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  • Tax Credit: L’Industria Cinematografica Italiana Richiede 80 Milioni di Euro in Più per il 2026

    Tax Credit: L’Industria Cinematografica Italiana Richiede 80 Milioni di Euro in Più per il 2026

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    Qual è la richiesta dell'industria cinematografica italiana per il 2026?
    L'industria richiede un incremento di 80 milioni di euro per il tax credit destinato alle produzioni nazionali.
    Quali sono le nuove risorse disponibili per il Fondo per il cinema?
    Sono stati aggiunti 200 milioni di euro per il biennio 2026-2027.
    Quando scade il termine per la presentazione delle domande per il tax credit 2026?
    Il termine è scaduto il 3 giugno 2026.

    L’industria cinematografica e audiovisiva italiana ha espresso la necessità di un incremento di almeno 80 milioni di euro per il tax credit destinato alle produzioni nazionali nel 2026. Questa richiesta arriva in un momento in cui il settore è in attesa di chiarimenti sulle risorse disponibili e sui tempi di attuazione degli incentivi.

    Negli ultimi mesi, il governo ha già aumentato le risorse per il Fondo per il cinema e l’audiovisivo, aggiungendo 200 milioni di euro per il biennio 2026-2027. In particolare, l’articolo 15-bis ha previsto un incremento di 50 milioni di euro per il 2026, portando la dotazione totale a 660 milioni di euro, e di 150 milioni di euro per il 2027, aumentando il totale a 650 milioni di euro. Tuttavia, a partire dal 2028, la dotazione annuale tornerà a 500 milioni di euro.

    La ripartizione definitiva delle risorse dovrà tenere conto di diversi fattori, tra cui le nuove risorse disponibili per il Fondo e la chiusura della finestra per le produzioni internazionali. I produttori hanno sollevato l’importanza di ricevere informazioni tempestive riguardo alla disponibilità e ai tempi degli incentivi, affinché possano pianificare adeguatamente i loro investimenti e avviare nuovi progetti.

    Il termine per la presentazione delle richieste preventive e definitive per il tax credit 2026, destinato ad attrarre produzioni internazionali in Italia, è scaduto. Questa sessione era stata aperta il 3 giugno e le domande vengono esaminate in base alla data di inizio delle lavorazioni. In caso di parità, si considera l’ordine di presentazione. Le istanze che risultano ammissibili ma senza copertura finanziaria verranno automaticamente trasferite alle sessioni successive.

    Inoltre, la Direzione generale Cinema e Audiovisivo ha pubblicato due decreti riguardanti il tax credit per le sale cinematografiche, con esiti relativi ai costi di funzionamento e agli investimenti previsti per il 2024. Questo sviluppo è particolarmente rilevante in vista della prossima Mostra del Cinema di Venezia, dove il settore attende anche l’esame della nuova legge sul cinema alla Camera. Questa legge, che non è stata discussa prima della pausa estiva, sarà ora valutata dopo gli emendamenti della commissione Bilancio e le considerazioni del ministero dell’Economia.

  • Il Piemonte investe 48 milioni per potenziare la formazione tecnica superiore

    Il Piemonte investe 48 milioni per potenziare la formazione tecnica superiore

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    Quanto ha stanziato il Piemonte per la formazione tecnica superiore?
    Il Piemonte ha stanziato 48 milioni di euro per il sistema degli ITS e IFTS.
    Quali settori copriranno i nuovi percorsi formativi?
    I nuovi percorsi copriranno settori come agroalimentare, tessile, meccatronica, aerospazio, turismo, cultura e ICT.
    Quanti studenti sono iscritti al sistema piemontese?
    Attualmente ci sono circa 4.200 studenti iscritti nel sistema piemontese.

    La Regione Piemonte ha annunciato un significativo investimento di 48 milioni di euro per la programmazione 2026-2029, destinato a rafforzare il sistema degli ITS (Istituti Tecnici Superiori) e degli IFTS (Istituti di Formazione Tecnica Superiore). Questo stanziamento segna un incremento di sei milioni rispetto al periodo precedente, evidenziando l’impegno della giunta regionale verso la formazione tecnica e professionale.

    Di questi fondi, oltre 40 milioni di euro saranno assegnati agli ITS Academy, mentre 7,68 milioni saranno dedicati ai percorsi IFTS. Le risorse provengono per 42,31 milioni dal Programma regionale Fondo Sociale Europeo (2021-2027) e 6 milioni dal Fondo per l’istruzione tecnologica superiore del Ministero dell’Istruzione.

    La giunta regionale ha approvato una delibera che integra le risorse già stanziate per l’offerta formativa del Sistema di Formazione Tecnica Superiore. Di questi, 3,45 milioni di euro saranno destinati al potenziamento dell’offerta degli ITS Academy, mentre 2,49 milioni, in risorse premiali, sosterranno la gestione, il funzionamento e la sostenibilità delle Fondazioni ITS Academy piemontesi.

    Per l’anno scolastico 2026-27, sono previsti 61 nuovi percorsi biennali affidati alle sette Fondazioni ITS, che coinvolgeranno il sistema delle imprese e copriranno i principali settori industriali, dall’agroalimentare al tessile, dalla meccatronica all’aerospazio, oltre a turismo, cultura e ICT.

    I percorsi ITS sono progettati come scuole di alta specializzazione, con programmi biennali o triennali che rilasciano il diploma di tecnico superiore. Gli IFTS, invece, offrono percorsi annuali che rilasciano certificati di specializzazione tecnica superiore, rivolti anche a lavoratori e utilizzabili per percorsi di riconversione professionale.

    Attualmente, il sistema piemontese conta circa 4.200 studenti iscritti, con quasi 1.400 diplomati al 31 dicembre scorso. L’assessore regionale all’Istruzione e Merito, Formazione professionale e Diritto allo Studio universitario, Daniela Cameroni, ha dichiarato: “Vogliamo costruire in Piemonte una filiera della formazione tecnica sempre più forte e riconoscibile, capace di accompagnare i nostri ragazzi dalla formazione alle competenze e dalle competenze al lavoro. ITS Academy e IFTS sono due strumenti diversi, ma fanno parte della stessa visione: offrire percorsi di qualità, vicini alle esigenze delle imprese e capaci di creare opportunità concrete per i giovani.”

  • L’Italia guida il settore del lusso: 167 nuovi hotel entro il 2029

    L’Italia guida il settore del lusso: 167 nuovi hotel entro il 2029

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    Quanti nuovi hotel di lusso sono previsti in Italia entro il 2029?
    Sono previste 167 nuove inaugurazioni di hotel di lusso.
    Qual è l'attuale valore del patrimonio alberghiero in Italia?
    Il patrimonio alberghiero nazionale ha superato i 173 miliardi di euro.
    Quando si svolgerà l'evento Aura dedicato al luxury travel?
    L'evento Aura si terrà dal 27 al 29 ottobre 2026 a Firenze.

    L’Italia guida il settore del lusso: 167 nuovi hotel entro il 2029

    Entro il 2029, l’Italia si prepara a diventare la prima nazione in Europa per numero di destinazioni di lusso, con 167 nuove inaugurazioni di hotel di alta gamma. Questo incremento porterà l’offerta alberghiera premium a un totale di 912 strutture, riflettendo un trend in continua crescita nel settore dell’ospitalità.

    Il segmento del lusso rappresenta attualmente il 48% degli investimenti nel settore alberghiero, con un patrimonio complessivo che ha superato i 173 miliardi di euro, registrando un incremento del 7,2% rispetto all’anno precedente. Solo nel 2025, gli investimenti nel settore hanno raggiunto la cifra di 2,35 miliardi di euro, segnando un aumento del 27% rispetto al 2024.

    Questa crescita è sostenuta dall’evoluzione della domanda internazionale, che ha visto un cambio di paradigma: il lusso non è più sinonimo di ostentazione, ma si concentra sulla qualità dell’esperienza, sull’unicità e sull’autenticità. I viaggiatori cercano sempre di più un rapporto diretto con i territori che visitano e una personalizzazione del soggiorno.

    L’Italia, con la sua ricca offerta di città d’arte, paesaggi mozzafiato, cultura, artigianato e prelibatezze enogastronomiche, si trova in una posizione privilegiata per attrarre questo nuovo tipo di turismo di lusso.

    Un’importante occasione per esplorare queste dinamiche sarà Aura — The luxury travel event, in programma dal 27 al 29 ottobre 2026 alla Fortezza da Basso di Firenze. Questo evento riunirà le principali imprese dell’ospitalità italiana e operatori internazionali specializzati nei viaggi di alta gamma. Tra i partecipanti confermati figurano nomi prestigiosi come Mandarin Oriental Lago di Como, Rocco Forte Hotels, Castelfalfi e Lungarno Collection.

    Il programma dell’evento prevede incontri professionali e momenti dedicati alla valorizzazione del patrimonio culturale, artigianale e creativo di Firenze e della Toscana. L’obiettivo è presentare un modello di lusso italiano che si fonda sulla qualità dell’accoglienza e sulla valorizzazione delle destinazioni locali.

    Aura è promosso da Italian Exhibition Group, con il supporto delle principali istituzioni e realtà territoriali, e rappresenta un’importante piattaforma per il futuro del turismo di lusso in Italia.

  • Allerta nel Baltico: droni violano spazio aereo estone mentre Kiev subisce attacchi russi

    Allerta nel Baltico: droni violano spazio aereo estone mentre Kiev subisce attacchi russi

    In Breve

    Cosa è successo nel Baltico?
    Droni hanno attivato un allarme aereo in Lettonia ed Estonia, portando al decollo di caccia NATO.
    Qual è il bilancio degli attacchi a Kiev?
    Gli attacchi hanno causato 12 vittime, tra cui un cittadino indiano.
    Qual è la posizione della NATO sulla situazione?
    La NATO ha reagito rapidamente e si è dichiarata pronta a proteggere il territorio alleato.

    Nella notte, un episodio di tensione ha scosso il Baltico quando alcuni droni hanno attivato un allarme aereo in Lettonia, per poi entrare nello spazio aereo estone. Questo ha portato al decollo di caccia della missione di pattugliamento aereo della NATO. Le Forze di Difesa estoni hanno emesso un avviso di minaccia aerea alle 3:11 per diverse contee, e i caccia turchi di stanza alla base aerea di Amari sono stati fatti decollare per intercettare i velivoli. L’allerta è stata revocata prima delle 6 del mattino.

    Il capo del Dipartimento di Comunicazione Strategica delle Forze di Difesa estoni ha confermato che i droni hanno violato lo spazio aereo estone. Il ministro degli Esteri ha evidenziato la prontezza della NATO a proteggere il territorio alleato, sottolineando la rapidità della reazione dell’Alleanza.

    Contemporaneamente, a Kiev, un attacco missilistico balistico ha colpito un deposito ferroviario e altre infrastrutture, causando sette morti sul posto, sei dei quali lavoratori ferroviari. Il bilancio complessivo degli attacchi della notte è di 12 vittime, tra cui un cittadino indiano, e decine di feriti. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha denunciato l’intensificazione degli attacchi russi, affermando che “la Russia pianifica sempre i suoi attacchi con l’obiettivo specifico di causare la massima distruzione possibile e di provocare danni alla popolazione”.

    Le esplosioni hanno risuonato a Kiev in concomitanza con l’allerta per un possibile attacco missilistico balistico. La capitale ucraina sta affrontando una campagna di attacchi che ha portato a ripetuti allarmi e interruzioni delle attività commerciali. Le autorità hanno adottato protocolli di sicurezza più rigidi in vista dell’apertura dell’anno scolastico, esortando la popolazione a rimanere nei rifugi e a evitare grandi eventi nelle aree ad alto rischio.

    In un altro sviluppo, la zona portuale di Ust-Luga, nella regione di Leningrado, ha subito danni a causa di un attacco con droni, come riportato dal governatore regionale. Sul fronte diplomatico, il presidente degli Stati Uniti ha dichiarato dallo Studio Ovale che “ci piace andare d’accordo con tutti”, rispondendo a domande sulla presenza del rappresentante russo al G20 finanziario negli Stati Uniti.

  • Le Case Automobilistiche Cinesi Accelerano la Produzione in Europa

    Le Case Automobilistiche Cinesi Accelerano la Produzione in Europa

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    Quali case automobilistiche cinesi stanno investendo in Europa?
    Geely, BYD, Chery, SAIC, Faw, Leapmotor e Xpeng sono tra le principali case automobilistiche cinesi che stanno investendo nella produzione in Europa.
    Quando è previsto l'avvio della produzione per Chery in Europa?
    Chery prevede di avviare la produzione nel primo trimestre del 2027.
    Qual è l'obiettivo di BYD in Ungheria?
    BYD ha avviato la produzione nel sud dell'Ungheria, con l'obiettivo di raggiungere la piena operatività entro la fine dell'anno.

    Le principali case automobilistiche cinesi stanno accelerando la localizzazione della produzione in Europa, con il 2027 indicato come anno potenzialmente decisivo per l’avvio definitivo di impianti occidentali. Dopo anni di aumento delle esportazioni, i gruppi ritengono necessario passare dall’export alla produzione locale per competere pienamente nel mercato europeo.

    Geely ha consolidato la propria presenza acquisendo marchi come Lotus, Volvo Cars, Polestar e LEVC. Il lancio del marchio Geely in Europa è previsto per il 2025, e l’azienda controlla anche Lynk & Co, Zeekr e il 50% di Smart.

    BYD, un altro protagonista del settore, ha avviato la produzione nel sud dell’Ungheria, con l’obiettivo di raggiungere la piena operatività entro la fine dell’anno. Già usciti i primi esemplari della Dolphin Surf, a breve sarà prodotto anche il SUV Atto 2.

    Chery, che detiene il 40% di una joint venture con la spagnola Ebro, sta lavorando su un sito produttivo in un ex stabilimento Nissan a Barcellona. La produzione è prevista per il primo trimestre del 2027, anche se ritardi hanno spinto il gruppo a considerare alternative nel Regno Unito in collaborazione con Nissan.

    SAIC, secondo per quota di mercato in Europa grazie al marchio MG, ha in programma di realizzare uno stabilimento in Galizia. Il governatore Alfonso Rueda ha dichiarato che darà priorità strategica al progetto, con un investimento iniziale atteso di circa 200 milioni di euro.

    Faw è attualmente in trattative con Stellantis per produrre in uno degli stabilimenti spagnoli del gruppo, con l’obiettivo di lanciare in Europa una dozzina di modelli elettrici e ibridi entro il 2028. Leapmotor, invece, pianifica di avviare la produzione di due modelli in Spagna, rafforzando un’alleanza che comprende distribuzione e produzione.

    Stellantis ha intensificato il dialogo con Dongfeng: le due società stanno creando una joint venture per gestire vendita, distribuzione, acquisti, ingegneria e produzione dei veicoli elettrici cinesi nel mercato europeo, con il sito prescelto a Rennes.

    Xpeng ha avviato un’alleanza con il fornitore Magna per assemblare fino a quattro modelli a Graz, in Austria, destinati al mercato europeo. Inoltre, i produttori cinesi continuano a sondare capacità produttiva in eccesso presso gruppi europei; Volkswagen, Ford e Nissan sono tra i potenziali partner per accordi o acquisizioni.

    Alfredo Altavilla, special advisor di BYD per l’Europa, ha dichiarato che la decisione sull’eventuale acquisizione di stabilimenti sarà presa molto presto, indicando Spagna e Francia come principali candidate.

  • L’Accordo Italia-Ecuador: Nuove Opportunità per l’Export delle Pere Italiane

    L’Accordo Italia-Ecuador: Nuove Opportunità per l’Export delle Pere Italiane

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    Cosa prevede l'accordo Italia-Ecuador?
    L'accordo prevede l'apertura all'export di pere italiane in Ecuador.
    Quando è iniziato il percorso negoziale?
    Il percorso negoziale è iniziato nel 2021.
    Quali sono i benefici per le pere italiane?
    L'Ecuador offre una nuova opportunità commerciale e transit time contenuti.

    L’Accordo Italia-Ecuador: Nuove Opportunità per l’Export delle Pere Italiane

    Il mercato ecuadoriano si apre all’export di pere italiane, grazie alla recente approvazione del Piano di lavoro da parte dell’autorità fitosanitaria ecuadoriana, Agrocalidad. Questo sviluppo rappresenta un’importante opportunità commerciale per le imprese italiane, che possono ora diversificare i propri mercati al di fuori dell’Europa.

    Un Percorso Negoziale Iniziato nel 2021

    Il processo per arrivare a questo accordo è iniziato nel 2021 e ha visto un’importante tappa nel settembre 2025, quando due ispettori ecuadoriani hanno visitato l’Italia per verificare il rispetto delle condizioni previste dal protocollo. Questa visita è stata organizzata dal Centro servizi ortofrutticoli (CSO Italy), evidenziando la collaborazione tra le imprese, il Servizio fitosanitario della Regione Emilia-Romagna e il Ministero dell’Agricoltura.

    Benefici dell’Accordo per le Pere Italiane

    Secondo Simona Rubbi, responsabile delle relazioni internazionali di CSO Italy, l’Ecuador rappresenta una destinazione strategica per le pere italiane. L’apertura di questo mercato offre una valida alternativa per affrontare le difficoltà legate all’attuale situazione geopolitica, con transit time contenuti che favoriscono l’export. Le aziende interessate dovranno ora verificare il rispetto dei requisiti previsti dal protocollo e predisporre le liste degli stabilimenti e dei frutteti destinati all’export.

    Passaggi per l’Operatività del Piano

    Per rendere operativo il Piano, le aziende dovranno raccogliere e inviare le informazioni necessarie al Ministero dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare, che a sua volta le trasmetterà alle autorità ecuadoriane per l’approvazione. Questo processo è fondamentale per consentire l’avvio delle esportazioni nel più breve tempo possibile.

    Il Commento del Ministro dell’Agricoltura

    Il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, ha definito questo accordo come un’apertura di un nuovo mercato strategico per le pere italiane in Sud America. Ha sottolineato che il settore, dopo anni difficili caratterizzati da cambiamenti climatici e fitopatie, sta intravedendo segnali di ripresa grazie al supporto del ministero e alla collaborazione con le Regioni e i produttori.

    Conclusioni

    In sintesi, l’accordo tra Italia ed Ecuador rappresenta un passo significativo per l’industria delle pere italiane, aprendo nuove strade commerciali e contribuendo alla diversificazione dei mercati. Con l’approvazione del Piano operativo, ci si attende un incremento delle esportazioni italiane verso un mercato promettente e strategico.

  • Scalable Capital lancia la sua prima succursale a Milano con un Iban italiano e tassi competitivi

    Scalable Capital lancia la sua prima succursale a Milano con un Iban italiano e tassi competitivi

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    Qual è la novità principale di Scalable Capital a Milano?
    Scalable Capital ha aperto una succursale a Milano, ottenendo un Iban italiano e aumentando la remunerazione della liquidità al 2,60% annuo.
    Come si gestiranno le tasse per i clienti italiani?
    Scalable Capital adotterà un regime amministrato, calcolando e versando le ritenute come sostituto d'imposta.
    Qual è l'obiettivo di Scalable Capital per il mercato italiano?
    L'azienda punta a raddoppiare o triplicare il numero mensile di nuovi clienti in Italia.

    Scalable Capital ha recentemente inaugurato la sua prima succursale bancaria a Milano, segnando un importante passo nella sua espansione in Italia. Con questa nuova apertura, l’azienda ha ottenuto un Iban italiano e ha annunciato una remunerazione della liquidità depositata sui conti pari al 2,60% annuo lordo. Queste mosse strategiche permetteranno alla società di gestire direttamente i rapporti fiscali con la clientela italiana e di operare sotto la vigilanza della Banca d’Italia, oltre a quella dell’autorità tedesca BaFin.

    Fondata nel 2014 in Germania, Scalable Capital è attiva in tutta Europa e conta oltre un milione di clienti, con più di 60 miliardi di euro in gestione. L’Italia rappresenta il secondo mercato più importante per l’azienda, dopo quello tedesco, dove è presente dal 2022. L’introduzione di un Iban italiano consente a Scalable di adottare un regime amministrato, il che significa che si farà carico di calcolare, trattenere e versare le ritenute come sostituto d’imposta. Questo cambiamento mira a superare le barriere burocratiche e fiscali che hanno scoraggiato molti investitori italiani fino ad oggi.

    Alessandro Saldutti, responsabile per Scalable Capital in Italia, ha dichiarato: «Le abitudini di investimento degli italiani stanno cambiando rapidamente». Secondo uno studio citato da Saldutti, l’adozione degli ETF potrebbe crescere del 50% nei prossimi 12 mesi, portando a 1,2 milioni di nuovi investitori. L’obiettivo dell’azienda è di «raddoppiare o addirittura triplicare il numero mensile dei nuovi clienti», un traguardo ambizioso in un contesto in cui oltre 1.100 miliardi di euro sono attualmente parcheggiati sui conti correnti, con un rendimento medio dello 0,19% annuo, soggetto all’erosione dell’inflazione.

    La nuova remunerazione del 2,60% si applica all’intero saldo, senza limiti o vincoli, e non richiede l’accredito dello stipendio. Inoltre, Scalable Capital offre un regime standard di garanzia dei depositi fino a 100.000 euro e una tutela estesa fino a 500.000 euro per i clienti Prime. Tra le ultime innovazioni, l’azienda ha introdotto il servizio di Agentic Investing, che apre la sua piattaforma ai principali assistenti di intelligenza artificiale, come ChatGPT, Claude e Grok, per supportare gli investitori nelle fasi di trading, nella gestione dei piani di accumulo e nelle watchlist.

    Erik Podzuweit, fondatore e co-CEO di Scalable, ha descritto questa iniziativa come «il più grande cambiamento tecnologico nel settore fintech dai tempi dell’internet banking». Sebbene l’introduzione di un conto corrente tradizionale rimanga un’ipotesi per il futuro, le attuali novità rappresentano un passo significativo per attrarre e facilitare gli investitori italiani.

  • Ex Ilva: l’indotto in crisi con il rischio di mille licenziamenti

    Ex Ilva: l’indotto in crisi con il rischio di mille licenziamenti

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    Qual è la situazione attuale dell'indotto dell'ex Ilva?
    L'indotto dell'ex Ilva sta affrontando una crisi con il rischio di mille licenziamenti a causa della fermata dell'area a caldo.
    Quante aziende sono coinvolte nei licenziamenti?
    Circa tre o quattro aziende sono coinvolte, con un impatto stimato su mille addetti.
    Quali misure stanno adottando le aziende colpite?
    Le aziende stanno avviando procedure di licenziamento collettivo e ricorso alla cassa integrazione.

    L’indotto dell’ex Ilva sta vivendo un momento critico, segnato da fermate e licenziamenti a causa del decreto della Corte d’Appello di Milano che impone la chiusura dell’area a caldo entro la fine di ottobre. Questo provvedimento ha già avuto ripercussioni significative su diverse aziende del settore, che ora annunciano l’avvio di procedure di licenziamento collettivo e ricorso alla cassa integrazione.

    Secondo un’associazione di imprese dell’indotto, i licenziamenti potrebbero coinvolgere circa un migliaio di lavoratori, distribuiti tra tre o quattro aziende. Inoltre, si stima che un ulteriore 30% dell’impatto sia già visibile nel mancato rinnovo dei contratti a tempo determinato. Tra le aziende colpite, Peyrani spa ha comunicato la sospensione di 55 unità, mentre Itelyum-Castiglia ha fermato la produzione e la logistica, portando alla sospensione di 70 addetti, di cui 16 a termine. Semat Engineering, invece, ha richiesto il rinnovo della cassa integrazione per oltre 200 lavoratori a seguito dello stop alle batterie delle cokerie, in corso da alcuni mesi.

    Nonostante la situazione incerta, l’azienda che gestisce l’impianto ha dichiarato che la data di fermata non è ancora definita, ma che sono state pianificate misure operative e un piano di comunicazione agli enti competenti. A breve sono attese tre convocazioni importanti: una con i sindacati per discutere le modalità e le tempistiche della fermata, una con il governo per discutere il futuro dell’ex Ilva, e una con il Tavolo Taranto per la nuova industrializzazione.

    In questo contesto, emergono anche proposte imprenditoriali locali. Il presidente di un gruppo metalmeccanico ha chiesto al governo di intervenire per salvare e trasformare tecnologicamente l’area a caldo, coinvolgendo l’imprenditoria territoriale. Inoltre, il consiglio di amministrazione dell’azienda ha deliberato un impegno di un milione di euro per partecipare a una cordata finalizzata all’acquisizione e al rilancio dello stabilimento.

    Dal punto di vista giudiziario, Ilva e Acciaierie d’Italia hanno presentato un ricorso straordinario in Corte di Cassazione e un’istanza di sospensiva alla Corte d’Appello. Acciaierie d’Italia contesta la misura disposta dalla Corte d’Appello, sostenendo che essa ha sostituito la misura rimediale prevista dal Tribunale, eliminando la possibilità di evitare la sospensione delle attività di produzione dell’acciaio.

  • Ludoil acquisisce il controllo di Isab: Implicazioni per il settore energetico italiano

    Ludoil acquisisce il controllo di Isab: Implicazioni per il settore energetico italiano

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    Quali sono i principali passaggi regolatori per l'acquisizione di Isab da parte di Ludoil?
    L'Antitrust ha deciso di non avviare un'istruttoria e la commissione Golden Power ha dato il via libera con prescrizioni.
    Quali sono le capacità di raffinazione di Isab?
    Isab ha una capacità di lavorazione di circa 320.000 barili al giorno, rappresentando quasi il 19% della capacità nazionale.
    Quali sono le sfide finanziarie per Ludoil dopo l'acquisizione?
    Il prezzo dell'acquisizione e la struttura finanziaria non sono stati resi noti, rendendo la sostenibilità dell'operazione una sfida centrale.

    Ad agosto 2026, Ludoil ha superato due passaggi regolatori cruciali per acquisire il 51% di Isab, il principale polo di raffinazione italiano situato a Priolo. Il 4 agosto, l’Antitrust ha deciso di non avviare un’istruttoria sull’acquisizione, ritenendola non idonea a ostacolare la concorrenza. Il giorno successivo, la commissione Golden Power ha dato il via libera con alcune prescrizioni.

    Con una capacità di lavorazione di circa 320.000 barili al giorno, Isab rappresenta quasi il 19% della capacità nazionale di raffinazione. Il complesso include 4 milioni di metri cubi di stoccaggio e un impianto Igcc da 532 MW, oltre a impiegare più di mille addetti. Questa acquisizione ha rilevanti implicazioni per il sistema energetico italiano, poiché Isab è considerato un’infrastruttura strategica.

    Il primo passo operativo sarà il closing dell’acquisizione, che conferisce a Ludoil il controllo di Isab. Da quel momento, si apriranno quattro nodi decisivi per il futuro della raffineria.

    Il primo nodo riguarda il rapporto con Trafigura, attuale fornitore di greggio e acquirente di circa il 90% dei prodotti raffinati di Isab, tramite un Master Supply and Offtake Agreement in esclusiva, valido fino al 2033. Sarà fondamentale valutare se questo rapporto rimarrà invariato, verrà rinegoziato o progressivamente sostituito. Una risoluzione anticipata del contratto potrebbe comportare conseguenze economiche significative, considerando che Ludoil non dispone di una filiera interna per l’approvvigionamento del greggio.

    Il secondo nodo riguarda gli investimenti. Ludoil ha in programma di trasformare Isab in una piattaforma multi-energy, sviluppando HVO, SAF, bio-olio e biocarburanti avanzati. La raffineria ha già avviato il co-processing con un obiettivo di 500.000 tonnellate annue, ma restano da definire i capex, i tempi, gli impianti coinvolti e le fonti di finanziamento.

    Il terzo punto è di natura finanziaria. L’ingresso e la trasformazione rappresentano per Ludoil un salto dimensionale significativo, ma il prezzo dell’acquisizione e la struttura finanziaria dell’operazione non sono stati resi noti, rendendo la sostenibilità dell’operazione una sfida centrale.

    Infine, resta da decidere il destino del 49% ancora in mano a Goi Energy. Sebbene il 51% conferisca il controllo, l’accordo prevede una seconda fase con opzioni put e call sulla quota residua.

  • Fincantieri Palermo: un futuro promettente con nuove navi expedition

    Fincantieri Palermo: un futuro promettente con nuove navi expedition

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    Quali sono i piani futuri di Fincantieri a Palermo?
    Fincantieri prevede di costruire due nuove navi expedition per Silversea, con un contratto atteso entro la fine dell'anno.
    Quali investimenti sono previsti per il cantiere di Palermo?
    Il Piano industriale prevede investimenti di 1,9 miliardi di euro fino al 2030, con un incremento del 10% della capacità produttiva nel settore crociere.
    Qual è la situazione attuale del cantiere di Palermo?
    Il cantiere conta 525 dipendenti diretti e oltre 2.500 persone nell'indotto, con 46 nuove costruzioni e 73 trasformazioni realizzate dal 1984.

    Il cantiere navale di Fincantieri a Palermo si prepara a un futuro promettente, con l’orizzonte produttivo che potrebbe estendersi fino al 2032. Secondo indiscrezioni, è in fase di definizione un memorandum d’intesa per la costruzione di due nuove navi expedition destinate alla compagnia di crociere Silversea. Queste navi, del peso di circa 30 mila tonnellate, potrebbero essere solo l’inizio, con opzioni per ulteriori costruzioni che potrebbero essere formalizzate in un contratto entro la fine dell’anno.

    Fincantieri, tuttavia, mantiene il riserbo riguardo a eventuali trattative commerciali in corso, né conferma né smentisce le voci. Questa possibile commessa rappresenterebbe un’evoluzione significativa nel rapporto tra il cantiere e Silversea, già consolidato da precedenti lavori di ammodernamento delle navi Silver Muse e Silver Spirit.

    A marzo, il cantiere di Palermo ha già ottenuto un’importante commessa per la costruzione di due navi expedition per Viking, con consegne previste nel 2030 e 2031. Queste unità, dotate di 189 cabine e una capacità di 378 passeggeri, sono certificate per operare in acque polari (Polar Class 6).

    Pierroberto Folgiero, amministratore delegato di Fincantieri, ha sottolineato come il cantiere di Palermo sia «parte integrante dei programmi di sviluppo del gruppo», evidenziando l’importanza di rafforzare questo sito come polo produttivo integrato e confermando un percorso di crescita strutturale.

    Il Piano industriale 2026-2030 prevede investimenti complessivi di 1,9 miliardi di euro, con l’obiettivo di incrementare del 10% la capacità produttiva nel settore delle crociere. Palermo è indicata tra i siti destinatari di questi investimenti, insieme ad Ancona e al cantiere romeno di Brăila, anche se non è stata specificata la quota destinata al cantiere siciliano.

    Tra le recenti attività del cantiere, si segnala l’entrata in servizio della Costanza I di Sicilia, avvenuta il 6 agosto, sulla rotta Porto Empedocle-Linosa-Lampedusa. Inoltre, è stato effettuato il varo del troncone di prua di Explora V, destinato al completamento a Sestri Ponente, e la consegna all Marina militare dell’Offshore Support Vessel Tritone, trasformato per attività subacquee.

    Dall’ingresso di Fincantieri nel 1984, il cantiere di Palermo ha realizzato 46 nuove costruzioni e 73 interventi di trasformazione, impiegando attualmente 525 dipendenti diretti e circa 2.500 persone tra l’indotto locale e i fornitori esterni, per un totale che supera i tremila addetti.

    In un contesto di riorganizzazione, è stata recentemente disposta l’incorporazione di Bacini di Palermo Spa, società controllata al 100% che gestisce i bacini di carenaggio. Questa razionalizzazione è stata motivata dalla necessità di semplificare la struttura e migliorare l’integrazione delle attività operative.

    Tuttavia, rimane un nodo infrastrutturale da affrontare. Oltre a uno dei maggiori bacini di carenaggio del Mediterraneo, è in costruzione un secondo bacino per 150 mila tonnellate, considerato strategico per ampliare le capacità operative. Questo progetto, inizialmente previsto per il 2024, è stato posticipato al 2026 e ha subito un ulteriore slittamento di circa mille giorni, portando l’orizzonte di completamento al 2029.