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  • Amazon Prime Big Deal Days 2026: Sconti e Novità in Australia

    Amazon Prime Big Deal Days 2026: Sconti e Novità in Australia

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    Quando si svolgerà il Prime Big Deal Days 2026 in Australia?
    Dal 29 settembre al 5 ottobre 2026.
    Quali marchi offriranno sconti durante l'evento?
    Marchi come Apple, Samsung, Dyson e Breville.
    Come posso accedere alle offerte se non sono un membro Prime?
    È disponibile una prova gratuita di 30 giorni.

    Amazon ha ufficialmente confermato che il Prime Big Deal Days 2026 si svolgerà in Australia dal 29 settembre al 5 ottobre 2026. Questo evento, che durerà sette giorni, coincide con il lungo weekend del Labour Day, noto anche come King’s Birthday, in New South Wales, South Australia e Australian Capital Territory. Le date sono state anticipate di una settimana rispetto all’edizione del 2025, che si terrà dal 7 al 13 ottobre.

    Negli Stati Uniti, il Prime Big Deal Days avrà una durata di sole 48 ore, dal 6 al 7 ottobre, ma l’edizione australiana è tradizionalmente concepita come un’anticipazione del Black Friday. Sebbene gli sconti australiani tendano a essere meno profondi rispetto a quelli del Prime Day di luglio o del Black Friday, l’anticipo delle date potrebbe portare a prezzi competitivi su prodotti tecnologici di alta gamma.

    Durante l’evento, si prevede che i consumatori possano approfittare di sconti su marchi rinomati come Apple, Samsung, Dyson e Breville. Inoltre, saranno disponibili offerte su prodotti Amazon come Kindle, Echo e Ring. Le migliori promozioni saranno riservate ai membri Prime, ma alcune offerte saranno accessibili anche al pubblico generale.

    Per chi non è ancora iscritto, Amazon offre una prova gratuita di 30 giorni. L’abbonamento Prime in Australia ha un costo di AU$9,99 al mese o AU$79 all’anno, e include servizi come Prime Video, Amazon Music, Amazon Luna e un abbonamento gratuito a DoorDash per due anni.

    Inoltre, Amazon Australia ha ampliato il servizio di consegna nello stesso giorno a Sydney e Melbourne, includendo un numero maggiore di articoli idonei per la consegna notturna. Questa modalità è ora disponibile anche in città come Adelaide, Central Coast, Newcastle, Geelong e Canberra.

    In vista dell’evento, sono già emerse alcune offerte anticipate su vari prodotti, tra cui:

    • Garmin Forerunner 265: AU$498 (prezzo originale AU$799)
    • Dyson Pure Hot+Cool Link: AU$499 (prezzo originale AU$599)
    • Cuffie Sony WH-1000XM5: AU$395 (prezzo originale AU$548)
    • Tracker Ugreen Finetrack Slim (Android): AU$39,25 (prezzo originale AU$65,99)
    • Power bank Iniu 45W 10.000 mAh: AU$29,98 (prezzo originale AU$39,99)

    Con queste novità, il Prime Big Deal Days 2026 promette di essere un evento da non perdere per gli appassionati di tecnologia e per coloro che cercano occasioni imperdibili.

  • StarCraft si Trasforma: Un Nuovo Gioco in Prima Persona per il 2030

    StarCraft si Trasforma: Un Nuovo Gioco in Prima Persona per il 2030

    In Breve

    Quando uscirà il nuovo gioco di StarCraft?
    Il nuovo gioco di StarCraft è previsto per il 2030.
    Qual è il nuovo formato del gioco?
    Il gioco sarà in prima persona e story-driven open-world.
    Qual è il tema centrale del gameplay?
    Il tema centrale è la tensione, con un combattimento realistico e immersivo.

    Blizzard Entertainment ha svelato i dettagli di un attesissimo progetto: un nuovo gioco di StarCraft che abbandona le meccaniche tradizionali degli RTS per abbracciare un formato in prima persona. Questo titolo, previsto per il 2030, promette di offrire un’esperienza di gioco story-driven open-world, rivoluzionando il modo in cui i fan interagiranno con l’universo di StarCraft.

    Il general manager e creative director Dan Hay ha spiegato che il passaggio a una visuale in soggettiva ha richiesto una profonda revisione del sistema di combattimento, del mondo di gioco e dei nemici, mantenendo comunque la fedeltà all’universo originale. Al centro di questo progetto c’è la sensazione di «tensione», un elemento cruciale che permea ogni aspetto del gameplay. Hay ha descritto il combattimento come «very, very clean and dangerous and mean and dark», sottolineando un’atmosfera cupa ma con una nota di speranza.

    Per rendere l’esperienza più realistica, i nemici saranno progettati per apparire tangibili e minacciosi. Il gameplay terrà conto della fisicità dell’equipaggiamento, descritto da Hay come un’armatura alta dieci piedi e pesante 1.000 libbre. Ogni movimento, attacco o sparo del giocatore dovrà trasmettere un senso di concretezza e impatto.

    Un aspetto interessante del nuovo design è la costruzione dell’avversario come una minaccia costante. Hay ha affermato che i giocatori dovranno affrontare sfide biologiche, con nemici che cercheranno di sopraffarli in modo aggressivo. Questa nuova impostazione introduce una forma di tensione «subtilmente diversa»: non più una visione dall’alto delle schiere di Zerg, ma un’esperienza «boots on the ground», dove ogni giocatore deve proteggersi, riparare la propria armatura e respingere gli attacchi nemici.

    «Every shot matters. Everything you do matters», ha sintetizzato Hay, evidenziando come la prospettiva in prima persona intensifichi la tensione progettuale. Questo approccio non solo cambia il modo in cui i giocatori vivranno il gioco, ma rappresenta anche una sfida per gli sviluppatori, che devono garantire un’esperienza coinvolgente e realistica.

    Con l’uscita prevista nel 2030, i fan di StarCraft possono aspettarsi un cambiamento radicale nel modo in cui interagiscono con il franchise. Con un focus sulla tensione e un gameplay che promette di essere tanto immersivo quanto avvincente, questo nuovo titolo potrebbe segnare un nuovo capitolo nella storia di StarCraft.

  • I geometri protagonisti di “Casa a prima vista”: un nuovo ruolo fino al 2027

    I geometri protagonisti di “Casa a prima vista”: un nuovo ruolo fino al 2027

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    Qual è il nuovo ruolo dei geometri in "Casa a prima vista"?
    I geometri avranno un ruolo attivo e centrale, con tredici professionisti coinvolti fino al 2027.
    Cosa prevede il progetto avviato nel 2024?
    Il progetto prevede oltre cinquanta video e contenuti su temi come sicurezza, efficienza energetica e pratiche edilizie.
    Quali tematiche affronteranno i geometri nel programma?
    Affronteranno pratiche edilizie, sicurezza degli edifici, efficienza energetica e gestione del patrimonio immobiliare.

    La collaborazione tra Cassa Geometri, Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Laureati, Fondazione Geometri Italiani e Real Time si rinnova e si rafforza, estendendosi fino alla fine del 2027. Questa iniziativa segna un significativo ampliamento della presenza dei geometri nel noto format televisivo “Casa a prima vista”.

    Dopo un primo coinvolgimento di tre professionisti nel 2024, il numero è aumentato a sei nel 2025 e, per la nuova stagione, i geometri coinvolti saliranno a tredici. Questi professionisti non si limiteranno a brevi apparizioni tra una visita e l’altra, ma assumeranno un ruolo attivo e centrale nel programma.

    Il progetto, avviato nel 2024 con il titolo “Il Geometra è di casa”, accompagnerà tre stagioni di “Casa a prima vista” da settembre 2026 a dicembre 2027. Durante questo periodo, saranno prodotti oltre cinquanta video, tra spot, approfondimenti e format speciali, che verranno diffusi su televisioni, piattaforme digitali e social media.

    Il primo blocco della nuova stagione prevede la realizzazione di 26 contenuti, strutturati secondo un meccanismo di domanda e risposta, per fornire informazioni utili e pratiche ai telespettatori. A partire da febbraio 2027, saranno introdotti i “Consigli dell’esperto”, che continueranno anche nella stagione autunnale, per affrontare questioni di rilevanza per i cittadini.

    Il ruolo dei geometri si estenderà a tematiche cruciali come pratiche edilizie, sicurezza degli edifici, efficienza energetica, accessibilità, questioni condominiali e gestione del patrimonio immobiliare. I tredici professionisti coinvolti sono liberi professionisti attivi sul territorio, scelti per mostrare competenze diverse e rispondere ai quesiti dei cittadini.

    Questa iniziativa non solo mira a rendere più accessibili informazioni tecniche, ma anche a rinnovare l’immagine della professione, portando in primo piano aspetti normativi e tecnici che influenzano la sicurezza e la fattibilità degli interventi immobiliari, oltre all’estetica delle abitazioni presentate nel programma.

  • Inaugurazione del Consolato Onorario della Repubblica d’Albania a Napoli

    Inaugurazione del Consolato Onorario della Repubblica d’Albania a Napoli

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    Dove si trova il nuovo Consolato Onorario della Repubblica d'Albania?
    Il Consolato Onorario si trova a Villa Doria d’Angri, Napoli.
    Chi è il Console Onorario?
    Il Console Onorario è Giuseppe Lettieri.
    Qual è l'obiettivo del Consolato?
    Il Consolato mira a supportare la comunità albanese e facilitare l'interscambio economico.

    È stata inaugurata a Villa Doria d’Angri, a Napoli, la nuova sede del Consolato Onorario della Repubblica d’Albania, un evento significativo per le relazioni tra Italia e Albania. La cerimonia ha visto la partecipazione di importanti figure politiche, tra cui il Primo Ministro albanese Edi Rama, il presidente della Giunta regionale della Campania Roberto Fico, e il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi.

    Il Consolato, guidato dall’imprenditore e manager Giuseppe Lettieri, si propone di essere un punto di riferimento per la comunità albanese residente in Campania. Durante l’inaugurazione, il Primo Ministro Rama ha sottolineato l’importanza di questa nuova sede, definendola come una ‘porta’ che apre a opportunità di collaborazione tra due realtà storicamente vicine e culturalmente affini.

    Il sindaco Manfredi ha evidenziato l’intenzione di sviluppare un gemellaggio con Durazzo, un passo che mira a riattivare i rapporti storici con i Balcani e l’Albania. Anche il presidente della Regione, Roberto Fico, ha richiamato l’attenzione sulla necessità di promuovere scambi culturali ed economici, mantenendo un legame stretto con le sponde italiane.

    Giuseppe Lettieri, il Console Onorario, ha dichiarato che il legame tra Italia e Albania è unico, sottolineando la diffusione della lingua italiana in Albania e l’amicizia profonda tra i due Paesi. Lettieri ha delineato i suoi impegni prioritari, che includono la creazione di un presidio di ascolto e supporto per la comunità albanese e la facilitazione dell’interscambio economico, trasformando così l’amicizia storica in opportunità di sviluppo imprenditoriale.

    Questa inaugurazione rappresenta quindi non solo un passo avanti per la comunità albanese in Italia, ma anche un’opportunità per le imprese che desiderano sviluppare sinergie commerciali tra le due sponde dell’Adriatico, contribuendo a rafforzare i legami economici e culturali tra Italia e Albania.

  • Rimbalzo delle Borse Europee in Attesa della Fed: Milano Sostenuta dal Settore Tecnologico

    Rimbalzo delle Borse Europee in Attesa della Fed: Milano Sostenuta dal Settore Tecnologico

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    Qual è l'andamento delle borse europee?
    Le borse europee stanno registrando un rimbalzo in attesa della decisione della Federal Reserve sui tassi d'interesse.
    Quali settori stanno trainando Milano?
    Milano beneficia del buon andamento dei titoli tecnologici e delle banche.
    Cosa si prevede per la Federal Reserve?
    Si prevede un possibile rialzo dei tassi, con una probabilità del 92% secondo il Cme FedWatch.

    Le borse europee stanno registrando un significativo rimbalzo mentre gli investitori si preparano ad affrontare la decisione della Federal Reserve, che potrebbe annunciare il primo rialzo dei tassi dal 2023. Secondo il Cme FedWatch, la probabilità di un aumento è del 92%. In questo contesto, la Bank of England è attesa il 17 settembre, con previsioni di mantenimento dei tassi nonostante un’inflazione di agosto salita al 3,1%. Il 18 settembre, la Bank of Japan potrebbe annunciare una stretta, chiudendo così un’importante tre giorni di riunioni delle banche centrali.

    Nel mercato delle materie prime, il prezzo del petrolio ha mostrato un ritracciamento dopo recenti rialzi, con le aziende statunitensi che hanno riportato un incremento delle riserve. Attualmente, il future di ottobre del WTI scambia sotto i 105 dollari al barile, mentre il contratto di novembre per il Brent si attesta intorno ai 108 dollari.

    Il mercato obbligazionario ha visto un allentamento della tensione, con acquisti sui titoli di Stato e rendimenti in calo. Il rendimento del Treasury decennale è tornato al 4,99% dopo aver toccato un picco a 5,04% il giorno precedente.

    A Milano, il FTSE MIB è in rialzo, sostenuto dal buon andamento dei titoli tecnologici e delle banche. Tra i principali titoli, Prysmian e STMicroelectronics stanno guadagnando terreno. Le banche, in particolare UniCredit, stanno beneficiando di un clima favorevole, con l’amministratore delegato Andrea Orcel che ha avviato colloqui con il governo tedesco per l’acquisizione di Commerzbank. Tuttavia, Stellantis ha visto vendite dopo un taglio del giudizio da parte di Berenberg.

    Nel mercato valutario, l’euro/dollaro rimane stabile, scambiando sopra 1,15, rispetto a 1,1540 della vigilia. Il gas naturale ha mostrato un calo, mantenendosi però oltre gli 80 euro al megawattora ad Amsterdam. Lo spread tra BTp e Bund si attesta a 87 punti base, in lieve calo rispetto agli 88 della chiusura precedente, con il rendimento del BTp decennale benchmark vicino al 4,41%.

    In Asia, la Borsa di Tokyo ha chiuso in rialzo, con il Nikkei che ha guadagnato lo 0,69% a 63.923 punti. I listini asiatici hanno registrato rialzi in un contesto di calo del petrolio, che rimane comunque vicino ai massimi plurimensili. Gli operatori si posizionano in attesa della decisione sui tassi della Federal Reserve.

    Ipek Ozkardeskaya, analista senior di Swissquote Bank, ha osservato che un aumento dei tassi da parte della Fed, senza ulteriori indicazioni dal presidente Kevin Warsh, potrebbe generare una reazione positiva sui mercati azionari e obbligazionari, con un possibile appiattimento della curva dei rendimenti e un rialzo dei prezzi azionari.

  • Mevis e ZZ Tech: La Prima Joint Venture Europea per Componenti di Celle Batteria

    Mevis e ZZ Tech: La Prima Joint Venture Europea per Componenti di Celle Batteria

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    Qual è l'obiettivo della joint venture tra Mevis e ZZ Tech?
    Produrre componenti strutturali per celle batteria in Europa, favorendo lo sviluppo di una supply chain locale.
    Quando è prevista la piena operatività della joint venture?
    Tra la fine del 2027 e l'inizio del 2028.
    Quale sarà il sito produttivo della joint venture?
    Un sito in Slovacchia è stato selezionato per la produzione.

    Mevis, un’azienda italiana, e la cinese ZZ Tech hanno ufficializzato la creazione della prima joint venture europea dedicata alla produzione di componenti strutturali di precisione per celle batteria. Questa nuova entità, partecipata per il 51% da Mevis e per il 49% da ZZ Tech, si propone di realizzare in Europa cans e lids destinati a Battery Electric Vehicles (BEV) e Battery Energy Storage Systems (BESS), contribuendo allo sviluppo di una supply chain locale.

    La joint venture prevede la condivisione di know-how, processi e tecnologie già validate su scala industriale, con un’esclusiva territoriale per il mercato europeo. Ciò significa che tutti i prodotti di ZZ Tech commercializzati in Europa dovranno transitare attraverso la joint venture, impedendo a entrambe le aziende di competere autonomamente nel continente.

    La governance della joint venture rimarrà sotto il controllo di Mevis, che avrà la responsabilità di nominare il CEO e le principali figure di management. Gli investimenti saranno effettuati in modo pressoché paritetico in contante, sottolineando l’impegno di entrambe le parti nel progetto.

    Questa iniziativa nasce in un contesto di gap tecnologico stimato in almeno due anni dell’industria europea rispetto ai produttori cinesi, che attualmente controllano oltre il 70% della produzione globale di veicoli elettrici e oltre il 75% della produzione di batterie. Per affrontare questa sfida, è stato avviato un percorso di integrazione industriale, organizzativa e tecnologica.

    La formalizzazione della joint venture è prevista tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027, con piena operatività attesa tra la fine del 2027 e l’inizio del 2028. Un sito produttivo è già stato selezionato in Slovacchia per consentire una rapida installazione delle tecnologie e garantire una vicinanza logistica agli hub delle gigafactory in Ungheria e Polonia. Il quartier generale di Mevis, situato a Rosà (Vicenza), ospiterà le funzioni strategiche, commerciali, di qualità, sviluppo prodotto e gli uffici tecnici.

    La prima fase produttiva prevede l’assunzione di oltre 100 persone, dimostrando l’impatto positivo che questa joint venture avrà sull’occupazione locale. Federico Visentin, CEO di Mevis, ha dichiarato: “L’Europa sta costruendo una propria filiera industriale per le batterie e crediamo che questa trasformazione richieda non solo capacità produttiva, ma soprattutto accesso alle migliori competenze disponibili a livello globale. Con questa operazione abbiamo scelto di unire la forza industriale di Mevis e la vicinanza ai clienti europei con il know-how tecnologico sviluppato da ZZ Tech in uno dei mercati più avanzati al mondo. Non si tratta semplicemente di realizzare una nuova iniziativa industriale, ma di creare una piattaforma capace di accelerare lo sviluppo di competenze, tecnologie e opportunità per l’intera catena del valore europea.”

    Samuel Wu, CEO di ZZ Tech, ha aggiunto che la firma dell’accordo conferma l’impegno dell’azienda a supportare la crescita dell’industria delle batterie su scala globale. Questa joint venture rappresenta la seconda iniziativa internazionale sottoscritta da ZZ Tech negli ultimi mesi, dopo quella avviata in Malesia.

  • Cresce l’adozione dell’intelligenza artificiale nelle imprese italiane

    Cresce l’adozione dell’intelligenza artificiale nelle imprese italiane

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    Qual è la percentuale di imprese italiane che utilizzano l'intelligenza artificiale?
    Il 19,5% delle imprese italiane utilizza soluzioni di intelligenza artificiale nel 2025.
    Quale settore ha la quota più alta di adozione dell'AI?
    Il settore dei servizi ha la quota più alta, con il 25,9% nel 2025.
    Qual è il ruolo di Unioncamere nell'adozione dell'AI?
    Unioncamere promuove incentivi e supporto per le piccole e medie imprese nell'adozione dell'intelligenza artificiale.

    Secondo i dati recenti, la quota di imprese italiane che dichiarano di utilizzare soluzioni di intelligenza artificiale è aumentata dal 13,1% nel 2024 al 19,5% nel 2025. Questo segna un passo importante verso la digitalizzazione del sistema produttivo italiano, avvicinando il settore alla soglia di una impresa su cinque.

    La crescita dell’adozione dell’AI è diffusa ma presenta differenze significative tra i vari settori. Il comparto dei servizi si conferma il leader nell’uso dell’intelligenza artificiale, con una quota che è passata dal 19,1% nel 2024 al 25,9% nel 2025. Tuttavia, è l’industria a registrare l’incremento più marcato in valore assoluto, con un aumento dal 6,2% al 13,6%.

    All’interno del settore industriale, le filiere del Made in Italy, come moda, automotive, arredo e agroalimentare, mostrano una progressione significativa. L’adozione dell’AI in queste aree è salita dal 3% nel 2023 al 6,3% nel 2024, fino a raggiungere l’11% nel 2025. Anche il commercio ha visto un aumento dell’adozione, con il 13% delle imprese che utilizzano l’AI, segnando un incremento di 4,2 punti percentuali. L’agricoltura, da parte sua, è passata dal 5,2% all’8,1%.

    Tra i principali fattori che hanno contribuito a questa crescita, emerge la maturità digitale delle imprese. Le aziende che adottano l’intelligenza artificiale hanno un punteggio medio di 2,81 su 4, rispetto a 2,17 delle altre. Inoltre, il 39,3% delle aziende che utilizzano l’AI ha una ricerca e sviluppo completamente automatizzata e integrata tra le funzioni aziendali, contro il 24,1% delle aziende che non utilizzano l’AI.

    Un altro elemento chiave è l’apertura ai mercati esteri: l’11,9% delle imprese esportatrici adotta l’intelligenza artificiale, rispetto al 7,1% delle aziende che operano solo sul mercato interno.

    Giuseppe Tripoli, segretario generale di Unioncamere, ha commentato che l’adozione dell’intelligenza artificiale in Italia è ancora in una fase iniziale. Ha sottolineato la necessità di supportare le piccole e medie imprese con incentivi economici, voucher, laboratori di sperimentazione e percorsi di formazione. Tra le iniziative menzionate, vi è la collaborazione con l’Istituto italiano di intelligenza artificiale (AI4I) per creare una rete di consulenze specialistiche dedicate alle PMI.

    In conclusione, l’adozione dell’intelligenza artificiale rappresenta non solo un’opportunità per le imprese italiane, ma anche una sfida, soprattutto per le PMI, che necessitano di supporto per affrontare questa trasformazione digitale.

  • LinkedIn lancia l’Hiring Assistant in italiano: un nuovo strumento per i recruiter

    LinkedIn lancia l’Hiring Assistant in italiano: un nuovo strumento per i recruiter

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    Cos'è l'Hiring Assistant di LinkedIn?
    È un assistente intelligente progettato per automatizzare attività di recruiting, come la ricerca e l'analisi dei profili.
    Quali sono i benefici dell'Hiring Assistant?
    Aumenta la qualità delle assunzioni e riduce il tempo necessario per identificare candidati qualificati.
    Come influisce l'Hiring Assistant sul lavoro dei recruiter?
    Consente ai recruiter di concentrarsi di più sulla relazione con i candidati, delegando operazioni routinarie.

    LinkedIn ha recentemente lanciato in italiano l’Hiring Assistant, un assistente intelligente progettato per supportare i recruiter nel processo di assunzione. Questo strumento automatizza attività ripetitive come la definizione dei requisiti, la ricerca e l’analisi dei profili, e il contatto con i candidati, utilizzando segnali in tempo reale provenienti da una rete di oltre 1,4 miliardi di membri.

    Il contesto attuale del mercato del lavoro è complesso: secondo le stime, le candidature globali per posizione sono praticamente raddoppiate dal 2022. In Italia, nel primo semestre del 2026, le imprese hanno programmato ben 2 milioni e 869mila assunzioni. Tuttavia, il 44,8% delle aziende prevede difficoltà nel reperire il personale necessario. Inoltre, il 66% dei recruiter ha segnalato che è diventato più difficile collocare le persone giuste, mentre il 52% ha riscontrato una maggiore complessità nel trovare talenti qualificati.

    In questo scenario, l’Hiring Assistant si propone di rendere più efficiente il processo di selezione. Lo strumento identifica i requisiti, ricerca simultaneamente talenti, analizza le candidature in base alle competenze richieste e prepara messaggi di contatto personalizzati. Per ogni profilo individuato, fornisce dati che spiegano la corrispondenza con la posizione, lasciando al recruiter la valutazione finale.

    È importante notare che, sebbene l’assistente possa cercare, analizzare e formulare raccomandazioni, non prende decisioni autonome di assunzione, non esclude candidati dal processo e non sposta persone nella pipeline di selezione. La responsabilità finale rimane sempre in capo al recruiter umano, che definisce gli obiettivi e può modificare i criteri di selezione.

    I risultati ottenuti con l’uso dello strumento sono promettenti: si registra un aumento medio dell’11% nelle assunzioni di qualità e del 18% nella cattura di professionisti altamente ricercati. A livello globale, i recruiter esaminano l’81% di profili in meno per individuare candidati qualificati e registrano un tasso di accettazione delle InMail superiore del 66% rispetto ai metodi tradizionali. Inoltre, risparmiano in media 1,5 ore per posizione nella fase di identificazione dei candidati più idonei.

    Marcello Albergoni, country manager di LinkedIn Italia, ha dichiarato: «In un mercato del lavoro sempre più complesso, il valore non sta soltanto nel fare recruiting più rapidamente, ma nel migliorare anche la qualità dell’incontro tra persone e opportunità». La versione italiana dell’Hiring Assistant, già utilizzata in inglese a livello globale e impiegata da 80 aziende italiane, punta a rendere più naturale l’interazione con i recruiter, superando le tradizionali ricerche per parole chiave.

    Delegando operazioni routinarie, l’Hiring Assistant consente ai recruiter di dedicare più tempo alla relazione con i candidati, alla comprensione delle loro aspirazioni e alla negoziazione delle offerte, senza sostituire il giudizio umano. Tuttavia, la recente dimissione di Jacob Coxon da Anthropic e le sue preoccupazioni riguardo all’evoluzione verso una superintelligenza hanno riacceso il dibattito sulla sicurezza dell’intelligenza artificiale. Il software descritto stabilisce limiti d’uso per mantenere il controllo umano nel processo di selezione.

  • Kidda: La Birra Siciliana che Rivoluziona la Filiera Agricola

    Kidda: La Birra Siciliana che Rivoluziona la Filiera Agricola

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    Cos'è Kidda?
    Kidda è una birra prodotta in Sicilia con malto di orzo coltivato localmente.
    Quando è prevista la prima cotta?
    La prima cotta è programmata per il 16 settembre a Terrasini.
    Qual è l'obiettivo del progetto Kidda?
    L'obiettivo è creare una filiera sostenibile che integri agricoltura e produzione brassicola.

    Kidda è la nuova birra artigianale che segna un passo importante per la produzione brassicola in Sicilia. Prodotta esclusivamente con malto ottenuto da orzo coltivato nell’isola, la prima cotta è programmata per il 16 settembre presso il birrificio Bruno Ribadi a Terrasini.

    Questo progetto innovativo rappresenta un’integrazione tra cerealicoltori, produttori di luppolo e birrifici, creando una filiera che utilizza materie prime italiane e porta il marchio Firmato dagli Agricoltori Italiani. È frutto della collaborazione tra Coldiretti, Consorzio Birra Italiana e Filiera Agricola Italiana, con l’obiettivo di trattenere sul territorio una quota maggiore del valore generato dalla produzione brassicola.

    Francesco Ferreri, presidente di Coldiretti Sicilia, sottolinea l’importanza di sviluppare un modello replicabile di integrazione tra agricoltura e trasformazione industriale. Secondo un’analisi condotta da Coldiretti e dal Consorzio Birra Italiana, nel 2025 in Sicilia erano attivi 60 birrifici, di cui nove agricoli, rappresentando il 15% del totale. Questo segna un incremento rispetto agli anni precedenti, dove nel 2024 gli agricoli erano cinque su 64 e nel 2023 sette su 65.

    Il progetto Kidda prevede un fabbisogno complessivo di malto di 1.000 quintali, con le seguenti aziende coinvolte: Bruno Ribadi (430 quintali), Rock Brewery (200 quintali), e 24 Baroni e Birra Epica (100 quintali ciascuna). Tra le altre imprese partecipanti figurano Birrificio dell’Etna, Compagnia del Fermento, e Terre a Sud Est.

    Secondo i dati Istat, la Sicilia produce circa 130.000 quintali di orzo su poco meno di 5.000 ettari. Tuttavia, la filiera del luppolo è ancora molto limitata, con solo due aziende attive su 0,11 ettari. Giuseppe “Peppe” Biundo, cofondatore del birrificio Bruno Ribadi e membro del consiglio di amministrazione del Consorzio Birra Italiana, ha dichiarato che l’ambizione è quella di costruire una filiera siciliana della birra che vada dalla coltivazione alla produzione.

    A livello nazionale, il numero di birrifici è diminuito da 1.182 nel 2023 a 1.167 nel 2025, mentre i birrifici agricoli sono aumentati da 273 a 306. In Sicilia, il 47% della popolazione consuma birra: il 4% quotidianamente, il 28% con minore frequenza e il 15% stagionalmente.

    Il progetto Kidda deve affrontare diverse sfide, tra cui la disponibilità delle materie prime, i costi di trasformazione e i cambiamenti climatici. Durante l’incontro di Terrasini, saranno presentate attività di ricerca sviluppate in collaborazione con l’Università di Udine, focalizzate sulla riduzione dei consumi di acqua ed energia nella maltazione e sulla produzione di malti con caratteristiche specifiche a partire da orzi distici nazionali e cereali resilienti.

    La prima cotta di Kidda rappresenterà un importante passo per verificare se l’integrazione tra campi e impianti produttivi possa trasformarsi in un modello produttivo stabile e sostenibile per la birra siciliana.

  • Contributo affitto per genitori separati: il nuovo bando del Mit

    Contributo affitto per genitori separati: il nuovo bando del Mit

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    Qual è l'importo del contributo per l'affitto?
    Fino a 500 euro al mese, pari al 50% del canone di locazione.
    Chi può accedere al contributo?
    Genitori separati o divorziati con figli a carico fino a 21 anni.
    Quali sono i requisiti per richiedere il contributo?
    Un contratto di locazione regolare e il rispetto del pagamento dell'assegno di mantenimento.

    Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, guidato dal ministro Matteo Salvini, ha annunciato un nuovo bando previsto per l’autunno 2026, finalizzato a fornire un sostegno economico ai genitori separati o divorziati che si trovano a dover affrontare le spese per l’affitto. Questo intervento mira a supportare le famiglie in difficoltà, in particolare quelle con figli a carico fino a 21 anni.

    Il contributo mensile potrà arrivare fino a 500 euro, corrispondente al 50% del canone di locazione, per un massimo di 6.000 euro nell’arco di 12 mesi. Questa misura è destinata esclusivamente al genitore non assegnatario della casa familiare di proprietà.

    Per poter accedere al contributo, sarà necessario presentare un contratto di locazione regolare e dimostrare di essere in regola con il pagamento dell’eventuale assegno di mantenimento. È importante notare che il contributo non sarà cumulabile con altri aiuti per l’affitto già esistenti.

    Il ministro Salvini ha inoltre chiarito che, rispetto alle precedenti misure, l’indicatore ISEE sarà sostituito dall’Irpef, con un limite di reddito fissato a 35.000 euro annui. Questa modifica è stata motivata dalla volontà di sostenere maggiormente coloro che sono attivamente impegnati nel mondo del lavoro.

    Il decreto è attualmente in fase di lavorazione e il Ministero sta definendo i dettagli operativi. È previsto un fondo complessivo di 60 milioni di euro, da distribuire nel triennio 2026-2028, con un investimento annuale di circa 20 milioni di euro.

    Questa iniziativa rappresenta un passo importante per alleviare le difficoltà economiche delle famiglie in situazioni di separazione, garantendo un supporto concreto per il pagamento dell’affitto e contribuendo a una maggiore stabilità abitativa per i genitori e i loro figli.