Tag: Intesa Sanpaolo

  • Ivass Avvia Ispezione sull’Asset Management di Generali: Implicazioni e Prospettive

    Ivass Avvia Ispezione sull’Asset Management di Generali: Implicazioni e Prospettive

    In Breve

    Cosa ha avviato Ivass?
    Ivass ha avviato un'ispezione sull'asset management di Generali.
    Qual è la durata prevista dell'ispezione?
    L'ispezione durerà circa sei mesi.
    Quali sono le implicazioni dell'Opas di Intesa su Mps?
    L'Opas ha implicazioni a cascata su Generali e ha avviato un'istruttoria dell'Antitrust.

    L’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni (Ivass) ha avviato un’importante ispezione a Trieste, focalizzandosi sul segmento dell’asset management di Generali e sui relativi rapporti con Conning. Questo processo di ispezione si prevede durerà circa sei mesi e rappresenta un passo cruciale nella supervisione delle attività di gestione degli asset, un’area che riveste un ruolo fondamentale sia per la crescita del gruppo che per la tutela del risparmio degli investitori.

    Nonostante l’importanza di questo segmento, va notato che l’accordo con Natixis non è stato siglato, il che potrebbe influenzare ulteriormente le dinamiche di mercato. L’ispezione di Ivass si inserisce in un contesto di operazioni di mercato che coinvolgono indirettamente la compagine azionaria di Generali, in particolare l’Offerta Pubblica di Acquisto e Scambio (Opas) di Intesa Sanpaolo su Monte dei Paschi di Siena (Mps), che ha generato una serie di implicazioni a cascata su Trieste.

    In questo contesto, l’Autorità Garante della Concorrenza ha avviato una propria istruttoria, evidenziando che Intesa, nel caso di subentro nella partecipazione attualmente detenuta da Mps tramite Mediobanca, non sarebbe in grado di esercitare un controllo di fatto su Generali attraverso il meccanismo del voto di lista. Tuttavia, rimane fondamentale valutare i potenziali rischi di concentrazione nei segmenti di business comuni, in particolare nella gestione degli asset e nei rami Danni e Vita.

    Il segmento Vita potrebbe presentare criticità maggiori, a causa di legami strutturali e scambi di informazioni sensibili nei mercati delle polizze vita, in particolare nei Rami I, III e VI. In questo scenario, l’integrazione di Alleanza, specializzata nel settore Vita, è stata accelerata e sarà discussa nel consiglio di amministrazione del gruppo il 30 settembre. Un’Alleanza indipendente avrebbe potuto rappresentare una soluzione per mitigare le concentrazioni nel caso di dismissione di asset.

    Dal punto di vista regolamentare, eventuali rimedi richiesti dall’Antitrust verrebbero imposti all’operatore che realizza l’operazione, e non necessariamente al soggetto su cui l’operazione incide. Generali sembra orientata a procedere con un riassetto interno, un’opzione già valutata in passato e accantonata per timori riguardo all’impatto sulla creazione di valore. Tra i vantaggi attesi dal gruppo ci sono l’eliminazione della tassazione sulla maxi cedola che Alleanza stacca a favore della casa madre, che ammonta a 4,2 miliardi complessivi tra il 2015 e il 2025, e sinergie operative che potrebbero derivare dalla razionalizzazione dei ruoli manageriali.

    È importante sottolineare che la rete distributiva non dovrebbe subire impatti significativi da queste modifiche. Le decisioni finali sul riassetto interno verranno formalizzate il 30 settembre, data che potrebbe segnare un cambiamento significativo nella strategia di Generali e nelle sue operazioni future.

  • Intesa Sanpaolo approva aumento di capitale per l’Opas su Mps

    Intesa Sanpaolo approva aumento di capitale per l’Opas su Mps

    In Breve

    Qual è l'importo dell'aumento di capitale approvato da Intesa Sanpaolo?
    L'aumento di capitale approvato è di circa 3,4 miliardi di euro.
    Quando è prevista l'offerta di acquisto e scambio di Intesa Sanpaolo?
    L'offerta è prevista tra ottobre e novembre.
    Qual è stata la partecipazione al voto nell'assemblea di Intesa Sanpaolo?
    La partecipazione al voto è stata del 63,9% del capitale complessivo.

    L’assemblea degli azionisti di Intesa Sanpaolo ha approvato con una maggioranza schiacciante del 97% la delega al consiglio di amministrazione per emettere fino a 5,7 miliardi di nuove azioni. Queste azioni saranno destinate ai soci di Montepaschi che aderiranno all’offerta, a cui si aggiunge un incentivo di 1 euro in contanti per ciascun titolo.

    L’operazione prevede un aumento del capitale sociale massimo di circa 3,4 miliardi di euro, oltre al sovrapprezzo. Durante la votazione, era presente il 63,9% del capitale complessivo, un valore che si colloca nella parte alta della forchetta attesa (60-65%). Le modifiche statutarie necessarie hanno ricevuto i prescritti provvedimenti dall’autorità di vigilanza, che ha anche autorizzato la computabilità nel CET1 delle azioni emesse nell’ambito dell’aumento a servizio dell’offerta.

    Con il via libera delle autorità competenti e l’approvazione del documento d’offerta da parte di Consob, Intesa Sanpaolo potrà lanciare l’offerta di acquisto e scambio indicativamente tra ottobre e novembre. Questo risultato assembleare conferisce alla governance di Intesa Sanpaolo un mandato forte per procedere con un’operazione del valore di circa 30,6 miliardi di euro, che potrebbe ridefinire il panorama del mercato bancario italiano.

    La partecipazione al voto ha visto una significativa componente istituzionale: 58,4% del capitale era rappresentato da investitori esteri, 6,24% da investitori italiani e 19,88% da fondazioni ex bancarie. Questa base azionaria si è allineata con le indicazioni dei principali proxy advisor, ISS e Glass Lewis.

    Sul fronte opposto, Montepaschi ha depositato in Consob i documenti per due offerte pubbliche di scambio su Banco BPM e Banca Generali, richiedendo le necessarie autorizzazioni alle autorità competenti. L’assemblea dei soci di Mps, prevista per il 29 ottobre, dovrà esprimersi sulle due offerte e sul progetto di fusione con Mediobanca, una circostanza che potrebbe mettere in competizione i due schemi proprio nelle fasi finali dell’Opas di Intesa.

  • Intesa Sanpaolo: obiettivo 60% di sinergie con Montepaschi entro il 2028

    Intesa Sanpaolo: obiettivo 60% di sinergie con Montepaschi entro il 2028

    In Breve

    Qual è l'obiettivo di Intesa Sanpaolo riguardo alle sinergie con Montepaschi?
    Intesa Sanpaolo prevede di realizzare il 60% delle sinergie entro il 2028.
    Quanto ammontano le sinergie lorde annuali previste?
    Le sinergie lorde annuali sono stimate in 2,9 miliardi di euro entro il 2029.
    Cosa prevede l'assemblea di Montepaschi del 29 ottobre?
    L'assemblea sarà chiamata a pronunciarsi sulle contromosse presentate dal CEO Luigi Lovaglio.

    Intesa Sanpaolo ha annunciato un ambizioso piano per realizzare il 60% delle sinergie derivanti dall’operazione su Montepaschi entro il 2028. Questo approccio strategico prevede di raggiungere un totale di 2,9 miliardi di euro in sinergie lorde annuali entro il 2029.

    La banca ha confermato che manterrà la sua partecipazione del 13,2% in Generali, detenuta tramite Mediobanca, utilizzando il metodo del patrimonio netto per il trattamento contabile. Questo approccio garantirà che non ci sia ingerenza nella governance di Generali e che la partecipazione beneficerà del regime prudenziale del Danish Compromise.

    In vista dell’assemblea convocata per l’approvazione dell’aumento di capitale a supporto dell’Opas su Montepaschi, che si svolgerà con la modalità del rappresentante designato, Intesa ha fissato obiettivi di remunerazione per gli azionisti pari a circa 61 miliardi di euro nel periodo 2025-2029. Questo rappresenta un incremento rispetto ai circa 50 miliardi previsti dal piano stand-alone.

    Inoltre, è prevista una distribuzione straordinaria in contanti di circa 2,7 miliardi di euro nel biennio 2026-2027. La banca ha dichiarato che questi risultati saranno perseguiti senza costi sociali e a vantaggio di tutti gli stakeholder dei due gruppi, nonché prevedendo una maggiore redditività per il perimetro che rimarrà all’interno del gruppo rispetto a quello destinato a Unipol.

    Intesa Sanpaolo stima una partecipazione assembleare intorno al 60-65% del capitale e prevede un ampio sostegno da parte degli azionisti. Il presidente Gian Maria Gros-Pietro ha espresso fiducia in un ampio appoggio, richiamando l’attenzione sul peso degli investitori istituzionali internazionali nel capitale.

    Per quanto riguarda Montepaschi, l’assemblea del 29 ottobre sarà chiamata a pronunciarsi sulle contromosse presentate dal CEO Luigi Lovaglio. È prevista per giovedì la presentazione alle autorità delle istanze relative alle due contro-Opas su Banco Bpm e Banca Generali.

    Il consiglio di Mps è convocato oggi per completare la propria composizione con la cooptazione di Gianluca Brancadoro e Alessandro Caltagirone, i quali hanno ricevuto l’idoneità dalla BCE e sostituiranno Carlo Vivaldi, dichiarato incompatibile, e Fabrizio Palermo, dimissionario.

    Infine, sullo sfondo resta la posizione del Tesoro, che ha annunciato l’intenzione di mantenere una posizione totalmente neutrale e ha congelato la cessione della propria quota, come ribadito dal ministro Giorgetti.

  • Intesa Sanpaolo lancia la terza missione nella Silicon Valley per le PMI dell’aerospazio

    Intesa Sanpaolo lancia la terza missione nella Silicon Valley per le PMI dell’aerospazio

    In Breve

    Qual è l'obiettivo della missione di Intesa Sanpaolo nella Silicon Valley?
    Supportare le PMI italiane dell'aerospazio attraverso formazione e networking.
    Quante aziende hanno partecipato alla missione?
    12 aziende sono state selezionate per partecipare alla missione.
    Quali sono i principali risultati attesi dalla missione?
    Favorire l'internazionalizzazione delle PMI e facilitare incontri con investitori.

    Intesa Sanpaolo ha recentemente avviato la terza edizione della sua missione nella Silicon Valley, dedicata alle piccole e medie imprese (PMI) italiane operanti nel settore dell’aerospazio e della robotica. Questa iniziativa, che si è svolta all’inizio di settembre, ha visto la partecipazione di 12 aziende selezionate, le quali hanno avuto l’opportunità di partecipare a oltre 100 sessioni formative e incontri di business.

    Durante la settimana di attività, le PMI hanno preso parte a 85 incontri B2B one-to-one e a 23 lezioni in aula, con il supporto di 43 mentor provenienti dalla rete di Innovit. L’iniziativa è stata realizzata in collaborazione con Innovit e ha coinvolto istituzioni italiane presenti all’estero, contribuendo così alla strategia globale di Intesa Sanpaolo per promuovere l’internazionalizzazione delle imprese italiane.

    La missione è parte delle attività della divisione Banca dei Territori, che si concentra sul finanziamento di iniziative estere delle PMI, facilitando incontri con investitori stranieri e supportando lo sviluppo di settori ad alto contenuto tecnologico. Rappresentanti della banca, incluso il responsabile della divisione Banca dei Territori, hanno partecipato all’iniziativa, in collaborazione con il consolato generale d’Italia a San Francisco e l’ufficio di ITA a Houston. L’organizzazione operativa è stata gestita da Innovit, con il supporto dell’Italian Trade Agency e dell’Italian Cultural Institute di San Francisco.

    Un elemento chiave della missione è stata la presentazione della piattaforma digitale Connecting Markets, sviluppata con la società Matchplat. Questa piattaforma, basata su intelligenza artificiale, offre dati su oltre 560 milioni di imprese e permette alle PMI di cercare partner industriali e commerciali in più di 170 Paesi e su oltre 2.000 settori merceologici.

    Intesa Sanpaolo ha ribadito il proprio impegno finanziario verso le PMI: dal 2020, il gruppo ha destinato 12 miliardi di euro a finanziamenti per l’internazionalizzazione e il supporto all’export, assistendo oltre 500 PMI della filiera aerospaziale con finanziamenti superiori a 1 miliardo di euro. Complessivamente, dal 2020, la banca ha erogato credito per oltre 141 miliardi di euro, con ulteriori 14 miliardi destinati a operazioni di finanza straordinaria. A luglio, è stato siglato un accordo con la Banca Europea per gli Investimenti e l’Agenzia Spaziale Europea per attivare 300 milioni di euro di nuovi finanziamenti per investimenti delle PMI.

    I rappresentanti coinvolti nella missione hanno sottolineato l’importanza di creare un sistema integrato per valorizzare le eccellenze italiane in un contesto globale altamente competitivo. Hanno inoltre evidenziato la continuità della collaborazione tra Intesa Sanpaolo e Innovit, che negli anni ha sviluppato programmi e relazioni specifiche per la Space Economy e il trasferimento di competenze verso le imprese partecipanti.