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  • Rimbalzo dell’Export di Vino Italiano negli Stati Uniti: Un Segnale di Ripresa?

    Rimbalzo dell’Export di Vino Italiano negli Stati Uniti: Un Segnale di Ripresa?

    In Breve

    Qual è stato l'andamento dell'export di vino italiano verso gli USA a luglio?
    Le esportazioni sono aumentate del 9,5% in valore e dell'1,3% in quantità.
    Cosa indica l'aumento del prezzo medio del vino?
    Potrebbe segnare la fine dei tagli praticati dai produttori per compensare i dazi.
    Quali sono le prospettive per l'export di vino italiano nei prossimi mesi?
    Si prevede un attivo ancora più consistente, ma ci sono incertezze legate ai consumi.

    Rimbalzo dell’Export di Vino Italiano negli Stati Uniti: Un Segnale di Ripresa?

    Le esportazioni di vino italiano verso gli Stati Uniti hanno mostrato un significativo rimbalzo a luglio, con un incremento del 9,5% in valore e dell’1,3% in quantità. Questo miglioramento è accompagnato da un aumento del prezzo medio del vino, salito dell’8%, secondo i dati forniti dalla Commissione Europea e elaborati dall’Osservatorio dell’Unione Italiana Vini (Uiv).

    Questo incremento di prezzo potrebbe segnare la fine dei tagli praticati dai produttori italiani per compensare l’impatto dei dazi imposti in precedenza. Tuttavia, nonostante il miglioramento registrato a luglio, il trend generale nei primi sette mesi dell’anno rimane negativo, con una flessione dell’11% in valore, sebbene in miglioramento rispetto alla perdita del 14% registrata a giugno.

    L’Osservatorio Uiv prevede che agosto potrebbe portare a un attivo ancora più consistente, poiché non si verificano due mesi consecutivi di crescita nell’export verso gli Stati Uniti dall’inizio del 2025. Tuttavia, il segretario generale dell’Uiv, Paolo Castelletti, ha avvertito che è prematuro parlare di una vera e propria inversione di tendenza.

    Castelletti ha richiamato l’attenzione sull’incertezza legata ai consumi statunitensi, che non sono ancora ripartiti completamente, e sui rischi che i produttori europei devono affrontare, come l’indagine per overcapacity che potrebbe portare a nuovi dazi, oltre all’inflazione che sta erodendo il potere d’acquisto dei consumatori.

    Un aspetto interessante da considerare è che l’anno scorso, l’introduzione dei dazi ad agosto era stata preceduta da un’ondata di acquisti finalizzati all’accumulo di scorte. Questo fenomeno ha influenzato la lettura dei dati nei dodici mesi successivi; attualmente, i magazzini potrebbero essersi esauriti e i buyer hanno ripreso a ordinare.

    Carlo Flamini, responsabile dell’Osservatorio Uiv, ha sottolineato che il mercato americano è in profonda trasformazione. I consumi si stanno spostando all’interno del segmento vino, con un aumento della domanda per spumanti, cocktail e bevande pronte da bere. Inoltre, si osserva un crescente interesse per bevande alternative come hard teas e kombucha a base di cannabis, mentre cresce l’attenzione per packaging che favorisca portabilità e praticità.

    In questo contesto, il vino italiano dovrà adeguarsi a queste nuove tendenze per ricostruire un rapporto positivo con il principale mercato al mondo. L’industria vinicola italiana si trova di fronte a sfide significative, ma anche a opportunità per innovare e rispondere alle esigenze di un mercato in evoluzione.

  • Sace Supporta l’Export Italiano: 200 Milioni di Dollari a VinFast per il Mercato Vietnamita

    Sace Supporta l’Export Italiano: 200 Milioni di Dollari a VinFast per il Mercato Vietnamita

    In Breve

    Qual è l'importo del finanziamento garantito da Sace a VinFast?
    Sace ha garantito un finanziamento di 200 milioni di dollari a VinFast.
    Qual è l'obiettivo dell'operazione di Sace?
    L'obiettivo è aumentare le opportunità di export per le imprese italiane verso il Vietnam.
    Quali settori potrebbero beneficiare di questa iniziativa?
    Settori come automotive, macchinari industriali, infrastrutture e trasporti potrebbero beneficiare.

    Il 16 settembre, Sace ha annunciato una garanzia per un finanziamento di 200 milioni di dollari a favore di VinFast, una delle principali aziende del gruppo vietnamita Vingroup. Questa iniziativa mira a potenziare le opportunità di export per le imprese italiane verso il Vietnam, un mercato in forte espansione.

    L’operazione fa parte del programma Push Strategy, un’iniziativa dell’agenzia per il credito all’esportazione del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Questo programma offre garanzie per finanziamenti a grandi importatori esteri, in cambio dell’impegno a acquistare prodotti e servizi dall’Italia.

    L’ambasciatore d’Italia ad Hanoi, Marco della Seta, ha sottolineato che il Vietnam sta vivendo una rapida crescita economica, e l’apertura ai finanziamenti internazionali sta facilitando l’accesso delle aziende vietnamite a capitali e competenze. Le stime ufficiali indicano che nel 2025 il PIL del Vietnam è aumentato dell’8% rispetto all’anno precedente, superando i tassi di crescita di paesi come Malaysia (5,2%), Indonesia (5,1%) e Singapore (5%). Nel secondo trimestre del 2026, la crescita ha raggiunto l’8,39%, in aumento rispetto al 7,8% del trimestre precedente.

    Questa dinamica positiva è stata sostenuta da una robusta produzione industriale, dalla tenuta della domanda interna, dai flussi di investimento estero e dall’aumento della spesa pubblica per infrastrutture. Tuttavia, il ministero dell’Industria e del Commercio ha avvertito del rischio di carenze di elettricità già a partire dal prossimo anno, a causa dell’aumento della domanda energetica legata al tessuto industriale e ai significativi investimenti infrastrutturali.

    Data la centralità di Vingroup nell’economia vietnamita e il suo piano di investimenti fino al 2030, le opportunità per le aziende italiane di collaborare con le società del gruppo potrebbero riguardare diversi settori, tra cui automotive, macchinari industriali, infrastrutture e trasporti, transizione energetica ed economia circolare, materiali da costruzione, alta tecnologia e soluzioni per l’hospitality.

    Mario Melillo, Chief Network Officer di Sace, ha descritto Vingroup e VinFast come aziende con solide capacità nella realizzazione di progetti su larga scala e con ambizioni di crescita internazionale. L’operazione è stata strutturata da un pool bancario composto da HSBC, in qualità di coordinator, BNP Paribas e Barclays. Tim Evans, CEO di HSBC in Vietnam, ha ricordato che questa è la quarta transazione realizzata da HSBC con Sace in Vietnam e ha espresso ottimismo sulla possibilità di consolidare ulteriormente la collaborazione.

  • L’Accordo Italia-Ecuador: Nuove Opportunità per l’Export delle Pere Italiane

    L’Accordo Italia-Ecuador: Nuove Opportunità per l’Export delle Pere Italiane

    In Breve

    Cosa prevede l'accordo Italia-Ecuador?
    L'accordo prevede l'apertura all'export di pere italiane in Ecuador.
    Quando è iniziato il percorso negoziale?
    Il percorso negoziale è iniziato nel 2021.
    Quali sono i benefici per le pere italiane?
    L'Ecuador offre una nuova opportunità commerciale e transit time contenuti.

    L’Accordo Italia-Ecuador: Nuove Opportunità per l’Export delle Pere Italiane

    Il mercato ecuadoriano si apre all’export di pere italiane, grazie alla recente approvazione del Piano di lavoro da parte dell’autorità fitosanitaria ecuadoriana, Agrocalidad. Questo sviluppo rappresenta un’importante opportunità commerciale per le imprese italiane, che possono ora diversificare i propri mercati al di fuori dell’Europa.

    Un Percorso Negoziale Iniziato nel 2021

    Il processo per arrivare a questo accordo è iniziato nel 2021 e ha visto un’importante tappa nel settembre 2025, quando due ispettori ecuadoriani hanno visitato l’Italia per verificare il rispetto delle condizioni previste dal protocollo. Questa visita è stata organizzata dal Centro servizi ortofrutticoli (CSO Italy), evidenziando la collaborazione tra le imprese, il Servizio fitosanitario della Regione Emilia-Romagna e il Ministero dell’Agricoltura.

    Benefici dell’Accordo per le Pere Italiane

    Secondo Simona Rubbi, responsabile delle relazioni internazionali di CSO Italy, l’Ecuador rappresenta una destinazione strategica per le pere italiane. L’apertura di questo mercato offre una valida alternativa per affrontare le difficoltà legate all’attuale situazione geopolitica, con transit time contenuti che favoriscono l’export. Le aziende interessate dovranno ora verificare il rispetto dei requisiti previsti dal protocollo e predisporre le liste degli stabilimenti e dei frutteti destinati all’export.

    Passaggi per l’Operatività del Piano

    Per rendere operativo il Piano, le aziende dovranno raccogliere e inviare le informazioni necessarie al Ministero dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare, che a sua volta le trasmetterà alle autorità ecuadoriane per l’approvazione. Questo processo è fondamentale per consentire l’avvio delle esportazioni nel più breve tempo possibile.

    Il Commento del Ministro dell’Agricoltura

    Il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, ha definito questo accordo come un’apertura di un nuovo mercato strategico per le pere italiane in Sud America. Ha sottolineato che il settore, dopo anni difficili caratterizzati da cambiamenti climatici e fitopatie, sta intravedendo segnali di ripresa grazie al supporto del ministero e alla collaborazione con le Regioni e i produttori.

    Conclusioni

    In sintesi, l’accordo tra Italia ed Ecuador rappresenta un passo significativo per l’industria delle pere italiane, aprendo nuove strade commerciali e contribuendo alla diversificazione dei mercati. Con l’approvazione del Piano operativo, ci si attende un incremento delle esportazioni italiane verso un mercato promettente e strategico.