cosa prevede il Piano Casa?
    Il Piano Casa prevede 10 miliardi per oltre 100.000 alloggi in 10 anni.
    Qual è l'andamento della disoccupazione giovanile?
    La disoccupazione giovanile è al 18,9%.

    Un recente dossier di 28 pagine ha tracciato un bilancio dettagliato dell’operato del governo italiano negli ultimi quattro anni, evidenziando i risultati ottenuti in vari settori chiave come il mercato del lavoro, la sanità, la sicurezza, le politiche per le famiglie, la gestione dei migranti, l’energia, la cultura e l’istruzione. Questo documento, redatto con l’intento di rafforzare la stabilità e la credibilità del Paese sui mercati internazionali, presenta dati significativi e misure adottate dall’esecutivo.

    Nel settore del lavoro, il dossier segnala una crescita di oltre 1 milione di occupati tra novembre 2022 e luglio 2026, portando il totale a 24,3 milioni, con un tasso di occupazione che ha raggiunto il 63,2%. La disoccupazione generale è attestata al 5,8%, mentre quella giovanile (15-24 anni) si colloca al 18,9%. Inoltre, si registra un incremento dei contratti a tempo indeterminato di 1,3 milioni e una significativa riduzione del lavoro precario, con 534.000 posti in meno. La percentuale di donne occupate è aumentata, raggiungendo il 54,5%.

    Per quanto riguarda le politiche familiari, il dossier elenca diverse misure significative, tra cui il bonus per le madri nel 2024, il congedo parentale con tre mesi indennizzati all’80% della retribuzione, e il potenziamento del Bonus Nido. È previsto un Piano Casa da 10 miliardi per la costruzione di oltre 100.000 alloggi in dieci anni e interventi per 60.000 case popolari non assegnabili. Inoltre, è stato istituito un Fondo per il sostegno abitativo dei genitori separati e divorziati.

    In materia di povertà, il dossier evidenzia una diminuzione dell’1,8% della popolazione a rischio povertà o esclusione sociale tra il 2022 e il 2025. Tra le misure economiche adottate, si segnala la maxi-deduzione del costo del lavoro al 120% per chi crea nuovi posti di lavoro e l’azzeramento dei contributi per l’assunzione di donne svantaggiate e giovani sotto i 35 anni.

    Per quanto riguarda la gestione dei migranti, nei primi sette mesi del 2026 sono sbarcate circa 16.000 persone, con una significativa riduzione rispetto agli anni precedenti: -55% rispetto al 2025, -60% rispetto al 2022 e -80% rispetto al 2023. Sono stati registrati 5.620 rimpatri nei primi otto mesi dell’anno, a testimonianza di un impegno verso il controllo dei confini e la lotta ai trafficanti.

    In tema di sicurezza interna, il dossier riporta 45.000 assunzioni nelle forze dell’ordine già effettuate, con ulteriori 25.000 previste entro la fine della legislatura. Si segnala una diminuzione dei reati del 16% nel 2025 rispetto al 2014 e una riduzione degli omicidi del 40% nello stesso arco temporale. Tra le misure adottate, ci sono interventi di riqualificazione delle periferie e un contrasto mirato alla criminalità giovanile.

    In sanità, è previsto un aumento della spesa a quasi 143 miliardi per il 2026. Il “Decreto liste d’attesa” ha portato, nel primo semestre 2026, a oltre 1,6 milioni di prestazioni erogate nei tempi di garanzia. Sono stati previsti potenziamenti per i centri antiviolenza e l’introduzione del femminicidio come reato autonomo punito con l’ergastolo.

    Nel settore culturale, il dossier menziona il Piano Olivetti, la riforma del Tax Credit e l’aumento dei Musei Statali da 44 a 60. È stato introdotto un fondo da 1 miliardo per sostenere la competitività nazionale e una normativa sull’intelligenza artificiale per contrastare usi illeciti delle tecnologie.

    Le politiche energetiche hanno visto un incremento di 5 miliardi nel decreto bollette e un disaccoppiamento del prezzo dell’elettricità dal gas. È prevista una crescita di circa 24 GW di potenza rinnovabile entro aprile 2026 e una riduzione della produzione termoelettrica sotto il 50% nel 2025.

    Infine, nel campo dell’istruzione, il dossier riporta la riforma dell’esame di maturità e investimenti per la digitalizzazione. L’abbandono scolastico è in calo all’11,5% e sono previsti aumenti salariali per i docenti fino a 412 euro mensili entro il 2027.

    In conclusione, il dossier offre una panoramica complessiva delle misure e dei risultati ottenuti dal governo italiano, delineando un quadro di progressi e sfide future in diversi ambiti cruciali per il Paese.

  • Campania: 20 Academy di Filiera per un Futuro Professionale Sostenibile

    Campania: 20 Academy di Filiera per un Futuro Professionale Sostenibile

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    Cosa sono le Academy di filiera in Campania?
    Le Academy di filiera sono iniziative finanziate dalla Regione Campania per connettere formazione e lavoro, sviluppando competenze richieste dal mercato.
    Quanto è l'investimento della Regione Campania per queste Academy?
    L'investimento complessivo è di 32 milioni di euro, provenienti dal PR Campania FSE+ 2021-2027.
    Quali settori sono coinvolti nelle Academy di filiera?
    I settori coinvolti includono agroalimentare, edilizia, green economy, ICT, meccatronica, sanità, tessile-abbigliamento-calzature, trasporti e turismo.

    La Regione Campania ha avviato un’importante iniziativa per il mondo del lavoro, finanziando le prime 20 “Academy di filiera”. Questo progetto mira a connettere formazione e occupazione, sviluppando competenze in linea con le esigenze del sistema produttivo regionale.

    Con una dotazione complessiva di 32 milioni di euro provenienti dal PR Campania FSE+ 2021-2027, le Academy sono state istituite dopo l’approvazione delle graduatorie relative all’Avviso pubblico Campania Academy Industria (CAI) – Formare per Lavorare. I percorsi formativi finanziati si rivolgono sia a lavoratori già occupati, per il loro aggiornamento e specializzazione, sia a persone inoccupate e disoccupate, con l’obiettivo di facilitarne l’inserimento nelle imprese delle filiere di riferimento.

    I settori interessati da questa iniziativa sono strategici per l’economia regionale e includono agroalimentare, edilizia, green economy, ICT, meccatronica, sanità, tessile-abbigliamento-calzature, trasporti e turismo. L’iniziativa si propone di costruire un’offerta formativa che risponda ai fabbisogni reali del mercato del lavoro, orientando i percorsi verso le competenze effettivamente richieste per rafforzare la competitività delle imprese.

    L’assessora regionale al Lavoro e alla Formazione, Angelica Saggese, ha sottolineato l’importanza di queste Academy, definendole «un passo fondamentale verso un sistema formativo sempre più allineato alle esigenze del lavoro e dello sviluppo della Campania». Ha evidenziato la necessità di colmare il divario tra le professionalità richieste dalle imprese e le competenze disponibili, investendo in una formazione che possa tradursi concretamente in occupazione e sviluppo del territorio.

    Le Academy di filiera rappresentano, quindi, un’opportunità significativa per i cittadini campani, contribuendo non solo alla crescita professionale degli individui, ma anche al rafforzamento del tessuto economico regionale. Con questo progetto, la Campania si pone come esempio di come la formazione possa essere un ponte verso il lavoro, rispondendo alle sfide di un mercato in continua evoluzione.

  • Il Piemonte investe 48 milioni per potenziare la formazione tecnica superiore

    Il Piemonte investe 48 milioni per potenziare la formazione tecnica superiore

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    Quanto ha stanziato il Piemonte per la formazione tecnica superiore?
    Il Piemonte ha stanziato 48 milioni di euro per il sistema degli ITS e IFTS.
    Quali settori copriranno i nuovi percorsi formativi?
    I nuovi percorsi copriranno settori come agroalimentare, tessile, meccatronica, aerospazio, turismo, cultura e ICT.
    Quanti studenti sono iscritti al sistema piemontese?
    Attualmente ci sono circa 4.200 studenti iscritti nel sistema piemontese.

    La Regione Piemonte ha annunciato un significativo investimento di 48 milioni di euro per la programmazione 2026-2029, destinato a rafforzare il sistema degli ITS (Istituti Tecnici Superiori) e degli IFTS (Istituti di Formazione Tecnica Superiore). Questo stanziamento segna un incremento di sei milioni rispetto al periodo precedente, evidenziando l’impegno della giunta regionale verso la formazione tecnica e professionale.

    Di questi fondi, oltre 40 milioni di euro saranno assegnati agli ITS Academy, mentre 7,68 milioni saranno dedicati ai percorsi IFTS. Le risorse provengono per 42,31 milioni dal Programma regionale Fondo Sociale Europeo (2021-2027) e 6 milioni dal Fondo per l’istruzione tecnologica superiore del Ministero dell’Istruzione.

    La giunta regionale ha approvato una delibera che integra le risorse già stanziate per l’offerta formativa del Sistema di Formazione Tecnica Superiore. Di questi, 3,45 milioni di euro saranno destinati al potenziamento dell’offerta degli ITS Academy, mentre 2,49 milioni, in risorse premiali, sosterranno la gestione, il funzionamento e la sostenibilità delle Fondazioni ITS Academy piemontesi.

    Per l’anno scolastico 2026-27, sono previsti 61 nuovi percorsi biennali affidati alle sette Fondazioni ITS, che coinvolgeranno il sistema delle imprese e copriranno i principali settori industriali, dall’agroalimentare al tessile, dalla meccatronica all’aerospazio, oltre a turismo, cultura e ICT.

    I percorsi ITS sono progettati come scuole di alta specializzazione, con programmi biennali o triennali che rilasciano il diploma di tecnico superiore. Gli IFTS, invece, offrono percorsi annuali che rilasciano certificati di specializzazione tecnica superiore, rivolti anche a lavoratori e utilizzabili per percorsi di riconversione professionale.

    Attualmente, il sistema piemontese conta circa 4.200 studenti iscritti, con quasi 1.400 diplomati al 31 dicembre scorso. L’assessore regionale all’Istruzione e Merito, Formazione professionale e Diritto allo Studio universitario, Daniela Cameroni, ha dichiarato: “Vogliamo costruire in Piemonte una filiera della formazione tecnica sempre più forte e riconoscibile, capace di accompagnare i nostri ragazzi dalla formazione alle competenze e dalle competenze al lavoro. ITS Academy e IFTS sono due strumenti diversi, ma fanno parte della stessa visione: offrire percorsi di qualità, vicini alle esigenze delle imprese e capaci di creare opportunità concrete per i giovani.”

  • Ex Ilva: l’indotto in crisi con il rischio di mille licenziamenti

    Ex Ilva: l’indotto in crisi con il rischio di mille licenziamenti

    In Breve

    Qual è la situazione attuale dell'indotto dell'ex Ilva?
    L'indotto dell'ex Ilva sta affrontando una crisi con il rischio di mille licenziamenti a causa della fermata dell'area a caldo.
    Quante aziende sono coinvolte nei licenziamenti?
    Circa tre o quattro aziende sono coinvolte, con un impatto stimato su mille addetti.
    Quali misure stanno adottando le aziende colpite?
    Le aziende stanno avviando procedure di licenziamento collettivo e ricorso alla cassa integrazione.

    L’indotto dell’ex Ilva sta vivendo un momento critico, segnato da fermate e licenziamenti a causa del decreto della Corte d’Appello di Milano che impone la chiusura dell’area a caldo entro la fine di ottobre. Questo provvedimento ha già avuto ripercussioni significative su diverse aziende del settore, che ora annunciano l’avvio di procedure di licenziamento collettivo e ricorso alla cassa integrazione.

    Secondo un’associazione di imprese dell’indotto, i licenziamenti potrebbero coinvolgere circa un migliaio di lavoratori, distribuiti tra tre o quattro aziende. Inoltre, si stima che un ulteriore 30% dell’impatto sia già visibile nel mancato rinnovo dei contratti a tempo determinato. Tra le aziende colpite, Peyrani spa ha comunicato la sospensione di 55 unità, mentre Itelyum-Castiglia ha fermato la produzione e la logistica, portando alla sospensione di 70 addetti, di cui 16 a termine. Semat Engineering, invece, ha richiesto il rinnovo della cassa integrazione per oltre 200 lavoratori a seguito dello stop alle batterie delle cokerie, in corso da alcuni mesi.

    Nonostante la situazione incerta, l’azienda che gestisce l’impianto ha dichiarato che la data di fermata non è ancora definita, ma che sono state pianificate misure operative e un piano di comunicazione agli enti competenti. A breve sono attese tre convocazioni importanti: una con i sindacati per discutere le modalità e le tempistiche della fermata, una con il governo per discutere il futuro dell’ex Ilva, e una con il Tavolo Taranto per la nuova industrializzazione.

    In questo contesto, emergono anche proposte imprenditoriali locali. Il presidente di un gruppo metalmeccanico ha chiesto al governo di intervenire per salvare e trasformare tecnologicamente l’area a caldo, coinvolgendo l’imprenditoria territoriale. Inoltre, il consiglio di amministrazione dell’azienda ha deliberato un impegno di un milione di euro per partecipare a una cordata finalizzata all’acquisizione e al rilancio dello stabilimento.

    Dal punto di vista giudiziario, Ilva e Acciaierie d’Italia hanno presentato un ricorso straordinario in Corte di Cassazione e un’istanza di sospensiva alla Corte d’Appello. Acciaierie d’Italia contesta la misura disposta dalla Corte d’Appello, sostenendo che essa ha sostituito la misura rimediale prevista dal Tribunale, eliminando la possibilità di evitare la sospensione delle attività di produzione dell’acciaio.

  • Occupazione in Italia: Stabilità a Luglio 2026 con Diminuzione di Disoccupati e Inattivi

    Occupazione in Italia: Stabilità a Luglio 2026 con Diminuzione di Disoccupati e Inattivi

    In Breve

    Qual è il tasso di occupazione in Italia a luglio 2026?
    Il tasso di occupazione è invariato al 63,2%.
    Come si è modificato il numero di disoccupati?
    Il numero di disoccupati è diminuito dell'1,1%, corrispondente a 17 mila unità.
    Qual è il totale degli occupati a luglio 2026?
    Il totale degli occupati è pari a 24 milioni 370 mila.

    A luglio 2026, il mercato del lavoro italiano mostra segnali di stabilità, con il numero degli occupati che rimane invariato rispetto al mese precedente. Secondo i dati forniti dall’ISTAT, il tasso di occupazione si attesta al 63,2%, mentre il numero di disoccupati e inattivi tra i 15 e i 64 anni è in calo.

    La stabilità dell’occupazione è attribuibile a un incremento tra gli uomini, i dipendenti permanenti, gli autonomi e la fascia di età 35-49 anni. Tuttavia, si registrano cali tra le donne, i dipendenti a termine e altre classi d’età. In termini numerici, il numero di persone in cerca di lavoro è diminuito dell’1,1%, corrispondente a 17 mila unità. Questa flessione ha interessato principalmente gli uomini e tutte le fasce d’età, ad eccezione dei 35-49enni, dove si è registrato un aumento dei disoccupati.

    Il tasso di disoccupazione complessivo è sceso al 5,8%, con una riduzione di 0,1 punti percentuali. Tuttavia, il tasso di disoccupazione giovanile ha mostrato un aumento, raggiungendo il 18,9% (+0,2 punti). Anche il numero degli inattivi nella fascia di età 15-64 anni è diminuito, seppur in misura contenuta, dello 0,1% (-17 mila unità). Questa diminuzione ha riguardato principalmente gli uomini e la fascia di età 35-49 anni, mentre nelle altre classi d’età il numero degli inattivi è aumentato, con un tasso di inattività che rimane invariato al 32,8% tra le donne.

    Nel trimestre maggio-luglio 2026, il numero di occupati è aumentato di 91 mila unità rispetto al trimestre precedente, registrando un incremento dello 0,4%. Tuttavia, il numero di persone in cerca di lavoro è cresciuto del 3,4%, pari a 49 mila unità, mentre gli inattivi 15-64 anni sono diminuiti dell’1,2% (-144 mila unità).

    Se si guarda all’andamento annuale, a luglio 2026 si registra un aumento degli occupati dell’1,3%, corrispondente a 307 mila unità. Questa crescita ha interessato uomini e donne, in particolare le fasce di età 25-34 anni e le persone con almeno 50 anni. Al contrario, si è osservata una diminuzione degli occupati tra i 15-24enni e i 35-49enni. Nel confronto annuale, si segnala anche una riduzione dei disoccupati (-0,9%, -14 mila) e degli inattivi 15-64 anni (-2,5%, -307 mila).

    Il totale degli occupati a luglio 2026 è pari a 24 milioni 370 mila, suddivisi in 16 milioni 583 mila dipendenti permanenti, 5 milioni 301 mila autonomi e 2 milioni 486 mila dipendenti a termine. Rispetto a luglio 2025, l’aumento annuale degli occupati è attribuibile principalmente all’incremento dei dipendenti permanenti (+303 mila) e degli autonomi (+85 mila), mentre si registra una diminuzione dei dipendenti a termine (-82 mila).