In Breve
- Qual è l'accordo raggiunto tra Paramount e Warner Bros. Discovery?
- Paramount ha raggiunto un accordo con la California e altri undici Stati che rimuove gli ostacoli legali alla fusione da 110 miliardi di dollari con Warner Bros. Discovery.
- Quali sono i requisiti di produzione stabiliti dall'accordo?
- Paramount deve garantire almeno trenta uscite nei primi due anni e trentadue negli anni successivi, oltre a investire 300 milioni di dollari in più nella produzione negli Stati Uniti.
- Cosa succede in caso di inadempienza?
- Paramount dovrà cedere gli studi Miramax e pagare 30 milioni di dollari per ogni film non prodotto.
Paramount Pictures ha annunciato di aver raggiunto un accordo con la California e altri undici Stati, rimuovendo uno degli ultimi ostacoli legali alla fusione da 110 miliardi di dollari con Warner Bros. Discovery. Questo accordo ha portato al ritiro della causa antitrust, permettendo così di proseguire con l’operazione.
Il decreto di conciliazione stabilisce requisiti specifici per la produzione cinematografica. In particolare, Paramount dovrà garantire almeno trenta uscite nelle sale nei primi due anni e trentadue uscite in ciascuno degli anni successivi per un periodo di cinque anni. Inoltre, l’azienda dovrà investire almeno 300 milioni di dollari in più nella produzione negli Stati Uniti rispetto ai livelli del 2025.
Tra i film che verranno prodotti, almeno quattro dovranno essere di tipo indipendente, mentre almeno il 20% delle produzioni dovrà rientrare nella categoria dei kolossal, con budget superiori a 50 milioni di dollari e distribuzione su almeno 3.000 schermi statunitensi nel primo mese di uscita. In caso di inadempienza, Paramount sarà tenuta a cedere gli studi Miramax e a versare 30 milioni di dollari per ogni film non prodotto.
L’accordo prevede anche il mantenimento di un servizio di streaming gratuito, simile a Pluto TV, e un divieto di vendere, per almeno cinque anni, gli studi di Paramount e i terreni di Warner Bros. in California. Sono state stabilite regole specifiche per le trattative sui canali via cavo del gruppo unificato. Inoltre, è stato creato un comitato per l’indipendenza editoriale composto da cinque giornalisti con almeno dieci anni di esperienza, per garantire l’autonomia redazionale di CBS e CNN.
La Writers Guild of America ha raggiunto un accordo separato che ha chiuso la propria causa antitrust contro Paramount. Il procuratore generale della California, Rob Bonta, ha descritto l’intesa come l’opposto della fusione Disney-Fox del 2018, sottolineando che non si tratta di un via libera politico alla fusione, ma di una soluzione che affronta le preoccupazioni antitrust, tutelando la concorrenza, la scelta dei consumatori e gli interessi dei lavoratori.
David Ellison, presidente e amministratore delegato di Paramount, ha espresso gratitudine verso i procuratori generali coinvolti, la Writers Guild e il governatore della California per il supporto ricevuto. Ha evidenziato l’importanza di proteggere i consumatori, i lavoratori e la comunità creativa attraverso impegni concreti. L’operazione aveva già ricevuto il via libera unanime delle autorità della concorrenza in quasi settanta giurisdizioni, e con la risoluzione delle obiezioni sollevate dagli Stati e dal sindacato degli sceneggiatori, la fusione può ora considerarsi sbloccata.
Questo accordo arriva a pochi giorni dall’entrata in vigore della “ticking fee”, una penale che avrebbe obbligato Paramount a versare 25 centesimi per azione agli azionisti di Warner Bros. Discovery per ogni trimestre di ritardo oltre il 30 settembre, con un costo stimato di circa 7 milioni di dollari al giorno. La fusione era stata oggetto di ricorsi presentati da vari Stati, i quali sostenevano che l’operazione avrebbe creato un colosso in grado di arrecare danni significativi al settore dell’intrattenimento. Un giudice aveva temporaneamente sospeso l’operazione poco dopo la presentazione della causa.

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