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  • Ballottaggio in Senato: le divisioni nel centrodestra e le proposte in discussione

    Ballottaggio in Senato: le divisioni nel centrodestra e le proposte in discussione

    In Breve

    Qual è la proposta principale riguardante il ballottaggio in Senato?
    L'emendamento prevede il premio di maggioranza solo se una lista raggiunge il 48% dei voti.
    Quali sono le posizioni dei partiti del centrodestra riguardo al ballottaggio?
    La Lega si oppone, mentre Forza Italia sostiene la proposta solo se condivisa da tutta la coalizione.
    Cosa prevede la proposta riguardo alle preferenze elettorali?
    È confermata la reintroduzione delle preferenze, ma è stata bocciata la proposta di capilista bloccati.

    Il tema del ballottaggio entra prepotentemente nel dibattito del Senato italiano, grazie a un emendamento che prevede l’assegnazione del premio di maggioranza al primo turno solo se la lista o coalizione vincente raggiunge il 48% dei voti in entrambe le Camere. In assenza di tale soglia, si procederà a un ballottaggio tra le prime due liste o coalizioni, a condizione che entrambe ottengano almeno il 38% dei voti. Non sono previsti ulteriori apparentamenti dopo il primo turno, il che significa che non ci sarà obbligo di alleanze tra forze terze; tuttavia, gli elettori potranno comunque scegliere di sostenere uno dei due contendenti al secondo turno.

    L’emendamento, proposto dal senatore Marcello Pera, ha ricevuto il supporto del suo partito, ma la situazione all’interno del centrodestra è tutt’altro che chiara. La Lega ha espresso contrarietà, temendo che il ballottaggio possa avvantaggiare formazioni minori. Secondo i sondaggi, il candidato Roberto Vannacci si attesta tra il 7 e l’8%, mentre la Lega si colloca tra il 5 e il 6%. Forza Italia, dal canto suo, ha fatto un passo indietro rispetto all’idea di presentare un emendamento simile, dichiarando di sostenere la proposta solo se condivisa da tutta la coalizione. La premier Giorgia Meloni non ha ancora preso una decisione definitiva; il testo è atteso in Aula il 9 settembre, con un possibile via libera previsto per il 15.

    Per quanto riguarda il resto del provvedimento, è confermata la reintroduzione delle preferenze. Tuttavia, la proposta di capilista bloccati è stata bocciata alla Camera con voto segreto. La questione di genere rimane aperta: non è prevista alternanza per i capilista, ma solo a partire dal secondo posto in lista, il che significa che il primo candidato può essere uomo, a condizione che il secondo sia donna. Questa scelta è stata criticata dalle parlamentari di opposizione, che l’hanno definita “una clava contro le donne”.

    Dal lato del centrosinistra, sono stati presentati circa 650 emendamenti su un totale di 700, molti dei quali con finalità ostruzionistiche. Otto emendamenti comuni, firmati dai capigruppo, propongono preferenze per tutti i parlamentari senza capilista bloccati, l’eliminazione dell’obbligo di indicazione del candidato premier e un’alternanza 50/50 sui capilista. La segretaria del centrosinistra, Elly Schlein, ha annunciato che il gruppo “farà muro” e continuerà a mettere al centro i problemi evidenziati dagli elettori. Il senatore dem Dario Parrini ha contestato la novità del ballottaggio nazionale, sostenendo che in passato il ballottaggio presupponeva il superamento del bicameralismo paritario, ritenendolo quindi incostituzionale.