Autore: redazione

  • Il Ce.R.T.A. mette in discussione il futuro della pubblicità digitale

    Il Ce.R.T.A. mette in discussione il futuro della pubblicità digitale

    In Breve

    Qual è l'argomento principale del volume Lost in Targeting?
    Il volume discute la precisione, misurabilità ed efficienza della pubblicità digitale.
    Quali piattaforme controllano il mercato pubblicitario digitale?
    Alphabet, Meta e Amazon controllano quasi il 70% del mercato.
    Qual è la percentuale di investimenti pubblicitari misurati da organismi indipendenti nel Regno Unito?
    Solo il 16% degli investimenti pubblicitari si basa su audience misurate da organismi indipendenti.

    Il Ce.R.T.A. (Centro di Ricerca in Tecnologie e Attività di Marketing) dell’Università Cattolica ha recentemente pubblicato un volume intitolato Lost in Targeting, che solleva importanti interrogativi sulla precisione, misurabilità ed efficienza della pubblicità digitale. Lo studio, che incrocia letteratura scientifica, documenti delle piattaforme e interviste a operatori del settore in Italia, mette in evidenza che le tre principali piattaforme di digital advertising, Alphabet, Meta e Amazon, controllano quasi il 70% del mercato pubblicitario digitale.

    Una delle scoperte più preoccupanti è che oltre la metà del traffico internet è generato da bot, e che il 60% di ogni euro investito nel programmatic advertising si perde lungo la filiera, fermandosi presso gli intermediari prima di raggiungere il consumatore finale. Questo scenario pone sotto pressione tre pilastri fondamentali del sistema pubblicitario: brand, audience e medium.

    Per quanto riguarda il brand, lo studio sottolinea che il targeting fine può intercettare una domanda già esistente, ma costruire una marca richiede un impegno costante nel tempo, lavorando su notorietà, reputazione e immaginario collettivo. Anna Sfardini, una delle autrici del volume, ha affermato che «l’algoritmo è un ottimo venditore ma un pessimo costruttore di comunità», evidenziando il rischio che la frammentazione dell’audience possa ostacolare la creazione di un immaginario collettivo condiviso.

    La televisione, in questo contesto, viene richiamata per la sua capacità di aggregare grandi pubblici. Luca Poggi ha osservato che Rai e Mediaset, nelle fasce serali, possono unire fino a 12 milioni di persone nel minuto medio, un risultato difficile da replicare nel panorama del digital advertising.

    Dal punto di vista degli inserzionisti, la sfida principale è rappresentata dalla rilevanza e dall’attenzione. Edoardo Felicori ha messo in evidenza la difficoltà di misurare l’attenzione, affermando che «non si è ancora trovata nella industry una convergenza su che cos’è l’attenzione». Inoltre, ha richiamato l’importanza dei contesti editoriali e della brand safety come elementi cruciali per il successo delle campagne pubblicitarie.

    Il nodo della misurazione si rivela centrale: nel Regno Unito, solo il 16% degli investimenti pubblicitari si basa su audience misurate da organismi indipendenti, rispetto all’80% di dieci anni fa. Questo porta il mercato a fare affidamento su metriche proprietarie delle piattaforme, creando una situazione di opacità. Massimo Scaglioni ha commentato che «la promessa è stata mantenuta solo in parte» e ha denunciato la creazione di un sistema in cui chi vende pubblicità è anche chi ne misura i risultati.

    In Italia, la questione coinvolge organismi come Audicom e il Joint Industry Committee, che sono stati indicati come sedi per lavorare a una misurazione crossmediale in accordo con la delibera dell’Agcom. Matteo Cardani ha sottolineato l’urgenza di sviluppare metriche terze e indipendenti, mentre Federico Di Chio ha richiamato l’esigenza di un metro unico e comparabile per definire il valore dei contatti crossmediali, utilizzando l’immagine aristotelica della moneta come strumento di equivalenza.

  • Bocconi lancia una campagna da 200 milioni per studenti e ricerca entro il 2030

    Bocconi lancia una campagna da 200 milioni per studenti e ricerca entro il 2030

    In Breve

    Qual è l'obiettivo della campagna di raccolta fondi della Bocconi?
    Raccogliere 200 milioni di euro entro il 2030 per sostenere studenti e potenziare la ricerca.
    Quante donazioni ha ricevuto la Bocconi tra il 2021 e il 2025?
    Ha raccolto 110 milioni di euro grazie a oltre 6.700 donatori.
    Quali sono le principali sfide per i giovani in Italia?
    L'inverno demografico e la mobilità verso l'estero.

    L’Università Bocconi ha annunciato l’avvio di una campagna di raccolta fondi con l’ambizioso obiettivo di raggiungere 200 milioni di euro entro il 2030. Questa iniziativa è finalizzata a sostenere gli studenti, potenziare la ricerca e migliorare le infrastrutture del campus. Attualmente, l’ateneo conta circa 14.000 studenti, di cui circa un terzo beneficia di forme di sostegno economico.

    Tra il 2021 e il 2025, la Bocconi ha già raccolto donazioni filantropiche per un totale di 110 milioni di euro, grazie alla generosità di oltre 6.700 donatori. A questi si aggiungono impegni filantropici per circa 20 milioni dall’inizio del 2026. Quasi il 50% delle risorse raccolte è destinato al sostegno degli studenti, attraverso esoneri dalla retta, borse di studio e altre forme di supporto. L’80% di questi interventi è stato concentrato su misure di mobilità sociale, con l’obiettivo di aumentare l’accesso all’università per tutti, indipendentemente dalle condizioni economiche di partenza.

    La raccolta fondi è vista come uno strumento centrale per attingere a risorse che l’ateneo, in quanto istituzione priva di scopo di lucro, non otterrebbe altrimenti. Si sottolinea l’importanza di destinare i contributi a progetti concreti e rendicontati, come borse di studio, laboratori, cattedre e centri di ricerca.

    In termini di ricerca, l’università sta orientando i suoi sforzi verso approcci sempre più interdisciplinari, non limitandosi all’intelligenza artificiale. Tra le iniziative recenti, si segnala l’apertura di un dipartimento di scienze cognitive e la creazione di un centro di ricerca dedicato alla valutazione di impatto delle politiche pubbliche, in collaborazione con la Fondazione Invernizzi. Inoltre, è stata istituita una cattedra dedicata all’imprenditorialità, sostenuta dalla Fondazione Merloni. Si nota inoltre un crescente interesse verso nuove imprese e start-up, oltre ai tradizionali sbocchi professionali per manager e consulenti.

    Dal punto di vista sociale, l’ateneo sottolinea il ruolo cruciale delle università nella formazione del pensiero critico e nel sostegno alla democrazia, richiamando riferimenti storici alla costruzione civica attraverso l’istruzione. Due sfide principali emergono per i giovani in Italia: l’inverno demografico e la mobilità verso l’estero. Con soli 355.000 nati nel 2025, si evidenzia la necessità di attrarre studenti stranieri per compensare la riduzione demografica.

    Infine, la Bocconi ha registrato risultati significativi sul fronte dell’internazionalizzazione: circa due terzi delle domande per il primo anno delle triennali provengono dall’estero e quasi la metà dei nuovi docenti è originaria di paesi al di fuori dell’Italia. Tuttavia, persiste la preoccupazione per la fuga dei cervelli, con molti laureati che non ritornano nel paese. Al contempo, si osservano anche ritorni di italiani che hanno completato esperienze all’estero. L’ateneo sottolinea che la presenza di grandi imprese e politiche che valorizzino i laureati sono elementi chiave per l’attrattività del sistema universitario italiano.

  • Investimenti da 600 milioni di euro per l’aeroporto di Malpensa entro il 2029

    Investimenti da 600 milioni di euro per l’aeroporto di Malpensa entro il 2029

    In Breve

    Qual è l'importo degli investimenti programmati per Malpensa?
    Sea ha programmato investimenti per circa 600 milioni di euro entro il 2029.
    Quali sono i principali obiettivi degli investimenti?
    Rafforzare Malpensa come secondo scalo nazionale per passeggeri e primo per traffico merci.
    Quando sono attese le conclusioni dello studio su Sea e Sagat?
    Le conclusioni dello studio sono attese entro ottobre 2026.

    Sea, la società che gestisce l’aeroporto di Malpensa, ha programmato un ambizioso piano di investimenti da circa 600 milioni di euro da realizzarsi entro il 2029. Di questi, 50 milioni saranno dedicati all’innovazione tecnologica. L’obiettivo principale è rafforzare Malpensa come secondo scalo nazionale per passeggeri, dopo Roma Fiumicino, e primo scalo italiano per il traffico merci, contribuendo così alla competitività e all’attrattività di Milano e della Lombardia.

    Nel piano di investimenti 2025-2029, Sea prevede un raddoppio degli investimenti annuali, concentrandosi sulla creazione di nuove infrastrutture, spazi e un restyling dell’aeroporto. Tra i progetti chiave figura il T1XL, che prevede un investimento di oltre 100 milioni di euro per l’ampliamento e la riqualificazione del Terminal 1. Questo intervento includerà l’espansione verso nord, con circa 15.000 metri quadrati di nuovi spazi, e la ristrutturazione di oltre 28.000 metri quadrati di aree esistenti, al fine di migliorare le infrastrutture dedicate ai passeggeri internazionali e ampliare l’offerta di servizi.

    Attualmente, Malpensa collega Milano a 204 destinazioni in 83 Paesi e nel 2025 ha movimentato 763.000 tonnellate di merci, rappresentando oltre il 60% del cargo aereo nazionale. Negli ultimi due anni, sono state attivate 16 nuove destinazioni di lungo raggio. Dopo il potenziamento dei collegamenti con l’Asia, lo scalo sta ora ampliando la sua presenza verso il Nord America e l’America Latina; Washington, ad esempio, porterà a sette le destinazioni negli Stati Uniti, con una media di circa 12 voli al giorno, mentre dal 2027 Città del Messico collegherà Milano al Messico per la prima volta.

    In parallelo, è in corso uno studio per valutare un’eventuale integrazione societaria tra Sea e Sagat, il gestore dell’aeroporto di Torino. Le conclusioni di questo studio sono attese entro ottobre e saranno presentate ai soci per la valutazione. Attualmente, il capitale di Sea è detenuto per il 54,81% dal Comune di Milano e per il 45,01% da 2i Aeroporti, mentre Sagat è interamente controllata da 2i Aeroporti.

    Durante l’evento “Malpensa, porta d’Italia. Milano e la Lombardia viste dal mondo”, tenutosi il 17 settembre 2026, sono intervenuti importanti figure istituzionali, tra cui i presidenti di Assolombarda e Confindustria Varese, e il presidente della Regione Lombardia. Durante l’incontro, è stato sottolineato che le integrazioni possono migliorare l’efficienza e i servizi, anche se al momento mancano elementi sufficienti per una valutazione completa. È emerso, inoltre, che per il sistema industriale sono cruciali gli investimenti sullo sviluppo dello scalo e la sua accessibilità.

    Infine, è stato ricordato che Malpensa, considerando l’indotto, occupa oltre 40.000 persone e genera un fatturato stimato tra i 13 e i 14 miliardi di euro all’anno.

  • Rimbalzo dell’Export di Vino Italiano negli Stati Uniti: Un Segnale di Ripresa?

    Rimbalzo dell’Export di Vino Italiano negli Stati Uniti: Un Segnale di Ripresa?

    In Breve

    Qual è stato l'andamento dell'export di vino italiano verso gli USA a luglio?
    Le esportazioni sono aumentate del 9,5% in valore e dell'1,3% in quantità.
    Cosa indica l'aumento del prezzo medio del vino?
    Potrebbe segnare la fine dei tagli praticati dai produttori per compensare i dazi.
    Quali sono le prospettive per l'export di vino italiano nei prossimi mesi?
    Si prevede un attivo ancora più consistente, ma ci sono incertezze legate ai consumi.

    Rimbalzo dell’Export di Vino Italiano negli Stati Uniti: Un Segnale di Ripresa?

    Le esportazioni di vino italiano verso gli Stati Uniti hanno mostrato un significativo rimbalzo a luglio, con un incremento del 9,5% in valore e dell’1,3% in quantità. Questo miglioramento è accompagnato da un aumento del prezzo medio del vino, salito dell’8%, secondo i dati forniti dalla Commissione Europea e elaborati dall’Osservatorio dell’Unione Italiana Vini (Uiv).

    Questo incremento di prezzo potrebbe segnare la fine dei tagli praticati dai produttori italiani per compensare l’impatto dei dazi imposti in precedenza. Tuttavia, nonostante il miglioramento registrato a luglio, il trend generale nei primi sette mesi dell’anno rimane negativo, con una flessione dell’11% in valore, sebbene in miglioramento rispetto alla perdita del 14% registrata a giugno.

    L’Osservatorio Uiv prevede che agosto potrebbe portare a un attivo ancora più consistente, poiché non si verificano due mesi consecutivi di crescita nell’export verso gli Stati Uniti dall’inizio del 2025. Tuttavia, il segretario generale dell’Uiv, Paolo Castelletti, ha avvertito che è prematuro parlare di una vera e propria inversione di tendenza.

    Castelletti ha richiamato l’attenzione sull’incertezza legata ai consumi statunitensi, che non sono ancora ripartiti completamente, e sui rischi che i produttori europei devono affrontare, come l’indagine per overcapacity che potrebbe portare a nuovi dazi, oltre all’inflazione che sta erodendo il potere d’acquisto dei consumatori.

    Un aspetto interessante da considerare è che l’anno scorso, l’introduzione dei dazi ad agosto era stata preceduta da un’ondata di acquisti finalizzati all’accumulo di scorte. Questo fenomeno ha influenzato la lettura dei dati nei dodici mesi successivi; attualmente, i magazzini potrebbero essersi esauriti e i buyer hanno ripreso a ordinare.

    Carlo Flamini, responsabile dell’Osservatorio Uiv, ha sottolineato che il mercato americano è in profonda trasformazione. I consumi si stanno spostando all’interno del segmento vino, con un aumento della domanda per spumanti, cocktail e bevande pronte da bere. Inoltre, si osserva un crescente interesse per bevande alternative come hard teas e kombucha a base di cannabis, mentre cresce l’attenzione per packaging che favorisca portabilità e praticità.

    In questo contesto, il vino italiano dovrà adeguarsi a queste nuove tendenze per ricostruire un rapporto positivo con il principale mercato al mondo. L’industria vinicola italiana si trova di fronte a sfide significative, ma anche a opportunità per innovare e rispondere alle esigenze di un mercato in evoluzione.

  • Leadership Femminile e Innovazione: La Terza Tappa di Lead Her Way 2026 a Castel San Pietro Terme

    Leadership Femminile e Innovazione: La Terza Tappa di Lead Her Way 2026 a Castel San Pietro Terme

    In Breve

    Qual è il tema centrale di Lead Her Way 2026?
    Il tema centrale è la leadership femminile in relazione a innovazione, qualità e competitività.
    Dove si è svolta la terza tappa dell'evento?
    La terza tappa si è svolta a Castel San Pietro Terme, Bologna.
    Quando si concluderà il ciclo di eventi?
    Il ciclo si concluderà a Roma il 20 ottobre 2026.

    Il 18 settembre 2026, Castel San Pietro Terme ha ospitato la terza tappa di Lead Her Way 2026, un’iniziativa volta a promuovere la leadership femminile in relazione a innovazione, qualità e competitività. Organizzata da Range Rover, l’evento ha riunito esponenti delle istituzioni, del mondo accademico e imprenditoriale per discutere i modelli di leadership necessari in un contesto economico e sociale in continua evoluzione.

    Dopo le tappe di Torino e Verona, il ciclo si concluderà a Roma il 20 ottobre. Tra i relatori di spicco, hanno partecipato Francesca Marchetti, sindaca di Castel San Pietro Terme; Irene Priolo, assessora all’Ambiente della Regione Emilia-Romagna; Simona Tondelli, prorettrice vicaria dell’Università di Bologna; Emily Marion Clancy, vicesindaca di Bologna; e Michela Pancaldi, CEO di Tecnocupole Pancaldi.

    Durante la sessione intitolata “Storie che ispirano”, Clancy ha sottolineato l’importanza di riconoscere come il genere influisca ancora sull’accesso ai luoghi decisionali. Ha affermato: “Parlare oggi di leadership femminile significa riconoscere quanto ancora il genere condizioni l’accesso ai luoghi in cui si decide e si esercita il potere”, evidenziando la necessità di rivedere i modelli di leadership tradizionali, spesso dominati da una visione maschile.

    Michela Pancaldi ha richiamato l’attenzione sull’importanza dell’efficacia nel mondo imprenditoriale, affermando: “Ascoltare, osservare e scegliere di circondarsi di chi ne sa di più e sa fare meglio. Il miglioramento continuo è il punto zero da cui ripartire quotidianamente… E questa non è una questione di genere”.

    Francesca Marchetti ha descritto la leadership femminile come una questione di qualità e competitività, non solo un’opportunità per le donne. Ha messo in evidenza come la distribuzione del lavoro di cura possa ostacolare la crescita professionale femminile, invitando a “passare dalla conciliazione alla condivisione”.

    Il keynote di Daniela Reggiani ha posto l’accento su visione, competenze e capacità, mentre un panel dedicato a innovazione e sostenibilità ha esplorato il legame tra tecnologia, sostenibilità e capitale umano. È emerso chiaramente che innovare richiede lo sviluppo di competenze, la valorizzazione di professionalità diverse e la capacità di trattenere i talenti.

    La giornata si è conclusa con un dibattito sul valore della collaborazione e sulla costruzione di team efficaci, una sfida particolarmente sentita dalle PMI, con interventi di Francesca Corrado, Elena Lo Baido ed Emanuele Lumini.

  • Biometano in Italia: 398 impianti incentivati e un futuro sostenibile

    Biometano in Italia: 398 impianti incentivati e un futuro sostenibile

    In Breve

    Quanti impianti di biometano sono stati incentivati in Italia?
    398 impianti di biometano hanno ricevuto incentivi.
    Qual è la capacità complessiva degli impianti di biometano in Italia?
    La capacità complessiva è di 1,3 miliardi di metri cubi annui.
    Qual è l'obiettivo di produzione di biometano per il 2030?
    L'obiettivo è di 5,7 miliardi di metri cubi.

    Il biometano si sta affermando come una risorsa fondamentale per la transizione energetica in Italia. Secondo i dati recenti, sono 398 gli impianti di biometano che hanno ricevuto incentivi grazie al decreto ministeriale del 15 settembre 2022, con accesso ai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr). Questi impianti hanno una capacità complessiva di 1,3 miliardi di metri cubi all’anno, di cui 90 sono già operativi, producendo circa 275 milioni di metri cubi.

    Gli investimenti nel settore sono stati avviati con il decreto ministeriale del 2 marzo 2018, che ha previsto sostegni specifici per il biometano destinato al trasporto. Attualmente, la produzione nazionale di biometano, considerando gli impianti attivi e quelli quasi completati, ammonta a circa 2,5 miliardi di metri cubi. Tuttavia, l’obiettivo fissato dal Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (Pniec) per il 2030 è di raggiungere 5,7 miliardi di metri cubi.

    Dal punto di vista della domanda, la crescente diffusione di contratti di fornitura a lungo termine tra produttori agricoli e consumatori industriali sta incentivando l’aumento dei volumi commercializzati. Sotto la supervisione del Consorzio Italiano Biogas, sono stati registrati ben 60 accordi per un totale di 180 milioni di metri cubi all’anno. I settori che beneficiano maggiormente di questi contratti includono l’acciaio (46%), la carta (14%), la ceramica (11%), il cemento e i laterizi (11%), la chimica (10%), l’alimentare (7%) e la plastica (2%).

    Nonostante i progressi, i volumi erogati coprono solo una parte del fabbisogno dei vari comparti, arrivando in alcuni casi a soddisfare fino al 20% della domanda. I rappresentanti delle industrie ad alta intensità di carbonio, note come ‘hard to abate’, stanno lavorando per aumentare la portata del biometano utilizzato.

    Il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, ha descritto il biometano come una risorsa strategica per la decarbonizzazione, la sicurezza e l’autonomia energetica del Paese. Ha inoltre confermato che il ministero sta preparando un nuovo decreto di sostegno al settore, volto a promuovere ulteriormente i contratti di fornitura a lungo termine. Questo provvedimento potrebbe essere presentato all’Unione Europea entro la fine dell’anno e include anche una valutazione sull’opzione europea riguardante lo scostamento di bilancio.

    Piero Gattoni, presidente del Consorzio Italiano Biogas, ha sottolineato l’importanza di garantire continuità e stabilità nel quadro normativo per favorire nuovi accordi a lungo termine, sostenere lo sviluppo della filiera e contribuire alla competitività e alla sicurezza energetica del Paese.

  • Schlein propone un dialogo con Meloni sul piano energetico: tensioni nel campo progressista

    Schlein propone un dialogo con Meloni sul piano energetico: tensioni nel campo progressista

    In Breve

    Qual è la proposta di Schlein?
    Schlein ha proposto un piano in cinque punti per discutere l'utilizzo di 14 miliardi di euro per la transizione energetica.
    Quali sono le reazioni nel campo progressista?
    Giuseppe Conte e Angelo Bonelli hanno espresso forti critiche alla proposta, ritenendola inopportuna.
    Quali misure contiene il piano di Schlein?
    Il piano include il raddoppio del Conto termico e investimenti significativi per la riqualificazione energetica e il trasporto pubblico.

    Elly Schlein, segretaria del Partito Democratico, ha lanciato un appello alla premier Giorgia Meloni per avviare un dialogo costruttivo sulla politica energetica e sul clima. La proposta include un piano articolato in cinque punti, volto a discutere l’utilizzo di 14 miliardi di euro di risorse europee destinate alla transizione energetica fino al 2028.

    Tuttavia, l’iniziativa ha generato tensioni all’interno del campo progressista. Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, ha espresso la sua contrarietà, affermando che non ci sono le condizioni per collaborare con l’attuale governo. Ha citato le scelte controverse riguardanti le trivellazioni, l’emanazione di otto decreti e l’aumento dei costi di carburanti e bollette come motivi di preoccupazione.

    Angelo Bonelli, esponente dei Verdi, ha definito un errore tendere la mano a un governo che, a suo avviso, ha danneggiato le politiche climatiche e aggravato la crisi energetica. Anche il tempismo della lettera, considerato inopportuno da alcuni, ha sollevato malumori, soprattutto in un momento in cui si sta costruendo un programma comune e dopo l’annuncio dell’abolizione del bollo auto.

    Il piano proposto da Schlein prevede misure significative, tra cui:

    • Raddoppio delle dotazioni del Conto termico per le pompe di calore;
    • 3 miliardi di euro aggiuntivi per il Piano casa, destinati alla riqualificazione energetica;
    • 4 miliardi per sostenere le imprese;
    • 3 miliardi per un Fondo unico per le reti metropolitane e il trasporto rapido di massa;
    • 2 miliardi per l’elettrificazione e una revisione della tassazione sull’energia elettrica rispetto al gas.

    Schlein ha descritto questi interventi come concreti e attuabili, proponendoli come base per un confronto costruttivo. La presidente del Consiglio Meloni ha risposto sottolineando che la proposta di Schlein rappresenta anche un riconoscimento del lavoro del governo, citando il Conto Termico 3.0 e i 900 milioni di euro annui stanziati dall’esecutivo. Meloni ha annunciato che approfondirà le proposte e le prenderà in considerazione se ritenute utili.

  • Webuild avvia un’Opa totalitaria su Trevi: adesioni dal 28 settembre al 20 novembre

    Webuild avvia un’Opa totalitaria su Trevi: adesioni dal 28 settembre al 20 novembre

    In Breve

    Quando inizia e termina l'adesione all'Opa di Webuild su Trevi?
    L'adesione inizia il 28 settembre e termina il 20 novembre.
    Qual è il corrispettivo offerto per azione?
    Il corrispettivo è di 4,50 euro per azione ordinaria.
    Cosa prevede l'integrazione di Trevi in Webuild?
    Permetterà a Trevi di espandere la propria attività e mantenere la propria identità.

    Webuild ha ufficialmente lanciato un’offerta pubblica di acquisto (Opa) totalitaria su Trevi, una mossa strategica che potrebbe ridefinire il panorama del settore delle costruzioni in Italia. Il periodo di adesione all’offerta inizia alle 8:30 del 28 settembre e terminerà alle 17:30 del 20 novembre, salvo eventuali proroghe.

    La Commissione Nazionale per le Società e la Borsa (Consob) ha approvato l’offerta il 15 settembre, e il Documento di Offerta è stato pubblicato, fornendo dettagli cruciali per gli azionisti di Trevi. Il corrispettivo offerto è di 4,50 euro per azione ordinaria, un prezzo che rappresenta un premio di circa il 30% rispetto al valore di mercato alla data di riferimento. Il pagamento delle azioni è previsto per il 27 novembre, a condizione che non ci siano proroghe nel periodo di adesione.

    L’offerta è interamente supportata da un contratto di finanziamento, finalizzato a coprire l’esborso per l’acquisto di tutte le azioni di Trevi e a gestire l’eventuale rifinanziamento del debito dell’azienda, sul quale l’offerta non pone condizioni. Questo approccio mira a garantire una transizione fluida e sostenibile per Trevi, integrando le sue competenze specialistiche all’interno di una piattaforma industriale più ampia.

    Secondo il Documento di Offerta, l’integrazione delle competenze di Trevi con quelle di Webuild permetterà all’azienda di proseguire e ampliare la propria attività, beneficiando dell’accesso diretto alla rete globale del gruppo, presente in 50 paesi da oltre 120 anni. L’ingresso nel gruppo è descritto come un’opportunità di crescita per Trevi, le sue persone e il suo know-how, mantenendo al contempo l’identità aziendale, il centro direzionale in Italia e il patrimonio di competenze tecniche, progettuali e manageriali.

    Trevi, quindi, continuerà a mantenere un approccio aperto al mercato, continuando a offrire servizi ad alto valore aggiunto all’intero settore, garantendo così la propria competitività e sostenibilità nel lungo periodo.

  • Allerta sicurezza: software malevolo si spaccia per intelligenza artificiale per rubare criptovalute

    Allerta sicurezza: software malevolo si spaccia per intelligenza artificiale per rubare criptovalute

    In Breve

    Qual è la nuova tendenza nel panorama della sicurezza informatica?
    Software malevoli si spacciano per agenti di intelligenza artificiale per rubare portafogli di criptovalute.
    Come agiscono gli attaccanti per rubare criptovalute?
    Inducono gli utenti a scaricare programmi dannosi che sostituiscono estensioni per criptovalute legittime con versioni contraffatte.
    Quali misure di sicurezza sono raccomandate da HP?
    Adottare approcci zero-trust e soluzioni come HP Wolf Security per migliorare la protezione degli endpoint.

    Un recente report trimestrale di HP, basato su dati raccolti tra aprile e giugno 2026, ha messo in luce una preoccupante tendenza nel panorama della sicurezza informatica. Secondo il report, software malevoli si spacciano per agenti di intelligenza artificiale (IA) al fine di indurre gli utenti a scaricare programmi dannosi, con l’obiettivo di colpire portafogli di criptovalute.

    Le campagne di phishing individuate promuovono falsi agenti di trading basati su IA. Una volta installati, questi software analizzano i browser degli utenti alla ricerca di estensioni per criptovalute, come Coinbase e MetaMask, sostituendole con versioni contraffatte progettate per rubare credenziali e svuotare i portafogli digitali.

    Parallelamente, si registra un uso crescente del QR phishing, una tecnica che reindirizza le vittime dai personal computer a dispositivi mobili meno protetti. Gli attaccanti distribuiscono file PDF con testo oscurato e richiedono agli utenti di scansionare un codice QR per sbloccare il documento, aggirando così i filtri di rete aziendali.

    Il report di HP segnala anche la diffusione del caricatore modulare Phantom Gate, un componente che estende le capacità del malware Phantom Stealer. Commercializzato come strumento per test di penetrazione, viene invece utilizzato per scalare le infezioni su vasta scala.

    I dati di tracciamento mostrano che il 10% delle minacce via posta elettronica ha superato almeno un filtro di scansione dei gateway. I file eseguibili sono stati il vettore principale nel 40% dei casi, seguiti da archivi compressi al 38% e documenti PDF al 7,5%.

    Patrick Schläpfer, Principal Threat Researcher di HP Security Lab, ha osservato che gli attaccanti stanno sfruttando l’adozione di strumenti di IA agentica per creare esche più sofisticate, rendendo la distribuzione del malware più difficile da rilevare. Questo approccio consente la composizione di catene di infezione pericolose, aumentando il rischio di compromissione per le organizzazioni.

    Giampiero Savorelli, VP e AD di HP Italy, ha sottolineato l’importanza di evolvere le strategie di sicurezza con la stessa rapidità dei criminali. Ha raccomandato l’adozione di approcci zero-trust, basati su isolamento e contenimento, per prevenire che clic e download non attendibili si trasformino in rischi. Savorelli ha richiamato l’attenzione sul ruolo di soluzioni come HP Wolf Security nel rafforzare la protezione e la resilienza degli endpoint, dal livello hardware al software e ai servizi.

  • Lucid Motors e Bolt: Al via la collaborazione per i robotaxi in Europa

    Lucid Motors e Bolt: Al via la collaborazione per i robotaxi in Europa

    In Breve

    Qual è l'obiettivo della collaborazione tra Lucid Motors e Bolt?
    L'obiettivo è introdurre robotaxi in Europa, con un piano di schierare 25.000 veicoli autonomi.
    Quando è previsto il lancio della piattaforma mid-size di Lucid?
    Il lancio è previsto per la seconda metà del 2027.
    Qual è l'obiettivo a lungo termine di Bolt per i veicoli autonomi?
    Bolt mira a raggiungere 100.000 veicoli autonomi sulla propria piattaforma entro il 2035.

    Lucid Motors, l’innovativa azienda californiana nel settore automobilistico, ha annunciato una collaborazione strategica con la piattaforma europea di mobilità Bolt. Questa intesa mira a portare i robotaxi di Lucid in Europa, un passo significativo verso la mobilità autonoma nel continente.

    Bolt ha in programma di schierare almeno 25.000 veicoli completamente autonomi basati sulla nuova architettura mid-size di Lucid. Questa piattaforma è stata progettata per essere più piccola e meno costosa rispetto alle attuali offerte sul mercato, rendendo la tecnologia dei veicoli autonomi più accessibile.

    La collaborazione arriva in un momento di ristrutturazione per Lucid, sotto la direzione del nuovo CEO Silvio Napoli. Recentemente, l’azienda ha ridotto quasi il 20% della sua forza lavoro e ha posticipato il lancio del primo veicolo sulla piattaforma mid-size alla seconda metà del 2027. Attualmente, Lucid non ha ancora distribuito versioni commerciali dei suoi veicoli, ma sta lavorando a stretto contatto con Uber e la società di veicoli autonomi Nuro per lanciare una versione robotaxi del SUV Gravity entro la fine del 2026.

    In base all’accordo, Bolt intende possedere e gestire la flotta di robotaxi, e le due aziende collaboreranno fin dalle prime fasi di sviluppo del prodotto per creare una piattaforma veicolare pronta per i sistemi di guida autonoma (ADS). I veicoli utilizzeranno l’architettura di calcolo e i sensori per veicoli autonomi forniti da Nvidia, noti come Hyperion. Tuttavia, non sono stati forniti dettagli riguardo al fornitore del software di guida autonoma.

    Attualmente, non ci sono stati scambi finanziari o ordinativi ufficiali tra le due aziende, né un calendario pubblico per il dispiegamento della flotta. Bolt ha definito questa intesa come un passo importante verso l’obiettivo di avere 100.000 veicoli autonomi sulla propria piattaforma entro il 2035.

    Markus Villig, fondatore e CEO di Bolt, ha commentato: «La guida autonoma in Europa richiede che dati, software, veicoli e operazioni lavorino come un sistema unico, progettato per le strade e le normative europee. Lucid porta una piattaforma di livello mondiale e insieme co-progetteremo il veicolo e il software basandoci sui nostri dati e su oltre un decennio di esperienza operativa in più di 850 città. Nessuno è meglio posizionato per gestire servizi di mobilità autonoma in modo efficiente su larga scala.»

    Silvio Napoli ha aggiunto: «La portata e l’esperienza operativa di Bolt lo rendono un partner ideale per scalare la mobilità autonoma in tutta Europa.»