Tag: crisi climatica

  • Estate 2026: Un Bilancio Allarmante per i Ghiacciai Alpini

    Estate 2026: Un Bilancio Allarmante per i Ghiacciai Alpini

    In Breve

    Qual è il bilancio dei ghiacciai alpini per l'estate 2026?
    L'estate 2026 ha visto un'accelerazione della crisi climatica con temperature record e oltre 70 eventi meteo estremi.
    Quali ghiacciai sono stati osservati?
    Sono stati monitorati ghiacciai simbolo come Adamello, Grande Motte, e Montasio.
    Quali azioni sono richieste per affrontare la crisi?
    Si richiede l'adozione di politiche di mitigazione e un monitoraggio continuo delle condizioni in alta quota.

    L’estate 2026 ha rappresentato un momento critico per i ghiacciai delle Alpi, superando in gravità le estati precedenti del 2022 e 2023. La campagna ‘Carovana dei ghiacciai’, realizzata in collaborazione con Cipra Italia e la Fondazione Glaciologica Italiana, ha rivelato dati preoccupanti riguardo l’accelerazione della crisi climatica in alta quota.

    Le temperature elevate e uno zero termico stabilmente sopra i 4.800-5.000 metri hanno contribuito a una situazione allarmante, aggravata da scarse precipitazioni nevose e da oltre 70 eventi meteo estremi registrati da gennaio a fine agosto 2026. Sette ghiacciai simbolo, tra cui quelli dell’Adamello, Grande Motte, e il ghiacciaio del Montasio, hanno mostrato segni evidenti di arretramento e instabilità, con un aumento delle colate detritiche e significativi crolli, in particolare sulla parete nordest del Monviso.

    In corrispondenza del ritiro dei ghiacciai, si osserva la diffusione di nuova vegetazione e di specie pioniere, un fenomeno che ha importanti implicazioni per la gestione del territorio montano. Gli esperti sollecitano l’adozione urgente di politiche di mitigazione e adattamento, nonché un monitoraggio continuo delle condizioni in alta quota.

    Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente, ha affermato: “Le Alpi sono una delle sentinelle della crisi climatica in atto. Questa estate, segnata da caldo record e ondate di calore, ci ricorda che non c’è più tempo da perdere. È fondamentale implementare politiche di mitigazione e adattamento, sia in montagna che nelle aree urbane”.

    Vanda Bonardo, responsabile nazionale Alpi di Legambiente, ha aggiunto che quanto accaduto in Nepal deve servire da monito per il resto del mondo. “È necessaria una governance europea della montagna, unita a campagne di informazione e sensibilizzazione per cittadini e comunità locali, con un focus sull’acqua, risorsa fondamentale”.

    Le osservazioni della Carovana dei Ghiacciai 2026 indicano che non si tratta di episodi isolati, ma di un processo di deglaciazione strutturale, accelerato da un riscaldamento climatico che nelle Alpi avanza a un ritmo doppio rispetto alla media globale. Il 2026 segna una svolta: la deglaciazione è ora osservabile in tempo reale, con effetti visibili sul paesaggio in poche settimane.

    Gli esperti della Fondazione Glaciologica Italiana, Valter Maggi e Marco Giardino, hanno sottolineato l’urgenza di un monitoraggio continuo per anticipare gli scenari di instabilità imminente. La situazione attuale richiede un’azione concertata e immediata per affrontare le sfide poste dalla crisi climatica.

  • Allerta ghiacciai e risorse idriche: il Monviso sotto la lente della crisi climatica

    Allerta ghiacciai e risorse idriche: il Monviso sotto la lente della crisi climatica

    In Breve

    Quali sono le tre allerta emerse dal Monviso?
    Il ghiacciaio del Coolidge è quasi estinto, la parete nord-est è soggetta a crolli e la sorgente del Po mostra segni di sofferenza.
    Cosa sono i rock glacier?
    I rock glacier sono corpi detritici permeati da ghiaccio che fungono da serbatoi d'acqua.
    Qual è l'importanza della governance delle risorse idriche?
    È fondamentale per gestire l'acqua in un contesto di cambiamento climatico e per garantire la sostenibilità delle risorse.

    Il Monviso, simbolo delle Alpi Cozie, è al centro di tre allerta significative legate alla crisi climatica. Durante la tappa della Carovana dei Ghiacciai di Legambiente, esperti hanno evidenziato la drammatica situazione del ghiacciaio del Coolidge, ormai quasi estinto e declassato a glacionevato. Inoltre, la parete nord-est del Monviso è soggetta a frequenti crolli, mentre la sorgente del Po mostra chiari segnali di sofferenza.

    La Carovana dei Ghiacciai, un’iniziativa internazionale che collabora con Cipra Italia e la Fondazione Glaciologica Italiana, ha visto la partecipazione di esperti di Arpa Piemonte e guardiaparco dell’ente di gestione delle aree protette del Monviso. Durante l’escursione in alta quota, è stata osservata la presenza di rock glacier, corpi detritici permeati da ghiaccio che fungono da serbatoi d’acqua, richiedendo una riflessione urgente sulla gestione delle risorse idriche.

    Vanda Bonardo, responsabile nazionale Alpi di Legambiente e presidente di Cipra Italia, ha sottolineato l’importanza del legame tra montagna, valle e comunità. Ha inoltre evidenziato l’urgenza di una governance europea per la gestione delle risorse montane, in particolare per quanto riguarda l’acqua. L’aumento delle temperature, infatti, riduce le nevicate e anticipa la fusione dei ghiacciai, modificando i tempi e le modalità con cui l’acqua raggiunge torrenti e fiumi. Questo scenario rende necessarie politiche strutturali di mitigazione e adattamento.

    Marco Giardino, vicepresidente della Fondazione Glaciologica Italiana e docente all’Università di Torino, ha messo in luce il potenziale delle risorse idriche contenute nell’ambiente glaciale e periglaciale. Secondo Giardino, luoghi come il lago Chiaretto e i rock glacier possono accumulare acqua in profondità e rilasciarla quando i ghiacciai saranno scomparsi, rappresentando una risorsa preziosa per il futuro.

    Barbero, direttore generale di Arpa Piemonte, ha confermato l’importanza di integrare monitoraggio scientifico, divulgazione e sensibilizzazione. L’estate appena trascorsa in Piemonte è stata la più calda della serie storica, con un incremento di +3.2 °C rispetto alla media. L’arretramento dei ghiacciai è uno degli indicatori più evidenti della crisi climatica in corso. Comprendere e monitorare questi processi è fondamentale per migliorare la prevenzione e la capacità di adattamento. La collaborazione tra enti di ricerca, agenzie ambientali, istituzioni e associazioni assume un valore strategico in questo contesto.