Tag: Cultura

  • Outlander: Blood of My Blood, la seconda stagione si prepara al debutto

    Outlander: Blood of My Blood, la seconda stagione si prepara al debutto

    In Breve

    Quando debutta la seconda stagione di Outlander: Blood of My Blood?
    La seconda stagione debutterà il 18 settembre su Starz e il 19 settembre su MGM+.
    Qual è il tema principale della nuova stagione?
    La stagione è ambientata durante la Jacobite Rising del 1715 e segue le storie dei genitori di Claire e Jamie.
    La serie è accessibile a chi non ha visto la serie principale?
    Sì, è concepita per essere comprensibile anche ai nuovi spettatori, pur includendo riferimenti per i fan.

    La tanto attesa seconda stagione di Outlander: Blood of My Blood debutterà il 18 settembre su Starz negli Stati Uniti e il 19 settembre su MGM+ a livello internazionale. Questa serie prequel si concentra sulla storia dei genitori di Claire e Jamie, portando sullo schermo i personaggi di Brian (Jamie Roy), Ellen (Harriet Slater), Julia (Hermione Corfield) e Henry (Jeremy Irvine).

    Ambientata durante la Jacobite Rising del 1715, un evento cruciale che segna la divisione delle Highlands, la nuova stagione promette di esplorare le sfide e le separazioni delle coppie protagoniste. Brian è chiamato a combattere al fianco del padre, mentre Julia e Henry affrontano la difficoltà di essere separati dopo un tentativo fallito di viaggiare negli anni ’20.

    Nonostante la serie sia concepita per essere accessibile anche a chi non ha visto la serie principale, i fan possono aspettarsi numerosi easter egg e riferimenti a personaggi familiari. Jeremy Irvine ha dichiarato che gli script «stanno da soli» ma contengono molte sorprese per i fan della saga. Jamie Roy ha sottolineato il collegamento con Murtagh, un personaggio iconico della serie originale interpretato da Duncan Lacroix, osservando che l’interpretazione di Rory Alexander nel prequel contribuisce a plasmare il personaggio fino a come lo conosciamo in Outlander.

    Questa seconda stagione si propone di ampliare la continuity del franchise, mantenendo episodi accessibili anche per i nuovi spettatori. Gli appassionati della serie possono quindi attendere con entusiasmo il suo arrivo, mentre i neofiti avranno l’opportunità di scoprire un mondo ricco di storia e avventura.

  • MONDOPASTA: Il Festival della Pasta di Gragnano IGP si Inaugura con Un Ricco Programma di Eventi

    MONDOPASTA: Il Festival della Pasta di Gragnano IGP si Inaugura con Un Ricco Programma di Eventi

    In Breve

    Che cos'è MONDOPASTA?
    MONDOPASTA è un festival dedicato alla Pasta di Gragnano IGP, con eventi che celebrano la tradizione gastronomica locale.
    Quando si svolge il festival?
    Il festival si svolge dal 11 al 13 settembre 2026 a Gragnano.
    Quali eventi sono previsti durante il festival?
    Il festival include show cooking, conferimenti di premi, e attività culturali legate alla pasta.

    MONDOPASTA: Il Festival della Pasta di Gragnano IGP si Inaugura con Un Ricco Programma di Eventi

    Gragnano, 11 settembre 2026 – Si è aperto oggi il festival MONDOPASTA, un evento di tre giorni dedicato alla Pasta di Gragnano IGP, intitolato La pasta nel mondo. Il mondo nella pasta. L’iniziativa, promossa dal Consorzio di Tutela della Pasta di Gragnano IGP in collaborazione con il Comune e la Regione Campania, prevede un programma ricco di incontri, spettacoli e approfondimenti sul patrimonio culturale, produttivo e gastronomico legato alla pasta di Gragnano.

    Un Programma Ricco di Attività

    Tra gli eventi in programma, si segnala l’annullo del francobollo dedicato alla Pasta di Gragnano IGP e il conferimento del Premio Culturale a Lina Sastri. Questo premio, realizzato dallo scultore Domenico Sepe, si ispira a un balsamario fittile a forma di sirena risalente al VI secolo a.C., rinvenuto nella Necropoli di via dei Pastai a Gragnano, con autorizzazione della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Napoli.

    La Pasta nel Mondo

    In collaborazione con il Laboratorio di Antropologia del Cibo, il festival mostrerà come la pasta possa attraversare diverse cucine senza perdere la propria identità. Tra le proposte culinarie, si possono trovare il Vesuvio al Dahl per l’India, il Pacchero al ragù senegalese per i sapori dell’Africa occidentale e lo Yakisoba preparato con Spaghetti di Gragnano IGP per il Giappone.

    Show Cooking e Borse di Studio

    Il Pasta Hub ospiterà stand e show cooking che coinvolgeranno chef locali e internazionali, offrendo dimostrazioni dal vivo delle preparazioni. Inoltre, il Consorzio assegnerà una borsa di studio a favore di Intercultura per un’esperienza di formazione all’estero, promuovendo così la cultura gastronomica italiana nel mondo.

    La Partecipazione dei Consorzi di Tutela

    Alla manifestazione partecipano anche altri consorzi di tutela le cui produzioni DOP e IGP sono utilizzate nelle ricette presentate. Tra questi, spiccano il Pecorino Romano DOP, il Grana Padano DOP, la Cipolla Bianca di Margherita IGP, il Basilico Genovese DOP, l’Agnello di Sardegna IGP, il Provolone del Monaco DOP e il Pomodoro San Marzano dell’Agro Sarnese-Nocerino DOP.

    Iniziative per la Cittadinanza

    Il festival include anche l’apertura dei pastifici alla cittadinanza attraverso l’iniziativa Pastifici Aperti e visite guidate alla Valle dei Mulini in collaborazione con il FAI. Musica, danza e performance artistiche, sotto la direzione di Gabriele Saurio, accompagneranno il percorso cittadino, rendendo l’evento un’esperienza immersiva per tutti i partecipanti.

    MONDOPASTA rappresenta un’importante occasione per celebrare e promuovere la Pasta di Gragnano IGP, simbolo di un patrimonio gastronomico che unisce tradizione e innovazione.

  • Nasce ‘A porte aperte’: una rete per la cultura accessibile e inclusiva

    Nasce ‘A porte aperte’: una rete per la cultura accessibile e inclusiva

    In Breve

    Cos'è 'A porte aperte'?
    È una rete di enti e associazioni per promuovere l'accesso al patrimonio culturale in modo inclusivo.
    Chi promuove il progetto?
    Il progetto è promosso dal FAI in collaborazione con diverse fondazioni e associazioni.
    A chi si rivolge il progetto?
    Si rivolge a studenti, famiglie, volontari e in particolare a persone con disabilità e in condizioni di fragilità socioeconomica.

    È stata lanciata ufficialmente la rete ‘A porte aperte. Nuove prospettive per un patrimonio culturale inclusivo e accessibile a tutti’, un’iniziativa che coinvolge enti e associazioni del Terzo Settore. Questo progetto ha come obiettivo principale quello di promuovere l’accesso al patrimonio culturale italiano, garantendo inclusione sociale e partecipazione attiva.

    Ideato e promosso dal FAI (Fondo Ambiente Italiano), in collaborazione con Dynamo Camp Ets, Fondazione Mus-e Italia, Fondazione Ibva e Associazione Amici del FAI, il progetto è stato avviato ad aprile 2026 e sarà attivo fino a ottobre 2027, grazie a un finanziamento del ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

    Le attività previste dal progetto sono molteplici e si rivolgono a studenti, famiglie, volontari e professionisti. Un’attenzione particolare è riservata a persone con disabilità, a coloro che provengono da contesti migratori e a chi vive in condizioni di fragilità socioeconomica. Tra le iniziative si segnalano percorsi di cittadinanza attiva, corsi di formazione, borse di studio e visite dedicate ai beni culturali, con un focus sui Beni del FAI.

    Inoltre, sono previsti laboratori artistici e progetti multimediali, tutti mirati a ridurre le barriere cognitive, socioeconomiche, fisiche e linguistiche che spesso ostacolano l’accesso alla vita culturale. Il progetto vede nel patrimonio storico-artistico un luogo di incontro e di pari opportunità, valorizzando la diversità come risorsa fondamentale per la coesione delle comunità.

    Il sito del FAI offre un elenco aggiornato delle iniziative e delle modalità di adesione, invitando tutti a partecipare a questa importante rete per una cultura accessibile e inclusiva.

  • Cena dei Mille: Parma si prepara per un evento gastronomico imperdibile

    Cena dei Mille: Parma si prepara per un evento gastronomico imperdibile

    In Breve

    Quando si svolge la Cena dei Mille a Parma?
    La Cena dei Mille si svolgerà l'8 settembre.
    Chi è il guest chef dell'edizione 2026?
    Il guest chef è Gennaro Esposito, due stelle Michelin.
    Qual è il tema della cena?
    La cena celebra le eccellenze gastronomiche della Parma Food Valley.

    Il centro storico di Parma si prepara ad accogliere la settima edizione della Cena dei Mille, un evento gastronomico che si svolgerà l’8 settembre. Quest’anno, il guest chef sarà Gennaro Esposito, noto per le sue due stelle Michelin e patron del ristorante La Torre del Saracino a Vico Equense. Esposito si unisce a un elenco prestigioso di chef che hanno partecipato in passato, tra cui Carlo Cracco e Chicco Cerea.

    I biglietti per la serata sono andati sold out in soli sei minuti, un tempo notevolmente ridotto rispetto all’ora necessaria per l’edizione del 2025. L’evento attira appassionati non solo dall’Italia, ma anche dall’estero, con oltre 80 biglietti venduti a partecipanti provenienti da Europa, Stati Uniti e Australia. Parte del ricavato sarà devoluto in beneficenza, sostenendo progetti come l’Emporio solidale di Parma.

    La serata avrà inizio con un aperitivo conviviale che prevede 18 postazioni, di cui dodici dedicate al cibo e sei alle bevande. Le postazioni culinarie rappresenteranno le eccellenze della Parma Food Valley, tra cui il Parmigiano Reggiano, il Prosciutto di Parma, e altri prodotti tipici locali come la pasta Barilla e il pomodoro Mutti.

    Il menu della cena è stato progettato per esaltare i sapori del territorio. L’antipasto, preparato da Parma Quality Restaurants, consiste in una vellutata di pomodoro con verdure croccanti, gambero e olio al basilico. Il primo piatto, firmato da Gennaro Esposito, è una minestra di pasta mista con pesci di scoglio. Il secondo piatto, presentato da Chef to Chef Emilia Romagna e descritto da Massimo Spigaroli, è un Bue bianco con pesca di vigna e tartufo di Fragno, un omaggio alla tradizione contadina locale.

    Il dolce, creato da Alma, la Scuola internazionale di cucina italiana, si chiama Oro della Bassa e propone una panna cotta al meliloto con crema inglese al polline. Matteo Berti, direttore didattico della scuola, ha sottolineato come il dolce rappresenti la ricchezza vegetale della Bassa.

    Le portate saranno accompagnate da vini selezionati, tra cui le bollicine del Consorzio del Franciacorta e una Malvasia dolce spumante Doc dei Vini dei Colli di Parma. Saranno disponibili anche acque San Pellegrino e Acqua Panna. Il servizio sarà gestito da almeno 200 tra cuochi e camerieri, garantendo un’esperienza impeccabile per tutti i partecipanti.

    Per rendere l’evento ancora più speciale, Bormioli Luigi fornirà mille sottopiatti in vetro opale decorati, che i commensali potranno portare a casa, mentre Coccinelle realizzerà braccialetti numerati in pelle per ciascun ospite.

    L’iniziativa è promossa dalla Fondazione Parma Unesco Creative City of Gastronomy e dal Comune di Parma, inserendosi in una strategia di valorizzazione del territorio che ha visto un incremento significativo delle presenze turistiche nella città, con oltre 47mila visitatori registrati nel settembre 2025.

    Con la creazione della Fondazione Parma Welcome, nuova Destination Management Organization, si punta a coordinare le politiche di accoglienza e promozione, favorendo la destagionalizzazione del turismo nella regione.