Tag: intelligenza artificiale

  • Meta One: l’abbonamento che sfida la domanda di disattivazione dell’AI

    Meta One: l’abbonamento che sfida la domanda di disattivazione dell’AI

    In Breve

    Cosa offre il piano Meta One?
    Il piano Meta One offre funzioni aggiuntive e accesso a strumenti AI, con piani a partire da 7,99 dollari al mese.
    C'è richiesta di disattivazione dell'AI?
    Sì, molti utenti preferirebbero avere la possibilità di disattivare l'AI nei servizi che utilizzano.
    Qual è la reazione degli utenti all'AI nei servizi?
    Una parte significativa degli utenti si sente priva di controllo sull'uso dell'AI e chiede più opzioni di scelta.

    Meta ha recentemente introdotto Meta One, un piano di abbonamento che offre agli utenti funzioni aggiuntive e un accesso ampliato a strumenti di intelligenza artificiale (AI) ad alta intensità di calcolo. Il piano Core è disponibile a 7,99 dollari al mese e consente di generare più immagini e video, utilizzare più frequentemente gli strumenti di restyling di Instagram e ottenere una maggiore quota di Meta AI. Per chi desidera ulteriori vantaggi, è disponibile anche un piano Premium al costo di 19,99 dollari, che offre ulteriori token e funzionalità specializzate.

    Nonostante l’innovazione proposta da Meta, è emersa una crescente preoccupazione tra gli utenti riguardo all’integrazione dell’AI nei servizi quotidiani. Infatti, non tutti gli utenti desiderano un aumento dell’uso dell’intelligenza artificiale e molti preferirebbero avere la possibilità di escluderla completamente, anche a fronte di un costo. Ricerche recenti indicano che una parte significativa dei consumatori si sente priva di controllo sull’uso dell’AI nelle loro vite e chiede maggiori opzioni di scelta.

    Studi condotti negli Stati Uniti rivelano che circa la metà dei consumatori preferirebbe rivolgersi a aziende che non utilizzano AI generativa nei contenuti rivolti ai clienti. Sebbene molti riconoscano i vantaggi dell’AI nel servizio clienti, la maggior parte degli utenti considera fondamentale l’accesso a un operatore umano.

    Esistono già esempi di piattaforme che offrono controlli per disattivare le funzioni di intelligenza artificiale a livello di sistema, consentendo agli utenti di disabilitare elementi come la personalizzazione e la memoria. Un’opzione che permetta di limitare o rimuovere contenuti generati, assistenti e scorciatoie AI dalle raccomandazioni potrebbe avere un valore commerciale simile a quello delle offerte senza pubblicità già disponibili in alcuni mercati, dove vengono applicate tariffe per l’assenza di annunci.

    Meta ha dichiarato di aver riscontrato una domanda nei test iniziali per queste nuove funzionalità. La strategia dell’azienda sembra puntare a monetizzare le funzionalità AI avanzate, ma il mercato potrebbe riservare spazio anche per una proposta contraria: un’opzione esplicita e a pagamento per ridurre o eliminare l’AI dall’esperienza utente.

  • Sovranità Digitale: Le Aziende Britanniche Chiedono Maggiore Controllo sui Dati

    Sovranità Digitale: Le Aziende Britanniche Chiedono Maggiore Controllo sui Dati

    In Breve

    Qual è la percentuale di aziende britanniche che richiede maggiore controllo sui dati?
    Circa il 50% delle aziende britanniche richiede un maggior controllo sui dati sensibili.
    Quali sono le principali preoccupazioni delle aziende riguardo all'AI?
    Il 58% delle organizzazioni segnala che sicurezza e privacy sono ostacoli significativi all'adozione dell'AI.
    Cosa significa sovranità digitale per le aziende?
    La sovranità digitale riguarda la residenza dei dati e il loro movimento tra cloud e reti, richiedendo maggiore trasparenza.

    Una recente indagine ha rivelato che circa la metà delle imprese britanniche esprime la necessità di un maggior controllo sui dati sensibili. Questo desiderio è alimentato da preoccupazioni crescenti riguardanti la sicurezza e la privacy, specialmente in relazione all’intelligenza artificiale (AI). Secondo i dati forniti da IDC e commissionati da Expereo, il 29% delle aziende britanniche considera la sovranità digitale una priorità elevata o massima.

    In particolare, il 27% delle aziende vede la sovranità digitale come un fattore chiave per gli investimenti tecnologici futuri. Le preoccupazioni legate all’AI sono evidenti: il 58% delle organizzazioni ha segnalato che la sicurezza e la privacy rappresentano ostacoli significativi all’adozione di tecnologie AI, mentre il 56% dei responsabili tecnologici teme nuovi rischi di sicurezza associati a queste tecnologie.

    Expereo sottolinea che la sovranità digitale non riguarda solo la residenza dei dati, ma anche il modo in cui questi dati si muovono tra cloud e reti. È fondamentale aumentare la trasparenza e la visibilità sui flussi di dati. Inoltre, il 26% delle organizzazioni ha riferito che clienti e partner esercitano pressioni per la localizzazione dei dati, un aspetto sempre più rilevante nel contesto attuale.

    A livello globale, il 33% delle imprese considera la sovranità digitale una priorità elevata o massima, ma le motivazioni variano a seconda della regione. In Europa, ad esempio, i fattori normativi come il GDPR sono predominanti, mentre negli Stati Uniti le preoccupazioni sono più legate alla sicurezza nazionale.

    Ben Elms, amministratore delegato di Expereo, ha dichiarato che la sovranità digitale è sempre più guidata dalla necessità di controllare come i dati si muovono tra ambienti cloud, reti e AI. Con l’accelerazione dell’adozione dell’AI, la visibilità sui flussi di dati diventa cruciale per aiutare le organizzazioni a mantenere il controllo, gestire i rischi e operare con fiducia attraverso diverse giurisdizioni.

  • Snap lancia aggiornamenti per gli smart glasses Specs e introduce Specs Intelligence

    Snap lancia aggiornamenti per gli smart glasses Specs e introduce Specs Intelligence

    In Breve

    Cosa sono gli smart glasses Specs di Snap?
    Gli smart glasses Specs sono occhiali intelligenti venduti da Snap, progettati per integrare funzionalità di realtà aumentata e intelligenza artificiale.
    Qual è la novità principale presentata da Snap?
    La novità principale è Specs Intelligence, un sistema di AI anticipatoria che aiuta gli utenti a gestire le loro attività.
    Qual è il prezzo degli smart glasses Specs?
    Il prezzo degli smart glasses Specs è di 2.200 dollari.

    In un evento tenutosi a Los Angeles, Snap ha svelato una serie di aggiornamenti per i suoi smart glasses Specs, un prodotto che ha suscitato critiche e derisioni al momento del lancio. Venduti a un prezzo di 2.200 dollari, questi occhiali sono stati ripresentati con nuove funzionalità e integrazioni, cercando di ricollocare il prodotto sul mercato.

    Tra le novità più rilevanti c’è il lancio di Specs Intelligence, un sistema di intelligenza artificiale definito da Snap come un’«AI anticipatoria». Questo sistema è progettato per funzionare sia con gli occhiali che con dispositivi personali come iPhone e Mac. Specs Intelligence è in grado di analizzare le app connesse per costruire una comprensione delle priorità e delle routine dell’utente, aiutandolo a concentrarsi sulle attività più importanti.

    Evan Spiegel, CEO di Snap, ha descritto questa innovazione come un «sistema operativo nativo per l’AI», che mira a collegare vari elementi, come le Lenses, e facilitare il completamento dei progetti. In pratica, Specs Intelligence si presenta come un’app di produttività basata su AI, utilizzabile anche senza indossare gli occhiali.

    Oltre a Specs Intelligence, Snap ha annunciato il programma Specs for Enterprise, mirato a integrare gli smart glasses nei flussi di lavoro aziendali. L’azienda ha stretto partnership con nomi importanti nel settore tecnologico, come Amazon, Salesforce e Nvidia, presentando casi d’uso specifici per tecnici IT. Questi includono funzioni di mobile device management e controlli di sicurezza, oltre a modalità di distribuzione e gestione per team.

    Un’altra novità interessante è un’app sviluppata in collaborazione con NBA e WNBA, che utilizza la realtà aumentata per aiutare gli utenti a esercitarsi nel basket. Inoltre, Snap ha introdotto un pacchetto di connettività che comprende una custodia di ricarica con connettività cellulare, disponibile a 10 dollari al mese per i clienti Verizon e a 20 dollari per gli altri.

    Spiegel ha sottolineato l’importanza di rendere la tecnologia più accessibile e umana, affermando che i computer dovrebbero valorizzare le persone, non sminuirle. Nonostante il prezzo elevato, Snap continua a promuovere Specs come un computer indossabile, capace di trasformare il modo in cui interagiamo con il computing.

    Infine, l’azienda ha annunciato un pop-up a Los Angeles previsto per ottobre, con spedizioni dei dispositivi programmate per la tarda stagione autunnale.

  • L’Impatto degli Agenti AI sulle Assunzioni nelle Startup

    L’Impatto degli Agenti AI sulle Assunzioni nelle Startup

    In Breve

    Come stanno cambiando gli agenti AI le assunzioni nelle startup?
    Gli agenti AI stanno assumendo compiti tradizionalmente umani, costringendo i fondatori a rivedere le loro strategie di assunzione.
    Quali sono le sfide legate all'uso degli agenti AI nelle startup?
    Le principali sfide riguardano la responsabilità, il controllo e la gestione degli errori.
    Quali competenze sono richieste nelle assunzioni moderne?
    Le competenze richieste si stanno spostando verso il giudizio, le relazioni e la strategia, mentre molte attività possono essere automatizzate.

    Negli ultimi anni, l’intelligenza artificiale ha iniziato a svolgere ruoli sempre più significativi all’interno delle startup, cambiando radicalmente il modo in cui vengono gestite le assunzioni e le responsabilità lavorative. Gli agenti AI, capaci di eseguire compiti tradizionalmente riservati ai membri umani del team, stanno assumendo funzioni in ingegneria, assistenza clienti e operazioni, costringendo i fondatori a rivedere le loro strategie di assunzione.

    Un’importante discussione su questo tema è stata organizzata al TechCrunch Disrupt 2026, con la sessione intitolata “Hiring When AI Is a Co-Founder”. Durante l’evento, che si svolgerà al Moscone West di San Francisco dal 13 al 15 ottobre 2026, esperti del settore come Josh Reeves di Gusto, Michelle Johnson di Insight Partners e John Koelliker di Leland esploreranno come progettare team iniziali in cui esseri umani e agenti AI collaborano sinergicamente.

    Delegare compiti a agenti AI non solo può accelerare i processi, ma anche ridurre i costi e i tempi di lavoro. Tuttavia, questo solleva questioni cruciali riguardo alla responsabilità e al controllo. Chi verifica il lavoro svolto dall’agente? Chi è responsabile delle decisioni finali? Come si gestiscono eventuali errori? Questi interrogativi sono fondamentali per le startup che desiderano integrare l’AI nei loro processi operativi.

    Le implicazioni di questa evoluzione si estendono anche alle competenze richieste nelle assunzioni. Ad esempio, nelle funzioni commerciali, attività come la ricerca di potenziali clienti e la gestione di parti del processo di vendita possono essere automatizzate. Questo sposta l’enfasi umana su aspetti critici come il giudizio, le relazioni interpersonali e la strategia aziendale.

    I relatori del TechCrunch Disrupt offriranno prospettive diverse su come affrontare queste sfide. Gusto, con la sua esperienza operativa a supporto di oltre 500.000 aziende, fornirà insight pratici su come integrare l’AI nel lavoro quotidiano. Insight Partners porterà un punto di vista focalizzato sul scaling e sull’organizzazione delle revenue, mentre Leland si concentrerà sul talento e sullo sviluppo delle competenze nell’era dell’intelligenza artificiale.

    In sintesi, l’emergere degli agenti AI sta trasformando l’organigramma delle startup. I fondatori devono ora valutare dove le persone possono generare il massimo valore — attraverso decisioni, responsabilità, comprensione dei clienti e costruzione della cultura aziendale — e dove sia più efficace delegare a sistemi automatizzati. Questa riflessione è cruciale per il futuro delle startup, che dovranno trovare un equilibrio tra l’innovazione tecnologica e il capitale umano.

  • Treble raccoglie 18 milioni di dollari per potenziare la sua piattaforma di simulazione vocale

    Treble raccoglie 18 milioni di dollari per potenziare la sua piattaforma di simulazione vocale

    In Breve

    Quanto ha raccolto Treble nella sua ultima serie A?
    Treble ha raccolto 18 milioni di dollari nella sua ultima estensione della serie A.
    Quali sono i principali clienti di Treble?
    Tra i principali clienti di Treble ci sono Amazon e Logitech.
    Che tipo di servizi offre Treble?
    Treble offre una piattaforma di simulazione per modelli vocali e strumenti per la generazione di dati sintetici.

    La startup islandese Treble ha recentemente annunciato di aver raccolto 18 milioni di dollari in un’estensione della sua serie A, guidata da Paladin Capital Group, con la partecipazione di investitori già presenti come KOMPAS VC, Frumtak Ventures, EIC e Omega ehf. Fondata nel 2020 dagli ingegneri acustici Finnur Pind e Jesper Pedersen, Treble ha già ricevuto 12 milioni di dollari nel 2024, portando il totale raccolto a oltre 40 milioni di dollari.

    Treble offre una piattaforma di simulazione progettata per le aziende che sviluppano modelli vocali, per i produttori di hardware consumer e per le aziende di robotica. Tra i suoi clienti figurano nomi noti come Amazon e Logitech. La piattaforma è particolarmente utile per le aziende che operano nel campo dell’intelligenza artificiale vocale, in quanto fornisce strumenti per la generazione di dati sintetici, utili per migliorare la qualità del parlato, la soppressione del rumore e l’addestramento dei modelli.

    Quest’anno, Treble ha anche lanciato un benchmark per i modelli di riconoscimento vocale, sviluppato in collaborazione con Hugging Face, per testare le prestazioni in condizioni realistiche. Inoltre, la startup si occupa di progettazione e testing hardware dal punto di vista vocale, offrendo servizi di prototipazione virtuale per cuffie e diffusori, oltre a test sul riconoscimento dei comandi in base al posizionamento del dispositivo. I suoi servizi si sono recentemente estesi anche a smart glasses e altri dispositivi basati su intelligenza artificiale.

    Secondo Finnur Pind, cofondatore di Treble, “l’audio AI è davvero una sfida di dati, e qui risiedono le maggiori opportunità per abilitare modelli e hardware di nuova generazione. Finora, quasi tutto l’AI legato al suono è stato creato da registrazioni e dati prelevati da internet. Crediamo che una simulazione fisica accurata possa essere un modo alternativo per creare dati per il suono”.

    Pind ha anche espresso interesse per le future generazioni di dispositivi indossabili, ipotizzando funzionalità come l’ascolto selettivo di persone entro due metri e la possibilità di attenuare l’audio circostante in ambienti affollati. Treble punta a rafforzare il suo impegno nel settore del physical AI, che include robotica, automotive e droni, per abilitare funzioni basate sul suono attraverso testing e simulazione.

    Francois Ruether, vicepresidente di Paladin Capital Group, ha evidenziato come la piattaforma di Treble, capace di simulare modelli e dispositivi diversi, diventerà sempre più cruciale man mano che i prodotti si baseranno sulla comprensione del suono. Questo permetterà ai clienti di mantenere la proprietà dei propri modelli e workflow, beneficiando al contempo di un’infrastruttura acustica di base orientata alla simulazione.

  • Le aziende e la sfida della modernizzazione: l’importanza dei sistemi legacy

    Le aziende e la sfida della modernizzazione: l’importanza dei sistemi legacy

    In Breve

    Perché le aziende scelgono di estendere i sistemi legacy?
    Le aziende preferiscono estendere i sistemi legacy per bilanciare upgrade tecnologici e adozione dell'intelligenza artificiale.
    Quali sono le principali difficoltà nella modernizzazione IT?
    Le difficoltà includono budget superati e limiti dell'infrastruttura esistente.
    Come influisce l'intelligenza artificiale sulla modernizzazione?
    L'intelligenza artificiale accelera la modernizzazione, permettendo alle aziende di migliorare l'efficienza dei sistemi legacy.

    Le aziende e la sfida della modernizzazione: l’importanza dei sistemi legacy

    Un recente rapporto ha messo in luce una tendenza crescente tra le imprese: la preferenza per l’estensione e l’upgrade dei sistemi legacy piuttosto che la loro sostituzione completa. Secondo lo studio, circa il 52% delle aziende sta cercando di bilanciare gli upgrade delle tecnologie esistenti con l’adozione dell’intelligenza artificiale (AI). Questo fenomeno è particolarmente evidente nel Regno Unito, dove il 57% delle organizzazioni ha scelto di prolungare l’uso di sistemi legacy.

    In questo contesto, è interessante notare che quasi la metà delle aziende britanniche sta ampliando l’uso dell’AI, segno di una crescente integrazione tra tecnologie tradizionali e innovative. Tuttavia, la modernizzazione non è priva di sfide: oltre tre quarti delle imprese nel Regno Unito hanno superato i budget previsti per la modernizzazione, e più di due terzi hanno dovuto sospendere o abbandonare il processo.

    Le difficoltà nella modernizzazione IT

    A livello congiunto tra Stati Uniti e Regno Unito, il 61% delle aziende ha dovuto mettere in pausa, ridurre, ritardare o abbandonare i progetti di modernizzazione IT negli ultimi due anni. Il rapporto evidenzia che il 71% dei progetti di modernizzazione ha superato i budget previsti. Tra gli ostacoli più frequentemente citati ci sono le difficoltà nei flussi di lavoro (33%) e i limiti dell’infrastruttura esistente (28%), fattori che influiscono negativamente sul ritorno degli investimenti legati all’AI.

    In questo scenario, molte aziende stanno concentrando le proprie risorse sugli investimenti in AI, puntando su upgrade economici di PC, laptop e server di fascia bassa. Questi upgrade includono memorie e storage più veloci, necessari per supportare applicazioni moderne e migliorare l’efficienza operativa.

    Il ruolo dell’intelligenza artificiale nella modernizzazione

    Un dato interessante è l’aumento della percentuale di decision maker che affermano che l’AI accelera la modernizzazione: questa quota è passata dal 39% al 54% in un anno. Brian Klingbeil, Chief Strategy Officer di Ensono, sottolinea come l’AI possa ampliare le possibilità di modernizzazione. Secondo Klingbeil, le imprese stanno riscoprendo che i sistemi legacy, come i mainframe, sono fonti di calcolo potenti, affidabili ed efficienti, che possono essere potenziate e rese più agili grazie all’AI.

    Klingbeil aggiunge che il vantaggio andrà alle organizzazioni capaci di distinguere tra ciò che è da sostituire e ciò che è da integrare, abbracciando metodi di modernizzazione che fino a poco tempo fa non erano disponibili. Questa capacità di adattamento potrebbe rivelarsi cruciale per il successo futuro delle aziende nel contesto di un mercato in continua evoluzione.

    Conclusioni

    In conclusione, la scelta di estendere i sistemi legacy piuttosto che sostituirli rappresenta una strategia adottata da molte aziende nel tentativo di affrontare le sfide della modernizzazione. Con l’integrazione dell’AI, le imprese possono non solo migliorare l’efficienza operativa, ma anche sfruttare al meglio le risorse esistenti, garantendo così un futuro più sostenibile e competitivo.

  • L’Impatto della Trustworthy AI: Come Governance e Trasparenza Possono Moltiplicare il ROI

    L’Impatto della Trustworthy AI: Come Governance e Trasparenza Possono Moltiplicare il ROI

    In Breve

    Qual è l'impatto della Trustworthy AI sul ROI?
    L'adozione di pratiche di Trustworthy AI può aumentare il ROI fino a 15 volte.
    Quali sono i fattori chiave per ottenere un ROI elevato?
    Governance, trasparenza dei dati e spiegabilità sono fattori chiave.
    Qual è la fiducia degli operatori nei sistemi di IA?
    La fiducia diminuisce con l'aumentare dell'autonomia: 76% per IA generativa, 66% per IA agentica.

    L’Impatto della Trustworthy AI: Come Governance e Trasparenza Possono Moltiplicare il ROI

    Un’analisi condotta da SAS, utilizzando dati di IDC, ha messo in luce come l’adozione di pratiche di Trustworthy AI possa incrementare significativamente il ritorno sugli investimenti (ROI) delle aziende. Secondo lo studio, l’implementazione di sistemi caratterizzati da governance, trasparenza dei dati e spiegabilità può portare a un aumento del ROI fino a 15 volte rispetto a sistemi privi di controlli adeguati.

    Il Ruolo della Governance e della Trasparenza

    Le organizzazioni che adottano protocolli rigorosi in materia di qualità dei dati, tracciabilità e auditabilità riescono a raddoppiare i risultati economici derivanti dall’uso dell’intelligenza artificiale. Al contrario, meno del 5% delle aziende che non implementano tali pratiche riesce a ottenere risultati analoghi. Un aspetto cruciale emerso dallo studio è che l’assenza di spiegabilità limita fortemente l’efficacia dei sistemi di intelligenza artificiale. Infatti, l’incapacità degli algoritmi di motivare le decisioni porta fino al 97,2% degli utenti a intervenire manualmente per correggere o modificare i risultati, vanificando così i guadagni di produttività.

    La Fiducia degli Operatori e l’Autonomia dell’IA

    La fiducia degli operatori nei sistemi di intelligenza artificiale diminuisce con l’aumentare dell’autonomia. Ad esempio, il 76% degli utenti si fida dell’IA generativa, mentre solo il 66% si fida dell’IA agentica. Questo calo di fiducia può influenzare negativamente l’efficacia delle implementazioni di IA nelle aziende.

    Performance Aziendali e Investimenti in Governance

    Lo studio di SAS evidenzia che le imprese impegnate per l’affidabilità dell’IA ottengono performance migliori su ben 13 indicatori aziendali, tra cui contenimento dei costi, crescita del fatturato e miglioramento dell’esperienza del cliente. Inoltre, l’85% delle aziende più avanzate prevede un aumento degli investimenti in governance dell’IA superiore al 10% nell’anno in corso.

    Architettura Informativa e ROI

    Tuttavia, un limite significativo per molte aziende è rappresentato dall’architettura informativa. Solo il 17,5% delle imprese dispone di un’infrastruttura dati pienamente ottimizzata per supportare l’IA agentica. Le fondamenta dati solide, infatti, quadruplicano la probabilità di ottenere un ROI elevato.

    Variazioni Settoriali nell’Adozione di Framework Strutturati

    L’adozione di framework strutturati per la governance dell’IA varia notevolmente a seconda del settore. Nel settore bancario, l’85% delle aziende ad alta maturità ha linee guida di governance definite, rispetto al 29% dei ritardatari. Nel settore pubblico, il 41% dei leader prevede aumenti di spesa superiori al 20% per l’IA affidabile, mentre nelle scienze della vita la penetrazione dell’IA su scala aziendale è del 23%.

    Conclusioni e Raccomandazioni

    Secondo Bryan Harris, CTO di SAS, anche gli agenti avanzati possono registrare tassi di errore superiori al 25% nelle attività complesse. Per garantire accuratezza e ripetibilità, è fondamentale integrare competenze di dominio nei workflow agentici, mantenendo le persone al centro dei controlli. Chris Marshall, Vice President di IDC, sottolinea l’importanza della supervisione, spiegabilità, responsabilità e solide basi dati come prerequisiti per scalare con successo l’autonomia dell’IA.

  • Meta presenta occhiali smart senza fotocamera: focus su audio e intelligenza artificiale

    Meta presenta occhiali smart senza fotocamera: focus su audio e intelligenza artificiale

    In Breve

    Cosa sono gli occhiali smart di Meta?
    Sono dispositivi privi di fotocamera, con focus su audio e interazione con chatbot AI.
    Quando verranno lanciati gli occhiali Meta?
    Il lancio è previsto durante l'evento Meta Connect il 23-24 settembre.
    Quali applicazioni aiutano a rilevare occhiali smart?
    ZuckOff e Nearby Glasses sono due app che rilevano la presenza di occhiali smart.

    Meta ha in programma il lancio di occhiali smart privi di fotocamera, conosciuti con il nome in codice Luna, con due modelli distintivi chiamati Clubmaster e Burbank. Questi nuovi dispositivi si concentreranno principalmente sulle capacità audio, consentendo agli utenti di interagire con il chatbot di intelligenza artificiale di Meta.

    Il lancio ufficiale è previsto durante l’evento Meta Connect, che si terrà il 23 e 24 settembre. Questa mossa arriva in un contesto di crescente preoccupazione pubblica riguardo alla privacy e all’uso di dispositivi dotati di fotocamera. In passato, i modelli precedenti di occhiali smart di Meta erano dotati di fotocamere accompagnate da luci LED che segnalavano quando la registrazione era attiva. Tuttavia, alcuni utenti esperti erano riusciti a eludere questi avvisi, portando a un aumento della diffidenza nei confronti di tali dispositivi.

    In risposta a queste preoccupazioni, sono emerse applicazioni come ZuckOff, che utilizza la tecnologia Bluetooth per rilevare la presenza di occhiali smart nelle vicinanze. Questa app ha già registrato migliaia di download su piattaforme Android e iOS. ZuckOff offre una versione base gratuita e una versione Pro, disponibile a pagamento, che esegue scansioni continue e conserva uno storico delle rilevazioni.

    Un’altra applicazione, Nearby Glasses, è un software open source disponibile su Android che ha superato i 100.000 download, contribuendo a sensibilizzare l’utenza sui rischi associati all’uso di occhiali smart con capacità di registrazione.

    Il dibattito pubblico su possibili divieti e regolamentazioni governative riguardanti occhiali in grado di registrare è in crescita. Questo scenario potrebbe influenzare le scelte progettuali di Meta per il nuovo modello senza fotocamera, cercando di rispondere alle preoccupazioni degli utenti e alle richieste di maggiore trasparenza.

  • Amazon e il Futuro della Sostenibilità: Un Ecosistema Innovativo Basato su AI e Energie Rinnovabili

    Amazon e il Futuro della Sostenibilità: Un Ecosistema Innovativo Basato su AI e Energie Rinnovabili

    In Breve

    Qual è l'obiettivo dell'ecosistema di sostenibilità di Amazon?
    Ridurre l'impatto ambientale attraverso innovazione, intelligenza artificiale e energie rinnovabili.
    Quanti veicoli elettrici utilizza Amazon per le consegne?
    Amazon ha oltre 50.000 veicoli elettrici a zero emissioni.
    Dove si trovano i laboratori di robotica di Amazon?
    Uno è a Vercelli, mentre gli altri due sono a Seattle e Boston.

    Durante il Festival della Mobilità Sostenibile e delle Città Intelligenti, tenutosi a Roma, Stefano La Rovere, global director per Robotica, Mechatronics & Imballaggi sostenibili di Amazon, ha delineato un ambizioso ecosistema di sostenibilità sviluppato dall’azienda. Questo approccio si basa su innovazione e tecnologia, con l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale delle operazioni aziendali.

    Un elemento centrale del progetto è l’uso di algoritmi di intelligenza artificiale per prevedere la domanda dei clienti con largo anticipo. Grazie a questa tecnologia, Amazon è in grado di gestire l’inventario in modo più efficiente, assicurando che i prodotti siano già vicini ai clienti al momento dell’ordine. Questo non solo riduce i tempi di consegna, ma contribuisce anche a diminuire il traffico e le emissioni inquinanti associate alle spedizioni.

    Inoltre, Amazon si è affermata come il primo acquirente in Italia e in Europa di energia carbon free nel corso dell’anno scorso. L’azienda sta accelerando l’elettrificazione delle sue flotte di consegna, con oltre 50.000 veicoli elettrici a zero emissioni già in circolazione. Questo sforzo è parte di un impegno più ampio per ridurre l’impatto ambientale delle operazioni logistiche.

    Un altro aspetto fondamentale del programma di sostenibilità riguarda il packaging. Amazon sta lavorando per sviluppare materiali più sostenibili e riciclabili, riducendo al contempo il consumo di imballaggi. Presso uno dei tre laboratori di robotica situati a Vercelli, si stanno sperimentando nuove tecnologie di imballaggio. Gli altri due laboratori si trovano a Seattle e Boston. Grazie a queste innovazioni, oggi meno della metà delle consegne in Europa avviene con il tradizionale box, mentre oltre la metà utilizza imballaggi più efficienti e su misura per il prodotto.

    Combinando tutti questi elementi, La Rovere ha definito l’insieme delle iniziative come un ecosistema virtuoso di innovazione sostenibile. Questa visione non solo mira a migliorare l’efficienza operativa di Amazon, ma rappresenta anche un passo significativo verso un futuro più sostenibile per l’industria della logistica e del commercio elettronico.

  • Cresce l’adozione dell’intelligenza artificiale nelle imprese italiane

    Cresce l’adozione dell’intelligenza artificiale nelle imprese italiane

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    Qual è la percentuale di imprese italiane che utilizzano l'intelligenza artificiale?
    Il 19,5% delle imprese italiane utilizza soluzioni di intelligenza artificiale nel 2025.
    Quale settore ha la quota più alta di adozione dell'AI?
    Il settore dei servizi ha la quota più alta, con il 25,9% nel 2025.
    Qual è il ruolo di Unioncamere nell'adozione dell'AI?
    Unioncamere promuove incentivi e supporto per le piccole e medie imprese nell'adozione dell'intelligenza artificiale.

    Secondo i dati recenti, la quota di imprese italiane che dichiarano di utilizzare soluzioni di intelligenza artificiale è aumentata dal 13,1% nel 2024 al 19,5% nel 2025. Questo segna un passo importante verso la digitalizzazione del sistema produttivo italiano, avvicinando il settore alla soglia di una impresa su cinque.

    La crescita dell’adozione dell’AI è diffusa ma presenta differenze significative tra i vari settori. Il comparto dei servizi si conferma il leader nell’uso dell’intelligenza artificiale, con una quota che è passata dal 19,1% nel 2024 al 25,9% nel 2025. Tuttavia, è l’industria a registrare l’incremento più marcato in valore assoluto, con un aumento dal 6,2% al 13,6%.

    All’interno del settore industriale, le filiere del Made in Italy, come moda, automotive, arredo e agroalimentare, mostrano una progressione significativa. L’adozione dell’AI in queste aree è salita dal 3% nel 2023 al 6,3% nel 2024, fino a raggiungere l’11% nel 2025. Anche il commercio ha visto un aumento dell’adozione, con il 13% delle imprese che utilizzano l’AI, segnando un incremento di 4,2 punti percentuali. L’agricoltura, da parte sua, è passata dal 5,2% all’8,1%.

    Tra i principali fattori che hanno contribuito a questa crescita, emerge la maturità digitale delle imprese. Le aziende che adottano l’intelligenza artificiale hanno un punteggio medio di 2,81 su 4, rispetto a 2,17 delle altre. Inoltre, il 39,3% delle aziende che utilizzano l’AI ha una ricerca e sviluppo completamente automatizzata e integrata tra le funzioni aziendali, contro il 24,1% delle aziende che non utilizzano l’AI.

    Un altro elemento chiave è l’apertura ai mercati esteri: l’11,9% delle imprese esportatrici adotta l’intelligenza artificiale, rispetto al 7,1% delle aziende che operano solo sul mercato interno.

    Giuseppe Tripoli, segretario generale di Unioncamere, ha commentato che l’adozione dell’intelligenza artificiale in Italia è ancora in una fase iniziale. Ha sottolineato la necessità di supportare le piccole e medie imprese con incentivi economici, voucher, laboratori di sperimentazione e percorsi di formazione. Tra le iniziative menzionate, vi è la collaborazione con l’Istituto italiano di intelligenza artificiale (AI4I) per creare una rete di consulenze specialistiche dedicate alle PMI.

    In conclusione, l’adozione dell’intelligenza artificiale rappresenta non solo un’opportunità per le imprese italiane, ma anche una sfida, soprattutto per le PMI, che necessitano di supporto per affrontare questa trasformazione digitale.