Infortuni sul lavoro in Italia: nel 2025 aumentano le denunce, ma calano i decessi

Infortuni sul lavoro in Italia nel 2025

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Quante denunce di infortunio sono state registrate nel 2025?
Nel 2025 sono state registrate 600.000 denunce di infortunio sul lavoro.
Qual è il numero di decessi sul lavoro nel 2025?
I decessi sul lavoro nel 2025 sono stati 1.198.
Qual è l'andamento delle malattie professionali nel 2025?
Le denunce per malattie professionali sono aumentate dell'11,3%, raggiungendo 98.312 casi.

Nel 2025, le denunce di infortunio sul lavoro in Italia hanno raggiunto un totale di 600.000, segnando un incremento dell’1,2% rispetto all’anno precedente. Questo dato è accompagnato da una riduzione dei decessi, che sono scesi a 1.198, con un calo del 3,3%. Di queste denunce, 519.000 riguardano lavoratori, mentre 81.000 sono attribuibili a studenti, con un incremento rispettivo dello 0,8% e del 3,4%.

Analizzando i decessi, si evidenzia che 1.189 vittime appartengono al mondo del lavoro (37 in meno rispetto al 2024, -3,02%), mentre 9 sono studenti (4 in meno, -30,77%). Gli infortuni avvenuti durante l’attività lavorativa ammontano a 414.917, con un incremento dello 0,5%. La maggior parte degli infortuni si verifica nel settore dell’Industria e dei servizi, che rappresenta l’89,7% dei casi, seguito dall’Agricoltura con il 5,8% e dal conto Stato con il 4,5%. Rispetto al 2024, l’Industria e servizi ha visto un aumento dello 0,6%, mentre l’Agricoltura ha registrato un calo del 2,1%.

La diminuzione dei decessi sul lavoro (-38 casi, -4,1%) è attribuibile interamente all’Industria e servizi, che ha registrato 43 vittime in meno. Questo settore rappresenta l’85,2% delle denunce mortali, seguito dall’Agricoltura (13,5%) e dal conto Stato (1,3%). Per quanto riguarda i settori specifici, le Costruzioni hanno registrato 175 denunce mortali (19 in meno), il Comparto manifatturiero ha visto 129 denunce (8 in più) e il Trasporto e magazzinaggio ha avuto 126 denunce (20 in meno).

Le lavoratrici costituiscono il 32,1% degli infortuni sul lavoro e il 6,1% dei decessi. Le denunce per fasce d’età mostrano che il 35,5% riguarda lavoratori tra 50 e 64 anni, il 30,7% quelli sotto i 35 anni e il 30,6% la fascia 35-49. La quota degli over 64 è aumentata al 3,2%, rispetto al 2,9% nel 2024. Tra le vittime, due su tre hanno più di 50 anni.

In merito agli infortuni in itinere, ovvero quelli che avvengono tra l’abitazione e il luogo di lavoro, si registrano 104.417 casi, con un incremento del 2,4%, superando i 103.492 casi del 2019. I decessi in itinere sono sostanzialmente stabili (299 contro 298), ma comunque inferiori ai 335 del 2019.

Un altro dato significativo è l’intensità degli infortuni in rapporto agli occupati, che è scesa: nel 2025 si sono registrati 1.720,4 infortuni ogni 100.000 occupati, con una diminuzione dello 0,3% rispetto al 2024 e del 13,4% rispetto al 2019. Anche l’incidenza dei decessi è diminuita, attestandosi a 3,69 decessi ogni 100.000 occupati, con una riduzione del 4,9% rispetto al 2024.

Le denunce per malattie professionali hanno raggiunto il numero record di 98.312 nel 2025, con un incremento dell’11,3% rispetto alle 88.338 del 2024. Questo rappresenta il dato più elevato degli ultimi 26 anni, quadruplicato rispetto al 2000. L’aumento è attribuito all’azione di patronati e medici certificatori e viene interpretato più come un’emersione del sommerso che come un peggioramento delle condizioni di lavoro. Le patologie muscolo-scheletriche, in particolare, hanno raggiunto circa 70.000 casi, rappresentando tre denunce su quattro.

Fabrizio D’Ascenzo, presidente dell’Inail, ha sollecitato l’estensione delle tutele a nuove categorie di lavoratori, chiedendo di abolire il criterio selettivo del Testo unico per promuovere un principio di universalità. Ha inoltre sottolineato l’importanza di adeguare le prestazioni economiche per infortunati e tecnopatici, richiamando proposte per aggiornare le tabelle di indennizzo del danno biologico e aumentare l’indennità giornaliera per inabilità temporanea. L’Inail conferma il suo impegno nel sostenere strumenti per la gestione della salute e sicurezza sul lavoro.

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